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Posts Tagged ‘sinistra’

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DI CHE cosa si discute, in questi giorni, tra le persone orientate a sinistra, e più in generale tra le persone interessate, anche superficialmente, alla politica? Si discute di immigrazione; di terrorismo; di economia; e si discute, piuttosto animatamente, del referendum sulle riforme costituzionali.
IL COMMENTO. LE FESTE DELL’UNITÀ DA SEMPRE SONO IL LUOGO DELLA DISCUSSIONE A SINISTRA
«ETU come voterai?» è una domanda che ognuno di noi, nelle chiacchiere con gli amici, in famiglia, sotto l’ombrellone, al lavoro, insomma ovunque la parola è collettiva, si è sentito rivolgere, e ha rivolto. Trattandosi di argomento classicamente divisivo (sì/no), ne seguono discussioni a volte appassionate, a volte meno, comunque vivaci. Dalle quali, senza bisogno dei sondaggi, si ricava che la gente di sinistra non ha, sulla questione, un’opinione univoca. Molti sono perplessi. Molti voteranno sì. Molti voteranno no.

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Gianni Cuperlo

“Il papa straniero? Dobbiamo allargare la nostra carovana”.

ROMA – Onorevole Cuperlo, Cacciari vi suggerisce di fare una squadra alternativa a Renzi, senza inseguire una cultura leaderistica. Lei invece ha parlato di un papa straniero.
«Quando ci invita a un gioco di squadra Cacciari ha ragione. E ancora di più ne ha quando spiega che la forza di quella squadra deriverà da una voce chiara sulle riforme che si vogliono. Quanto al papa straniero, la mia era una riflessione persino banale. Al di là dei nomi se si evoca il tema è giusto chiedersi da dove origina. La mia risposta è che serve alzare lo sguardo e unire il campo oltre recinti chiusi. Il centrosinistra migliore è nato così. Con uno spirito largo fatto di idee, persone e contenuti. È importante che nessuno galoppi da solo e che si allarghi la carovana».

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Pisapia: a Milano Sala va appoggiato, senza i dem perderemo le città. Cofferati: no, serve un’alternativa Guerini attacca l’ex leader della Cgil: ha già fatto vincere la destra a Genova. L’ex renziana Martelli va con Si.

ROMA – Alleati col Pd o alternativi? In coalizione o avversari? Tra i marmi del palazzo dei Congressi dell’Eur, a Roma, Sinistra Italiana nasce a “geometrie variabili”, tra chi propende per un’intesa (i sindaci “arancioni” di Milano e Cagliari, Giuliano Pisapia e Massimo Zedda, il numero 2 della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio) e chi tifa per il divorzio (il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni, Sergio Cofferati, i candidati a Roma e Torino, Stefano Fassina e Giorgio Airaudo). In una scenografia “povera” (un maxischermo, un palco, palloni rossi sospesi nel grande salone centrale, una sfilza di sedie per i 3.000 presenti e poi tavoli di lavoro in stile Leopolda) oggi si conclude la tre giorni di “Cosmopolitica”, costituente del nuovo soggetto che si farà partito soltanto a dicembre. E si chiude con un annuncio, un appello e un interrogativo non risolto.

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ZoggiaSperanza a Renzi: “Non sia la prova generale del partito della Nazione”. Guerini: “Guai a un tifo contro la Ditta”.

È un paziente braccio di ferro, quello immaginato dalla minoranza. Un duello con due passaggi cruciali, già cerchiati di rosso: «Consiglio a Renzi di pensare soprattutto alle amministrative mette in chiaro Davide Zoggia – e di non personalizzare il referendum. Anche perché la situazione non è proprio il massimo, visto che una parte della sinistra sarà impegnata per il “no”, mentre Ncd e Verdini saranno schierati con il “sì”». Ecco il nodo: evitare che il fronte referendario a favore del ddl Boschi si trasformi nella coalizione di governo anche nella prossima legislatura: «Se si pensa di costruire così l’alleanza per le Politiche, abbiamo un grosso problema…».

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renziCalpesta e derisa, ma soprattutto malmessa e divisa, la cosiddetta “sinistra radicale” italiana si trova all’alba del 2016 nella paradossale condizione di essere decisiva nelle prossime elezioni amministrative di molte città.

Non tanto i suoi leader (oddio, leader…) il cui prestigio già scarsino da tempo si è ulteriormente assottigliato con il penoso spettacolo del “tavolo costituente” del nuovo partito (una prece). Quanto i suoi elettori: che a dispetto delle pessime rappresentanze esistono – per valori, ideali, interessi – e tutti insieme valgono una cosa che sta almeno tra il 5 e il 10 per cento. E non sto parlando degli elettori potenziali di sinistra che poi si frantumano tra astensionismo, M5S e abbrivo piddino (quelli sono molti di più): sto parlando proprio di quelli che si ostinano a votare e a votare qualcosa di dichiaratamente di sinistra e a sinistra di Renzi. Per capirci, sto parlando di quelli che all’ultimo giro hanno scelto Luca Pastorino in Liguria o Tommaso Fattori in Toscana, rispettivamente il 9,4 e il 6,2 per cento. (altro…)

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sinistraIn cerca di unità Stavolta servirà una cosa del tutto diversa da quanto fatto dalla Bolognina in poi. Basta con l’autoreferenzialità e con le vecchie bandiere. Il Novecento è finito.

Incrociano tutti le dita.Nessuno si sbilancia a garantire il successo dell’operazione. Troppi errori, troppi fallimenti,troppi litigi che ancora adesso fanno capolino e minano il percorso. La sinistra italiana è all’ultimo giro, l’ultima occasione di battere un colpo offerta dallo spostamento netto e violento di Matteo Renzi al centro dello scacchiere politico. Nello slittamento semantico e politico prodotto dal partito della Nazione, la sinistra si è trovata in mezzo a una prateria desertificata, libera di operare e scegliere.  (altro…)

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