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Posts Tagged ‘sgravi fiscali’

A due anni dalla riforma, un working paper della fondazione Adapt fa il bilancio. Nonostante gli sgravi contributivi, costati circa 20,3 miliardi di euro, “non può dirsi oggi raggiunto l’obiettivo principale”, cioè invertire il rapporto tra i nuovi contratti a tempo determinato e quelli stabili. Nel 2007 erano a termine 13,7 lavoratori su 100, nel 2016 si è toccato il record di 14,4. Inoltre gli incentivi hanno giocato a sfavore dei giovani, il cui tasso di occupazione resta 8 punti sotto il livello pre-crisi.

Che il Jobs Act abbia mancato gli obiettivi di diminuire la precarietà e rendere stabilmente più appetibili per i datori di lavoro i contratti a tempo indeterminato è ormai molto più che un sospetto dei sindacati o un’accusa delle opposizioni: basta guardare gli ultimi dati Inps sull’andamento di assunzioni e licenziamenti nel 2016. (altro…)

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AnnunciIL PREMIER EVITA IL TEMUTO INTERVENTO SULLA SANITÀ, MA LO STIMOLO ALL’ECONOMIA SI RIDUCE A POCHE DECINE DI EURO ALL’ANNO. MA PD E PDL SONO CONTENTI.

Enrico Letta riesce nel suo obiettivo principale: non scontentare nessuno nel passaggio più difficile di queste settimane, l’approvazione della legge di Stabilità. “La manovra non toglie nulla alla Sanità e fa scendere tasse per famiglie e imprese”, annuncia in una conferenza stampa convocata a metà della riunione del Consiglio dei ministri, in tempo per i tg della sera. Al suo fianco torna Angelino Alfano, vicepremier del Pdl, felice di poter vantare i risultati del suo ruolo di “sentinella delle tasse”. Sono tutti contenti: la stangata diventa una spolverata di rigore con accenni di spesa per scavallare almeno la scadenza della mezzanotte, termine per mandare la bozza della legge di Stabilità alla Commissione europea a Bruxelles che farà un’esame preliminare prima del Parlamento. (altro…)

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Le misure principali

Stangata sulle seconde case. Prorogati i bonus edilizi
La casa

ROMA— «Non sarà come l’Imu », assicurava ieri il premier Letta in conferenza stampa. Ma come sarà, la nuova tassa sulla casa ribattezzata Trise (Tassa rifiuti e servizi), il governo non lo spiega. Perché attorno al balzello, in vigore dal 2014, in realtà sta montando un caos degno della vecchia Imu, a cui purtroppo somiglia sempre di più. Gli uffici studi della Cgia di Mestre e del Servizio territoriale della Uil calcolano, in base a quanto emerso nelle bozze del disegno di legge circolate sin qui, che la Trise potrebbe alla fine risultare un po’ meno cara dell’Imu sulla prima casa versata dagli italiani nel 2012, ultimo anno di applicazione.
Con una differenza, evidenziata però dalla Cgia. Poiché con la Trise spariscono le detrazioni per i figli, il vantaggio rispetto all’Imu rischia non solo di annul-larsi, ma di trasformarsi in uno spiacevole aggravio. (altro…)

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