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Posts Tagged ‘se non ora quando’

Manifestazione "Se non ora quando ?" per la dignita' e i diritti della donne

Caso Dambruoso. Schiaffi in aula.

Se Non Ora Quando farete sentire la vostra voce per liquidare con la sola parola possibile: vergogna, lo schiaffo sferrato, con violenza, dall’“uomo di Stato” (come si definisce con orgoglio), il deputato Questore di Scelta Civica, magistrato in aspettativa, Stefano Dambruoso alla collega del M5s Loredana Lupo? Se Non Ora Quando romperete questo silenzio complice come complici lo sono tutti i silenzi? O vi sareste strappate le vesti solo se fosse partito dalle mani di un deputato del M5s per colpire una collega del Pd o di Sel? Cioè di quei partiti nelle cui liste molte di voi sono state candidate ed elette. (altro…)

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“Se non ora quando” lancia la manifestazione. Boom di firme all´appello.  Sì di Montezemolo, Pisapia e Salvatores. La Poli Bortone: “Serve una legge ad hoc”  ROMA – Dopo le migliaia di adesioni all´appello, una giornata di mobilitazione nazionale. Continua la battaglia per fermare la violenza sulle donne, per trasferirla dai morbosi dibattiti dei talk show alle sedi dell´iniziativa politica. Per renderla da banale notizia di cronaca a cuore di una trasformazione culturale.

É bastato poco tempo alla rete delle donne “Se non ora quando?” a coinvolgere e convincere. Il movimento che ha promosso l´appello “Mai più complici” sta ora valutando la scadenza di un giorno di mobilitazione. «La data non è stata ancora decisa ma ci sembra necessaria dopo la massiccia adesione al nostro appello, un consenso imprevisto», spiega Francesca Comencini, regista. «Molti hanno firmato, abbiamo scoperto che è un problema molto sentito, e sempre di più anche dagli uomini». La rete delle donne aveva lanciato un appello per spezzare l´assuefazione al “femminicidio”, per non relegare a poche righe – “delitto passionale” “omicidio in famiglia” – la morte di un´altra donna per mano di un uomo. Cinquantaquattro vittime dall´inizio dell´anno, omicidi spacciati per amori sbagliati. Ma le donne non ci stanno. E neanche molti uomini da quello che si può leggere sfogliando le adesioni.  (altro…)

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Già 54 vittime dall’inizio dell’anno. “Ora chiamiamoli femminicidi” in piazza. Una manifestazione contro la violenza sulle donne. Da “Se non ora quando” arriva una nuova pressante sollecitazione a combattere la piaga della violenza sulle donne e raccoglie centinaia e centinaia di adesioni.

ROMA – Centinaia e centinaia di adesioni. Perché a volte basta utilizzare le parole giuste, obbligare all’attenzione, costringere al pensiero, per spingere a dire basta. Basta al “femminicidio”, parola dura che ci ricorda che dall’inizio dell’anno 54 donne sono state massacrate in Italia da mariti, padri, amanti, fratelli, sconosciuti, omicidi seriali, uno più efferato dell’altro, l’ultima delle vittime si chiamava Vanessa e aveva, soltanto, 20 anni. Per Vanessa appunto, e per tutte le altre, “Se non ora quando”, la rete delle donne, ha lanciato venerdì un appello dal titolo “Mai più complici”, perché la tragedia del femminicidio scuota le coscienze, impegni la politica, imponga ai media di non relegare in poche righe “l’ennesimo” assassinio di una donna.  (altro…)

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Ormai non fa più nemmeno notizia: la disoccupazione giovanile in Italia non accenna a scendere. Anzi, su base annua, continua a salire. Secondo i dati resi noti ieri dall’Istat è al 31%. Fin dove dovrà arrivare perché questo Paese si decida a far qualcosa e a farlo subito? Forse qualcuno dovrebbe ricordare a politici, sindacalisti e amministratori di vario livello e colore che continuare ad ignorare il problema, ricordandosene solo per qualche slogan nei comizi, non farà cambiare direzione a questo trend. Ma soprattutto qualcuno dovrebbe ricordare loro che questo andamento ci porterà dritti dritti verso una situazione di gravissima insostenibilità sociale ed economica. Non si tratta solo dei giovani, ma di tutti noi. (altro…)

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Tornano le donne: «Stanche di essere il welfare del Paese».

ROMA — Scendono in piazza e già lo sanno: Silvio Berlusconi non è più il capo del governo. Escort e olgettine sono il ricordo di un anno che va esaurendo i suoi giorni. Sanno che Piazza del Popolo non sarà mai la piazza che lo scorso 13 febbraio debordava per tutto il centro di Roma, quella domenica da non riuscire a muoversi. Ma ieri le donne del comitato «Se non ora quando?» sono scese in piazza lo stesso. A maggior ragione dirà qualcuna. Meglio: lo sosterranno tutte le donne di questo comitato promotore, dove la regista Cristina Comencini mette la grinta e la bellezza della sua arte ed ognuna, tante, mette quanto di meglio ha, sa, e può.
«È cambiato lo stile del governo, ma la situazione delle donne non è certo mutata», è l’insegna della manifestazione che ieri pomeriggio ha avuto il suo fulcro a Roma, ma si è poi snodata in almeno una ventina di piazze italiane, da Genova a Messina, da Torino a Sassari, a Venezia, ad Ancona, a Napoli. E a fine giornata le organizzatrici garantiscono: «Eravamo più di centomila».
Centomila non è il milione del 13 febbraio. «Ma nessuno ha mai pensato di eguagliare quel record», sussurra la giovane Ilaria Ravarino, soddisfatta che la pioggia dell’ora di pranzo non abbia scoraggiato la partecipazione. Non più di tanto, perlomeno. È anche una domenica di ponte, e questo chissà se qualcuno lo aveva messo nel conto. (altro…)

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Tante, determinate, compatte: le donne si riprendono le piazze
d’Italia per dire al governo la loro sulle pensioni, sul welfare, sul lavoro precario. Cristina «Il tempo sembra che reggerrà, abbiamo consultato la società di meteorologia a cui ci affidiamo per i set, sono ottimisti, ci azzeccano sempre », dice scaramanticamente Cristina Comencini, che da regista è abituata a questa specie di danza corpo-a-corpo con la pioggia, ogni volta che “si gira” all’aperto. Il set su cui tutte incrociano le dita poi in questo caso è di quelli che fanno tremare le vene ai polsi: la piazza del 13 febbraio. Piazza del Popolo, a Roma,come nove mesi fa. E le altre piazze auto-convocate oggi in tutta Italia. Resta solo che le donne in carne ed ossa invadano la scena, con la loro rabbia e con la loro voglia di esserci nella vita pubblica, sul lavoro, in politica, nei luoghi dove si decide il futuro del paese, perché la “seconda volta” di Se non ora quando abbia inizio. (altro…)

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Replay del 13 febbraio domani in 20 città da Roma a Torino “Caro Monti, siamo stanche di pagare il prezzo più alto”. L´ambasciatore Usa: solidali con voi ROMA – Contro il governo Berlusconi furono un milione: madri, figlie, ragazze, lavoratrici, professioniste italiane che il 13 febbraio scorso a Roma, e in oltre cento piazze italiane e straniere, chiedevano dignità e rispetto a una classe politica che ogni giorno le offendeva e offendeva il paese. Non è finita: oggi davanti alle politiche restrittive del welfare imposte dalla crisi, a tagli draconiani che pesano sopprattuto sulle loro spalle, le donne italiane scendono nuovamente in piazza per reclamare un ruolo da protagoniste nell´agenda politica, nella certezza che non c´è crescita senza le donne. “Noi sappiamo come si fa – dicono – Se non le donne chi?”. Con questo slogan domani le donne chiamano a una nuova mobilitazione dopo quella del 13 febbraio, data simbolica per l´orgoglio femminile in Italia. A Roma in piazza del Popolo, dalle 14, con una manifestazione-concerto e in altre venti piazze italiane, da Torino dove il concentramento è previsto in piazza Castello, a Sassari, da Venezia a Perugia: ci saranno le stesse donne, a partire da quelle del comitato “Se non ora quando” (Snoq), la rete nazionale di associazioni e gruppi femminili che organizzò il pomeriggio di dieci mesi fa. (altro…)

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Il movimento “Se non ora quando” torna a manifestare dopo il 13 febbraio. A piazza del Popolo a Roma per invocare una maggiore presenza femminile nella vita pubblica italiana.

LO scorso 13 febbraio hanno stupito e incantato tutta l’Italia. Riempiendo le piazze italiane e quelle straniere con la loro dignità e il loro orgoglio. Madri, ragazze, professioniste e studentesse. Insieme per lanciare un atto d’accusa alle deformazioni che le azioni pubbliche e private di Silvio Berlusconi operavano sull’immagine e sulla visione del ruolo delle donne. E domenica il comitato Se Non Ora Quando 1 torna nelle strade. Si chiama “Se non le donne, chi?”, la giornata di mobilitazione nazionale che avrà il proprio epicentro a Roma, in piazza del Popolo. Certo, Berlusconi appartiene al passato prossimo. Ma i messaggi da recapitare al nuovo governo Monti sono numerosi.

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DELL’11 DICEMBRE 2

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L’obiettivo della giornata è messo nero su bianco sul sito del comitato: “Vogliamo segnare questa stagione politica con la nostra forza, contare sulla scena pubblica, far capire che senza le donne non c’è crescita”. E ancora: “vogliamo far capire che l’uscita dalla crisi passa attraverso il lavoro e il welfare per le donne, e che per questo serve una democrazia paritaria e una nuova  rappresentazione della donna nei media”. Poi identità e differenze rispetto alla manifestazione dello scorso febbraio: “Allora la molla che spinse un milione di ragazze e signore a scendere per strada fu il desiderio di dare visibilità a una questione femminile surriscaldata dallo scandalo escort”.  (altro…)

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LA CRESCITA E’ IMPOSSIBILE SE NON SI AFFRONTA LA QUESTIONE FEMMINILE.

La manovra è iniqua: tutte le risorse disponibili 
vanno investite per riequilibrare le discriminazioni.

Caro direttore
Nell’articolo sul Corriere del 17 agosto (Lo sviluppo riparta al femminile. Quattro proposte sulla manovraLetizia Moratti presenta delle modifiche dirette a favorire le donne e lo fa a partire da un’analisi condivisa in larga parte dal movimento Se non ora quando. Il testo identifica infatti tra i punti più gravi della situazione italiana la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e gli inesistenti servizi pubblici per la conciliazione di tempo e lavoro; tra i problemi dell’attuale politica economica i tagli lineari alla spesa che provocheranno ulteriori abbandoni delle donne nei settori produttivi. Appare inoltre molto pertinente l’esempio della Germania, che ha saputo incrementare massicci interventi a favore del lavoro delle donne rilanciando così lo sviluppo dell’intera economia. Del resto si tratta solo di uno degli argomenti che si possono portare a dimostrazione del fatto che la condizione delle donne è il primo metro della modernità e della civiltà di un paese. (altro…)

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Siena ha visto    una partecipazione di 2000 donne molto convinte e motivate. Donne diverse per esperienza, ma eguali nel desiderio di partecipazione, di voglia di cambiamento del nostro Paese. Anche per questo Siena è stata un incontro intenso per i suoi contenuti, la sua discussione e confronto e per il grande e coinvolgente successo. Una due giorni che ha messo radici solide per costruire il futuro del movimento delle donne in Italia. Ora si sono create le condizioni per realizzare l’obiettivo di tutte le partecipanti presenti fisicamente a Siena o collegate tramite radio e web, e, necessario per il Paese. Condizioni e responsabilità che l’onda straordinaria del 13 febbraio aveva messo in moto. A Siena è partita un’impresa nuova, una sfida complessa e affascinante: costruire la rete di tutti i comitati di donne già esistenti insieme ai nuovi nati con il 13 febbraio, con le singole, e, con tante giovani. Una rete nazionale. Aperta, autonoma, includente. Un movimento organizzato e stabile. (altro…)

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Piazze, blog, manifesti, riviste, documentari. Dall’Italia, che si ritrova oggi e domani a Siena, alla Francia fino ai paesi arabi. È il nuovo mondo delle ragazze che, dopo le storiche lotte, si sta riaffacciando sulla scena. Con molte differenze e un tratto comune: la voglia di tornare ad essere visibili e di prendersi il futuro.

BENVENUTI nel nuovo mondo. Delle donne. Oggi e domani quelle italiane si incontrano a Siena, ma tutti i giorni si ritrovano sul web, nelle piazze francesi o sulle riviste inglesi. The F world, dove F sta per femminismo, è il nome di un popolare sito web nato nel 2001 divenuto un saggio di successo, ed è il titolo del numero estivo che Granta, trimestrale cultural-letterario britannico tra i più influenti a livello globale, dedica a “esplorare i modi in cui, dalla Gran Bretagna al Ghana, il femminismo continua a influenzare, affrontare e complicare le cose” in un mondo inesorabilmente dominato dagli uomini. (altro…)

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Le donne di “Se non ora quando” vogliono diventare un movimento sociale, organizzato e duraturo nel tempo. E questa è la prima buona notizia che arriva dall´annunciata due giorni di Siena (domani, sabato 9, e domenica 10). La seconda è che, con loro, si affaccia non solo un bacino elettorale, ma anche una promessa di ricambio della classe dirigente politica.
L´onda che ha riempito le piazze il 13 febbraio scorso ha già raggiunto Milano, che ha ora una giunta comunale con sei donne e una vicesindaco, Maria Grazia Guida, che viene dal volontariato, ma la stessa onda ha dato propulsione al referendum che ha liquidato legittimo impedimento, nucleare e tutto il resto. Nei “sì” le donne hanno pesato più dei maschi, con un 59% contro il 55% (fonte Ispo). Il cammino di questo movimento è cominciato fin da quando il gruppo iniziale mise in scena lo spettacolo “Libere”, di Cristina Comencini, che si presentava subito come l´inizio di qualche cosa di nuovo, fuori del teatro. (altro…)

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I comitati di tutta Italia si ritrovano in piazza. Dopo le proteste la proposta politica.

Almeno 100 comitati locali, oltre mille adesioni singole di donne (e di uomini) provenienti da ogni parte d’Italia: sono i numeri dell’evento in programma a Siena sabato e domenica prossimi, organizzato dal comitato nazionale e locale di Se non ora quando?.
Ve le ricordate? Il 13 febbraio scorso avevano dato uno scossone alla società civile scendendo nelle piazze – e riempiendole con almeno un milione di persone – sull’onda dell’indignazione per il Ruby-gate. (altro…)

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Qualcosa è cambiato da quel 13 febbraio scorso, quando fecero scendere in piazza un milione di persone, e molto è rimasto come era: ora le donne di «Se non ora quando?» vogliono riprendere il filo di quella mobilitazione e trasformarla in qualcosa di permanente. Una sorta di «lobby» delle donne sparsa sul territorio nazionale e fortemente intenzionata a proseguire nel tentativo di cambiare il Paese e il suo rapporto con l’universo femminile. L’appuntamento di questa sorta di «stati generali» è a Siena, il 9 e 10 luglio, come hanno spiegato stamani in una conferenza stampa a Roma le protagoniste di quel formidabile evento di febbraio. Gli oltre 120 comitati locali di «Se non ora quando?», nati allora, si incontreranno a Santa Maria della Scala per un momento di confronto, dal Sud al Nord del Paese, sui temi che diedero vita alla grande mobilitazione: la vita e il lavoro, l’immagine femminile, il ruolo delle donne nella società e nei luoghi delle decisioni. (altro…)

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La regista Cristina Comencini: dopo il milione in piazza di febbraio, il 9 e 10 luglio gli Stati generali della condizione femminile. C´è stata una gigantesca mobilitazione popolare che ha influenzato le elezioni. Ora mettiamo al centro il lavoro. 

ROMA – «Facciamo dell´Italia un paese per donne»: più che uno slogan, un impegno. La regista Cristina Comencini racconta con passione la nuova iniziativa del movimento “Se non ora quando?” che porterà a Siena il 9 e il 10 luglio donne di tutta Italia per confrontarsi sul cammino fatto. Gli stati generali della condizione femminile, raccontata da donne del Sud e del Nord, di sinistra e di destra: tutte. «Tutte invitate» spiega la Comencini «a raccontare cos´è cambiato. È stato un anno intenso, e di cambiamenti importanti: lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni e del referendum. È come se un´onda dal profondo avesse smosso il Paese. E non c´è dubbio che a questo risveglio abbiano contribuito gli studenti e le donne».  (altro…)

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Eccola, la nostra strada. L’avete vista srotolarsi ieri per le vie del centro delle vostre città, è entrata a Roma in piazza del Popolo sostenuta da migliaia di braccia, avanzava su migliaia di gambe. Una bandiera lunga decine di metri, un pezzo di stoffa a cui stringersi per camminare insieme tenendo ben stretto con l’altra mano il libro delle regole della vita in comune, la Carta. Pazienza per chi dirà che è retorica. Chi era con noi in piazza ieri ed ha sentito suonare l’Inno, il boato alle parole “l’Italia s’è desta”, chi ha visto centinaia di musicisti venuti portando da casa ciascuno il suo strumento suonare e cantare il Dies Irae “perché verrà il giorno del giudizio e sarà su questa terra, in questo tempo”, (altro…)

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Società civile e spettacolo sul palco, in piazza il mondo scuola.

Roma, 12 mar. (TMNews) – Più di un milione di persone, secondo gli organizzatori, sono scese in piazza oggi in tutta Italia per difendere la Costituzione e la scuola pubblica. A distanza di un mese dal successo delle donne del ‘Se non ora quando’ l’iniziativa, promossa da un comitato spontaneo di associazioni, singoli volontari, intellettuali e giornalisti, ha mandato un segnale di ‘reazione’ a quel governo e a quel presidente del Consiglio che vogliono cambiare la Carta fondamentale e che, a loro avviso, minacciano la scuola pubblica. (altro…)

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AGGIORNAMENTI, LINK UTILI:

A difesa della Costituzione

Articolo 21

Libertà e Giustizia

Valigia Blu

Popolo Viola

Unione degli Universitari

Il Futurista

ROMA – Cento citta’ in tutta Italia, da Trieste a Palermo, da Voghera a Nuoro, con presidi anche all’estero, da Amsterdam a Madrid, da Londra a Praga: si presenta cosi’ la mobilitazione ”A difesa della Costituzione, se non ora quando?” che domani vedra’ a Roma l’evento clou con un corteo da piazza della Repubblica a piazza del Popolo dove sul palco saliranno artisti, costituzionalisti, attori e musicisti. Il tutto a difesa della Carta: ”Vogliamo scattare una foto che non sia la foto di famiglia della sinistra italiana ma di uno schieramento inedito, trasversale”. Ma a fianco della tutela della Costituzione, domani ci sara’ anche il popolo della scuola, docenti, sindacati ma soprattutto gli studenti, che sfileranno dalla Sapienza per la difesa dell’istruzione pubblica, il tutto in ”continuita’ con il 13 febbraio”. (altro…)

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Partecipazione oltre ogni attesa ai 230 appuntamenti in tutta Italia. Tanti giovani, e tanti uomini. Una marea di sciarpe bianche e nessun simbolo politico come chiesto dalle organizzatrici. Impossibile entrare in piazza del Popolo a Roma. A Milano (video) invasa la zona di piazza Castello (foto) e piazza Duomo. Proteste ad Arcore (video). Centomila a Torino, chiuso per prudenza l’accesso. Tra gli interventi dal palco un duro appello per la dignità di suor Eugenia Bonetti. Prodi: “Inizia il risveglio dell’Italia”. Gelmini: “Sono solo poche radical chic”. Migliaia a Londra, Parigi, Bruxelles, Barcellona e Madrid.

Oltre 230 città sono scese in piazza oggi alla stessa ora, per lo stesso motivo e con lo stesso scopo. Difendere la dignità, non solo delle donne, ma del Paese a cui appartengono. Con le loro famiglie, i loro mariti e i loro figli. E che non si sentono più rappresentate dai festini ad Arcore. Che sia sesso, che sia bunga bunga, che siano solo corpi in vendita senza scontrino e senza sconti. Che sia tutto quello che ormai troppo spesso viene definito solo un passatempo antistress. Ma che invece sta stressando chi non partecipa per scelta alla festa di un governo che, oggi, ha avuto gli occhi puntati 1 di tutto il mondo (MAPPA 2). (altro…)

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