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Posts Tagged ‘scuole’

scuolaIl sindaco di Amatrice ferma le lezioni nel paese fino a quando non saranno rifatte le strade: “Ci hanno abbandonati”.

CAMERINO (MACERATA) – Anche la scuola simbolo dei tre terremoti in settanta giorni, la “Romolo Capranica” di Amatrice ricostruita in moduli in sole due settimane, si è fermata. Ieri, a fianco del prefabbricato che ospita materne, elementari e medie, è stato inaugurato il nuovo liceo, ma senza studenti nelle classi: né i piccoli né i liceali. Il sindaco Sergio Pirozzi ha emesso domenica un’ordinanza con la quale chiude «a tempo indeterminato» le scuole di ogni ordine e grado di Amatrice, ovvero quelle sistemate nei prefabbricati di Villa San Cipriano. Questo perché le strade di accesso alla città, colpita il 24 agosto e nuovamente scossa dal sisma del 30 ottobre, sono degradate al punto da essere diventate insicure.

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Una settimana fa abbiamo speso due miliardi per la banca asiatica degli investimenti, e oggi non siamo in grado di trovare un miliardo per la salute dei nostri bambini. Il Pd ha bocciato l’erogazione di fondi per liberare le scuole dall’amianto. Le scuole dove vanno i nostri bambini. Questa è una delle scene più vergognose (e non sono poche) vissute in questi 3 anni. (altro…)

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estintorebimbo

Ogni settimana mi recherò nelle scuole per dare un segnale simbolico, che da lì riparte il Paese, dalla capacità di educare nasce la credibilità di un Paese“. Era il 24 febbraio 2014, quasi due anni fa, e il Bomba faceva una delle tante promesse mai mantenute. Si recò a Treviso due giorni dopo, fu contestato e costretto a fuggire da un’uscita secondaria per non incontrare i cittadini. Poi fu la volta di Siracusa, per rimediare alla figuraccia di Treviso fecero intonare ai bambini una canzoncina per il premier in un grottesco remake di propaganda fascista, ricordate? Anche lì venne contestato dai precari e nelle scuole non lo si rivide più. Non si sa se solo per evitare ulteriori figuracce o per paura che una scuola gli crolli in testa, perchè il Bomba sa che la situazione nelle scuole è drammatica. (altro…)

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Scuole

IL SOTTOSEGRETARIO FARAONE: “PER METTERLE IN SICUREZZA CI VOGLIONO ALMENO 12 MILIARDI, NE ABBIAMO MESSI 3,9”. LESIONI STRUTTURALI IN 3 EDIFICI SU 4.

La scuola Pessina di Ostuni ha un soffitto in frantumi, ma anche la vulgata renziana dei miliardi all’edilizia scolastica non se la passa tanto bene. Che qualcosa stia scricchiolando nel racconto al miele lo ha certificato ieri il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone: “Per quella vicenda, qualche testa salterà. Noi però abbiamo messo 3,9 miliardi, e una serie di azioni che sburocratizzano le attività che devono svolgere le scuole e i Comuni proprio per accelerare i lavori”. Sui soldi, invece: “Sono una boccata di ossigeno, ma non sono sufficienti”. A precisa domanda, ha poi ammesso che la cifra di 12 miliardi – tre volte il contributo stanziato – “è una stima plausibile”. Vera la seconda. Premessa: secondo Cittadinanzattiva, il 41 per cento delle scuole ha uno stato di manutenzione mediocre o pessimo, e tre su quattro presentano lesioni strutturali. (altro…)

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Renzi

NEL DOCUMENTO ECONOMICO IL GOVERNO SCRIVE CHE LE “SPESE PER L’ISTRUZIONE ”
CALERANNO DA QUI AL 2020. E I SOLDI PER L’EDILIZIA RESTANO QUELLI DI LETTA.

Non c’è solo il crollo di Ostuni ad agitare il fronte della scuola, ma pure i soldi. L’istruzione doveva essere una priorità, ma dai numeri del Def non si direbbe, anzi: il futuro è tutt’altro che roseo, almeno sul fronte delle risorse. Partiamo da qui. Ieri la Rete della conoscenza ha attaccato il governo: “Matteo Renzi ha sempre detto di considerarla una priorità, e ora smentisce se stesso”. La conferma è in una tabella del Documento di economia e finanza appena licenziato: vi si legge che nei prossimi 15 anni la spesa per l’istruzione – già ridotta al lumicino – è prevista in discesa in rapporto al Pil. SECONDO il Tesoro, resterà sostanzialmente stabile nel 2016, per poi scendere gradualmente. Nel dettaglio: quest’anno dovrebbe attestarsi attorno al 3,7per cento del Pil per scendere al 3,5 nel 2020 e poi ancora giù fino al 3,3 per cento del 2030. Dopo il 2035, quando i bambini di oggi avranno bambini, ricomincerà leggermente a salire (3,5 per cento nel 2060). Secondo il governo, però, il calo vero e proprio si verificherà fino al 2020, perché da lì in poi “sarà essenzialmente trainato da quello degli studenti indotto dalle dinamiche demografiche”. Molto semplice: il paese invecchia, quindi ci saranno meno iscritti e meno risorse. Magra consolazione, tanto più che non è previsto nessun incremento. (altro…)

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Scuole

L’ITALIA CHE SI SBRICIOLA.

ROMA – Stavolta la colpa è — lo dice il sindaco di Ostuni, lo ribadisce il ministero dell’Istruzione, lo temono i vigili del fuoco di Brindisi che hanno controllato anche le altre classi — delle due ditte che hanno fatto lavori degni di far crollare cinque metri quadrati di intonaco sulle teste di bambini di sette anni. Responsabilità delle due ditte e, s’accalora il sottosegretario Davide Faraone travolto dal fuoco delle accuse come responsabile politico della missione di governo sull’edilizia scolastica, di chi non ha fatto i controlli su quei lavori. Comune di Ostuni, poi dirigente amministrativo del plesso scolastico di Ostuni.
Questa volta l’edificio era stato sverniciato, reso energeticamente efficiente. Risistemato apparentemente, come quello che si aprì a Messina nel novembre 2008. Le altre tragedie sfiorate che hanno seguito la tragedia compiuta di Rivoli — un ragazzo morto, diciassette feriti, uno paralizzato — si sono consumate invece dentro scuole vecchie. (altro…)

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Giù tutto

A OSTUNI CEDE UN SOFFITTO: DUE BAMBINI E UNA MAESTRA FERITI. L’ISTITUTO ERA
STATO RISTRUTTURATO: SOLITO APPALTO RIBASSATO, SOLITO RADDOPPIO DEI COSTI.

Le macerie sui banchi, frammenti d’intonaco spessi circa 5 centimetri, bambini feriti: ieri mattina s’è staccato un intero pezzo di soffitto, è crollato su una classe, ed è solo un caso che non si debba raccontare una strage dentro una scuola elementare. Era stata inaugurata a gennaio di quest’anno, dopo cinque anni di lavori di ristrutturazione: i 687 bambini avevano appena messo piede nella scuola, quando due di loro si sono ritrovati in ospedale con fratture al setto nasale e altre ferite, mentre una maestra, nel tentativo di aiutarli, s’è rotta un malleolo. E così, nel paese delle Grandi Opere finite sotto inchiesta, anche le piccole, come la ristrutturazione della “Enrico Pessina” di Ostuni (Brindisi), finiscono in Procura. (altro…)

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Liceo di Rivoli

DA SUD A NORD NON CAMBIA.   A NAPOLI SU 2000 COMPLESSI SCOLASTICI ALMENO 1300 NECESSITEREBBERO DI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE, IN 400 CI SONO TRACCE DI AMIANTO.

Perché sulla carta la parola funziona sempre: “Una visita alla settimana”, disse Matteo Renzi appena proclamato presidente del consiglio. Poi lo hanno visto poco, un paio di volte, ovviamente. Stessa sorte i suoi ministri. Il governo aveva già data per cosa fatta anche l’assunzione degli insegnanti precari, ma la discussione viene rinviata e loro, quelli che a parole erano già assunti, restano lì ad aspettare. Benvenuti nel mondo della scuola, più grande disastro che non fiore all’occhiello. Non che manchino le eccellenze (poche), ma in alcune classi ci sono ancora i banchi di quarant’anni fa, quelli verdi e col buco. A volte sono messi anche peggio. (altro…)

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Scuole

Due mesi fa Renzi aveva annunciato investimenti per 3 miliardi e mezzo entro il 2015. Il primo luglio scorso inoltre sarebbero dovuti iniziare i lavori.Ma funzionari e dirigenti dei comprensori che hanno vinto il bando per gli interventi di manutenzione raccontano una realtà ben diversa: ”Mai ricevuto un euro” E i lavori?“Per ora niente” Il sottosegretario Reggi rimanda: “Arrivano quando fattureranno le ditte”.

Ci chiedono di fare scuole belle, ma nessuno pensa al fatto che siano funzionali”. A parlare è una dirigente del Duca D’Aosta,la scuola materna di Torino diventata nota a marzo scorso quando un muro è crollato. In quel caso non ci sono stati feriti, come invece è avvenuto altre volte. L’istituto “Duca D’Aosta” è solo uno dei tanti edifici disagiati, fatiscenti, in cui ogni giorno vivono milioni di studenti. Nei mesi scorsi, il governo Renzi aveva annunciato che dovevano essere erogati tre miliardi e mezzo di euro ed era stata fissata anche una data di inizio dei lavori nei vari comprensori: il primo luglio. (altro…)

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Ci raccontano balle

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scuola

Intonaci che crollano, rubinetti che perdono, vetri rotti. Fino a seri problemi strutturali. In Italia ci sono 2.000 scuole “che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto”. Lo afferma il Censis, in una fotografia impietosa dell’edilizia scolastica italiana: degli oltre 41.000 edifici scolastici statali 3.600 le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti: “Tra queste mura 580.000 ragazzi trascorrono ogni giorno parecchie ore”.

L’indagine condotta fra 2.600 presidi. Su oltre 41mila strutture, 24mila hanno impianti mal funzionanti o fuori norma, in 9mila gli “intonaci sono a pezzi”, in oltre 7mila “tetti e coperture sono da rifare”. E in duemila gli studenti sono a contatto con le fibre cancerogene. 600 progetti già partiti con il decreto “del Fare” di Letta, ancora lontana la realizzazione del piano da 3,5 miliardi annunciato da Renzi. La stima surreale del ministero delle Infrastrutture: “110 per mettere in sicurezza tutto”. (altro…)

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ContestatoriQUALCHE CONTESTAZIONE AL PREMIER CHE INCONTRA IMPRENDITORI E FORCONI.

Matteo Renzi promette tanto, ai bambini come agli adulti e tratta tutti come un unico pubblico, forse perché il vero pubblico è lui. Parla di investimenti agli alunni della scuola elementare Salvatore Raiti (uno dei tre carabinieri di scorta al boss Alfio Ferlito uccisi nella strage della circonvallazione a Palermo) del quartiere Borgata di Siracusa e anche ai sindaci della provincia giunti in Municipio con il loro carico di problemi e richieste. Renzi arriva puntuale alle nove del mattino nella scuola elementare nuova di zecca di un quartiere storico della città da tempo abbandonato al degrado e viene accolto da un gruppetto di ragazzini che suonano pezzi folk con la gaita. (altro…)

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(Roma) La 12esima edizione della manifestazione podistica che ricorda l’atleta argentino desaparecido offre anche un percorso a pedali in memoria dei 7 ciclisti di Lamezia Terme. Una gara ma anche una festa aperta a tutti, con iniziative culturali e di solidarietà. E con la “corsia rosa”.

Domenica La Corsa di Miguel celebra la sua dodicesima edizione. La manifestazione podistica è nata nel 2000 per ricordare la figura di Miguel Benancio Sanchez un ragazzo argentino con tante passioni: quella per la sua terra, per la corsa, per la poesia, per lo sport in generale.

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Chi era Miguel Era la notte tra l’8 e il 9 gennaio a Buenos Aires quando un Ford Falcon nero si fermò davanti a una casa dov’era esposta una bandiera dell’Argentina. Uno squadrone paramilitare al servizio della dittatura militare che dal 1976 al 1983 ha terrorizzato il paese sudamericano, fece irruzione in casa Sanchez e portò via Miguel, 25 anni, senza ragione. Come accadde ad altre trentamila persone circa, i tristemente famosi desaparecidos di cui nessuno ha più avuto notizie. Miguel era diventato un grande appassionato di maratone e aveva scritto una bellissima poesia intitolata “A te atleta”.

Come nacque la corsa Diversi anni dopo un giornalista romano della Gazzetta dello sport, Valerio Piccioni, in un viaggio in Argentina è venuto a conoscenza della storia di Miguel ed ebbe l’idea di realizzare un evento che ricordasse la figura dell’uomo Miguel, la sua storia di atleta, la sua storia di uomo che ha sacrificato la vita per un ideale di libertà. Così la Corsa di Miguel, che oggi si corre anche a Buenos Aires, a Bariloche (Argentina), a Barcellona in Spagna, negli Stati Uniti e a L’Aquila da due anni, è diventata un simbolo: si corre per riaffermare il principio che la libertà individuale di ogni uomo è un diritto inalienabile.

Per questo negli anni gli organizzatori della Corsa di Miguel hanno voluto arricchire la manifestazione con tante iniziative destinate a diffondere sempre di più il messaggio della corsa. Nelle scuole ben 139 quelle che hanno aderito, tra i ragazzi, ma anche, e mai come quest’anno, tra gli altri sportivi non solo i podisti: baseball, softball, ciclismo.

GUARDA LA MAPPA DELLA CORSA (pdf)

La gara La gara vera e propria, prenderà il via alle ore 10 da via dei Campi Sportivi (Acquacetosa). Mentre alle 9.20 partiranno le due “onde” in bibicletta – una delle novità di quest’anno:  la prima prevede una pedalata amatoriale di 8 chilometri fino a Ponte Milvio; la seconda, più impegnativa, è una randonnée di 73 km fino a Formello con ritorno allo stadio Paolo Rosi, sempre all’Acqua Acetosa, dove si conclude anche la corsa . In testa al gruppo delle biciclette ci saranno i 40 compagni di allenamento e gli amici dei sette cicloamatori calabresi vittime del drammatico incidente stradale di Lamezia Terme dello scorso 5 dicembre. Il raduno alle 9.30 davanti al parcheggio dell’AcquaAniene.

GUARDA IL PERCORSO IN BICICLETTA (pdf) (altro…)

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Scuole, arriva la lista dei libri proibiti.
Il Veneto ai presidi: “Diseducativi”.

C’È ARIA di censura, nel Veneto leghista.
Gli scrittori pro-Battisti, prima genericamente ostracizzati da un assessore della provincia di Venezia, ora
vengono messi al bando nelle
scuole. Mentre nelle biblioteche
comunali, nel silenzio generale,
stanno sparendo le opere degli autori politicamente scomodi.
«NON chiediamo nessun rogo di libri,
intendiamoci.
Semplicemente inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l’appello a favore di Cesare Battisti», dice l’assessore
regionale all’istruzione Elena Donazzan, 39 anni di Bassano del Grappa, pidiellina fervente cattolica, con alle spalle una militanza nel Fronte della
Gioventù e un passaggio in An.
«Un boicottaggio civile è il minimo che si possa chiedere davanti ad intellettuali che vorrebbero l’impunità di un condannato per crimini aberranti», sbotta annunciando una lettera a tutti i presidi.

La sua crociata arriva dopo la “sparata” dell’assessore alla cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, che aveva detto: “Via quegli autori dalle biblioteche pubbliche”. Ora a chiederne ufficialmente la censura nelle scuole è l’assessore regionale. Al suo fianco il presidente della Regione Luca Zaia, che definisce la vicenda Battisti “abominevole”. E tuona: “I delinquenti vanno messi in galera, non lasciati liberi”.

Intanto casi di censura leghista, strisciante o esplicita, vengono denunciati da alcuni bibliotecari veneti. A venire sconsigliati sono (soprattutto) i libri di Roberto Saviano. Nei giorni successivi alla messa in onda di Vieni via con me e alla polemica con Maroni il dirigente di una biblioteca in provincia di Treviso ha segnalato che il sindaco leghista non gradiva si tenessero i libri dell’autore di Gomorra: presenti in catalogo, ma spariti dagli scaffali.

Quali saranno gli effetti reali della richiesta della Regione sulle scuole è difficile prevederlo. Carmela Palumbo, direttore scolastico regionale uscente, immagina si tratti di un semplice “invito culturale senza effetti normativi o giuridici”. Mentre Giorgio Corà, preside del liceo classico Pigafetta di Vicenza, è convinto si tratti “più di una provocazione politica che di una reale volontà di mettere all’indice dei volumi. (altro…)

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