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Posts Tagged ‘sentenze’

Montedison

L’altro giorno, commentando lo scoop di Antonio Massari sulla denuncia di alcuni giurati popolari a proposito delle pressioni dei giudici togati nel processo alla Montedison per la discarica di Bussi, abbiamo ricordato un vecchio detto: “Le sentenze sono come le salsicce: meglio non sapere come si fanno”. Una massima che entra in crisi dinanzi alla scoperta che – se sarà confermata la testimonianza, raccolta dal Fatto, di due giurate della Corte d’assise di Chieti – dietro un verdetto che salva (in parte con l’assoluzione e in parte con la prescrizione) gli ex dirigenti del colosso industriale accusati di aver avvelenato il territorio e le falde acquifere all’insaputa dei cittadini, si nascondono uno o due giudici che, anziché incoraggiare il collegio a fare giustizia, lo intimidiscono con frasi del tipo: “Se li condanniamo, quelli vi denunciano e vi portano via tutto”. (altro…)

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RubyL’altro giorno in tivù Paolo Liguori ha fornito, a modo suo, la ‘prova provata’ della malafede del Tribunale di Milano. Lo ha fatto basandosi sulla storia dei 32 testimoni le cui dichiarazioni in aula sono state inviate alla Procura. Se invece di dar retta ai testimoni li si incrimina, ha spiegato Liguori, è evidente che la corte aveva già deciso la sua sentenza prima del dibattimento.

Non varrebbe neppure la pena, in condizioni normali, di replicare a questa gigantesca balla: ma in Italia le condizioni non sono normali da tempo.

Allora, intanto per ora nessuno dei 32 testimoni è stato «incriminato»: le loro dichiarazioni sono state semplicemente passate alla Procura perché – appunto – decida se incriminarli o meno.

In secondo luogo, forse, in un tribunale si arriva alla verità giudiziaria non solo in base alle testimonianze rese in aula, ma anche con gli elementi di riscontro. Faccio un esempio: se in aula X dice che Y quella sera ad Arcore non c’era, invece in un’intercettazione agli atti aveva detto che c’era e dalla localizzazione della cella telefonica risulta che almeno il suo telefonino si trovava proprio lì, beh, forse a un giudice viene il dubbio che in aula X dica una bugia, non vi pare? (altro…)

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Berlusconi e le sentenzeÈ L’ULTIMO ATTO DELLA GUERRA CON DE BENEDETTI QUELLA CHE PER LUI È LA “RAPINA DEL SECOLO” ANDÒ A SPIEGARLA ANCHE AL PRESIDENTE USA.

Se gli amici avvocati di Silvio Berlusconi, Cesare Previti in testa, non avessero corrotto il giudice romano Vittorio Metta, nel 1991, la più importante casa editrice, Arnoldo Mondadori, non sarebbe mai appartenuta al Cavaliere. Magari non sarebbe ancora dell’ingegner Carlo De Benedetti, ma sicuramente allora , quando fu annullato un lodo arbitrale a favore della Cir, la storia della “guerra di Segrate” sarebbe stata diversa.

Ma tangenti, corruzione, per Berlusconi sono quisquilie, lui è ossessionato dai 564 milioni di euro che la Fininvest ha dovuto dare, come risarcimento per lo scippo della Mondadori, alla Cir. Oggi, infatti, il destino definitivo di quel tesoretto è nelle mani dei giudici della terza sezione civile della Cassazione, presidente Francesco Trifone, relatore Paolo Travaglino. (altro…)

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Non si sa con certezza quale sarà la data precisa delle sentenza definitiva su Berlusconi sdoganata ieri dalla Consulta, ma dovrebbe essere attorno alla fine dell’autunno, comunque entro quest’anno.

Né si sa con certezza quale sarà la data precisa del congresso del Pd, ma dovrebbe essere attorno alla fine dell’autunno, comunque entro quest’anno.

E’ quindi possibile, se non probabile, che si accavallino i due eventi: la decisione di Palazzo Madama sulla decadenza da senatore del Cavaliere interdetto dai pubblici uffici e il redde rationem interno a un partito i cui vertici sono da tempo suicidi.

In altre parole: è fortemente ipotizzabile che proprio mentre il Pd andrà a congresso, i suoi senatori dovranno decidere se salvare Berlusconi o applicare l’articolo 66 della Costituzione. (altro…)

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