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PRESENTANDO la legge di Stabilità Matteo Renzi aveva sbandierato con enfasi l’“aumento del prelievo sulle slot machine”. L’Erario avrebbe incassato circa 1,88 miliardi di euro. Ora quell’aumento (del 4 per cento, comprese anche le videolotterie) è saltato dal testo in discussione in Commissione Bilancio al Senato. Dove invece   – attraverso due emendamenti del governo – entrano una sanatoria per i centri scommesse non autorizzati e l’anticipazione al 2015 della gara per la concessione del Lotto (finora in mano a Lottomatica-Gtech, con base d’asta di 700 milioni), su cui le lobby sono già concentrate. Il governo ha deciso di stralciare le norme sul prelievo per “riproporre la discussione nell’ambito dell’attuazione della delega fiscale, secondo tempistiche che consentano un’approfondita valutazione”. (altro…)

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SlotLA CONCESSIONARIA BPLUS SFIDA LO STATO IN TRIBUNALE SU TRE PARTITE DECISIVE.

Lo Stato gli chiede 820 milioni di euro per danno erariale, loro rispondono facendo causa ad Alfano per 530. Già che ci sono, fanno pubblicare un’ordinanza vecchia di tre anni. È l’ultimo azzardo in casa Corallo, re delle slot machine: il tentativo di influenzare per via mediatica i giudici che scriveranno il destino della loro Bplus, la più grande concessionaria di giochi in Italia, ormai arrivata alla bocca dell’imbuto giudiziario-amministrativo in cui è finita da tre anni tra interdittiva antimafia, obbligo di cessione delle azioni e commissariamento. È l’ultimo colpo di scena in una battaglia legale che contrappone lo Stato concedente alla società concessionaria.   SULAREPUBBLICA tre giorni fa è apparso, con grande evidenza, un estratto che ha fatto alzare il ciglio ai lettori più attenti. Riporta parte di un’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma ordina al Viminale di rimuovere dal suo sito un passaggio di una relazione nella quale la Dia ipotizza una contiguità sospetta tra i fratelli Carmelo e Francesco Corallo – figli di Gaetano, personaggio noto alle cronache giudiziarie, tra l’altro, per i suoi affari con il boss Nitto Santapaola – e la mafia. Privo di una data, l’avviso induce a pensare a una decisione recentissima, anzi “urgente”. Non è così. (altro…)

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LettaCitarsi non è mai un granché. Ma, siccome mi è capitato spesso di dovermi discolpare per aver usato una metafora funeraria il 22 aprile, giorno dei grandi festeggiamenti per la rielezione di Napolitano, la ripeto qui tale e quale: “Il cadavere putrefatto e maleodorante di un sistema marcio e schiacciato dal peso di cricche e mafie, tangenti e ricatti, si barrica nel sarcofago inchiodando il coperchio dall’interno per non far uscire la puzza e i vermi. Tenta la mission impossible di ricomporre la decomposizione. E sceglie un becchino a sua immagine e somiglianza”. Non occorreva particolare acume per anticipare quel che sarebbe accaduto. Eppure non fummo in molti (eufemismo) a prevederlo. (altro…)

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Slot

GLI AUMENTI DI TASSE SU FUMO, ALCOL E BENZINA USATI PER FINANZIARE DI TUTTO: COMUNI, SCUOLA, LAVORO, IMU. SI SALVA, CASUALMENTE, IL GIOCO D’AZZARDO.

Ai tempi in cui il governatore della Virginia, John Garland Pollard, componeva il suo Dizionario umoristico, l’omaggio che la virtù pagava al vizio era l’imitazione. Oggi è l’accisa. Una sincera descrizione di questo slittamento etico arriva dalla senatrice Federica Chiavaroli del Nuovo Centrodestra, la donna assurta agli onori delle cronache per l’emendamento in cui minacciava di tagli i comuni che intendessero ostacolare la diffusione delle slot ma-chine nel loro territorio: “Di questi tempi – ha dichiarato a Repubblica – gli emendamenti trovano copertura solo grazie a tre voci: gioco, fumo e alcol”. (altro…)

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SUL REGALO ALLE SOCIETÀ DEI GIOCHI, CHE ADESSO PURE LETTA DICE DI VOLER CANCELLARE, CI SONO SOLO IMPRONTE DIGITALI DI ESPONENTI DEL CENTRODESTRA: ECCO COME È ANDATA.

Nuovo Centro D’Azzardo. Ncd. Il partito di Angelino Alfano ma anche di Federica Chiavaroli, la cui mano ha inserito nel decreto salva-Roma il fatidico subemendamento 20 quater per punire i comuni che a loro volta puniscono il gioco, e poi di Claudio Azzollini, presidente della commissione Bilancio al Senato e indagato per truffa e associazione a delinquere per i lavori nel porto di Molfetta, e infine di Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia con la preziosa delega ai giochi.

LA FILIERA dell’ultimo, scandaloso favore alle concessionarie di slot machine è tutta nel partito degli scissionisti ex diversamente berlusconiani. Una tenaglia che si è stretta dal governo (Giorgetti) e dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama (Azzollini e e Chiavaroli). Spiega una gola profonda della commissione al Fatto : “Nella nostra anticamera, per tradizione, bivaccano i lobbisti del gioco d’azzardo. (altro…)

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