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Posts Tagged ‘Silvia D’Onghia’

Immaginate di trovarvi da soli in un Paese straniero, la cui lingua vi è sconosciuta e, peggio, neanche sonoramente assimilabile all’italiano. Immaginate di dover ricevere informazioni in quella lingua su come pagare una bolletta o sulla terapia da seguire per curare una patologia. Immaginate di dover assistere a una lezione scolastica in quella lingua, con l’insegnante che – da par suo – non conosce la vostra e non può tradurre per voi. Immaginate, infine, di accendere la televisione e di sentirvi tagliati fuori dal mondo perché, al di là delle immagini che scorrono sullo schermo, non avete idea di quello che lo speaker sta dicendo. (altro…)

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terremoto

I bisogni quotidiani non passano da Roma. La protesta dei terremotati: “È rimasto tutto fermo al 24 agosto”.

Urge mettere in sicurezza la chiesa e il campanile di Ospedaletto, frazione di Norcia”. “Terremotata di Preci cerca lavoro”. “A Cavriglia (Ar) raccolta di beni di prima necessità per gli abitanti di Muccia”. “Scai, Amatrice. Richiesta urgente per famiglia con bambino piccolo”. “Raccolta mangimi per allevatori di Ussita”. Più che una bacheca, è un bollettino: sul sito terremotocentroitalia.info, gestito da volontari con il sostegno di ActionAid, praticamente ogni giorno vengono registrate le richieste che arrivano dai territori colpiti dal terremoto del 24 agosto e del 26 ottobre e, purtroppo, oggi anche dal gelo invernale. (altro…)

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la-cattiveriaPer la prima volta dopo sette anni la “probabile causa di morte” è individuata nella malattia dell’arrestato, ma i medici non escludono la “recente frattura” delle vertebre sacrali.

I dati a nostra disposizione non consentono di formulare certezze sulla causa di morte. Riteniamo comunque prospettabili due ipotesi: la prima, a nostro avviso, dotata di maggiore forza e attendibilità dei confronti della seconda”. La prima, una “morte improvvisa e inaspettata per epilessia”. A sette anni dal fermo di Stefano Cucchi, per la prima volta la patologia di cui il ragazzo romano era affetto entra in tribunale come probabile causa della sua morte. Lo scrive il collegio dei periti, guidati da Francesco Introna, nominati dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio. (altro…)

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piazza_san_pietro_roma

La rincorsa I pronto soccorso studiano protocolli in caso di attentato, ma le corsie già scoppiano. Gli agenti hanno carenze di mezzi e organico, manca un piano per i vigili.

Se a Roma succede quello che è successo a Parigi, qui ci vorrà un miracolo”. A parlare è Sandro Petrolati, cardiologo del San Camillo – uno dei più grandi ospedali capitolini – e responsabile del sindacato Anaao.Il problema non è la pianificazione, un protocollo ci sarebbe: si chiama Peimaf (Piano di emergenza per massiccio afflusso di feriti). Nei nosocomi romani le esercitazioni sono iniziate in questi giorni. L’obiettivo è rispondere all’emergenza in meno di un’ora, attivando un’unità di crisi interna che identifichi i pazienti che possono essere dimessi per liberare posti letto e trovi altri spazi per far fronte al numero straordinario di ingressi. In poche parole,che garantisca la normalità del servizio.Il problema è che le parole “normalità” ed “emergenza” sono cancellate da anni dal vocabolario dei pronto soccorso di Roma. (altro…)

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antiterrorismoAltro che Robocop   In tutta Italia ci sono 12 mila pettorine di protezione (di cui “valide” solo 3.300) E a Roma per il Giubileo gli agenti saranno 24 mila.

Saranno pure 24 mila solo a Roma e solo per il Giubileo, come ha annunciato il ministro Angelino Alfano, ma il numero in sé non è una garanzia di maggiore sicurezza. Almeno perlorostessi.Perchétraquesti 24 mila uomini delle forze dell’ordine, i poliziotti presenti per le strade della Capitale non hanno un giubbotto antiproiettile in corso di validità. Il Dipartimento di Pubblica sicurezza non ha potuto rinnovare la fornitura dell’equipaggiamento di salvataggio degli agenti, a causa di una “carenza ‘cronica’ costante di fondi negli anni”. E così, degli appena 12 mila ancora in circolazione (in tutta Italia,non a Roma), soltanto 3.300 sono ancora validi. (altro…)

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cucchiDA CUCCHI A UVA Cinque casi, cinque storie, di persone decedute mentre erano sotto la custodia delle forze dell’ordine. E non c’è nessun colpevole.

Se c’è un corridoio dei Tribunali in cui quasi mai il comune senso di Giustizia trova conforto, è quello in cui si svolgono i processi per i morti di Stato. Figli, fratelli, padri che hanno perso la vita mentre si trovavano sotto la custodia delle istituzioni: in caserma, durante un fermo di polizia o raggiunti da un Trattamento sanitario obbligatorio, come nell’ultimo caso di Torino, quello di Andrea Soldi.Persone che, pur avendo sbagliato, per il solo fatto di trovarsi prive della libertà avrebbero dovuto essere custodite con maggiore cura. E invece se da una parte c’è un comune cittadino, per di più cadavere, e la sua ostinata famiglia, dall’altra si assiste a un muro di omertà, che si traduce in un nulla di fatto, in un “non è Stato nessuno”.   (altro…)

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SolidarietàL’ESODO.

E da Vienna 140 auto di volontari vanno a Budapest a prendersi i migranti.

E ora provate a dire di no al Papa.Sorpassando a sinistra, ancora un volta, tutte le silenziose voci nostrane – che semmai invocano la Fase 2 del programma immigrazione: “Bombardiamoli” – Bergoglio ieri si è appellato “alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa: esprimete – ha detto durante l’Angelus – la concretezza del Vangelo e accogliete una famiglia di profughi”. E non importa se i governanti alzano i muri e danno i numeri, sembra dire il Papa: “Mi rivolgo ai miei fratelli vescovi d’Europa, veri pastori, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che Misericordia è il secondo nome dell’Amore”. (altro…)

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Guerriglia

IL CAPO DELLA POLIZIA: “EVITATI GUAI MAGGIORI”. RENZI: “SONO TEPPISTELLI”. ALFANO RESISTE: “HANNO IL ROLEX”. GLI AGENTI PIÙ DURI SUL WEB: “SPARARE!”.

Sa cosa rispondo a chi adesso ci dice ‘dovevate prenderli prima’? Che finché viviamo in uno Stato democratico, la polizia risponde alla legge. E la legge impedisce gli arresti preventivi”. Tiene la linea un alto funzionario del Dipartimento di Pubblica sicurezza e non accetta provocazioni: “Volete davvero che si torni alla legge Reale nella sua integrità e al fermo di polizia? O che l’istituzione tenuta a far rispettare la legge sia la prima a violarla? La democrazia vale per tutti, non ci sono eccezioni”.   IL GIORNO dopo la guerriglia, la devastazione, lo scempio operato da un gruppo di 500 incappucciati per le vie del centro di Milano, senza che una sola testa sia stata spaccata, lo stesso capo della polizia difende la strategia adottata: arginare i danni, non cadere nelle provocazioni dei violenti, tenere bassi i manganelli, evitare lo spargimento di sangue. (altro…)

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Renzi

AVANTI TUTTA.

Quaranta minuti, giusto il tempo per guardare in faccia i suoi ministri Alfano, Pinotti, Delrio e Gentiloni, e il capo degli 007 Massolo e quello della Polizia Pansa, e poi giù di corsa ad affrontare i giornalisti. Renzi non perde tempo, dopo che ha annullatotutti gli impegni elettorali, perchè tanto quello che ha da dire non cambia di una virgola la linea del governo sull’immigrazione. Anche se ci sono 700 morti in fondo al mare, anche se “li andremo a prendere, per dare loro almeno una degna sepoltura”. Il premier è chiaro: Triton non si tocca, Mare Nostrum era solo un provvedimento “tampone, provvisorio” e la tragedia è avvenuta “in presenza, non in assenza di una nave di soccorso”. Quindi bando alle polemiche: “Chi ora dice ‘se ci fosse stato Mare Nostrum…’ dice una cosa che non sta né in cielo né in terra”. Posizione di difesa, posizione prevedibile. (altro…)

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migrantiVENTI BELLICI.

La linea è tracciata, si va avanti a suon di dichiarazioni di guerra (e di interviste sui giornali). Il governo ha scelto di mostrare al mondo i muscoli, e chissà che alla fine non si riesca a convincere anche l’Onu. Poco importa se prima di informare il parlamento, si scelga la stampa come megafono internazionale. La cosa che conta è far arrivare il messaggio forte e chiaro, alle Nazioni Unite e pure all’Isis, che l’altro giorno ha dato del “crociato” al ministro degli Esteri Gentiloni. E allora anche ieri è stata una giornata di parole, e di un fatto importante.  (altro…)

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Senza fissa dimora

NELLA CENTRALE DEL COMUNE: SI CERCANO POSTI LETTO PER SOSTITUIRE I CENTRI VICINI ALLE COOP SOTTO INCHIESTA.

Mi dice il suo nome? La sua nazionalità? Dove si trova? Bene, caro Paolo, posso trovarle un posto per stanotte. Adesso le dico anche quale autobus deve prendere per arrivarci”. I telefoni nella sala operativa sociale del Campidoglio squillano in continuazione. I sedici operatori che si alternano nell’arco delle 24 ore raccolgono le segnalazioni dei cittadini, quelle delle forze dell’ordine, ma anche e soprattutto le richieste di aiuto dei senza casa, di coloro che non hanno un letto dove trascorrere la notte. E che, con le temperature che scenderanno presto sotto lo zero, se rimangono per strada rischiano persino la vita. Sedici operatori e quattro assistenti sociali, 24 ore al giorno, primavera e autunno, estate e inverno, quando le telefonate arrivano a essere anche 400.   EPPURE non basta, soprattutto in questo periodo, soprattutto dopo che l’inchiesta su Mafia Capitale ha bloccato la possibilità di avere gli stessi 700 (circa) posti dello scorso anno. Non che sia intervenuta la magistratura sull’emergenza freddo, non direttamente almeno. (altro…)

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CucchiFIACCOLATA A ROMA, LA FAMIGLIA: “QUALCOSA STA CAMBIANDO”. SETTIMANA DECISIVA PER LE INDAGINI, BAGNASCO LE BENEDICE.

Quando le mille candele e i tanti fumogeni illuminano piazza Indipendenza la commozione è forte. Per qualche, interminabile attimo il silenzio copre la lacrime, poi parte il grido liberatorio: “Stefano Cucchi uno di noi”. La famiglia chiama, Roma risponde, “perché adesso bisogna dare una spiegazione a tutte queste persone” dichiara Fabio Anselmo, il legale dei Cucchi. Sotto la sede del Consiglio superiore della magistratura, nel luogo diventato simbolo delle botte dei poliziotti ai metalmeccanici dell’Ast di Terni, si ritrovano centinaia di persone, chiamate a raccolta da Acad, l’Associazione contro gli abusi in divisa. Ci sono ragazzi, donne e tantissimi bambini; ognuno di loro ha una candela in mano e le mille candele portate qui neanche bastano. Ci sono Claudia Budroni, la sorella di Dino, Andrea Magherini, il fratello di Riccardo, e Grazia Serra, la nipote di Franco Mastrogiovanni, il maestro morto dopo essere rimasto legato mani e piedi per quattro giorni in un letto di contenzione nell’ospedale di Vallo della Lucania. (altro…)

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Giustizia

L’ELENCO DEI PESTAGGI DI STATO È LUNGO. IL CONTO DI CHI HA PAGATO È MISERO DA ALDROVANDI A BIANZINO, DA UVA A MAGHERINI: LE BATTAGLIE DEI FAMILIARI.

Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Dino Budroni, Riccardo Magherini. Quando la mente prova a ricordare i nomi di tutti gli uomini morti mentre si trovavano nelle mani dello Stato, ce n’è sempre qualcuno che sfugge, e non certo per dolo. La lista è troppo lunga. E quelli che conosciamo, forse, non sono neanche tutti, perché se li conosciamo è solo per il merito, la tenacia e il coraggio delle loro famiglie, eroiche nel mostrare cosa lo Stato ha fatto ai loro cari e contemporaneamente nel mettersi contro quello stesso Stato. Ci vuole fegato nel sapere che si sta andando verso il massacro e che tutta quella battaglia di giustizia si risolverà in un nulla di fatto. Già, perché è questo quello che viene da pensare. Perché di fronte a quella lista così lunga di morti ammazzati, il conto di chi ha pagato si tiene in una mano. Come un pugno di mosche.  (altro…)

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OspedaleI CASI PIÙ DRAMMATICI DA FIRENZE A MODENA, DA BOLOGNA A ROMA E MILANO IN ITALIA OTTO MEDICI SU DIECI SONO STATI SOTTO INCHIESTA ALMENO UNA VOLTA.

Da una parte i medici che si difendono, dall’altra i pazienti che si sentono traditi. Scorrendo le cronache e i dossier che si occupano di malasanità, accertata o presunta, sembra che sia in corso da molti anni una vera guerra. Otto medici su dieci con 20 anni di anzianità professionale – stima il Codici, Centro per i diritti del cittadino – sono stati sottoposti a un’inchiesta per un presunto errore, almeno una volta nella loro carriera. Sintomo del fatto che i pazienti non si fidano e che, nel momento in cui sopraggiunge una complicazione, la prima tentazione che viene è quella di dare la colpa al sanitario cui ci si è rivolti. Qualche volta si ha ragione, altre no, o almeno la giustizia penale non riesce ad accertare le reali responsabilità: due cause su tre si concludono, dopo molti anni, con un’assoluzione. (altro…)

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Sbarchi

I RESPONSABILI DI “MARE NOSTRUM”: SENZA IL NOSTRO AIUTO MORIREBBERO TUTTI.

È un macabro conteggio che si aggiorna quasi di ora in ora, come se qualcuno in fondo al mare avesse in mano quelle macchinette con cui le hostess contano e ricontano le persone a bordo degli aerei. Solo che in questo caso l’overbooking è incluso nel prezzo del biglietto e la macchinetta conta invece i cadaveri che il Mediterraneo mangia e spesso non restituisce. Oltre 230 persone in 48 ore, a partire dal naufragio di sabato al largo delle coste libiche con 200 vittime; il secondo nella notte tra sabato e domenica, con 18 cadaveri; il terzo, la notte tra domenica e lunedì, quando la macchinetta del conteggio ha fatto sei clic. Almeno. Perché questi sono soltanto i morti accertati.   “Il mare non è una strada, dove se il pulmino ha fatto salire troppe persone si accosta ai lati e le fa scendere. In mare se scendi sei morto”. (altro…)

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AldrovandiCINQUE MINUTI DI APPLAUSI AL CONGRESSO DEL SAP PER I POLIZIOTTI CONDANNATI RENZI AL SINDACATO: “BELLISSIMO LAVORARE INSIEME”. POI CHIAMA LA FAMIGLIA.

Non è la prima volta che un sindacato di polizia si tuffa senza vergogna nella difesa dei poliziotti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi – le scene del Coisp sotto l’ufficio di mamma Patrizia a Ferrara se le ricordano tutti –, ma certo assistere a oltre quattro minuti di applausi, partiti soft e poi diventati una vera e propria standing ovation, fa venire la pelle d’oca. È nato come un insensato tentativo di visibilità mediatica e soprattutto di dialogo con la pancia dei poliziotti, avvelenati per gli stipendi e il blocco del turn over e i turni stressanti, come da anni ci sentiamo ripetere. In realtà il gesto compiuto ieri dal Sindacato autonomo di polizia rischia di dimostrarsi un boomerang nei denti, quelli propri e quelli di coloro che la polizia la vogliono cambiare davvero. 

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Per difendere la casta

TANTO COSTANO I 400, TRA POLIZIOTTI E CARABINIERI, IN SERVIZIO A MONTECITORIO PER “PROTEGGERE” LA CAMERA E I DEPUTATI PRENDONO “L’INDENNITÀ DI PALAZZO”.

Chissà se un numero così elevato si giustifica con la paura di una rivolta popolare. 400 a 630, un rapporto di uno a più di uno e mezzo. Dopo la Presidenza della Repubblica, la Camera dei deputati sembra un fortino di guerra. Protetto, anzi blindato da un piccolo esercito. I poliziotti in servizio presso l’Ispettorato interno a Montecitorio sono 198; almeno altrettanti i carabinieri dell’omologo Comando. Circa 400 uomini e donne in divisa a tutela di 630 onorevoli deputati. Per comprendere meglio questo dato, bisogna equipararlo a quello di una periferia romana, dove troviamo – in media – un poliziotto ogni 2.100 abitanti.  (altro…)

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L'esercito del colle

LA PRESIDENZA SBANDIERA I RISPARMI SUL BILANCIO 2014 MA STRAPAGA GLI ADDETTI ALLA SICUREZZA DEL PRESIDENTE CHE ALLO STIPENDIO BASE SOMMANO ALTRI INGENTI BONUS.

La Polizia stradale rischia di rimanere a piedi, ma il presidente della Repubblica può senz’altro sentirsi al sicuro. A fronte dei paventati tagli al comparto, infatti, che tanta maretta stanno generando tra gli operatori delle forze dell’ordine, esiste un servizio che non conosce crisi. Quattordici milioni e 300 mila euro di stanziamento nel bilancio di previsione 2014; 793 unità, tra poliziotti, carabinieri e corazzieri, il cui stipendio “grava in misura largamente prevalente sulle amministrazioni di appartenenza”, quindi costa allo Stato almeno altri 30 milioni di euro l’anno, considerando una retribuzione media di 40 mila euro lordi. E i 14 milioni a che servono? A pagare al personale le indennità supplementari, come vedremo.   (altro…)

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La grande Bruttezza

NUOTARE NEL FANGO PER I MONDIALI DEL 2009, NEI PRESSI DI TOR VERGATA, A ROMA, SAREBBE DOVUTO SORGERE UN COMPLESSO SPORTIVO PROGETTATO DALL’A RCHISTAR CALATRAVA. DOPO 7 ANNI E 250 MILIONI BUTTATI, RESTA UNA DISCARICA A CIELO APERTO.

In cima alla gradinata c’è un operaio con la pettorina arancione e la carriola. Si sposta da un punto all’altro della struttura con fare affaccendato, ma risulta difficile capire quale mansione stia svolgendo. E non per mettere in dubbio le sue capacità o la sua voglia di lavorare, ma perchè in questo posto che sembra ai confini del mondo non c’è nulla da fare. Siamo al centro della grande vela, quella che accoglie nella Capitale chi arriva da Napoli lungo l’autostrada A1, un reticolato che si snoda fino al cielo e che sembra un’installazione avveniristica dal fascino oscuro. (altro…)

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Sebastiano ArditaIL PROCURATORE DI MESSINA ARDITA DEMOLISCE IL DECRETO DEL GOVERNO SUI PENITENZIARI ALLA CAMERA: “È MOLTO PEGGIO DI UN INDULTO E NON RISOLVE IL SOVRAFFOLLAMENTO”.

Non serve a risolvere il problema del sovraffollamento, è molto peggio di un indulto. E, soprattutto, premia i mafiosi”. Non usa mezzi termini il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, esaminando il decreto svuota-carceri durante un’audizione, ieri mattina, in commissione Giustizia alla Camera. Le critiche più pesanti riguardano la “liberazione anticipata speciale”, ovvero la norma che porta da 45 a 75 i giorni di sconto concessi ogni sei mesi di detenzione. Misura che prevede una retroattività al 2010.  (altro…)

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