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Posts Tagged ‘servizi sociali’

La legge

La ‘svuotacarceri’ che abolisce il reato di clandestinità nasconde regali a chi è accusato di violazioni tributarie e societarie. Come la possibilità di stoppare il giudizio con l’affidamento ai servizi sociali.

Evasione fiscale e bilanci falsi, ora i colletti bianchi possono saltare anche il processo.

Entra in vigore la legge che cancella il reato di immigrazione clandestina. Ma nelle pieghe di questa parte dello “svuota carceri” piovono benefici per chi rischia pene fino a tre (e cinque anni), tipiche di reati tributari e societari. L’affidamento ai servizi sociali potrà essere chiesto per sospendere il dibattimento. Mentre infuria la polemica sulla lotta alla corruzione. (altro…)

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berlusconiIl leader di Forza Italia non ha rivolto neppure un saluto ai giornalisti che lo aspettavano davanti all’Istituto Sacra Famiglia. La struttura è blindatissima. Un contestatore: “Noi italiani abbiamo un sogno nel cuore, lo vogliamo a San Vittore”.

Silvio Berlusconi è arrivato alle 9.30 – un quarto d’ora in anticipo rispetto all’orario previsto – all’istituto Sacra Famiglia a Cesano Boscone, nel Milanese, la struttura cui è stato assegnato per l’affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna nel processo Mediaset. Il leader di Forza Italia non ha rivolto neppure un saluto ai tanti giornalisti che lo aspettavano. Attimi di agitazione oltre le transenne quando un contestatore – Pippo Fiorito, sindacalista Cub, subito bloccato – ha cercato di superare le transenne. L’uomo continuava a gridare: “Noi italiani abbiamo un sogno nel cuore, Berlusconi a San Vittore”. L’ex premier ha cominciato l’attività di sostegno ai malati di Alzheimer nel nucleo uno della residenza sanitaria assistenziale San Pietro. (altro…)

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BerlusconiPer l’ennesima volta mi ero ripromesso di non parlare più del dog-sitter di Arcore, a meno che non si producesse in qualcosa di assolutamente inconcepibile persino per lui. Purtroppo vi si è prodotto, e proprio ieri, nel giorno di san Vittore, festeggiato in tutta Italia con una retata di vecchi arnesi di Tangentopoli: da noi non esiste ricambio neppure nel florido settore dei ladroni.

Alla vigilia della prima visita alla casa di anziani affidati saltuariamente alle sue attenzioni, il domiciliato speciale ha affermato di avere in serbo un segreto impossibile da rivelare. Dopo un’attesa infinita, almeno per le sue abitudini (tre secondi), lo ha rivelato: «Sto facendo una ricognizione delle ultime cure inventate per l’Alzheimer, così da dare agli infermi la possibilità di fare qualcosa di più». (altro…)

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vauroL’appello di MicroMega al Tribunale di Sorveglianza di Milano perché spedisca il pregiudicato B. ai domiciliari, revocandogli l’affidamento ai servizi sociali prima che li trasformi nella solita pagliacciata elettorale, è sacrosanto. Almeno dal punto di vista giuridico. Come ricordano Flores d’Arcais, De Monticelli, D’Orsi, Prosperi e gli altri firmatari, la legge penitenziaria consente i servizi sociali in alternativa al carcere solo se “contribuiscono alla rieducazione del reo”. Il quale dunque dovrebbe dare qualche segno tangibile di ravvedimento. I giudici di Milano si sono regolati come sempre in casi simili (e non solo per B.): siccome i servizi sociali, quando la pena da scontare è inferiore ai 3 anni, non si negano praticamente a nessuno, hanno desunto la “volontà di emenda” dal fatto che B., dopo la condanna, ha rifuso il danno di 10 milioni di euro e le spese processuali all’Agenzia delle Entrate, cioè alla vittima delle sue frodi fiscali. (altro…)

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BerlusconiI DUE CODICI PENALI

I “galantuomini” e la legge tutta loro.

Valutate complessivamente, le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, fino all’ultima che ha portato al suo affidamento al servizio sociale, consentono l’ipotesi che nel nostro sistema penale coesistano due distinti codici. Uno per i “galantuomini” (cioè le persone che appaiono, in base al censo o alla collocazione politico-sociale , perbene a prescindere…); l’altro per cittadini “comuni”. Nel primo caso il processo – con la sua interminabile durata – mira soprattutto a che il tempo si sostituisca al giudice, vuoi con la prescrizione che tutto cancella, vuoi – mal che vada – ammorbidendone gli esiti con indulti, condoni, scudi e leggi ad personam assortiti. Nel secondo caso invece, pur funzionando malamente, spesso il processo segna irreversibilmente la vita e i corpi delle persone. 

   BERLUSCONI certamente appartiene alla fascia dei “galantuomini” nel senso ora specificato: sia per come si è obiettivamente sviluppata gran parte delle sue vicende processuali; sia per le aprioristiche certezze di innocenza, anzi di “persecuzione”, che segnano le percezioni soggettive del diretto interessato e dei suoi fedeli. Di più: Berlusconi è un “supergalantuomo”, perché tende a piegare il “garantismo” a pratiche di difesa dal processo invece che nel processo. Un neogarantismo strumentale negazione del garantismo vero, secondo cui le garanzie o sono veicolo di uguaglianza o si degradano a strumento di privilegio. 

   Ma c’è un altro profilo del “supergalantuomismo” di Berlusconi: la pretesa di prolungare all’infinito un processo già di per sé interminabile, arrogandosi l’inedita funzione di… giudice di se stesso, anche dopo una condanna definitiva e irrevocabile. Ed eccolo sparare – da colpevole! – giudizi tanto pesanti quanto apodittici sulla sentenza, definita con spocchiosa disinvoltura mostruosa, ridicola, politica, inventata e golpe. Come se tre gradi di regolare giudizio non bastassero e ci fosse ancora spazio per inventarsene un quarto, rimesso però alle scelte discrezionali del… condannato. Comodo! Quasi che il conflitto di interessi tipico del “berlusconismo” fosse arrivato – con questa inconcepibile confusione di ruoli fra giudice e imputato – alle sue estreme conseguenze…

   Ma non è finita: la pretesa di Berlusconi di ergersi a giudice senza averne titolo sembra illimitata. Perché si indirizza addirittura al capo dello Stato. Leggiadramente accusato di non avere adempiuto il “dovere morale” di graziarlo, nonostante tutti sappiano che la grazia (sempreché ne ricorrano gli estremi) può essere concessa solo se l’interessato ne fa richiesta, cosa mai verificatasi nel caso di specie. Così come tutti sanno che il capo dello Stato è garante della Costituzione, della quale principio cardine è la legalità come uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Ed è per questo che egli è anche presidente del Csm, organo posto a presidio dell’indipendenza della magistratura come precondizione per aspirare – appunto – a una legge uguale per tutti. Per cui l’ accusa di Berlusconi al capo dello Stato si risolve in quella di aver fatto… che cosa? 

   Semplicemente il suo dovere, non prendendo in considerazione neppure l’ipotesi che un cittadino (per quanto “gentiluomo”) possa essere più uguale degli altri, fino al punto di ricevere una patente di sostanziale impunità mediante una grazia impossibile. 

   DA ULTIMO, non si può non ricordare un’altra anomala pretesa del clan berlusconiano: l’“agibilità politica” del leader, da assicurare nonostante la condanna. Come a dire esplicitamente che il trattamento del condannato (in Italia) dovrebbe essere differenziato in base al suo “status” sociale e politico. La consacrazione della compresenza di due distinti codici: non proprio il massimo in democrazia. E comunque una categoria estranea alla giurisdizione, per cui sarebbe ben strano se la pretesa “agibilità politica” avesse in qualche modo finito per influire sulla stessa decisione del Tribunale di sorveglianza.

Da Il Fatto Quotidiano del 01/05/2014.

 

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Cesano BosconeALLE 9:45 DEL 9 MAGGIO SI DOVRÀ PRESENTARE NELLA PALAZZINA “CINQUE STELLE” PER AIUTARE GLI ANZIANI.

Ne hanno viste tante, nei 118 anni di vita della Sacra Famiglia. Questa però li sta mettendo a dura prova: devono ospitare un condannato ingombrante come Silvio Berlusconi. Non è il primo e non sarà l’ultimo mandato dal Tribunale di sorveglianza a svolgere un “progetto di giustizia riparativa” presso l’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone: qui, in questo grande centro dell’accoglienza e del dolore nell’hinterland nord di Milano, sono arrivate molte persone che hanno scontato e stanno scontando la loro pena, svolgendo attività d’aiuto agli ospiti, giovani e vecchi, disabili e malati. Ma questo è un condannato particolare. Da una parte, si muove sotto l’attenzione di giornali e tv, arrivati in gran numero, anche dall’estero, ad assediare la Sacra Famiglia. (altro…)

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Il tribunale

Visti gli atti relativi a Berlusconi Silvio affidato in prova al Centro di Servizio Sociale impone al suddetto le seguenti prescrizioni: 

   1. a) se detenuto, l’affidato sottoscriverà le prescrizioni dinanzi al Direttore dell’Istituto penitenziario e appena posto in libertà dovrà prendere contatti con l’Uepe incaricato di affiancarlo nell’opera di adattamento alla vita sociale; b) se libero, entro dieci giorni dalla notifica della presente ordinanza si presenterà al Direttore dell’Uepe di Milano, piazza Venino l davanti al quale sottoscriverà il verbale di prescrizioni e manterrà contatti (…) con il Centro Servizio Sociale relazionando con l’assistente sociale designato con la frequenza che l’Uepe stabilirà; 

   2. Dovrà mantenere contatti con l’Uepe secondo quanto dallo stesso ufficio indicatogli; 

   3. Dovrà fissare la propria dimora in Arcore, Villa S. Martino;   (altro…)

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Berlusconi

MILANO – Un’ora e mezzo di colloquio con la direttrice dell’Uepe Severina Panarello, accompagnato dall’avvocato Niccolò Ghedini, negli uffici a due passi da San Vittore. Un Silvio Berlusconi tiratissimo all’entrata, sorridente e scherzoso all’uscita. L’affidamento ai servizi sociali dell’ex premier è tecnicamente iniziato con la firma di ieri sul “verbale delle prescrizioni”: dodici regole in tutto, come ad esempio il divieto di uscire di casa dalle 23 alle 6 del mattino, di non frequentare pregiudicati e l’obbligo di non lasciare la Lombardia tranne che nei giorni compresi tra martedì e giovedì. Ma ostacoli alla sua attività politica non ce ne saranno: lo dice lui stesso all’uscita, lo conferma la Panarello: «La politica è il lavoro principale di Berlusconi, quindi verranno valutate le sue esigenze. Tutte le persone che assistiamo hanno programmi tagliati su misura».
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Vukic

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Berlusconi

Colloquio con l’ufficio esecuzione pene per concordare l’inizio dell’attività. L’ex premier: “Mi sento come un leone in gabbia”. Barbara: “Non ci sentiamo sicuri in Italia, nostro padre un perseguitato”.

ROMA – È bastato che Ghedini gli comunicasse l’appuntamento concordato per oggi pomeriggio, Ufficio esecuzione pene di Milano, ore 17, per gettarlo di nuovo nello sconforto. «Mi sento un leone in gabbia» dice Silvio Berlusconi. Umore nero nonostante la verve da campagna elettorale. Lo stesso stato d’animo che porta la figlia Barbara allo sfogo con l’edizione spagnola di Vanity Fair: «Non ci sentiamo sicuri in Italia, nostro padre è perseguitato da una giustizia faziosa». Parla di «inquisizione: siamo tornati al Medioevo, è giudicato non per aver infranto la legge ma da come si è comportato in casa». Sempre più lei la paladina di famiglia. (altro…)

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Vauro

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Ellekappa

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La Fondazione

PREOCCUPAZIONE E SCONCERTO ALLA CASA DI CURA SACRA FAMIGLIA: ”PERCHÉ PROPRIO A NOI? SAPETE COSA SIGNIFICA CREARE SERENITÀ IN QUESTO AMBIENTE? AL MASSIMO POTRÀ IMBOCCARE QUALCUNO”.

Del resto abbiamo sempre nascosto chi fuggiva, poi dieci mesi passano in fretta, no?”. Cesare Kaneklin riflette a voce alta, afflitto da una domanda: “Perché è capitato proprio a noi?”. Il vicepresidente della Fondazione Sacra Famiglia passeggia verso la chiesa, tra i due edifici che affacciano sulla piazza principale della struttura creata a Cesano Boscone nel giugno 1896 da don Domenico Pogliani. “Perché a noi? Sarà la sorte, chissà”. In realtà è stato il Tribunale di sorveglianza di Milano a mandare qui il pregiudicato Berlusconi per svolgere assistenza agli anziani disabili. “Da noi hanno trovato rifugio anche i sacerdoti che scappavano da guerre e campi di concentramento”, ricorda Kaneklin, oggi tocca accogliere un ex premier pregiudicato. “Siamo un’ottima struttura, gestiremo anche questo”, lo rassicura Paolo Pigni, il direttore generale. “Per appena quattro ore la settimana, vedrai che non ci sarà nessun problema”.  (altro…)

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berlusconi

Il Tribunale di sorveglianza di Milano garantisce la “agibilità politica” al leader di Fi in vista delle europee. L’esecuzione della pena per frode fiscale prevede il volontariato presso la Sacra famiglia di Cesano Boscone (Milano), ma da martedì a giovedì è già concessa l’autorizzazione a trasferirsi nella capitale.

Silvio Berlusconi ha ottenuto l’affidamento ai servizi sociali per scontare la pena residua di un anno dopo la condanna per frode fiscale al processo sui diritti tv Mediaset. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha così accolto la richiesta dei difensori del leader di Forza Italia. La decisione è stata depositata questa mattina. Silvio Berlusconi presterà volontariato presso una struttura per anziani, non potrà lasciare la Lombardia ma è autorizzato, come da sua richiesta, a recarsi a Roma dal martedì al giovedì, rincasando entro le 23 del giovedì. Le prescrizioni dovrebbero diventare effettive intorno al 25 aprile. Nella capitale, il leader di Forza Italia avrà le stsse limitazioni previste per i suoi movimenti nella residenza di Arcore: potrà uscire di casa per esigenze di lavoro e personali dalle 6 del mattino alle 23.  L’ex premier presterà servizio di volontariato presso la Sacra Famiglia di Cesano Boscone, nell’hinterland di Milano, controllato dalla Curia del capoluogo lombardo. (altro…)

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Biani

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StainoDunque, addì 11 aprile 2014, siamo ancora qui a domandarci che ne sarà del “detenuto Berlusconi Silvio”. In un altro paese la risposta sarebbe scontata: dove sta un detenuto se non in galera? Trattandosi poi di un delinquente abituale fin da quando aveva i calzoni corti, l’unica meraviglia nel vederlo entrare in carcere riguarderebbe la tardività dell’approdo: possibile che uno così sia rimasto a piede libero fino a 78 anni suonati? Da noi invece non si sa. Tripla fissa: 1 (carcere), 2 (domiciliari), X (servizi sociali). Più probabile la X, considerate l’età, l’influenza politica, l’esiguità della pena scampata all’indulto (1 anno su 4, che poi si riduce a 10 mesi e mezzo, grazie alla “liberazione anticipata” di 45 giorni a semestre) e il risarcimento del danno (10 milioni all’Agenzia delle Entrate). (altro…)

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Il dubbio

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Problemi interniOGGI NON SARÀ IN TRIBUNALE, MA SI SFOGA : “LA SINISTRA CON IL SUO BRACCIO GIUDIZIARIO VUOLE IMPEDIRCI DI CONDURRE LA CAMPAGNA ELETTORALE”.

E venne il Dieci Aprile. Da oggi ogni minuto sarà buono per mandare il Condannato ai servizi sociali o agli arresti domiciliari nella sua villa di Arcore. Se la decisione del tribunale di sorveglianza di Milano dovesse poi arrivare entro il termine massimo, martedì 15, all’inizio della Settimana Santa, Silvio Berlusconi potrebbe condividere il suo destino di uomo non più libero con il suo amico e cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri. Quel giorno, infatti, la Cassazione si pronuncerà sulla condanna per mafia di Dell’Utri. Il primo evasore, l’altro mafioso per conto di “Silvio”. Una storia criminale diventata politica nei vent’anni della Seconda Repubblica.  (altro…)

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EllekappaATTESA PER OGGI L’ACCUSA FORMALE DI FALSA TESTIMONIANZA SULLE “CENE ELEGANTI”. IDEM PER GHEDINI E LE OLGETTINE.

Da padre della patria pregiudicato e decaduto da senatore, a pregiudicato-decaduto-(re)indagato, probabilmente per corruzione in atti giudiziari. Forse già da oggi. Al palazzo di Giustizia di Milano potrebbe esserci un comunicato in mattinata, o nei prossimi giorni, sull’apertura, obbligata, di un fascicolo a carico del leader di Forza Italia e dei suoi avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, nonché di altre 33 persone tra cui il viceministro Bruno Archi, i parlamentari Valentino Valentini e Mariarosaria Rossi, l’eurodeputata Licia Ronzulli, la funzionaria della questura Giorgia Iafrate, l’avvocato Luca Giuliante e diverse “olgettine”. (altro…)

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LA RICHIESTA SARÀ VAGLIATA A MILANO, POI PERÒ LA GESTIONE SARÀ A ROMA.

berlusconi-papillonAffidate Silvio Berlusconi ai servizi sociali. La richiesta è arrivata ieri mattina. Quattro giorni prima della scadenza: i difensori dell’ex presidente del Consiglio, Niccolò Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi, avevano tempo fino al 15 ottobre per chiedere una misura alternativa al carcere e alla detenzione domiciliare, per far scontare al loro assistito la pena a cui è stato condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset. Solo un anno dei quattro scritti in sentenza, perché gli altri tre sono stati cancellati dall’indulto del 2006.

LA RICHIESTA È STATA ricevuta ieri mattina dagli uffici della procura di Milano che si occupano dell’esecuzione delle pene. La responsabile dell’ufficio, il procuratore aggiunto Nunzia Gatto, ha passato la richiesta al procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati che l’ha vistata e timbrata per poi passarla, in una busta chiusa e sigillata, al Tribunale di sorveglianza. Un piccolo viaggio, dal quarto al settimo piano del palazzo di Giustizia, dove il plico è stato ricevuto dal presidente, Pasquale Nobile De Santis, che lo ha chiuso in cassaforte.  (altro…)

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