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Posts Tagged ‘siria’

MOSCA – Quando Rex Tillerson martedì era atterrato a Mosca, mentre poco lontano dall’aeroporto si levavano le fiamme di un incendio, molti vi avevano colto una doppia metafora, sia delle relazioni incandescenti tra Russia e Stati Uniti dopo il raid americano in Siria, che delle speranze riposte da Mosca nel presidente Donald Trump andate in fumo. Tre ore e quarantacinque minuti di colloqui con il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov e quasi due ore di faccia a faccia — non in agenda — con il leader del Cremlino Vladimir Putin non hanno estinto il rogo, ma hanno di certo contribuito a contenerlo.

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Riusciamo a dividerci in curva anche sul bombardamento con gas Sarin in Siria.
Tra quelli che, vergogna Assad e quanti invece danno la colpa all’occidente, è una fake news contro Russia e Assad.

La guerra civile in Siria è cominciata nel 2011: sono passati più di sei anni e la situazione, dopo migliaia di vittime civili, è cambiata solo per quanto riguarda il Califfato. (altro…)

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Mosca accusa il gruppo Jaysh al-Islam di aver sparato con i mortai su sei centri abitati nella provincia di Damasco e respinge l’accusa di aver effettuato raid aerei su zone abitate da civili.

La foto del piccolo Omran, il bambino di 5 anni ritratto all’interno di un’ambulanza coperto di sangue e polvere dopo essere stato estratto dalle macerie della sua casa colpita il 17 agosto da un bombardamento, è diventata l’immagine simbolo del conflitto siriano. Dopo la diffusione dello scatto è stata avanzata dalleNazioni Unite la proposta di una tregua umanitaria di 48 ore ad Aleppo. Una proposta accolta ieri dalla Russia, principale alleato di Damasco.  (altro…)

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renziIl suo nome era Aylan e si è addormentato senza poter vedere il futuro. È morto a 3 anni sulla spiaggia di Bodrum”. Nel suo intervento all’Onu, Matteo Renzi  non si discosta dal  suo stile: agisce sulle leve della commozione e delle emozioni. Fa l’affabulatore e si tiene distante dalla discussione che ha tenuto banco in questi giorni: la Siria. In maniera volutamente polemica sposta l’attenzione sulla Libia: “I fratelli libici devono sapere che non sono soli, che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite non si è dimenticata di loro…”. Di Libia in questi giorni si è parlato poco, nonostante i tentativi di Renzi di imporla all’agenda internazionale. Il premier ribadisce quello che va dicendo da mesi: “Siamo pronti ad assumere un ruolo guida in Libia”, che è poi quello che gli ha chiesto mesi e mesi fa Obama. (altro…)

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SiriaA Londra e Parigi polemica sui media per i video dell’orrore “Basta pubblicare le immagini, non diamo spazio agli assassini”.
LONDRA – La guerra contro il Califfato registra un attacco suicida senza precedenti: una giovane combattente curda, ritrovandosi circondata dai jihadisti nel corso di un aspro scontro, si è fatta saltare in aria uccidendo un imprecisato numero di miliziani dello Stato Islamico. Si chiamava Arin Mirkan, madre di due bimbi, comandante dell’Ypg, (Unità di protezione popolare curda), secondo quanto racconta il Telegraph, ed era impegnata nella difesa di Kobane, una città sulla frontiera con la Turchia da giorni assediata dai jihadisti. Terminate le munizioni, scrive il sito britannico, si è fatta saltare per non finire nelle mani dell’Is.

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Siria

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CI SONO libri antichissimi e molto venerati nei quali è scritto come maledire e punire il nemico. In quegli stessi libri c’è anche, come antidoto, la sollecitazione a perdonare e amare: ma i fanatici religiosi prediligono le istruzioni per odiare, perseguitare, uccidere. Non è ancora chiaro se le crocifissioni in Siria riguardino cristiani oppure maomettani “traditori”. Sembra chiaro, invece, che ad appendere quei poveri corpi siano state bande jihadiste; che a quella tortura arcaica e atroce (i due concetti spesso coincidono, così da farci riconciliare con la tanto negletta “modernità”) avrebbero fatto ricorso perché sta scritto nel loro libro. (altro…)

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Il doloreLa storia
Così si muore di fame nei campi profughi. Israa al Masri viveva a Yarmuk, a sud di Damasco, stretto nello spietato assedio dell’esercito lealista, che impedisce l’ingresso di cibo e aiuti umanitari. La piccola, come tanti altri, non ha retto agli stenti: questa è l’ultima immagine.

CONSIDERATE se questa è una bambina… Era una bambina, si chiamava Israa al Masri. È stata filmata, secondo quello che se ne sa, lo scorso sabato, pochi minuti prima di morire di fame.
La fotografia è stata inoltrata, con il video da cui è tratta, all’Associated Press da Sami Alhamzawi, un venticinquenne abitante del campo di Yarmuk, a sud di Damasco. Quattro giorni fa era stata pubblicata dal
Times of India e da altri siti, ieri l’Independent l’ha ripubblicata con un lungo servizio sulla morte per inedia nella località siriana assediata. Yarmuk è da più di mezzo secolo un insediamento di profughi palestinesi, e vi abitavano poco meno di 200 mila persone. (altro…)

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Il viaggio delle armi

IL PORTO CALABRESE ATTENDE, TRA TIMORI E PROTESTE, L’ARRIVO DELLE NAVI CON L’ARSENALE TOSSICO.

Alla fine le armi chimiche di Assad transiteranno dal porto di Gioia Tauro. Quando arriverà la nave danese “Arc Futura” si effettuerà il trasbordo su quella americana “Cape Ray” (entro metà febbraio). Operazione necessaria prima di distruggere il contenuto dei centinaia di container. L’annuncio è del ministro degli Esteri, Emma Bonino, che ha spiegato come l’Italia “ha offerto sia un contributo finanziario, sia il porto di Gioia Tauro”. “Una vergogna che le armi chimiche siriane siano stoccate qui e che l’Italia abbia messo a disposizione dell’operazione il proprio territorio, cosa che non ha fatto nessun altro Paese”. (altro…)

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PutinSembrava politica, all’inizio, la questione siriana,con i pesi e i contrappesi della responsabilità del leader e della moralità di un presidente “che non è stato eletto per la guerra” (parole sue) e che porta il peso di Premio Nobel per la pace. Sembrava politica, quando Barack Obama vedeva la necessità di un intervento, cercava di capire quale, esplorava il sostegno dei suoi cittadini, valutava i “sì” e i “no” dei suoi alleati tradizionali. E scrutava la Russia di Putin con lo sguardo ampio di chi per mestiere e vocazione (non della persona, del presidente) ha la responsabilità del mondo, scrutando il debutto del nuovo, unico concorrente, dopo la fine dell’impero sovietico. Era già abbastanza difficile la politica. Gli americani apparivano e appaiono riluttanti e in prevalenza(oltre il 60 per cento) contrari a un altro intervento militare americano nel mondo. Obama – come tutti gli esperti e i politologi americani – cerca di capire se si tratta di un mutamento di sentimenti verso la guerra dei suoi concittadini, o di un nuovo isolazionismo, o dell’ansia di non perdere l’occasione di una vita un po’ migliore per tutti, proprio ora che negli Usa torna a dilatarsi il respiro economico. (altro…)

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Le armi chimicheIn arrivo il rapporto Onu. Kerry e Lavrov: vicina una conferenza di pace.

IL SEGRETARIO generale dell’Onu Ban Ki-moon si dice certo che il rapporto degli esperti incaricati dell’inchiesta sull’attacco chimico del 21 agosto a Damasco dimostrerà «in modo schiacciante l’uso delle armi chimiche in Siria ». Il commento precede di poco la dichiarazione dell’ispettore capo Ake Sellstrom, il quale conferma che il resoconto è pronto e verrà consegnato a Ban questo fine settimana. Ma Ban va oltre: senza attribuire direttamente al regime la colpa dell’attacco, dichiara che il presidente siriano Assad «ha commesso molti crimini contro l’umanità», e «i responsabili verranno chiamati a risponderne, una volta conclusa la guerra». (altro…)

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Assad: “Se gli Usa fermano le minacce in un mese via alla consegna dei gas” il gelo di Kerry: tempi troppo lunghi.
Il rapporto Onu: “Regime colpevole”. Armi e addestratori ai ribelli.

IL PRESIDENTE siriano Assad pronuncia l’adesione ufficiale al piano di Mosca: accetta la resa dell’arsenale chimico, in cambio della rinuncia a ogni operazione militare da parte dell’America. Alla tv di Stato Rossiya, conferma: «La Siria consegna le proprie armi chimiche sotto la supervisione internazionale ». Però, subito precisa le condizioni: «Non vuol dire che la Siria adempierà gli obblighi e punto e basta. Si tratta di un’azione bilaterale il cui primo obiettivo è che gli Stati Uniti smettano di perseguire la politica delle minacce contro la Siria ». Il raìs dice ancora che l’accordo entrerà «in vigore un mese dopo la firma (della Convenzione
sulle armi chimiche, Cac, ndr). (altro…)

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NELL’INTERVISTA di ieri a Lucio Caracciolo lo storico Mark Mazower dice una cosa importante, sulla possibile guerra di Obama contro il siriano Assad.

«L’idea di governare il mondo sta diventando il sogno di ieri». Specie se a coltivarla è un unico paese, aggiungeremmo. Sta diventando una distopia, più che un’utopia: una visione del futuro indesiderabile, e storpiata. Anche nelle relazioni internazionali, come nella vita delle democrazie costituzionali, un potere e un leader non possono regnare da soli, permanentemente allergici a altri poteri o altri Stati. (altro…)

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Russia-UsaMa Obama vuole ancora il via libera del Congresso per premere su Assad.

NEW YORK -LA SOLUZIONE c’è, per scongiurare in extremis l’intervento
militare americano. Assad (che ancora di recente negava perfino di averle) deve consegnare tutte le armi chimiche a una forza internazionale sotto l’egida dell’Onu, che provvederà a custodirle e poi distruggerle. Tutti hanno un vantaggio da ricavarne: Obama si salva dalla possibile bocciatura del Congresso; la Russia evita di perdere la faccia in un attacco missilistico Usa dal quale il suo alleato siriano non riuscirebbe a difendersi; Assad si risparmia l’esperienza dei missili Tomahawk sulle sue caserme e palazzi governativi. Infine l’Onu ritroverebbe un ruolo, dopo essere stata sferzata da Obama per la sua “paralisi”. Diversi parlamentari americani in crisi di coscienza alla vigilia del voto, colgono con entusiasmo questa alternativa. (altro…)

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No more war

Siria, svolta sulle armi chimiche mossa anti raid di Mosca e Damasco “Sì al controllo internazionale” 
Speranze per la diplomazia. Gli Usa: “Proposta da esaminare”
Le trattative.

MOSCA— Dal cupo palazzo staliniano, sede del ministero degli Esteri russo, si apre improvvisamente uno spiraglio di pace sulla crisi siriana. Forse per un colpo di genio della burocrazia del Cremlino, o più probabilmente per un piano concordato in segreto tra Obama e Putin nel turbolento incontro di venerdì a San Pietroburgo, il regime di Assad ha accettato di mettere sotto il controllo internazionale il suo micidiale arsenale di armi chimiche e di consentirne la distruzione sotto l’egida dell’Onu. Decisione che la Casa Bianca ha prontamente deciso di prendere in seria considerazione. E che è stata al centro di una lunga telefonata tra il segretario di Stato Usa, John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. (altro…)

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Il Congresso USA

Interviste, discorsi e video shock l’ultima offensiva di Obama per convincere il Congresso.
Ma per ora i numeri non ci sono. E l’America rifiuta il blitz.

NEW YORK-Saturare lo spazio aereo». «Inondare il terreno». Sono termini da blitz militare ma non riguardano la Siria.

NON ancora. Li usa la Casa Bianca per descrivere l’offensiva politico-mediatica a tutto campo che viene sferrata in queste 48 ore. Barack Obama in persona, più i suoi massimi consiglieri, al rientro dal fallimentare G20 di San Pietroburgo affrontano una sfida ancora più difficile. Vogliono convincere l’opinione pubblica e il Congresso che colpire Assad è la cosa giusta, non solo per ragioni umanitarie e di diritto, ma nell’interesse nazionale degli Stati Uniti. Stasera Obama andrà in onda su sei network televisivi con altrettante interviste. Domani sera
parlerà alla nazione, dallo Studio Ovale della Casa Bianca. (altro…)

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All’Angelus un passaggio “improvvisato”: basta con l’odio fratricida e con le menzogne.

CITTÀ DEL VATICANO— Papa Francesco toglie la terra sotto i piedi di Barack Obama che, rivolgendosi alla nazione, aveva giustificato l’eventuale attacco in Siria come un gesto doveroso, ammantato di motivazioni umanitarie. «Questa guerra è davvero una guerra per qualcosa o serve a vendere le armi del commercio illegale?», ha chiesto ieri a bruciapelo Francesco parlando a braccio
durante un Angelus nel quale ha messo in chiaro cosa egli pensi dei venti di guerra in Siria e in tutto il Medio Oriente. «Occorre dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve, alla violenza in tutte le sue forme, alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale», ha detto il Papa, forte del fatto che anche in Vaticano i dubbi sono tanti. Oltre il Tevere, infatti, c’è chi ricorda le armi chimiche mai trovate nell’Iraq dopo Saddam, quando l’amministrazione Bush intervenne mostrando prove rivelatesi false. Di qui l’ennesimo appello del Papa per la pace: «Cessi subito la violenza, si lavori con rinnovato impegno per una giusta soluzione al conflitto fratricida». (altro…)

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NO WAR

CRISI SIRIANA
Per eccesso di forza la guerra è sempre inutile.

Guerra e pace. C’è altro? No, ti dicono alcuni, anche molto potenti, che intendono imporre un principio o una osservanza o un dovere. L’antica persuasione dei secoli è che senza il sangue non ci sono vittorie. Se il reprobo non si consegna, non resta che infliggere la pena. In questa visione, il Papa resta il Papa – ti dicono – buono ma non utile per risolvere grandi misfatti che meritano grandi punizioni, anche per ragioni esemplari. E i non combattenti appaiono rinunciatari, indifferenti o paurosi. Questa è l’immagine di un mondo in cui la terza via (oltre l’interventismo e la esecrata decisione politica di non combattere) è il pacifismo. Il pacifismo è l’opposto simmetrico dell’interventismo: di fronte alla persuasione che solo le armi alla fine decidono, il pacifismo è la certezza di dover star lontani dalle armi sempre e comunque, perché sono disumane e immorali. Così è stata tutta la storia umana. (altro…)

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