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Posts Tagged ‘sinistra’

Il Lìder Maximo impalla tutti, Speranza l’eterno futuro, Bersani indispensabile che ha già fatto il suo: così l’ex sindaco di Milano ha scoperto che non basta dire “uniamoci” per unire Pd e gli altri e da possibile federatore è diventato punchin-ball. Per questo il sogno proibito di Bersani sarebbe Grasso. Preferito perfino da Vendola.

Federatori che non federano, nuovo che non avanza, leader di talento ingombranti ma consunti dalla storia, assi nelle maniche abbottonate. A sinistra, presto, a sinistra: ma la macchina pare inceppata. Ex comunisti con ex socialisti, ex vendoliani con ex democristiani, scissionisti della prima ora con scissionisti della seconda che si uniscono a quelli della terza. (altro…)

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Cos’è questa?
Insipienza? Miopia? Incapacità di leggere il presente? Cosa..
PD: Renzi sotto attacco

Da chi di grazia?
Dagli elettori di sinistra che hanno abbandonato la ditta?
Dagli elettori di centro destra che dovevamo inseguire per vincere (perché vincere è tutto)? (altro…)

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DI CHE cosa si discute, in questi giorni, tra le persone orientate a sinistra, e più in generale tra le persone interessate, anche superficialmente, alla politica? Si discute di immigrazione; di terrorismo; di economia; e si discute, piuttosto animatamente, del referendum sulle riforme costituzionali.
IL COMMENTO. LE FESTE DELL’UNITÀ DA SEMPRE SONO IL LUOGO DELLA DISCUSSIONE A SINISTRA
«ETU come voterai?» è una domanda che ognuno di noi, nelle chiacchiere con gli amici, in famiglia, sotto l’ombrellone, al lavoro, insomma ovunque la parola è collettiva, si è sentito rivolgere, e ha rivolto. Trattandosi di argomento classicamente divisivo (sì/no), ne seguono discussioni a volte appassionate, a volte meno, comunque vivaci. Dalle quali, senza bisogno dei sondaggi, si ricava che la gente di sinistra non ha, sulla questione, un’opinione univoca. Molti sono perplessi. Molti voteranno sì. Molti voteranno no.

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Gianni Cuperlo

“Il papa straniero? Dobbiamo allargare la nostra carovana”.

ROMA – Onorevole Cuperlo, Cacciari vi suggerisce di fare una squadra alternativa a Renzi, senza inseguire una cultura leaderistica. Lei invece ha parlato di un papa straniero.
«Quando ci invita a un gioco di squadra Cacciari ha ragione. E ancora di più ne ha quando spiega che la forza di quella squadra deriverà da una voce chiara sulle riforme che si vogliono. Quanto al papa straniero, la mia era una riflessione persino banale. Al di là dei nomi se si evoca il tema è giusto chiedersi da dove origina. La mia risposta è che serve alzare lo sguardo e unire il campo oltre recinti chiusi. Il centrosinistra migliore è nato così. Con uno spirito largo fatto di idee, persone e contenuti. È importante che nessuno galoppi da solo e che si allarghi la carovana».

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Pisapia: a Milano Sala va appoggiato, senza i dem perderemo le città. Cofferati: no, serve un’alternativa Guerini attacca l’ex leader della Cgil: ha già fatto vincere la destra a Genova. L’ex renziana Martelli va con Si.

ROMA – Alleati col Pd o alternativi? In coalizione o avversari? Tra i marmi del palazzo dei Congressi dell’Eur, a Roma, Sinistra Italiana nasce a “geometrie variabili”, tra chi propende per un’intesa (i sindaci “arancioni” di Milano e Cagliari, Giuliano Pisapia e Massimo Zedda, il numero 2 della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio) e chi tifa per il divorzio (il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni, Sergio Cofferati, i candidati a Roma e Torino, Stefano Fassina e Giorgio Airaudo). In una scenografia “povera” (un maxischermo, un palco, palloni rossi sospesi nel grande salone centrale, una sfilza di sedie per i 3.000 presenti e poi tavoli di lavoro in stile Leopolda) oggi si conclude la tre giorni di “Cosmopolitica”, costituente del nuovo soggetto che si farà partito soltanto a dicembre. E si chiude con un annuncio, un appello e un interrogativo non risolto.

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ZoggiaSperanza a Renzi: “Non sia la prova generale del partito della Nazione”. Guerini: “Guai a un tifo contro la Ditta”.

È un paziente braccio di ferro, quello immaginato dalla minoranza. Un duello con due passaggi cruciali, già cerchiati di rosso: «Consiglio a Renzi di pensare soprattutto alle amministrative mette in chiaro Davide Zoggia – e di non personalizzare il referendum. Anche perché la situazione non è proprio il massimo, visto che una parte della sinistra sarà impegnata per il “no”, mentre Ncd e Verdini saranno schierati con il “sì”». Ecco il nodo: evitare che il fronte referendario a favore del ddl Boschi si trasformi nella coalizione di governo anche nella prossima legislatura: «Se si pensa di costruire così l’alleanza per le Politiche, abbiamo un grosso problema…».

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renziCalpesta e derisa, ma soprattutto malmessa e divisa, la cosiddetta “sinistra radicale” italiana si trova all’alba del 2016 nella paradossale condizione di essere decisiva nelle prossime elezioni amministrative di molte città.

Non tanto i suoi leader (oddio, leader…) il cui prestigio già scarsino da tempo si è ulteriormente assottigliato con il penoso spettacolo del “tavolo costituente” del nuovo partito (una prece). Quanto i suoi elettori: che a dispetto delle pessime rappresentanze esistono – per valori, ideali, interessi – e tutti insieme valgono una cosa che sta almeno tra il 5 e il 10 per cento. E non sto parlando degli elettori potenziali di sinistra che poi si frantumano tra astensionismo, M5S e abbrivo piddino (quelli sono molti di più): sto parlando proprio di quelli che si ostinano a votare e a votare qualcosa di dichiaratamente di sinistra e a sinistra di Renzi. Per capirci, sto parlando di quelli che all’ultimo giro hanno scelto Luca Pastorino in Liguria o Tommaso Fattori in Toscana, rispettivamente il 9,4 e il 6,2 per cento. (altro…)

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sinistraIn cerca di unità Stavolta servirà una cosa del tutto diversa da quanto fatto dalla Bolognina in poi. Basta con l’autoreferenzialità e con le vecchie bandiere. Il Novecento è finito.

Incrociano tutti le dita.Nessuno si sbilancia a garantire il successo dell’operazione. Troppi errori, troppi fallimenti,troppi litigi che ancora adesso fanno capolino e minano il percorso. La sinistra italiana è all’ultimo giro, l’ultima occasione di battere un colpo offerta dallo spostamento netto e violento di Matteo Renzi al centro dello scacchiere politico. Nello slittamento semantico e politico prodotto dal partito della Nazione, la sinistra si è trovata in mezzo a una prateria desertificata, libera di operare e scegliere.  (altro…)

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gumpTemo di non riuscire a condividere del tutto Norma Rangeri quando sul Manifesto individua nell’alta età dei partecipanti – sabato al Quirino – l’unico limite che ha di fronte a sé Sinistra Italiana, la formazione appena nata a Roma.

Ce ne sono invece molti altri, di ostacoli, e a nasconderli sotto il tappeto non si rende un servizio alle possibilità di successo: solo avendo coscienza dei problemi si può sperare di superarli.

Affronto quindi il pericolo di sembrare un “gufo” (questa volta nei confronti della sinistra) sperando tuttavia si sappia distinguere tra chi tifa per un flop e chi invece vede il rischio flop proprio nella reiterazione di conclamati errori. (altro…)

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Non mi sono mai fidato di voi. Nemmeno quando eravamo vivi, ai tempi delle rivolte studentesche e degli scioperi a pioggia, e sembrava tutto facile. Quando ci chiamavamo tutti compagni, una parola che però non mi è mai piaciuta: evocava uno schema, una divisa dentro la quale mi sentivo stretto già allora; l’ho usata poco, e sempre con disagio.
E parlavamo di giustizia, libertà, pace, equità sociale: cose così. E tutto sembrava possibile.
Ci ho creduto a quell’utopia. Ero certo che il mondo potesse essere migliore di così, ci sono arrivato vicino, mi è sembrato di toccarlo quel sogno. (altro…)

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elezioni_grecia

LE CONSEGUENZE della vittoria del “no” non riguardano solo l’Unione europea e l’euro. L’impatto è devastante anche per la sinistra europea nel suo insieme, perché scava al suo interno una frattura più profonda che mai. La sinistra socialdemocratica, socialista o democratica è stata incapace di adottare una posizione comune. La Spd, che a Berlino è partner di governo della Merkel, non si è discostata dalla cancelliera, e Matteo Renzi si è attestato anche lui su questa posizione. (altro…)

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SI CERCA di capire meglio che cosa è Podemos, il “post-partito” (non so se sia la definizione giusta) che ha ribaltato il panorama politico spagnolo. Se ne colgono la fortissima spinta anti-establishment (in Italia si usa dire: anti-casta) e il culto della democrazia diretta, che chiama i cittadini a una sorta di autogestione, sulla falsariga dei nostri Cinque Stelle. Si prende atto che Podemos si definisce post-ideologico e rifiuta in toto il vecchio bipolarismo destra/sinistra; tentazione molto diffusa non solamente in Spagna. Ma la situazione si complica, e non di poco, quando si legge chi sono i pensatori di riferimento di Podemos: Antonio Gramsci, Pier Paolo Pasolini, Altiero Spinelli, Ernesto Laclau e Chantal Mouffe. Ce ne fosse mezzo che è di destra. Ce ne fosse mezzo che non è di sinistra.

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Il dibattito

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ZagrebelskyMolto ci aspetta dal risveglio della nostra società che è stata messa ai margini e oscurata in questi anni di destrutturazione del nostro sistema di relazioni economiche e sociali. Avrete modo di discutere come e perchè è avvenuto questo distacco di tanta parte del nostro Paese, la parte più debole e vulnerabile . Quella che soprattutto avrebbe bisogno di presenza, visibilità e rappresentanza nelle istituzioni politiche. Tutti noi, di fronte a politiche industriali che esibiscono innovazione e crescita, mentre producono disoccupazione e sottoccupazione, di fronte al dilagare di sistemi di corruzione che svuotano dall’interno la legalità e la democrazia, di fronte alla totale assenza di parole politiche su un futuro di giustizia per la nostra società, di fronte a mutamenti della Costituzione che mirano alla concentrazione del potere in poche mani, tutti noi quante volte ci siamo chiesti e ci siamo sentiti chiedere “che fare?” e ci siamo sentiti impotenti. (altro…)

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Landini - piazza del popoloIl personaggio
Il leader della Fiom si muove su un doppio binario: l’attenzione al disagio sociale, aggregare intorno a un progetto politico l’opposizione al governo e al tempo stesso riformare il sindacato per scalarne la leadership.

ROMA – Prenderà forma entro la fine di maggio la Coalizione sociale. Prima verrà stilata quella che Maurizio Landini chiama la Carta d’identità del movimento, con i valori di riferimento e gli obiettivi da perseguire; poi sarà creato una sorta di Coordinamento dell’alleanza con gli esponenti delle associazioni promotrici. E nel Coordinamento non sarà comunque Landini a rappresentare la Fiom, per evitare le polemiche sul suo doppio ruolo. Questa struttura di governo sarà poi replicata nei vari territori. Un’organizzazione leggera, ma pur sempre un’organizzazione.
«La vera novità — dice il leader dei metalmeccanici della Cgil — è proprio questa: noi partiremo dai territori dove c’è una maggiore domanda di coalizione». (altro…)

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CofferatiLasciato il Pd l’ex segretario entra nella Coalizione sociale: “Fondo un’associazione”.

Un Mutuo soccorso dell’associazionismo più bello e sano del Paese per recuperare un’azione politica fondamentale. È un’idea ottocentesca, l’unica possibile ora, ma bisogna dare delle risposte precise alla piazza di sabato a Roma”. Sergio Cofferati, dopo il trionfo della manifestazione della Fiom, ritrova l’entusiasmo perduto a causa della sconfitta alle primarie per la scelta del candidato del Pd alle regionali della Liguria; avvenuta per mezzo, ha sempre sostenuto, “di evidenti brogli”.
Cofferati, era dai tempi del suo Circo Massimo (23 marzo 2002, un milione di persone per dire “no” all’abolizione dell’articolo 18) che non era così contento? (altro…)

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CuperloROMA – Secondo i renziani erano in duecento.
Cento al massimo, ribattono le minoranze. Come al solito la verità sta nel mezzo e stavolta Matteo Renzi non può rallegrarsene, visto che la riunione convocata di venerdì pomeriggio raccoglie un terzo dei parlamentari dem. «Abbiamo offerto un’occasione di confronto in più — ragiona il premier durante la segreteria che precede il summit — polemiche e lamentele sono incomprensibili. Ogni scusa è buona per attaccarmi». Poi, durante l’incontro, sostiene: «Forse ho sbagliato a mettere troppi temi, comunque a me piace ascoltare». E ancora: «È un pomeriggio utile e sto imparando tante cose». I suoi centurioni, nel frattempo, ribattono agli attacchi. «Non credo ci sia motivo per lamentarsi — sostiene Maria Elena Boschi — ma se uno preferisce non partecipare rispettiamo le sue scelte». E il vicesegretario Lorenzo Guerini: «Mi pare ci sia stato un eccesso di polemica, che a mio parere non è utile».

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Le correnti
ROMA – La legge elettorale al Senato rischia di restare sepolta sotto i 5 mila emendamenti presentata dalla Lega e le resistenze della minoranza del Pd sui capilista bloccati. La riforma costituzionale, invece, deve fare i conti alla Camera sempre con le proposte di modifica dei democratici “dissidenti”. Come quella che mira ad alzare il quorum per l’elezione del presidente della Repubblica. O quella che prevede più poteri al futuro Senato nel modificare testi votati alla Camera. O ancora l’eliminazione delle norme che consentirebbero al governo di chiedere il sì dei deputati senza modifiche alle sue proposte. E sullo sfondo si agita lo spettro di una norma transitoria che affiderebbe alla Corte costituzionale un giudizio preventivo sull’Italicum. E qui le due proposte di riforma si intrecciano. Al punto che hanno convinto il governo a chiedere alla Camera una “pausa” di riflessione fino a stamattina.
Troppo forte il rischio di andare nuovamente sotto su un emendamento delle opposizioni interne ed esterne. Meglio usare la notte per cercare nuove mediazioni. Comunque a Montecitorio sono stati approvati i quattro articoli che riguardano il federalismo.

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Damiano: prioritario aumentare i fondi per i disoccupati E Forza Italia va in piazza: “Casa day” contro le tasse.
ROMA – La battaglia ricomincia dalla legge di Stabilità e dal Jobs Act. La sinistra dem prepara un mucchio di emendamenti e li definisce «correzioni indispensabili », mentre sul fronte renziano si temono «agguati» al governo, in particolare in commissione Lavoro a Montecitorio dove i “nodi” verranno al pettine già la prossima settimana.
«Scorrerà del ketchup…». Pippo Civati ironizza sulla capacità che la sinistra dem avrà di reggere lo scontro con Renzi. Ma il braccio di ferro è in atto. Oggi si vede la corrente “Area riformista” di Roberto Speranza, Alfredo D’Attorre, Davide Zoggia e Nico Stumpo. Colloqui, più che una vera e propria riunione, ma con l’obiettivo di un’assemblea entro un mese. Un’assemblea di programma e tematica, che prenda spunto dal disagio, dalla protesta e dalle richieste della piazza della Cgil di sabato scorso.

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