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Posts Tagged ‘sisma’

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Sisma

Nei terremoti perdono la vita in media 130 persone all’anno, negli incidenti stradali 3.500. Lo Stato e i privati devono decidere dove concentrare i loro sforzi. E nessuna scelta è priva di conseguenze.

Come nel passato in circostanze analoghe, nei giorni successivi al tragico sisma che ha colpito l’Italia centrale abbiamo, da un lato, visto lo Stato salire sul banco degli imputati per la mancata attività di prevenzione e, dall’altro, vedersi addossato o, ancor prima, autoinvestirsi del compito della messa in sicurezza e della ricostruzione. Una lettura della realtà e una proposta di azione che non appaiono convincenti. (altro…)

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Renzi in Cina

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Come melodia e armonia, due registri sorreggono la retorica del post-terremoto: quello doloristico-emotivo e quello patriottico-sospensivo. Se il secondo si occupa di sedare “le polemiche” in onore a un peraltro solitamente oltraggiato sentimento di unità nazionale (“Forza italiani, forza Renzi”, Il Giornale, 25/08), il primo è come il coro greco: un brusio di emozione coagulata che si solleva a tratti portando alle stelle l’enfasi generale. (altro…)

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BalconiAl lavoro anche le aziende delle “Case” aquilane, quelle coi balconi crollati.

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Terremoto

Non sono tra quelli convinti che nella vita le sofferenze “facciano bene”. Neanche un po’. Però dalle sofferenze si può imparare. Almeno gli si dà un senso. A posteriori, non richiesto, ma meglio che niente.

Ecco, da quest’ultima catastrofe forse alcune cose possiamo imparare. Alcuni punti fermi. Di buon senso. E soprattutto da non dimenticare fra mezz’ora.

1. Basta con questi angeli. Anche a questo giro, abbiamo fatto vedere quanto siamo bravi dopo. Bravissimi a scavare tra le macerie per salvare vite umane, splendidi negli afflati di generosità, commoventi nell’inventarci amatriciane di solidarietà. È dal 1966 (alluvione di Firenze) che ci sono gli “angeli del fango”. L’altro giorno ho letto pure degli “angeli con la coda”, i cani addestrati. Tutto molto bello. Però ci saremo anche rotti le balle con questa straordinaria bravura dopo. Nell’emergenza, a catastrofe avvenuta e non prevenuta. Vorrei che fossimo un po’ meno eccellenti dopo e un po’ più decenti prima nel rispettare le regole di costruzione edilizia, nel non fare tutti un piano abusivo in più, nel non gabellare per adeguamenti sismici le ripittate alle pareti, nel non costruire villette dove le montagne franano, insomma nel fare le cose per bene. Mi rendo conto che questo ci toglierebbe una buona dose di retorica riempi-giornali, ma forse salverebbe qualche vita in più, qualche casa in più, qualche paese in più. (altro…)

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Terremoto

Non si tratta – Il governo vuole che la spesa per il piano di messa in sicurezza degli edifici resti fuori dal deficit, Bruxelles dice no. Il premier: “Ciò che serve ce lo prendiamo”.

L’Italia non può scomputare dal calcolo del deficit i soldi per un grande piano di prevenzione del rischio sismico. Bruxelles chiude a qualsiasi velleità del governo. Chi segue i conti pubblici ai massimi livelli ammette: “Non c’è nessuno spazio, all’interno di quello schema, per ‘Casa Italia’”. Cioè il progetto di investimenti pluriennali per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano evocato dal premier dopo il sisma. Ieri Matteo Renzi ha preparato il terreno lanciando minacce a Bruxelles dal Tg1: “All’Europa diciamo che quel che serve per ‘Casa Italia’ lo prendiamo, punto”. (altro…)

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Il termine oggi più popolare in Italia è “fracking” e in questi giorni sono state fatte numerose congetture sul fracking e il terremoto in Emilia Romagna. Il fisico Maria Rita D’Orsogna mi ha inviato una lunga e documentata lettera.

“Ho cercato in tutti i modi di capire se ci fosse fracking in Italia. I termini in inglese da cercare sono “hydraulic fracturing“, “stimulated fracture“, “shale gas“. Non ho trovato molto da parte delle ditte petrolifere, in inglese o in italiano, né da parte del governo Italiano sull’ultilizzo di questa tecnica in Italia. Nulla esclude che il tracking si possa fare in futuro. So che Stefano Saglia, sottosegretario alle attività produttive nel governo Berlusconi ne é stato un forte proponitore, che si parla di possibili riserve di shale gas nella Pianura Padana, ma non credo che il fracking vero proprio sia in atto in Italia. Se lo é, è sicuramente ben nascosto da tutti i siti internet che io abbia potuto indagare. Questo porta alla domanda: “Il governo Italiano vuole dirci qualcosa su questo tema?“. La Francia ha un divieto integrale sul fracking, cosi pure la Bulgaria. La Germania ne sta discutendo. Anche in Inghliterra, dove la pratica è stata inizialmente applaudita come rivoluzionaria, ci stanno ripensando. Negli USA, gli Stati del Vermont e di New York hanno moratorie più o meno lunghe. E noi? (altro…)

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