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Posts Tagged ‘sindaco’

candidatiAlle primarie del centrosinistra di Roma, meno di tre anni fa, parteciparono più di 100 mila persone: vinse l’outsider Ignazio Marino con più del 50 per cento dei voti. Secondo arrivò Sassoli appoggiato dagli allora vertici del partito. Ultimo fu Gentiloni, con qualcosa tipo il 15 per cento: infatti poco dopo Renzi lo fece ministro.

Alle primarie per la stessa carica che si tengono tra pochi giorni si presentano in sei, ma la corsa è chiusa tra il renziano Giachetti e il rappresentante della minoranza dem Morassut: due brave persone che entusiasmano l’elettorato come un documentario notturno sulle abitudini alimentari dei coleotteri. Gli altri quattro – anche loro persone perbene, uno è pure un mio amico – sono lì giusto a far vedere che esistono. O a rendere un po’ più surreali i confronti in tivù, con l’orso di peluche di Mascia e il papà della candidata malata che parla al posto suo. (altro…)

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Biani

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m5s_quarto“La strada dell’onestà ha un prezzo. Il prezzo è dover essere, sempre, senza eccezione alcuna, al di sopra di ogni sospetto. Per farlo occorre marcare le differenze tra noi e chi ci ha governato finora in modo netto.
A Quarto, un Comune già sciolto due volte per mafia, dove il MoVimento 5 Stelle la scorsa estate è stata l’unica lista politica nazionale autorizzata a correre per le elezioni, lo abbiamo fatto espellendo un consigliere (poi indagato) perché fece pressioni politiche che contraddicevano il nostro programma. Alla prima avvisaglia abbiamo messo alla porta De Robbio e oggi abbiamo preso consapevolezza di aver inflitto un grande colpo al malaffare.
Non ci siamo piegati, non si è piegata Rosa Capuozzo e lo dimostrano gli atti della Procura, che nella vicenda la considerano parte lesa. (altro…)

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NogarinTrionfo Nogarin: “Apriremo le finestre per cambiare l’aria” Caroselli grillini. Sconforto dem: “Non può essere vero”.

LIVORNO – Il Pd sconfitto a Livorno, una notte così fino a due giorni fa sembrava inimmaginabile, con i grillini che fanno festa nelle strade e il partito che governa da 68 anni senza interruzioni chiuso dentro alla sua sede a chiedersi perché sia successo quello che è successo. Il candidato del Movimento Cinque Stelle Filippo Nogarin, ingegnere aerospaziale, ha battuto il trentanovenne Marco Ruggeri, capogruppo uscente dei Democratici in consiglio regionale sostenuto da tutte le forze del centrosinistra 54 a 46. La città in cui nel 1921 è nato il Partito comunista italiano e che da 68 anni è governata dalla sinistra da oggi avrà un sindaco grillino. «Questa è una bellissima vittoria a cinque bellissime cinque stelle, apriremo molte finestre, aria nuova», dice Nogarin quando alle una del mattino arriva nella sala del consiglio comunale. Lo aspetta l’avversario, Marco Ruggeri, per stringergli la mano e riconoscere la sconfitta: «È evidente che abbia prevalso la voglia di cambiamento », sussurra pallido in volto. Poi scompare, senza salutare il sindaco uscente Alessandro Cosimi da cui per tutta la campagna elettorale aveva preso le distanze. (altro…)

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New York

Si insedia il sindaco: “Grazie anche all’Italia”.

NEW YORK— «Non aspetteremo, lo faremo adesso»: Bill de Blasio lo ripete una, due, tre volte, è lo slogan che ritma il suo discorso di investitura sui gradini della City Hall nel giorno del giuramento. Il nuovo sindaco di New York lo aveva promesso in campagna elettorale e ora lo ribadisce: «E’ venuto il tempo di combattere le ingiustizie sociali e le diseguaglianze economiche che minacciano il futuro della città che amiamo». Alle sue spalle Bill Clinton e la moglie Hillary, l’ex presidente e il probabile successore di Obama, fanno sì con la testa: quello che va in scena qui, non è solo il rito di investitura ma un vero e proprio esperimento politico. (altro…)

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de-blasioTrionfale successo di Bill De Blasio, l’italo-americano impegnato nella lotta contro la povertà, divenuto stanotte sindaco di New York con una percentuale di consensi superiore al 70%. Nella foto l’abbraccio con uno dei due figli avuti dalla sua compagna femminista nera e in passato dichiaratamente lesbica, impegnata al suo fianco in una campagna che ha sovvertito tutti i pronostici. E’ davvero un ribaltamento culturale nella metropoli del capitalismo finanziario che ha visto crescere insieme alla ricchezza di una minoranza privilegiata anche il numero dei senza casa e dei tagliati fuori. Un vero ricambio della politica: l’idea che si possano raccogliere vasti consensi assumendo come prioritaria la lotta contro la povertà. Esattamente ciò che non ha osato fare la sinistra italiana.

Da gadlerner.it

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M5s

SICILIA, CROLLANO AFFLUENZA E PD.

Aveva tutti contro Federico Piccitto, il giovane ingegnere elettronico esperto in microchip che ha regalato un’altra città capoluogo a Beppe Grillo. Vince a Ragusa contro l’esercito di liste del suo avversario Giovanni Costantini. Non solo le cinque di centrosinistra allargato all’Udc, ma anche il Pdl, che dopo il ballottaggio ha annunciato “sostegno pieno a Costantini perché non vinca l’antipolitica”. Hanno perso e malamente, perché Piccitto sbaraglia tutti col 69.35% e 20mila voti, mortificando il suo avversario che si ferma a 9mila voti e al 30%. “Ora dobbiamo governare e non sarà facile – dice parlando con i giornalisti nella sede del suo comitato elettorale a Villa Margherita – le emergenze della città sono tante”. È euforico il “Pizzarotti siculo”, come già lo chiamano, ma ancora di più i cinque stelle siciliani che ancora una volta hanno avuto ragione.“Abbiamo azzeccato la candidatura e la campagna elettorale e abbiamo vinto”, dice Giancarlo Cancelleri, il capogruppo M5s alla Regione.  (altro…)

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L’elezione a sindaco di Carovigno dell’ex deputato udc Cosimo Mele sta dividendo l’opinione pubblica internazionale. Chi pensa che gli elettori del Comune brindisino lo abbiano votato nonostante lo scandalo boccaccesco di cui Mele fu protagonista nel 2007. E chi invece (ma siamo una minoranza di cinici e burloni) ritiene che lo abbiano scelto proprio per quello: una sorta di premio alla carriera. Era la notte fra il 27 e il 28 luglio quando il deputato di Casini, solerte firmatario di appelli in difesa della famiglia e della moralità pubblica, veniva sorpreso in una suite dell’hotel Flora di via Veneto in compagnia di un paio di fanciulle, nessuna delle quali coniugata con lui. A compromettere la segretezza del convegno subentrò il malore che costrinse una delle ospiti a trasferirsi al pronto soccorso. (altro…)

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Il Pd resta quasi neutrale, l’Udc invece critica il sindaco. Ma nessun politico potrà più occupare palchi senza sborsare un euro come invece era abitudine per il teatro Regio, uno dei monumenti della mondanità alla parmigiana.

Niente più privilegi per i politici e per il loro entourage alle tanto attese prime d’opera nel Teatro Regio di Parma. Nella nuova era a Cinque Stelle del tempio lirico cittadino, il sindaco Federico Pizzarotti darà un taglio prima di tutto ai biglietti omaggio per consiglieri comunali e assessoridella giunta, che nelle precedenti amministrazioni venivano elargiti in ogni occasione, dalle rassegne come il Festival Verdi alla stagione lirica. Una decisione analoga era avvenuta solo a Berlino, nel febbraio scorso. E fece notizia in tutta Europa.

“I consiglieri e gli assessori pagheranno regolarmente i biglietti, se vorranno assistere alle recite”, ha chiarito Pizzarotti, che manterrà solo il palco destinato al presidente della Fondazione Teatro Regio, che tradizionalmente spetta al sindaco. (altro…)

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Il candidato del Movimento 5 Stelle ha vinto con il venti per cento di scarto: 59,9 a 40,01. “Siamo pronti ha governare”, ha detto il nuovo sindaco. “La prima cosa che farà sarà concentrarmi su quello che è il debito”.

Federico Pizzarotti, il candidato del Movimento 5 stelle a Parma, è sindaco di Parma. Ha battuto di quasi venti punti  Vincenzo Bernazzoli, il candidato del centrosinistra. E’ la presa della Bastiglia, la Stalingrado sognata da Beppe Grillo. E’ l’addio alla vecchia politica e lo spazio al nuovo. A una cosa politica che ancora non è definita, forse, ma che esiste già e si chiama Movimento 5 stelle . La poltrona di pri9mo cittadino di una delle città più importanti dItalia. Nessuno lo avrebbe pensato. Non un mese fa. Forse nemmeno ieri. O due ore fa.  (altro…)

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Ad Angelo Vassallo la parola eroe non sarebbe piaciuta. Perché gli eroi sono quelli che poi alla fine muoiono, e invece lui aveva una gran voglia di vivere. Per questo quando leggo “il sindaco eroe” penso a Vassallo e lo immagino incazzato.
Era un anno fa. Cinque settembre. Domenica. Ad Acciaroli, frazione di Pollica (Sa), una raffica di proiettili squarciò il silenzio di una serata di fine estate. Angelo Vassallo venne colpito in pieno. Stava tornando a casa. Il piombo lo sfigurò, gli sfondò il torace. Rimase immobile, lì, nella sua Audi. Dei killer si perse ogni traccia. E a dodici mesi da quell’omicidio i colpevoli non hanno ancora un nome. (altro…)

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E anche l´ex primo cittadino Ubaldi scarica Vignali: “Un errore farlo eleggere”.   In consiglio comunale si parla di Libia e Spagna, fuori la gente chiede le dimissioni. L´aula protetta da agenti in tenuta antisommossa. Altri quattro assessori pronti a lasciare.
PARMA – Fa un po´ paura, questa città. E non per il «funerale» del sindaco e della giunta comunale che parte dal municipio e attraversa la piazza e le strade del centro. Non per le grida, i cartelli, la rabbia degli «indignados». Parma fa paura perché sembra raccontare, in anteprima, ciò che potrà succedere in altri pezzi d´Italia. La crisi divora i bilanci e il futuro delle famiglie e la «politica», invece di affrontare la realtà con coraggio, si blinda nel palazzo per mettere le mani sugli ultimi brandelli di soldi e di potere. «Non abbiamo nessuna intenzione di togliere il disturbo», annuncia il vicesindaco Paolo Buzzi in Consiglio comunale, a fianco di un sindaco sempre più muto. E da sotto, dal grande portico del Grano, arrivano gli echi di un altro mondo. «Parma libera. Dimissioni. Ve ne andate o no ve ne andate sì o no…».  (altro…)

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Dovete sapere che il sindaco PdL di Sedriano, in provincia di Milano, dal 2009 ha deciso di fare obiezione di coscienza nei confronti dei matrimoni civili, considerandoli contrari alla propria religione.
Ebbene, lo stesso sindaco, che per inciso risponde al nome di Alfredo Celeste, ha invitato Nicole Minetti a fare da madrina alla premiazione del concorso “La creatività delle donne della Provincia di Milano“, motivando la sua scelta con la considerazione che la stessa Minetti “a causa delle vessazioni che sta subendo rappresenta il riscatto della condizione femminile“.
Ogni commento mi pare superfluo.

da metilparaben.blog.unita.it

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In molti comuni domenica prossima si voterà, ma la città decisiva sarà indubbiamente Milano. Lungo i secoli e gli anni sono tanti i nomi che le hanno dato: capitale politica in epoca napoleonica; capitale morale ai tempi della Fiera industriale, dopo l´unità d´Italia; capitale culturale nell´800; Milano “da bere” negli anni di Craxi. Difficile trovare oggi la parola che squadri l´animo suo divenuto informe, come nella poesia di Montale. Ma qualche storta sillaba è sufficiente a descriverne la natura: almeno da quando perse l´indipendenza, all´inizio del ´500, Milano ha sempre avversato lo Stato, forestiero o nazionale che fosse. Gli ha sempre opposto un´alleanza di interessi costituiti, ecclesiastici e non, che esecravano il bene comune e la stessa politica. (altro…)

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“Se portiamo una trentina di questi ragazzi in Parlamento, con queste tecnologie, sono finiti”. E’ il sogno di Beppe Grillo, che oggi è a Milano per lanciare i candidati del Movimento 5 Stelle per le comunali del capoluogo lombardo del 15 e 16 maggio. “E’ l’inesperienza il valore aggiunto – spiega Grillo riferendosi ai vent’anni di Mattia Calise, capolista e candidato sindaco del Movimento – perché un ventenne è limpido, non fa intrallazzi, non compra hedge funds”. Traffico, inquinamento, e il dito puntato contro il nuovo Pgt, il piano di governo del territorio recentemente approvato dal Comune. (altro…)

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Tanta solidarietà tra i cittadini. Il sindaco dà dell’integralista al padre.
Le maestre le avevano offerto il loro pasto, il sindaco aveva accusato le maestre di danno erariale e la preside aveva minacciato le insegnanti di provvedimenti disciplinari spiegando di essere “obbligata dalla legge”. Ieri mattina – per fortuna – i genitori degli altri bambini della scuola hanno rimesso le cose a posto, con un bellissimo gesto di solidarietà.
Sul palcoscenico di un asilo del basso Piave, si sono alternati l’alfabeto della ferocia e quello della gentilezza, il gesto di chi ha pagato per la piccola Speranza (anche se questo non è il suo vero nome) e la straordinaria scelta di un pensionato che oggi ospita gratuitamente la famiglia della bambina. Ma anche le parole di un sindaco che si è giustificato con queste incredibili argomentazioni: “La bambina è figlia di un noto estremista islamico”. (altro…)

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NON FATELA MANGIARE

In fondo la storia è molto semplice: una bambina di quattro anni lasciata senza pasto, nella mensa del suo asilo, e rimandata a casa per volontà di un sindaco. In fondo questa è una nuova, piccola, storia feroce, una storia di uomini coraggiosi che si mettono a fare la guerra ai bambini. Ed è una di quelle facili guerre con cui alcuni amministratori della Lega provano a stravolgere la faccia bella del nord e a macchiare la generosità dei veneti con il pretesto della buona amministrazione.
Sarebbe forse una “Nuova Adro” – questa storia – se a Fossalta di Piave la solidarietà dei genitori (che sono andati a protestare in istituto), delle insegnanti e dei collaboratori scolastici non si fosse opposta alle decisioni del sindaco e della direttrice scolastica. E sarebbe una storia sicuramente incredibile se a raccontarla a “Il Fatto” non fossero le testimonianze dei genitori, le carte bollate e persino le parole dei diretti interessati. (altro…)

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Scoppia il caso a Pont-Saint-Martin, in Val d’Aosta.

Nomi di genitori e bambini inadempienti sul sito del Comune. Il sindaco: «Procedura prevista».

Una gogna pubblica, anche se virtuale. Genitori e bimbi nel mirino. La colpa: i ritardi nel pagamento delle rette della mensa scolastica. La pubblicazione sul sito istituzionale del comune dell’elenco dei cittadini morosi per mancato pagamento delle rette per il servizio ha scatenato la polemica a Pont-Saint-Martin (Aosta), piccolo centro di 4mila abitanti al confine con il Piemonte. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di inserire su web i nomi di chi non ha versato il canone, aggiungendo nella lista anche i nomi dei figli che hanno usufruito del servizio, il periodo di mancato pagamento e la cifra dovuta all’ente pubblico. Le ingiunzioni variano da un minimo di 144,13 ad un massimo di 1.624,35 euro.

IL SINDACO: «PROCEDURA PREVISTA» – «Abbiamo espletato la procedura prevista dal regolamento comunale – spiega il sindaco, Guido Yeuillaz, alla guida di una Giunta composta da Union Valdotaine e indipendenti – inviando vari messaggi e convocando i diretti interessati. Abbiamo invitato le famiglie a chiedere l’esenzione dal pagamento, prevista per chi è in difficoltà economica, ma non lo hanno fatto». «I dati inseriti su Internet non sono sensibili – ha proseguito – e quindi non c’è violazione della privacy, anche se sono il primo ad ammettere che era meglio non aggiungere i nomi dei minori». «Qualcuno ha paragonato questa vicenda a quella di Adro – conclude il sindaco – ma ci tengo a precisare che non abbiamo mai interrotto la somministrazione dei pasti ad alcun bambino anche se la retta non era stata pagata».

L’OPPOSIZIONE: «VIOLAZIONE DELLA PRIVACY» – La vicenda è stata sollevata in Consiglio comunale da un’interpellanza della minoranza di centro-sinistra. «Secondo noi – commenta la consigliere Cleta Yeuillaz – c’è un’evidente violazione della privacy. Le persone che non hanno pagato, tra cui alcuni immigrati stranieri, sono state messe alla berlina, con il rischio di discriminazione all’interno di un piccolo paese come il nostro».

solleviamoci.wordpress.com

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Beh, direte voi, il Sindaco Oscar Lancini dopo aver inaugurato, lodato, difeso, sbandierato, finanziato, ideato, forgiato ed esaltato la “Scuola Pubblica” di Adro, dopo averla marchiata a fuoco per oltre 700 volte con il simbolo della Lega Nord – banchi, tetti, porte, finestre, posaceneri – dopo averla intitolata, ma guarda un po’, all’ideologo leghista Gianfranco Miglio, dopo aver saturato il tutto con quell’inconfondibile verde padano e dopo aver riempito di intolleranza pure la pausa pranzo, come minimo c’avrà mandato il figlioletto, no?
Macché. Per il piccolo Lancini il Sindaco di Adro ha scelto la scuola privata, situata esattamente di fronte a quella pubblico-leghista, da giorni al centro dello scandalo. Curioso, non trovate? Il primo cittadino si giustifica così:

Io ho frequentato quella scuola lì. Mi sono trovato bene. Mi sembra migliore di quella pubblica. Attenzione: è un discorso generale, nazionale, sennò mi scoppia un casino. Faccio un sacrificio. Mi costa non poco. Penso che sia una scelta giusta. Ok?

 nonleggerlo.blogspot.com

 

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