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Posts Tagged ‘sindaci’

zingales

L’economista della University of Chicago Booth School of Business commenta a ilfattoquotidiano.it la versione italiana del nuovo bail-in: “Finché a pagare è il contribuente, non ci sono incentivi per far causa alle attività di vigilanza. Con il nuovo meccanismo ci saranno più incentivi a promuovere delle class action anche nei confronti di Banca d’Italia e Consob”.

Cresce la preoccupazione in vista dell’introduzione del bail-in anche in virtù del recente salvataggio di Banca delle Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti che ha determinato il completo azzeramento del capitale degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate. Oltre 1,2 miliardi di euro andati in fumo e migliaia di correntisti furibondi perché i loro risparmi sono stati cancellati da un giorno con l’altro con un semplice tratto di penna. Con l’introduzione del bail-in airisparmiatori non verranno date più tutele, anzi: le raccomandazioni sulla trasparenza delle procedure e sulle garanzie di equo trattamento non sono state recepite dall’Italia. Come conseguenza, cresce la sfiducia nei confronti delle banche e aumenta il rischio di una corsa agli sportelli, mentre i costi della raccolta per le banche minori potrebbero salire vertiginosamente. (altro…)

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Tagli

In 6 anni gli enti locali potrebbero arrivare a tagli ai trasferimenti per 30 miliardi. Sindaci e governatori temono una nuova stangata con conseguenze negative per i servizi resi ai cittadini: dalle mense scolastiche ai trasporti, fino all’assistenza domiciliare.

ROMA – I tagli agli enti locali sono destinati a sfiorare l’asticella dei 30 miliardi in sei anni. Una media di cinque miliardi l’anno. Che nel complesso hanno diminuito gli sprechi, prodotto efficienza, certo; ma anche brutalmente ridotto i servizi di welfare territoriale e aumentato a dismisura le tasse locali. Ed è questo lo scenario che temono i sindaci e i governatori delle Regioni in vista del varo del prossimo Def (Documento di economia e finanza) che dovrebbe cifrare dai 2,5 miliardi ai 4 miliardi l’apporto di Regioni, Comuni e vecchie Province all’operazione di spending review da 10 miliardi di euro complessivi che verrà poi definita con la legge di Stabilità.
Governo e sindaci si vedranno giovedì alla vigilia della riunione del Consiglio dei ministri che darà il via libera al Def.

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SindaciOGGI IL DOCUMENTO ECONOMICO ARRIVA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI: LA PRIORITÀ È BLOCCARE LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA. SLITTA AL 2018 IL PAREGGIO DI BILANCIO.

Si ricomincia. Oggi in Consiglio dei ministri sbarca il nuovo Documento di economia e finanza (Def), il testo – che la Commissione europea attende entro metà aprile – in cui il governo traccia le sue politiche nel prossimo triennio. Non solo: si ricomincia pure con quella certa tendenza all’imprecisione, per così dire, che l’esecutivo di Matteo Renzi coltiva in materia di conti pubblici. Il Def dell’aprile scorso, per dire, si è rivelato una sequela impressionante di numeri sbagliati: Pil, consumi, debito, deficit. Tutte stime che Pier Carlo Padoan ha dovuto correggere prima a settembre e poi in autunno.
Il primo problema: bloccare l’aumento di Iva e accise
Lo spauracchio di Renzi e soci sono le cosiddette “clausole di salvaguardia”: la polvere sotto il tappeto dei conti pubblici. (altro…)

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COSA CAMBIERÀ.

TFRTRATTAMENTO FINE RAPPORTO   Su base volontaria finirà direttamente in busta paga   SCATTERÀ DALLA METÀ del 2015 e sarà su base volontaria. I lavoratori potranno scegliere mese per mese (fino al 100% della somma) se lasciare la liquidazione in azienda, dirottarla sui fondi pensione o chiedere l’anticipo in busta paga. Dalla misura sono esclusi i dipendenti pubblici. L’anticipo potrà avvenire mensilmente o in un’unica soluzione, e in entrambi i casi verrebbe mantenuta la tassazione agevolata (in media tra il 23 e il 26%, inferiore a quella Irpef). A garanzia dei prestiti che le aziende saranno costrette a sottoscrivere vista la liquidità del Tfr sottratta (di cui beneficiano a tassi molto bassi), interverrà una doppia mano pubblica (Inps e Cassa depositi e prestiti) che ha fatto contente le banche. La misura riguarderà solo i lavoratori dipendenti (fuori i 6 milioni di autonomi e 4 di imprese individuali) e comporterà un passo indietro nella “previdenza multipilastro”.   (altro…)

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Nardi

DA TORINO A BARI, GIUBILO PER LE RIFORME. PIÙ CAUTI DORIA E DE MAGISTRIS: “A NOI BASTANO LE CITTÀ METROPOLITANE”.

La Trinità della Terza Repubblica. Il sindaco uno e trino. Senatore, poi a capo della città metropolitana ex provincia e sindaco, ovviamente. Più che super, mega. Il megasindaco di Torino o Bari o Napoli a Genova o Milano e così via. 

Michele Emiliano, possente sindaco-sceriffo di Bari, non vede l’ora di triplicare il suo impegno: “Questa riforma del Senato, se passa, è una bomba atomica”. Il termine bomba è declinato positivamente. Emiliano, che è renziano, esplode di gioia: “Oggi il sindaco se rileva un problema nella legislazione o ha bisogno di un chiarimento finanziario a Roma deve armarsi di pazienza e chiamare il segretario regionale del suo partito. Questi a sua volta si rivolge agli uffici nazionali che poi devono interpellare il capogruppo parlamentare”. Una catena infernale. Continua il sindaco di Bari: “Vuol sapere come finisce? (altro…)

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Imu

Seconda rata Imu cancellata, anzi no rivolta dei sindaci contro il governo
Le misure
Si pagherà in parte dove è salita l’aliquota. Fassino:“Noi esasperati”.

ROMA— Scontro tra Comuni e governo dopo la cancellazione della seconda rata Imu. Palazzo Chigi ha annunciato che «il gettito ulteriore atteso dai Comuni », quelli che hanno alzato quest’anno le aliquote, per metà «verrà versato dai contribuenti a metà gennaio 2014». Insorge Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, mentre da Milano Giuliano Pisapia bolla la decisione come «una follia». (altro…)

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Il cammino del MoVimento 5 Stelle all’interno delle istituzioni è lento, ma inesorabile. Mario Puddu è il nuovo sindaco M5S di Assemini, provincia di Cagliari. Fabio Fucci è il nuovo sindaco M5S di Pomezia, provincia di Roma. Mario, Fabio e i ragazzi del MoVimento apriranno le porte dei comuni ai cittadini. A loro va l’abbraccio di tutta la comunità del M5S. Vi staremo vicini!

Da beppegrillo.it

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sindaci

Con l’annunciato stop alla tassa, gli enti locali si troveranno con miliardi in meno già conteggiati. Soldi che dovranno arrivare dallo Stato ma sulla cui entità l’erario non può dare certezze.

Signori, si ricambia. Dopo gli annunci di Enrico Letta, pare che l’imposta sugli immobili verrà modificata (per ora non è stata affatto abolita). E per la quarta volta in due anni bisognerà rifare tutti i conti su quel che spetta ai Comuni. Risultato? Inevitabili tensioni tra Tesoro e enti locali e i soliti problemi di chiusura dei bilanci dei municipi.

L’Imu era stata inventata dal governo Berlusconi nel marzo 2011 nell’ambito del federalismo fiscale: avrebbe sostituito la vecchia Ici nel 2014. A novembre di quell’anno, però, il nuovo esecutivo di Mario Monti ne anticipò la nascita al 2012 estendendola alla prima casa, inglobando l’Irpef fondiaria e aumentando le rendite catastali. I tecnici, per di più, destinarono una bella fetta del gettito – 23,7 miliardi in tutto, 4 dalle abitazioni principali – allo Stato centrale. I Comuni si tenevano i soldi dell’Ici più una quota sulla prima casa e gli eventuali aumenti discrezionali.    (altro…)

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Alla faccia della lotta alla Casta. Alla faccia del partito di opposizione, che lotta contro i privilegi della politica, e contro il “Governo Ladro!” … Certo, gli elettori leghisti non hanno mai preteso tutta questa coerenza, però forse è meglio non dirglielo. Che ieri la squadra di Umberto Bossi – dopo aver rinviato la decisione sugli arresti dell’indagato per concorso esterno in associazione camorristica Nicola Cosentino – si è ricompattata con Berlusconi e Scilipoti. Per cosa? Per salvare la doppia poltrona di due Sindaci/Senatori del Sud Italia, Antonio Azzollini e Vincenzo Nespoli. Una porcata che blocca le ultime decisioni anti-Casta della Corte Costituzionale: incompatibilità tra il ruolo di Parlamentare e quello di Sindaco per i comuni oltre i 20 mila abitanti.

Ah, dimenticavo, non dite loro nemmeno che quegli Onorevoli della Lega Nord che hanno appena abbandonato la poltrona romana in favore della cadrega padana lo hanno fatto per salvare i vitalizi d’oro garantiti fino al 31 dicembre 2011 dalla cara vecchia “Roma Ladrona”: si veda la storia del leghista Luciano Dussin, quello che sbraitava contro lo scandalo dei “baby-pensionati”. Ovviamente – a differenza di altre testate – nessuna di queste notizie è apparsa su La Padania di oggi, quotidiano ufficiale del partito. Silenzio assoluto … ssssshhhh ….

Da nonleggerlo.blogspot.com

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Obiettivo: salvare il vitalizio, sfruttare le ultime vie di fuga, monetizzare l’aut aut istituzionale, e proteggersi dagli effetti della manovra anti-casta. Ora che è sorta l’incompatibilità tra la carica di Onorevole e quella di Sindaco (comuni sopra i 20 mila abitanti), 11 parlamentari sono chiamati a scegliere. O di qua, o di là. Ma la grande fuga attrae anche gli altri. Troppo duri quei tagli. Ecco a voi nomi, cognomi, appartenenze e fotografie degli Onorevoli più furbi, da “La Repubblica” di oggi. (altro…)

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L´accorpamento per aree porterebbe a un risparmio per lo Stato di circa cinque milioni I sindaci pronti a invadere Roma con una carovana di 600 bus: non potete cancellarci. “Non facciamo politica di parte, ci occupiamo dei veri interessi dei nostri cittadini”. Da Barolo a Gallodoro, dal Piemonte alla Sicilia, fiato sospeso per un quarto dei comuni italiani: secondo quanto previsto dalla manovra quelli sotto i mille abitanti dovranno scomparire. Con il loro tesoro di tradizioni, storia e localismi.

Barolo (Cuneo). Forse il borgo farà la fine di un grappolo d´uva, lo vendemmieranno e addio, un colpo di forbice e zac. Il numero magico, che invece magari è malefico, è 728: rappresenta gli abitanti di Barolo, il paese col nome del vino, anche se poi è il vino ad avere preso il nome dal paese per poi portarlo a spasso nel mondo. Chiedete a un ghiottone giapponese, domandate a un mangione svizzero, interrogate un santo bevitore tedesco. Barolo? Tutti avranno le pupille accese, come quando si guarda il bicchiere nel controluce di una candela, dentro il bel fresco di una cantinotta. (altro…)

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Da domani manifestazioni in Piemonte, il 29 maxi raduno a Milano.

MILANO — Dovevano incontrarsi a Venezia, a metà settembre, anticipano il rientro dalle ferie e si vedono a Milano, il 29 agosto, in concomitanza con il dibattito in Commissione al Senato. Sindaci e amministratori di piccoli Comuni fanno quadrato contro i tagli annunciati in manovra che prevedono, tra l’altro, l’accorpamento dei municipi con meno di mille abitanti. Ospiti dell’Auditorium Gaber nel grattacielo Pirelli, indicono «una grande manifestazione».
L’Anci, l’associazione dei Comuni, li convoca con una accorata missiva, firmata dal presidente Osvaldo Napoli e dal coordinatore nazionale dei piccoli Comuni, Mauro Guerra. Si rivolgono direttamente agli amministratori dei 1.963 centri «a rischio», perché, scrivono, «siamo a un passaggio decisivo per il futuro delle nostre comunità». (altro…)

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Il professor Cacciari ha riassunto ai microfoni di Radio 24 la sua lunga esperienza di sindaco di una grande città (Venezia). «La cosiddetta società civile ti invade ogni giorno l’ufficio perché ha la prostituta nel viale, o il casino nel bar sotto casa, o il mendicante, o la strada dissestata… Un esercito di infanti incapaci di arrangiarsi su qualsiasi faccenda umana e terrena. E io rispondevo: va bè, ti faccio l’ordinanza, così smetti di rompermi le palle». (altro…)

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