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Posts Tagged ‘sentenza’

NON è questione solo italiana quella di una sovrapposizione tra politica e giustizia. Ma è fuori discussione che il grado di maturità democratica può essere misurato tenendo conto di quante volte e quanto indebitamente i due piani si mischiano. Processare il primo ministro in carica per fatti gravi è possibile e una democrazia matura deve potersi permettere i contraccolpi che ne derivano. Senza berciare al colpo di Stato o senza richiedere l’istituzione di fantomatiche commissioni d’inchiesta, finalizzate non certo a comprendere quanto sotto gli occhi di tutti, ma evidentemente a riscrivere la storia.
Dopo la sentenza di assoluzione in appello per Silvio Berlusconi è partito un coro meschino di accuse a Ilda Boccassini, il magistrato che ha condotto l’inchiesta che ha dato origine al processo. (altro…)

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Giustizia

ROMA  – “Vergogna, adesso vedrete li salveranno dalla galera con la prescrizione”. Madri, mogli, sorelle, padri con la faccia stanca, fratelli oggi rimasti figli unici. Si sono battuti per sette anni, senza mai perdere un’udienza, sperando di avere giustizia, pur portando nel cuore un lutto che nulla cancellerà. Invece ieri sera nei corridoi deserti della Cassazione è risuonato il grido disperato di Rosina Platì, mamma di Giuseppe, ustionato a morte nel rogo della Thyssen. “Non vogliono che quei maledetti manager e padroni vadano in galera, che ne sanno i giudici di quello che passiamo noi, di cosa vuol dire perdere un figlio”. E Laura Rodinò, sorella di Salvatore, piange di rabbia e di amarezza: “Ma questa è la giustizia italiana? È uno schifo, è come se avessero ammazzato di nuovo mio fratello”. Speravano che fosse la fine di un incubo. Speravano che la Cassazione mettesse la parola fine alla battaglia giudiziaria. Invece no. Si ricomincia. (altro…)

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MILANO - COMITATO PER LA LEGALITA E LA TRASPARENZA NELLE PROCEDURE REGIONALIDicesi cluster bomb (bomba a grappolo) quell’ordigno che sganciato da un aereo da guerra libera una miriade di “submunizioni” per colpire contemporaneamente più obiettivi. Ora abbiamo anche la “cluster sentenza” che non si limita a incenerire le accuse del processo in cui è stata emessa ma, già che c’è, si porta avanti e fulmina anche altri processi, possibilmente scomodi per il potere. La grande innovazione si deve ai tre giudici della IV sezione del Tribunale di Palermo che l’altroieri hanno depositato le motivazioni dell’assoluzione del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento mafioso per non aver catturato nel 1995 Bernardo Provenzano pur avendolo sotto il naso in una masseria di Mezzojuso, secondo le dettagliate indicazioni del boss confidente Luigi Ilardo, poi naturalmente ucciso. L’innovazione è foriera di effetti benefici per lo snellimento dei processi: con la pratica formula Dash “prendi tre e paghi uno”, i giudici di un processo ne celebrano pure altri due, risparmiando la fatica ai loro colleghi impegnati in quelli. (altro…)

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Ellekappa

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BerlusconiFRODE FISCALE MEDIASET, GLI AVVOCATI DI BERLUSCONI: “NON C’È REATO, SI ANNULLI LA SENTENZA D’APPELLO”. OGGI POMERIGGIO IL VERDETTO DELLA CASSAZIONE.

Aveva annunciato “l’asso nella manica” per far assolvere Silvio Berlusconi. Ma ieri il principe dei penalisti, il professor Franco Coppi, davanti alla Cassazione non l’ha tirato fuori. Al di là della sua innegabile capacità oratoria, gli argomenti che ha illustrato per chiedere l’assoluzione e, in subordine, un appello bis, comunque salvifico, sono gli stessi che sono stati respinti dai giudici di merito a Milano: Berlusconi era fuori dalla gestione della sua azienda, le testimonianze pro Cavaliere sono state “travisate”. “La sentenza d’appello è caratterizzata dal pregiudizio. Berlusconi dal 1994 si dedica interamente alla politica e non si occupa più di gestione societaria. Figuriamoci se metteva bocca nelle quote di ammortamento del 2002/2003 quando ormai da 10 anni aveva accantonato queste preoccupazioni, se mai si fosse occupato di cose del genere!”. (altro…)

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“Hai notizie della sentenza?”. No, non ho notizie, non voglio neppure averne, e oggi pomeriggio vedrò di andare al mare, confuso nella folla degli ignari (beati loro). Non voglio dipendere neppure per una virgola, neppure per un secondo da una malattia che non mi appartiene, la malattia di un paese che ha rinunciato ad avere un destino autonomo, e vive appeso alle faccende personali di un signore che altrove sarebbe un normale riccone, normalmente pacchiano, normalmente tracotante, e qui è diventato un totem da adorare o da abbattere. La pazzesca idea che la sorte di un governo o di una legislatura possano dipendere dalle vicende giudiziarie di un tizio accusato di pasticci fiscali e traffici di signorine è, appunto, pazzesca. (altro…)

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NatangeloIeri ero collegato con La7 per lo speciale di Enrico Mentana sull’imminente sentenza del processo Mediaset in Cassazione. A un certo punto è giunta in studio la notizia di una manifestazione del Pdl fissata per oggi alle ore 17 dinanzi a Palazzo Grazioli, in contemporanea o subito prima o subito dopo la lettura del verdetto. In men che non si dica, l’onorevole Pdl Osvaldo Napoli ha aderito entusiasta all’iniziativa, negando però che si trattasse di un’intimidazione alla Corte chiamata a giudicare il suo capo. Anzi, si trattava di un’innocua “presenza” sotto le finestre dell’Augusto, peraltro improntata al proverbiale “rispetto” che lui e il suo partito nutrono verso la magistratura tutta. Alla manifestazione-presenza ha subito aderito, e non poteva essere altrimenti, il celebre “Esercito di Silvio”, anch’esso noto per la sua devozione verso l’ordine togato. Poi il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha comunicato che la notizia della manifestazione-presenza era destituita di ogni fondamento. Purtroppo il Napoli si era nel frattempo allontanato, ma siamo certi che avrebbe immantinente preso le distanze da quell’incauto, anzi diciamo pure demenziale annuncio che tanto l’aveva entusiasmato solo pochi minuti prima. Viva le manifestazioni-presenza, ma anche assenza. (altro…)

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I casi

I falchi invece puntano allo scontro. La strada del rinvio.
Il centrodestra.

IN MEZZO c’è lui, il Cavaliere, che a 48 ore dall’udienza più gravida di conseguenze della sua vita, ha fermato le macchine: «Qui dobbiamo misurare ogni passo non in funzione della mia sola persona, ma guardando al governo e al Paese. Per quanto mi riguarda, ho detto e ripetuto che il governo, anche se dovessi essere condannato, resterà in piedi. Ma dai segnali che mi arrivano, a questo punto, non sono più tanto convinto che il Pd possa reggere».
Sempre lungimirante Berlusconi. Come uno sciamano fiuta il pericolo e cerca il rimedio. Ma al di là di possibili arti divinatorie, è assai probabile che al suo orecchio sia giunto l’allarme che sta maturando il casa dei Democratici. A più d’uno, il premier Enrico Letta non si è tirato indietro dal rivelare una sua preoccupazione: «Sarà pure che Berlusconi, in caso di condanna, conferma il suo pieno appoggio al governo. Lo dice lui e lo ripetono i suoi. (altro…)

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La pagina Facebook di BerlusconiPrima la promessa da martire a Libero: “Se mi condannano andrò in carcere, non farò l’esule come Craxi”. Poi la smentita da Palazzo Grazioli: “Il presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista, solo un colloquio liberamente interpretato”. A poche ore dalla sentenza della Cassazione su Mediaset, attesa per domani (salvo rinvii) il capo del Pdl ricorre a uno dei classici del suo repertorio: l’annuncio a sensazione, seguito da smentita. Tutto nello stesso giorno. La mattina si apre con il rumore della sua intervista (presunta, a questo punto) rilasciata al direttore di Libero, Maurizio Belpietro: “Ho quasi 78 anni, avrei diritto ai domiciliari: ma se mi condannano, se si assumono questa responsabilità, andrò in carcere. Non farò l’esule, come fu costretto a fare Craxi. Nè accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato”.  (altro…)

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cucchi

La sorella Ilaria: ‘Giustizia ingiusta, non mi arrendo’. L’avvocato Anselmo: ‘Fallimento dello Stato’.

Sei le condanne su 12 imputati per la morte del giovane arrestato e morto durante la custodia nel 2009. Due anni ai camici bianchi per omicidio colposo e, in un caso, falso ideologico. Grida alla lettura della sentenza: “Vergogna, assassini”. La sorella Ilaria in lacrime: “Giustizia ingiusta”.

Sei medici condannati a due anni di reclusione per omicidio colposo e, in un caso, falso ideologico; sei assolti tra infermieri e guardie penitenziarie, ma pene sospese per tutti.  E’ la sentenza di primo grado del processo per la morte di Stefano Cucchi, il giovane arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo al Reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini. La lettura del dipositivo, nell’aula bunker del carecre di Rebibbia dov’era riunita la III Corte d’Assise del tribunale di Roma, è stata accompagnato dalle grida del pubblico, che hanno urlato “vergogna” e “assassini” all’indirizzo degli imputati. (altro…)

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NatangeloMette sempre di buonumore leggere i giornali di B. all’indomani di una sentenza su B. Intanto perché denotano una preoccupante penuria lessicale, ai limiti dell’analfabetismo di ritorno (e anche di andata). Usano sempre le stesse 3 o 4 parole: persecuzione, politicizzazione, orologeria e – ultima new entry – pacificazione. Si domandano il perché di tanti processi a B., con la stessa impudenza con cui Riina si domanda il perché di tanti processi a Riina: l’idea che il numero dei processi di un imputato mai denunciato da nessuno derivi dalla sua capacità criminale non li sfiora proprio. E soprattutto abbandonano ogni barlume di logica: usano le sue presunte “assoluzioni” (quasi sempre prescrizioni del reato commesso o depenalizzazioni del delitto contestato) per dimostrare che B. è un perseguitato, senz’accorgersi che i perseguitati non vengono assolti; e che, dando credito alle sentenze che assolvono, si dà automaticamente credito anche a quelle che condannano. (altro…)

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Ellekappa

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GhediniDIRITTI TV MEDIASET: L’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA DI PRIMO GRADO IN CUI FU DESCRITTA LA SUA “PARTICOLARE CAPACITÀ A DELINQUERE”.

Condannato bis. Silvio Berlusconi ieri a Milano è stato condannato per frode fiscale anche dai giudici di appello che hanno celebrato il processo sulla compravendita dei diritti televisivi Mediaset.

In primo grado il Tribunale gli avevano attribuito “grande capacità a delinquere”. Quella di ieri per il leader del Pdl è la quinta condanna, non definitiva, come le altre: per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, Medusa e All Iberian. Assolto, come in primo grado, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.  (altro…)

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La sentenza della Cassazione conclude sul piano della giustizia penale una vicenda nazionale tra le più gravi. Riferendosi ai dirigenti della polizia e agli agenti che avevano agito nella scuola Diaz in coda alla giornata di proteste contro il G8 del 2001, la Corte di appello di Genova, nella sentenza che ora la Cassazione sostanzialmente ha confermato, aveva parlato di «tradimento della fedeltà ai doveri assunti nei confronti della comunità civile» e di «enormità dei fatti che hanno portato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero». (altro…)

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Sabato uscirà la sentenza di primo grado sul caso Mills.

Essendo evidenti le prove dell’avvenuta corruzione, ed essendoci già stato un processo che in tre gradi l’ha accertata, Berlusconi o sarà condannato o sarà «prosciolto per avvenuta prescrizione» (è in discussione se i termini sono già scattati o no).

Scrive Filippo Facci su ‘Libero’ che comunque vada il Cavaliere «ha vinto, anzi ha stravinto», «perché rimarrà incensurato» e «perché se era colpevole la giustizia non è riuscita a dimostrarlo nei tempi e nei modi previsti. (…) Il processo Mills nei suoi effetti pratici è il niente».

Boh.

A me sembra esattamente il contrario.

Se lo condannano, si porterà per sempre il peso politico di un grave reato, accertato per la prima volta da una sentenza e dopo un dibattimento.

Se lo prescrivono, sarà evidente a tutti quanto l’imputato Berlusconi ha brigato con le sue leggi ad personam e con le ricusazioni dei suoi strapagati avvocati pur di non farsi giudicare, pur di evitare di arrivare a una sentenza di merito.

Se questa per il Cavaliere è una vittoria, di fronte alle persone civili e alla storia di questo Paese, chissà come sarebbe stata una sconfitta.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli

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Le motivazioni della sentenza che ha confermato la colpevolezza degli agenti, raccontano l’inferno della caserma: “Insulti, percosse, uso di sostanze urticanti. E costrizione a pronunciare frasi inneggianti al nazismo e al fascismo. E’ il massimo del disonore di cui può macchiarsi la condotta di un pubblico ufficiale”.

Definizione del concetto di “tortura”, più l’aggravante dei “motivi abbietti”. Dieci anni dopo, le motivazioni della condanna in appello contro gli imputati della “macelleria messicana” del G8 di Genova del 2001, non risarciranno le vittime di tre giorni di “sospensione della democrazia”, ma daranno un contributo fondamentale al ripristino di uno stato di diritto. (altro…)

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La Corte affida una bimba a una single di Genova e invita a rifare la legge.

Adozioni anche per i single. La Corte di Cassazione invita il parlamento italiano ad intervenire in materia di adozioni di minori, spiegando che nulla in contrario è previsto dalla Convenzione di Strasburgo sui fanciulli del 1967.
La Suprema corte – nella sentenza 3572 depositata ieri – sottolinea che “il legislatore nazionale ben potrebbe provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell’ambito di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell’adozione legittimante”.
Immediato arriva il No del Vaticano, che si oppone alla concessione di adozioni al di fuori della famiglia. (altro…)

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Pubblicate le motivazioni della sentenza del 29 giugno scorso. Il senatore ha contribuito a consolidare “il sodalizio mafioso”. Lo “stalliere” instaurò un rapporto parassitario per quasi vent’anni.

Corte d’Appello, Dell’Utri “mediatore” tra mafia e B., Mangano lo proteggeva.

Il senatore Marcello Dell’Utri ha svolto una attività di «mediazione» e si è posto come «specifico canale di collegamento» tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Palermo nelle 641 pagine della sentenza con la quale il senatore del Pdl Dell’Utri è stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare era stato condannato per i fatti avvenuti fino al 1992 e assolto per quelli successivi.

Motivazioni – Per i giudici, Dell’Utri “ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso”. In particolare, l’imputato ha consentito ai boss di “agganciare” per molti anni Berlusconi, “una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico”. Per questi motivi la Corte ritiene «certamente configurabile a carico di Dell’Utri il contestato reato associativo“. Marcello Dell’Utri «ha svolto, ricorrendo all’amico Gaetano Cinà e alle sue “autorevoli” conoscenze e parentele, un’attività di “mediazione” quale canale di collegamento tra l’associazione mafiosa Cosa nostra, in persona del suo più influente esponente dell’epoca, Stefano Bontate, e Silvio Berlusconi, così apportando un consapevole rilevante contributo al rafforzamento del sodalizio criminoso al quale ha procurato una cospicua fonte di guadagno illecito rappresentata da una delle più affermate realtà imprenditoriali di quel periodo”. “Una mediazione” tra i boss e l’attuale presidente del Consiglio che durò per due decenni, con la quale avrebbe consentito “all’associazione mafiosa, con piena coscienza e volontà, di perpetrare un’intensa attività estorsiva ai danni del facoltoso imprenditore milanese imponendogli sistematicamente il pagamento di ingenti somme di denaro in cambio di “protezione” personale e familiare”. Non oltre il 1992, hanno però sancito i giudici, periodo dopo il quale i pagamenti sarebbero cessati, come dichiarato da quasi tutti i collaboratori di giustizia. (altro…)

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