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Posts Tagged ‘senatori’

Nardi

DA TORINO A BARI, GIUBILO PER LE RIFORME. PIÙ CAUTI DORIA E DE MAGISTRIS: “A NOI BASTANO LE CITTÀ METROPOLITANE”.

La Trinità della Terza Repubblica. Il sindaco uno e trino. Senatore, poi a capo della città metropolitana ex provincia e sindaco, ovviamente. Più che super, mega. Il megasindaco di Torino o Bari o Napoli a Genova o Milano e così via. 

Michele Emiliano, possente sindaco-sceriffo di Bari, non vede l’ora di triplicare il suo impegno: “Questa riforma del Senato, se passa, è una bomba atomica”. Il termine bomba è declinato positivamente. Emiliano, che è renziano, esplode di gioia: “Oggi il sindaco se rileva un problema nella legislazione o ha bisogno di un chiarimento finanziario a Roma deve armarsi di pazienza e chiamare il segretario regionale del suo partito. Questi a sua volta si rivolge agli uffici nazionali che poi devono interpellare il capogruppo parlamentare”. Una catena infernale. Continua il sindaco di Bari: “Vuol sapere come finisce? (altro…)

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I senatori(post aggiornato)

Sarà probabilmente a voto segreto, nell’aula del Senato, la decisione sulla decadenza di Berlusconi.

Una situazione che aprirebbe scenari inquietanti, visto quello che sta succedendo.

Sta succedendo cioè che Berlusconi (ormai autoreclusosi ad Arcore da due settimane) ha capito che in giunta non ce n’è: lì i piddini – da Pezzopane a Casson – voteranno per mandarlo a casa. Anche le ipotesi di melina (tipo la battaglia sulla presunta non retroattività della legge Severino) serviranno forse a far casino mediatico e a guadagnare un po’ di giorni, ma solo in vista della battaglia vera, quando la palla passerà all’Aula. (altro…)

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ParlamentoPARLAMENTO NUOVO VIZI VECCHI: L’ESERCITO DEGLI IMPRESENTABILI TRA INDAGATI, SOTTO PROCESSO E CONDANNATI SONO 49 I SENATORI E DEPUTATI CON GUAI CON LA GIUSTIZIA IL PRIMATO SPETTA AL PDL, MA GLI ALTRI NON SCHERZANO.

I partiti avevano promesso liste immacolate, invece hanno escluso solo qualche imputato eccellente, riportando nelle Camere inquisiti anche per mafia, corruzione e così via. Il record è del Pdl (30), seguito a ruota dal Pd (8), dalla Lega (7) e dall’Udc (2).

Tre condannati definitivi (Salvatore Sciascia del Pdl, Umberto Bossi e Matteo Bragantini della Lega). Sono 30 tra inquisiti e indagati: il Pdl si riconferma
primo partito tra quelli che hanno eletto candidati impresentabili, nonostante abbia basato la campagna elettorale sulle liste pulite. Ma non è l’unico: seguono
otto senatori e deputati del Partito democratico che hanno guai con la giustizia, sette della Lega Nord, due dell’Udc e uno a testa per Sel e Lista Monti. Il nuovo Parlamento vanta in totale 49 onorevoli impresentabili. Ecco chi sono:

PDL

Ignazio Abrignani
Camera Indagato per dissipazione post-fallimentare.
Antonio Angelucci
Camera. Editore di Libero, imputato per associazione a delinquere, truffa
e falso. Ha assistito al pestaggio del nipote minorenne da parte di suo figlio, Salvatore Angelucci, senza intervenire. (altro…)

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grasso_schifani

La scelta tra Schifani e Grasso era una scelta impossibile. Si trattava di decidere tra la peste bubbonica e un forte raffreddore. La coppia senatoriale è stata decisa a tavolino dal pdl e pdmenoelle. I due gemelli dell’inciucio sapevano perfettamente che Schifani non sarebbe stato eletto. I capricci di Monti che voleva diventare presidente del Senato, ma è stato costretto a prolungare il suo incarico di presidente del Consiglio e per ripicca aveva minacciato di votare Schifani era una pistola scarica. I giochi erano già fatti per mettere in difficoltà il MoVimento 5 Stelle. Qualcuno, anche in buona fede, ci è cascato. Lo schema si ripeterà in futuro. Berlusconi proporrà persone irricevibili, il pdmenoelle delle foglie di fico. Il M5S non deve cadere in queste trappole.
Comunque, il problema non è Grasso. Se, per ipotesi, il gruppo dei senatori del M5S avesse deciso di votare a maggioranza Grasso e tutti si fossero attenuti alla scelta, non vi sarebbe stato alcun caso. (altro…)

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M5SI “CITTADINI” DEPUTATI E SENATORI SI PRESENTANO AGLI ELETTORI.

Siamo ancora sulla stessa linea d’onda? C’è qualcuno che ha in mente alleanze? Altrimenti alzi la mano”. Le mani restano giù. Solo a quel punto Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno preso posto al tavolo. “Possiamo cominciare l’avventura”. Sono le 15, la data è quella del 4 marzo 2013 e il Movimento la segna su quel calendario virtuale che in sei anni, da un vaffa day ha portato al Parlamento. Le facce del Movimento non riservano particolari sorprese: giovani, carini, qualcuno disoccupato, altri ben occupati e con fior di lauree in tasca. Preferiscono le felpe alle giacche e alle cravatte, si chiamano tra loro “cittadini”, come scritto sui cartellini di riconoscimento, e non onorevoli o senatori. Hanno l’entusiasmo di chi va a camminare su un terreno che non conosce. Ci hanno messo la faccia, e la vogliono portare a casa. Non senza discutere, le idee sul piatto ci sono, non sempre sono le stesse tra gli uni e gli altri, ma i venti punti di programma, il non-statuto del movimento, il codice di comportamento, non sono in discussione.  (altro…)

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Magritte_La_Valse

Se è chiaro, anche al sentire comune, cosa si intende per circonvenzione di incapace, dal vocabolario Zingarelli della lingua italiana: “induzione di persona minore o inferma o psichicamente deficiente a compiere un atto giuridico dannoso per lei o altri al fine di trarne un profitto per sé o altri“, non è ancora percepito il significato di “circonvenzione di elettore“. Si tratta di una pratica molto comune nel Parlamento Italiano, adottata da voltagabbana, opportunisti, corruttibili, cambiacasacca.
L’elettore, al momento del voto, crede in buona fede alle dichiarazioni di Tizio o Caio, di Scilipoti o De Gregorio. Lo sceglie per la linea politica espressa dal suo partito e per il programma. Gli affida un mandato di un lustro, un tempo lunghissimo, per rappresentarlo in Parlamento e per attuare i punti del programma. Gli paga lo stipendio attraverso le sue tasse perché mantenga le sue promesse. Il voto è un contratto tra elettore ed eletto ed è più importante di un contratto commerciale, riguarda infatti la gestione dello Stato. Se chi disattende un contratto commerciale può essere denunciato, chi ignora un contratto elettorale non rischia nulla, anzi di solito ci guadagna. (altro…)

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Alla faccia della lotta alla Casta. Alla faccia del partito di opposizione, che lotta contro i privilegi della politica, e contro il “Governo Ladro!” … Certo, gli elettori leghisti non hanno mai preteso tutta questa coerenza, però forse è meglio non dirglielo. Che ieri la squadra di Umberto Bossi – dopo aver rinviato la decisione sugli arresti dell’indagato per concorso esterno in associazione camorristica Nicola Cosentino – si è ricompattata con Berlusconi e Scilipoti. Per cosa? Per salvare la doppia poltrona di due Sindaci/Senatori del Sud Italia, Antonio Azzollini e Vincenzo Nespoli. Una porcata che blocca le ultime decisioni anti-Casta della Corte Costituzionale: incompatibilità tra il ruolo di Parlamentare e quello di Sindaco per i comuni oltre i 20 mila abitanti.

Ah, dimenticavo, non dite loro nemmeno che quegli Onorevoli della Lega Nord che hanno appena abbandonato la poltrona romana in favore della cadrega padana lo hanno fatto per salvare i vitalizi d’oro garantiti fino al 31 dicembre 2011 dalla cara vecchia “Roma Ladrona”: si veda la storia del leghista Luciano Dussin, quello che sbraitava contro lo scandalo dei “baby-pensionati”. Ovviamente – a differenza di altre testate – nessuna di queste notizie è apparsa su La Padania di oggi, quotidiano ufficiale del partito. Silenzio assoluto … ssssshhhh ….

Da nonleggerlo.blogspot.com

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Me l’hanno appena comunicato via mail: è l’ultimo rapporto-shock di Openpolis, si chiama “Opposizione che salva la Maggioranza“, e risponde molto bene alla domanda che vi ho appena posto. Ecco qui i punti chiave.
Di cosa si occupa il rapporto?

Il rapporto, attraverso l’analisi di tutte le votazioni elettroniche d’aula, si concentra sulle votazioni con maggioranza salvata, ovvero quelle in cui la maggioranza di Governo è riuscita a far approvare le sue proposte grazie ai voti e alle assenze dei parlamentari di opposizione. In questi casi quindi, se tutti i parlamentari di opposizione fossero stati presenti e avessero votato contro la maggioranza, quest’ultima sarebbe stata battuta nella votazione.

Di che cifre stiamo parlando?

Più di un voto su tre. Il non-voto dell’opposizione è talmente ricorrente da assumere un carattere sistemico rispetto l’attività parlamentare. Infatti, finora in questa legislatura su un totale di 14.494 votazioni le situazioni di maggioranza salvata sono state 5.098, ovvero il 35%. Opposizione part-time.

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Gli abusi e i privilegi sul cibo – insieme a quelli sulla casa – sono fra quelli che più fanno venire il sangue caldo. Ci dev’essere una ragione atavica, suppongo: probabilmente irrazionale.

E’ quindi invitando alla massima compostezza che qui si pubblica (da questa inchiesta di Emiliano Fittipaldi) l’originale di un menù del ristorante del Senato. (altro…)

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Ultimissime da Mediashopping.

1) Giovedì scorso, ad Annozero, il finiano Bocchino racconta che Valter Lavitola, il direttore dell’Avanti! che lui accusa per la patacca anti-Fini, “ci fu raccomandato da Berlusconi per una candidatura nel 2008 perché, insieme a Sica, l’aveva aiutato a far cadere il governo Prodi”.

2) Ernesto Sica è l’ex assessore campano del Pdl arrestato per lo scandalo P3: l’ex craxiano Arcangelo Martino, pure lui in carcere, parla di Sica ai pm romani sempre a proposito della compravendita di senatori del centrosinistra che nel 2008 propiziò la caduta di Prodi. Secondo Martino, Sica spinse un amico imprenditore a offrire denaro al diniano Giuseppe Scalera e ad altri senatori in bilico per passare con B.: poi avrebbe usato il proprio ruolo per ricattare B. in cambio della candidatura a governatore della Campania e, sfumata quella, per diventare assessore regionale della giunta Caldoro. “Sica – dice a verbale Martino – mi disse che conosceva bene Berlusconi e che aveva dormito a lungo a via del Plebiscito (Palazzo Grazioli, ndr) da cui era stato allontanato per gelosia da Bonaiuti e Ghedini. Disse che Berlusconi doveva a lui la caduta del governo Prodi, in quanto egli si era adoperato con l’aiuto di un imprenditore amico di Sica e ben conosciuto da Berlusconi a convincere previo esborso di ingenti somme di denaro, alcuni senatori del centrosinistra a votare contro Prodi. Mi fece i nomi di Andreotti e Scalera”. Martino avvertì Dell’Utri e Sica fu convocato da Verdini, che gli garantì una sistemazione: puntualmente Sica divenne assessore. Ma Verdini assicurò che il vero sponsor della nomina di Sica era B.. Strano. Visto che Martino racconta: “Berlusconi riteneva Sica un ricattatore. Più volte Sica mi annunciò una denuncia sulla corruzione dei senatori, ma non l’ha mai presentata”. (altro…)

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