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Posts Tagged ‘senato’

Renzi boschiLo sapevate? “Questa riforma è attesa da 70 anni”. L’ha detto Matteo Renzi, che non sembra ma è il presidente del Consiglio e il segretario del Pd, parlando della legge costituzionale in conferenza stampa con il premier lussemburghese Xavier Bettel,che immaginiamo interessatissimo al tema. E l’aveva già detto sempre ieri Maria E-lena Boschi, che non sembra ma è il ministro delle Riforme istituzionali, in una spassosa intervista al Corriere: “Sono 70 anni che stiamo aspettando la fine del bicameralismo paritario”.Chissà quali libri hanno letto o quali sostanze hanno assunto i due somari che tengono in ostaggio la Costituzione, per farsi l’idea che 70 anni fa, cioè nel 1945, subito dopo la Liberazione   dal nazifascismo e dalla   guerra civile, gli italiani scendessero in strada scandendo slogan contro il bicameralismo paritario e contro il resto della Costituzione due anni prima che questa fosse scritta. (altro…)

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Il Parlamento

ULTIMO GIRO.

La scelta Niente discussione preliminare, Palazzo Chigi vuole subito la prova di forza e sfida il Parlamento: “I numeri li abbiamo”.

Tra Palazzo Chigi e Senato l’attività è frenetica, la strategia si raffina di ora in ora. Oggi le riforme costituzionali arrivano nell’Aula di Palazzo Madama. Momento topico, atteso da mesi.E dopo un’estate di trattative sotto traccia, l’accordo politico non c’è.   Il colpo di scena arriva nel primo pomeriggio. Il capogruppo leghista, Roberto Calderoli ritira i suoi 500 mila emendamenti in Commissione. Toglie l’alibi al governo che vuole andare immediatamente in Aula, visto che in Commissione Affari costituzionali i numeri non ce li ha. “Tutta politica. Politica la presentazione, politica il ritiro”, dice il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda. (altro…)

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GrassoBlitz della maggioranza, la sinistra dem lascia il tavolo Il presidente del Senato irritato. L’allarme Ncd.

ROMA – La minoranza del Pd lascia il tavolo “interno” sulle riforme e Matteo Renzi pensa al blitz: vuole portare subito in aula il testo Boschi. Ma si scontra con Pietro Grasso.
Intanto Anna Finocchiaro, in assenza di un accordo ampio fra i gruppi, dichiara in commissione, come prevede il regolamento del Senato, inammissibili gli emendamenti all’articolo 2. E Loredana De Petris , capogruppo di Sel accusa: «La decisione della Finocchiaro conferma la scelta di evitare il confronto e imporre con la forza una riforma sbagliata».

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Il ministro per le riforme ad Otto e mezzo:

“se si torna a un sistema di elezione diretta dobbiamo ricominciare da capo, si torna di fatto al bicameralismo perfetto. Sono 37 anni che il Paese aspetta questa riforma. Violante, Chiamparino, Napolitano hanno spiegato perfettamente come il punto non sia l’elezione diretta. La nostra proposta è tale e quale a quella presentata da Violante, dall’Ulivo e anche dagli esperti nominati da Napolitano”.

Violante, entrato in Parlamento col PCI di Berlinguer e diventato col tempo (e dopo le bocciature alla Corte Costituzionale) un saggio della corte. (altro…)

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cota-formigoniENTI DANNOSI.

Negli ultimi anni le Regioni hanno prodotto soprattutto scandali e arrestati.

Un Senato delle Regioni.Quegli enti travolti dagli scandali più clamorosi. Eppure la riforma renziana prevede che i nuovi senatori siano proprio consiglieri regionali,74, assieme a 21 sindaci e 5 “personalità” scelte dal Quirinale.   MAFIA E CRIMINALITÀ   Lombardia Un ex assessore di Formigoni, Domenico Zambetti è sotto processo per voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il suo arresto nel 2012 accelerò la caduta del Governatore (14 inquisiti tra assessori e consiglieri).   (altro…)

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senatoLa domanda è semplice, quasi banale: perché i nuovi senatori non saranno più eletti dai cittadini, ma nominati dai Consigli regionali, cioè dai partiti col manuale Cencelli? In un anno e mezzo di alati dibattiti sulla riforma costituzionale nata nel gennaio 2013 con il Patto del Nazareno fra lo Spregiudicato e il Pregiudicato chiusi in una stanza, nessuno è ancora riuscito a dare una risposta sensata e comprensibile. E questo la dice lunga sulla confusione mentale, la crassa ignoranza e la totale malafede dei padri ricostituenti. Dicono: il Senato è un inutile doppione della Camera che fa perdere un sacco di tempo nell’approvazione delle leggi. (altro…)

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matteo-renziFRONTI OPPOSTI.

Compatti La minoranza del Pd respinge l’offerta di un listino con cui eleggere i futuri senatori: “Una minestra riscaldata, e comunque la trattativa non è mai iniziata”.

Ma quale apertura: “Offrono una minestra riscaldata”. Ma quale mediazione alle porte: “Il negoziato non è mai iniziato, e il punto era e resta quello: il Senato deve essere elettivo”. Altro che trattativa riaperta o dissidenti sulla via di Canossa. Di buon mattino,la minoranza del Pd a Palazzo Madama legge i giornali che raccontano di un Matteo Renzi pronto a offrire ai ribelli l’elezione dei futuri senatori tramite un listino,composto di consiglieri regionali.E la reazione è una muraglia di no, al curaro: “Renzi fa girare veline perché è in difficoltà: noi non siamo spaccati, è lui che non i numeri”. Con aggiunta: “Inutile che tirino in mezzo Bersani, Pier Luigi non vuole fare il capocorrente”.   (altro…)

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I punti

Da un summit con Boschi,Finocchiaro e Zanda la proposta ai dissidenti del Pd. “Matteo, fai un’offerta o davvero salta tutto”.

ROMA – L’intesa sulla riforma costituzionale è a un passo. Il momento della svolta è arrivato mercoledì sera, quando nell’ufficio di Renzi a palazzo Chigi sono saliti in gran segreto il ministro Boschi, il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda e la presidente della commissione affari costituzionali, Anna Finocchiaro. Portavano un messaggio di allarme e una richiesta precisa. Seduti davanti alla sua scrivania, Zanda e Finocchiaro hanno descritto la situazione al premier senza edulcorare la realtà: «Matteo, devi fare un’offerta alla minoranza del partito. Altrimenti stavolta rischiamo davvero che salti tutto». In piedi dietro di loro, Maria Elena Boschi annuiva: «Ascoltali, purtroppo è così ».

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CalderoliIl leghista: “Se liberano Antonio Monella ritiro gli emendamenti”. Orlando: “Nessun baratto”.

Il signore degli emendamenti vuole tornare al tavolo della trattativa. Prima che i posti siano esauriti. E allora domenica sera, da un palco della sua Bergamo, Roberto Calderoli ha rilanciato: “Sono pronto a ritirare i 500 mila emendamenti alla riforma del Senato se arriva la grazia per Antonio Monella”. Ossia se il Quirinale ridarà la libertà all’imprenditore di Arzago d’Adda (Bergamo), condannato a sei anni e due mesi di reclusione per aver ucciso nel 2006 un 19 enne albanese che gli stava rubando il Suv dal cortile di casa. Monella gli sparò con un fucile dal balcone, e dal settembre scorso è in carcere. Ma la Lega Nord invoca la sua liberazione.   (altro…)

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senatoIl Servizio studi di Palazzo Madama ha radiografato i punti critici che si aggiungono al nodo elettività.

ROMA. Basta un “dal” al posto di “nel”, e cambia tutto. Cambia perchè non si sa più se i senatori del futuro Senato delle autonomie, in particolare i 21 sindaci-senatori previsti, dovranno dimettersi subito qualora nelle città di provenienza li mandassero a casa prima del tempo o invece restano dal momento che è “dal” consiglio regionale che sono stati indicati. Questione di lana caprina? Mica tanto.

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I numeri“Chiedono di modificare punti richiesti dalla stessa minoranza,voglio vedere se fanno cadere il governo” Ma spunta una disponibilità: “Discutiamo nel merito senza pregiudizi”.Gli oppositori: “Noi determinanti”.

ROMA . Preparata da venticinque senatori dem, la trappola perfetta è già nascosta tra i banchi di Palazzo Madama. E rischia di mettere fuori gioco il governo. «Discutiamo nel merito, senza pregiudizi. Ma il bello ricorda in provato Matteo Renzi – è che chiedono di modificare la riforma costituzionale proprio nei punti che erano stati voluti da altri esponenti della minoranza… ». Un paradosso, per il premier. Pronto a concedere solo l’elettività del Senato, e solo a patto di non resettare l’iter del ddl Boschi. «Altro tempo non ne perdo. Piuttosto me la gioco in Aula». E in Aula i verdiniani sono già pronti a votare compattamente con il governo. «Al 100%», assicura l’azzurro Ignazio Abrignani.

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verdini-renzi

Numeri risicati per il governo a Palazzo Madama. E il senatore toscano corre in aiuto con un nuovo gruppo. Per sostenere l’amico premier. Ma Berlusconi contrattacca. Con una sua campagna acquisti tra i parlamentari del Ncd

La linea ufficiale è tirare dritto come se nulla fosse. Anzi l’obiettivo è quello di accelerare sull’agenda di governo. Ma per riuscirci,Matteo Renzi non potrà prescindere dal soccorso di Denis Verdini. Sì, proprio lui, il ras (quasi ex) azzurro della Toscana in procinto di lasciare Forza Italia  per ravvivare il fuoco del mai sopitoPatto del Nazareno e riabbracciare l’amico Rottamatore. Unasvolta ormai imminente e irrinunciabile per il presidente del Consiglio. Soprattutto dopo il risultato negativo delle Regionali. Che, rinsaldando le pretese della minoranza dem, rischia di minare il cammino della riforma costituzionale. Non solo. C’è anche un’altra questione tutt’altro che marginale. Ed è quella che riguarda i numeri di una maggioranza sempre più risicata a Palazzo Madama. Specie dopo lo smottamento causato daiPopolari per l’Italia (PI): Mario Mauro (approdato al Gal) eTito Di Maggio (verso l’approdo tra i fittiani) hanno annunciato l’uscita dalla coalizione di governo. Mentre Angela D’Onghia, sottosegretario all’Istruzione, pur lasciando PI ha annunciato che non si dimetterà, continuando a sostenere l’esecutivo. (altro…)

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GotorLa sinistra Pd è decisiva per la riforma costituzionale, ma finora giudica insufficienti le aperture del premier La maggioranza ha solo 4-5 voti di scarto, a meno che non arrivino soccorsi da verdiniani e fittiani.

ROMA – Al Senato mancano i voti. Si è al limite tutti i giorni e su tutti i provvedimenti. Sarà così, a maggior ragione, al momento di votare la riforma costituzionale. Anche perché per le leggi di modifica della Carta non basta la maggioranza relativa. Serve quella assoluta: 161 senatori sui 320 aventi diritto. Per questo il governo continua a mandare segnali di apertura, soprattutto alla minoranza del Partito democratico. «Discutiamo di tutto», dicono a Palazzo Chigi, senza entrare nel dettaglio. Il ministro Boschi ha accennato al modello Bundesrat, in un’intervista al Corriere . Una forma elettiva dei consiglieri regionali. Ma la risposta dei dissidenti è decisamente negativa. «Dov’è l’apertura? In Germania c’è il proporzionale e poi il maggioritario per la Camera dei Laender.

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Vitalizi

I 5.674 euro al mese di D’Alema, i quasi 5mila di Scajola e Dell’Utri. E poi imprenditori come  Benetton e Cecchi Gori. Leggi la lista degli ex onorevoli con la pensione. Ogni anno costano 236 milioni.

Pubblichiamo la lista completa degli ex deputati e senatori che percepiscono la pensione da ex onorevoli. Nomi noti come Massimo D’Alema e Walter Veltroni, con cifre intorno ai 5mila euro, e imprenditori come Cecchi Gori, Benetton e Versace. In tutto un esborso per lo stato di 236 milioni l’anno.

Sarà anche molto arrabbiato l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema con il premier in carica Matteo Renzi. E deluso per la mancata designazione a commissario europeo. Ma certamente ha di che gioire guardando la cifra del suo vitalizio parlamentare: 5.674 euro al mese dopo settelegislature trascorse a Montecitorio.  (altro…)

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Il senato dei nominati

DOPO LA RISSA NOTTURNA IL PREMIER PORTA A CASA IL CUORE DEL PROVVEDIMENTO. SEL E LEGA ORA TRATTANO.

Il borsino delle riforme ieri ha fatto registrare una chiusura positiva per Matteo Renzi. Il quale, dopo la grande paura della sconfitta sul voto segreto sull’emendamento Candiani e l’impasse in Aula in parte superata con la tecnica del canguro (ieri altri 1300 emendamenti “saltati” in un colpo solo), ha incassato la “ciccia” della riforma, per poi aprire la trattativa sul resto. Nonostante a Palazzo Madama sia andato in scena un mezzo Aventino, il dialogo tra l’esecutivo e un pezzo di opposizione (Lega e Sel) è iniziato. Da parte grillina, invece, resta il muro contro muro. Tanto che i Cinque Stelle si sono rifiutati di incontrare il ministro Maria Elena Boschi che, nella pausa dei lavori, ha convocato le minoranze per individuare la strada di un possibile accordo.   Il boy scout: “Noi siamo   quelli del si può fare” . (altro…)

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Di Maio

“Presidente Piero Grasso, in questi giorni sto seguendo le sedute del Senato della Repubblica italiana, da Lei presieduto, durante la discussione delle cosiddette “riforme costituzionali”. Prima ancora del pericolo di un Senato non elettivo o di un Senato soppresso, ieri sera ho assistito con la paura del cuore alla definitiva scomparsa degli organi di garanzia del Paese.
Non è un mistero l’opinione del MoVimento 5 Stelle sull’evanescente imparzialità e autorevolezza di Laura Boldrini e di Giorgio Napolitano. Ma in Lei riponevo ancora un briciolo di fiducia.
Sono discorsi complicati, lo so. Bisognerebbe spiegare in queste ore, ad un’Italia che –giustamente- vuole riposare dopo un anno di lavoro (o di sua ricerca infinita), qual è il valore aggiunto dell’imparzialità del Presidente del Senato nel dibattito tra maggioranza e opposizione. (altro…)

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Il canguro

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Tagliare i deputati

OGGI ANDRÀ AL VOTO L’EMENDAMENTO SULLA RIDUZIONE DEI DEPUTATI CHE LA MAGGIORANZA (CON L’AIUTO DI GRASSO) VORREBBE APPROVARE A VOTO PALESE.

Adesso il governo ha paura. In arrivo stamattina c’è l’emendamento del leghista Candiani, il più pericoloso di tutti (e per questo nei corridoi di Palazzo Madama si vocifera che l’abbia scritto Calderoli), quello che – con una formulazione tanto astrusa, quanto insidiosa – mette insieme la riduzione dei deputati a 500 e le minoranze linguistiche. E trattando di minoranze, è possibile il voto segreto. “Stanno facendo di tutto per evitarlo, perché hanno paura di andare sotto”, denuncia la senatrice-regina-dell’ostruzionismo, Loredana De Petris (Sel). Ci sarebbe in programma un’altra Giunta per il Regolamento, proprio per decretare la non legittimità dello scrutinio segreto. (altro…)

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gherardo_colombo

Il guaio, per Renzi e l’allegra compagnia di ventura che sta cercando di scassare il Parlamento per scassinare la Costituzione, è che sopravvivono in Italia alcuni putribondi figuri che la Costituzione l’hanno letta, e persino capita. Giuristi, intellettuali disorganici, artisti, semplici cittadini che stanno contribuendo al successo dell’appello del Fatto, giunto a 200mila firme in due settimane. L’altroieri ha aderito Gherardo Colombo, ex pm, ora presidente della Garzanti e membro indipendente del Cda Rai, impegnato da anni in un giro delle scuole e dei teatri per spiegare la Costituzione. Nell’intervista a Silvia Truzzi, Colombo si è permesso – con il suo ragionare pacato, rispettoso e argomentato – di appellarsi al presidente della Repubblica, che ha giurato non una, ma due volte sulla Costituzione: quella del 1948, non un’altra. (altro…)

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