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Posts Tagged ‘soldi pubblici’

FormigoniLA PROCURA DI MILANO CHIUDE LE INDAGINI SUI RIMBORSI DI 64 CONSIGLIERI REGIONALI. NUOVE SPESE DEL CELESTE.

Rimborsi pubblici incassati per spese che nulla avevano a che fare con l’attività politica. Coinvolti maggioranza e opposizione della Regione Lombardia: 64 consiglieri in totale che da ieri, dopo il deposito dell’avviso di chiusura indagine, corrono verso un processo per peculato. Valore delle spese illecite: tre milioni di euro. Una contabilità che mette a verbale nuove cene inedite anche dell’ex governatore Roberto Formigoni (non indagato). Tra queste 243 di euro di colazione con l’allora direttore del Giornale Vittorio Feltri per pianificare “un’intervista istituzionale”. E ancora: “Un menù degustazione e vini per 14 coperti”. Valore: 2.520. Commensali: oltre al Celeste gli architetti del Bureau International des Expositions. (altro…)

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Doriano

NEGLI SCONTRINI DEI RIMBORSI FACILI DI CONSIGLIERI E GIUNTA IL BEL MONDO DELLA POLITICA LOCALE: LE MISSIONI ISTITUZIONALI FINIVANO IN RICCHI HOTEL.

È la mattina dell’11 settembre quando Alfredo Castiglione – vicepresidente della Giunta abruzzese – deve partire in “missione” per una “visita istituzionale”. Si dà il caso che, quell’11 settembre, cada di sabato: al vice del governatore Gianni Chiodi tocca una “visita istituzionale” proprio nel weekend. Castiglione s’infila in auto alle 9 del mattino. Non usa l’auto di servizio. No. Sale a bordo di un’auto privata – un “mezzo proprio” annotano gli investigatori – e rientra il giorno dopo alle 3 del pomeriggio. (altro…)

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CotaABBUFFATA CON I SOLDI PUBBLICI, RINVIO A GIUDIZIO PER IL GOVERNATORE PIEMONTESE.

Mutande verdi e borse di Hermès, selle per cavalli, gadget della Juventus e bombole gpl. La maggioranza guidata da Roberto Cota in appena due anni ha bruciato 1,7 milioni di euro di fondi pubblici a scopo meramente personale. Ieri i pm torinesi Andrea Beconi, Giancarlo Avenati Bassi ed Enrica Gabetta, hanno chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato per 39 consiglieri tra cui i capogruppo di Lega, Pdl, Udc, Idv, Gruppo Misto, Progettazione, e per il governatore Cota. Tre consiglieri, inoltre, hanno truffato la Regione fornendo una residenza fittizia, così da intascare indebitamente rimborsi chilometrici. Mentre Maurizio Lupi, portacolori dei “Verdi per Cota” , avrebbe assunto la figlia 25 enne con una retribuzione di 75 mila euro in un periodo in cui però la ragazza era a Parigi per uno stage alla L’Oreal. (altro…)

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GasparriL’EX MINISTRO PDL SOTTO INCHIESTA PER PECULATO: HA USATO 600 MILA EURO DESTINATI AI GRUPPI PARLAMENTARI PER UN’ASSICURAZIONE SULLA (SUA) VITA.

Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri è indagato per peculato perché da presidente del gruppo del Pdl al Senato ha comprato con 600 mila euro pubblici una polizza che aveva come beneficiari in caso di morte i suoi eredi.

Tutto inizia alla fine del 2012 quando la Banca d’Italia invia alla Procura di Roma alcune SOS, Segnalazioni di Operazioni Sospette, effettuate dal gennaio 2010 al marzo 2012 su due conti intestati a Gasparri e al vicepresidente del gruppo, Gaetano Quagliariello, alla filiale Bnl del Senato. Il procuratore capo Giuseppe Pignatone affida il fascicolo a quattro magistrati: i procuratori aggiunti Nello Rossi e Francesco Caporale e i due sostituti Giorgio Orano e Alberto Pioletti. Durante l’indagine Quagliariello viene nominato membro della commissione delle Riforme costituzionali dal presidente Napolitano il 30 marzo 2013 e poi ministro. Gasparri supporta i governi delle grandi intese. (altro…)

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MontinoI PM DI RIETI HANNO INDAGATO L’EX CAPOGRUPPO MONTINO E ALTRI 13. CONTROLLI SU 2 MILIONI DI EURO.

Quando è scoppiato il caso di “Batman” Fiorito, il gruppo regionale del Lazio del Pd voleva tenersi alla larga dagli scandali sulle spese. E così il partito, di cui era capogruppo Esterino Montino, lo scorso anno, ha deciso di pubblicare on line il rendiconto dettagliato. L’operazione trasparenza, però, ora rischia di travolgere i democratici. La procura di Rieti, infatti, ha ispezionato i conti del 2011 – sono stati spesi circa due milioni di euro – e ha iscritto nel registro degli indagati 14 persone: 10 imprenditori e 4 consiglieri, per reati che vanno da peculato, al falso, al finanziamento illecito. Tra gli indagati, l’ex tesoriere e consigliere regionale del Pd, Mario Perilli; l’ex capogruppo alla Pisana ora sindaco di Fiumicino, Esterino Montino; l’ex consigliere Pd Enzo Foschi, ora capo segreteria del sindaco di Roma Marino; e l’ex consigliere Giuseppe Parroncini. L’inchiesta riguarda tutte le spese sostenute dal partito nel 2011: dagli alberghi alle cene, a quelle per servizi televisivi, approfondimenti giornalisti ed eventi. (altro…)

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Nella buferaAnche i boxer di Cota a spese della Regione Piemonte, il governatore li comprò a Boston. E in Consiglio scoppia la bagarre: “Vergogna”.

Lo scandalo

TORINO-NEMMENO nell’intimo, e a oltre settemila chilometri di distanza, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha voluto tradire la Lega. E chissà se sarà questa l’unica scusa alla quale appigliarsi per spiegare come mai con i soldi del Gruppo ha messo in nota spese pure un paio di mutandoni.

ERA l’estate del 2011 quando Roberto Cota cercava il colore “verde” tra gli scaffali di un noto negozio di abbigliamento degli Usa, e trovava quel che più si avvicinava alla nuance del Carroccio accontentandosi della sfumatura “kiwi”. È lì che si è comprato un bel paio di boxer da sfoggiare anche in spiaggia. Ma poi, tornato in Italia, non ha provato imbarazzo a chiederne il rimborso: l’equivalente, in dollari, di 40 euro. (altro…)

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I precedenti

Corte dei conti: “Incostituzionali le norme sui fondi ai partiti”.

ROMA— Una fattura in cui il 3 di 3.000 euro si trasforma magicamente in un 8. Ricevute di un hotel quattro stelle di Rieti datate gennaio 2011 che avevano come giustificativo “Presentazione del libro di Reichlin”, evento avvenuto tre mesi prima (22 ottobre 2010). Scontrini da 1.200 euro per le bevande consumate in due giorni al convegno «La politica agricola del Pd». E ancora, cesti natalizi, contributi a giornali, tv locali e associazioni.
Quasi a scoppio ritardato, oltre un anno dopo la caduta della giunta Polverini e gli arresti dei capigruppo Pdl e Idv, Franco Fiorito e Vincenzo Maruccio, la procura di Rieti accende un faro sulla gestione dei contributi al gruppo del Pd alla Regione Lazio nella legislatura 2010-2012. (altro…)

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CotaCosì scontrini e rimborsi affondano il modello leghista
L’inchiesta.

TORINO — Gli esegeti ancora s’interrogano, a quattro giorni di distanza dal fattaccio, su quale sia stato il passaggio dell’intervento di Mercedes Bresso che ha scatenato l’ira del consigliere dei Fratelli d’Italia Franco Maria Botta, figlio di Giuseppe, capocorrente della Dc torinese negli anni della Prima Repubblica. Il Botta figlio (nomen homen) si è avventato sul microfono della Bresso, prontamente bloccato dai colleghi prima che il parapiglia si concludesse con la generale caduta a terra, plastica rappresentazione del livello raggiunto dall’istituzione regionale complessivamente intesa. È il crollo del mito del Territorio, la fine dell’idea ingenua che per il solo fatto di essere lontani da Roma si diventa onesti. E invece, nella terra del leghista Roberto Cota, si scopre che il palazzo della Regione è solo un bonsai della Montecitorio degli anni peggiori. Dalla macro-regione del Nord alla mega-abbuffata. (altro…)

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CotaIl governatore accusato di peculato: 25mila euro per fini personali.

TORINO— «Non posso restare Presidente anche solo con l’ombra di un avviso di garanzia ». Pronunciava queste parole, lapidarie, il governatore del Piemonte, Roberto Cota, ai pm di Torino che lo ascoltavano nell’inchiesta sulle spese pazze della Regione. Era l’11 gennaio 2013. Da allora sono passati più di 11 mesi. E nonostante sia stata raggiunto da ben due provvedimenti, avviso di garanzia e chiusura indagini, è ancora oggi alla guida del governo piemontese. È accusato di peculato per aver indebitamente speso oltre 25 mila euro dei fondi destinati ai rimborsi del Gruppo del Carroccio. Tra i suoi scontrini ci sono conti per cene e pranzi al ristorante, caffè e hamburger al fast food, ma anche una valigia, un pacchetto di sigarette, libri, cravatte, dvd e custodie per ipad. Tutte gli vengono contestate come spese personali e non attribuibili alla sua attività politica. Cota per due volte ha scelto di andare in procura, chiedendo di farsi interrogare con il suo avvocato di fiducia (fedelissimo di Maroni) Domenico Aiello, temendo le conseguenze della nuovissima legge Severino. (altro…)

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Lo stand dell'Abruzzo a TorinoIN SICILIA TRUFFA DA 800 MILA EURO SUI FONDI UE, IN PUGLIA GIORNALI PER TUTTI, IN ABRUZZO ARRESTATO L’ASSESSORE CHE FACEVA LE CRESTE SUI FONDI PER I 150 ANNI DI D’ANNUNZIO.

La diligenza della pubblica amministrazione perde pezzi, ma l’assalto alle casse continua. Lo sa bene Andrea Mascitti, musicista abruzzese e testardo organizzatore di un festival dedicato alle colonne sonore dei film. Quando incontrò l’assessore regionale Luigi De Fanis pensò di trovarsi pure lui sul set. Fu invece il principio dell’inchiesta “Vate”: quattro arresti per concussione, truffa aggravata e peculato.    (altro…)

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Eletti con il PDLIn Sardegna arrestati due consiglieri. Sospetti su fatture false per 100 mila euro L’inchiesta.

CAGLIARI— E’ finito in cella con l’accusa di aver usato fondi pubblici del suo gruppo alla Regione Sardegna per pagare un sontuoso ricevimento di nozze con 300 invitati. L’arrestato è Carlo Sanjust, 43 anni, nell’isola ex enfant prodige prima di Forza Italia e poi del Pdl, cagliaritano discendente da una nobile famiglia d’origine spagnola: 23mila euro la somma contestata per il matrimonio, più altri 27mila per promuovere corsi professionali. Assieme a lui le manette sono scattate per un altro consigliere regionale del centrodestra, Mario Diana, 66 anni, di Oristano: è ritenuto responsabile di aver impiegato i rimborsi spese per comprare antichi e preziosi libri, Rolex d’oro, penne Montblanc e organizzare eventi vari, tutto per oltre 250mila euro.Nel penitenziario di Buoncammino è stato condotto anche un imprenditore cagliaritano, Riccardo Cogoni, 44 anni, specializzato in catering: secondo il pm Marco Cocco avrebbe organizzato alcune cerimonie sospette legate all’attività del Pdl. E‘ stato poi perquisito lo studio odontotecnico di un terzo consigliere regionale, Onorio Petrini, 65 anni, di Cagliari, sempre del Pdl. Gli amministratori sono accusati di peculato. Le contestazioni vengono mosse nel quadro di due inchieste (la prima riguarda il precedente mandato in Regione, 2004-2009). Complessivamente, risultano indagati 64 consiglieri di tutti i gruppi, Pd e Idv compresi. Choc per gli 80 attuali componenti dell’assemblea sarda non appena ieri si sono diffuse le notizie del ciclone giudiziario. (altro…)

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Dieci indagati in Calabria. “Dai detersivi alla Tarsu tutto a spese della Regione”.

REGGIO CALABRIA — Dai soldi per i “Gratta e Vinci”, ai biglietti della “lap dance”. E poi viaggi in Italia e all’estero, auto di lusso, vini pregiati e immaginette sacre, pranzi e cene da 20 a 25 posti a tavola. Persino le multe della Stradale per eccesso di velocità sono finiti nei bilanci dei gruppi del Consiglio regionale della Calabria.
Gli specialisti della Guardia di Finanza hanno trovato di tutto nei conti dei politici. Dal singolo caffè da 70 centesimi a fatture da diverse migliaia di euro. Un elenco sterminato di rimborsi, ottenuti tra il 2010 e il 2012. Dal quale spuntano iPhone, iPad, ricariche del telefono, bollette della Tarsu, detersivi, il tagliando della berlina e i pieni di carburante. Tutte spese giustificate per attività politico-istituzionali. Nell’inchiesta sono coinvolti politici di entrambi gli schieramenti, al momento due di centrosinistra e otto di centrodestra, alcuni dei quali poi chiamati in giunta o eletti in Parlamento. (altro…)

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Rimborsi Pd via Mess Veneto - Nonleggerlo 2Scandalo rimborsi in Friuli-Venezia Giulia, il Messaggero Veneto pubblica la lista delle spese pazze contestate al gruppo consigliare Pd: cristalleria, biglietti di teatro, lampade Swarosky, cenoni di Natale e fine anno, persino un’adozione a distanza. “Tutto in regola, il regolamento permette di fare qualche regalo ai nostri dipendenti“, ha dichiarato l’ex capogruppo Pd Moretton, appena sentito dai magistrati.

Da nonleggerlo.blogspot.it

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PADANIA MAGNONA

L’AFFITTO DI CASA BRICOLO
IL PATTEGGIAMENTO DI STIFFONI

CI SONO I SOLDI all’ex deputato Federico Bricolo e quelli che per tre mesi ha ricevuto il sindacato padano, nelle carte dell’inchiesta romana sull’ex senatore Piergiorgio Stiffoni, indagato per peculato per essersi appropriato di circa 900 mila euro (la maggior parte restituiti) dei fondi del partito. Con Stiffoni è finita sotto inchiesta anche Manuela Maria Privitera, assistente del gruppo leghista al Senato, segretaria del tesoriere, anche lei accusata di peculato. Ma è proprio dalla documentazione presentata al pm titolare dell’indagine Roberto Felici che è possibile ricostruire molte spese rivelate dalla segretaria. Come quelle di Federico Bricolo, la cui carta di credito, una top card della Bnl, è finita al vaglio degli inquirenti. Per questo Bricolo sarà sentito in procura la settimana prossima, ma intanto, già dalla documentazione presentata dalla Privitera, (altro…)

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Regione Trieste18 INDAGATI DI PD, PDL E LEGA PER I RIMBORSI SPESE ILLECITI: DALLE CENE DI SAN VALENTINO AI GELATI AI SET DI PENTOLE.

Tre avvisi di garanzia e 18 iscritti al registro degli indagati. Le spese folli dei consiglieri del Friuli Venezia Giulia sono finite nel mirino della Procura della Repubblica, ma anche della Corte dei conti, a poco più di un mese dalle elezioni regionali. Ad aver ricevuto gli avvisi di garanzia sono i capigruppo del Pdl Daniele Galasso, del Pd Gianfranco Moretton (da poco è passato con i montiani) e della Lega nord Danilo Narduzzi. L’accusa per loro è di peculato che viene estesa in concorso anche a 10 consiglieri del Popolo della libertà, 3 democratici e altri 2 del Carroccio. Le indagini, coordinate dal Pm Federico Frezza, mettono a nudo un sistema molto simile a quello che ha coinvolto i consiglieri della Lombardia con spese di rappresentanza che lasciano aperti molti dubbi interpretativi e fatte con i soldi pubblici.

Gelati e caffè

Lunga la lista di scontrini portati dai consiglieri per ottenere il rimborso, solo per il Pdl se ne contano più di 5000 e fanno riferimento al 2011 (quelli del 2012 non sono ancora stati consegnati, la rendicontazione doveva essere fatta a fine febbraio). (altro…)

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Guardo il “quadro” desolante del nostro paese e rimango perplesso, deluso, arrabbiato … prima lo scandalo Penati, poi quello della Lega Nord e i Bossi, a ruota quello Lusi e la valanga di miliardi spariti nella Margherita, un partito che da 10 anni già non esisteva ma continuava ad incassare soldi, poi subito dopo lo scandalo Fiorito-Polverini-Lazio (solo per citare gli ultimi scandali eh), ma ti guardi intorno e vedi che il Pd, secondo i sondaggi più accreditati, viene dato ancora al 28%, il Pdl intorno 20% ect ect  … e ti chiedi, ma come cazzo è possibile? Questi più ci fottono e più li votano? (altro…)

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Sulla bella casa di Calderoli al Gianicolo, la linea difensiva della Lega non fa una piega: una volta erogati dallo Stato al nostro partito, quelli sono soldi nostri e se ci va di spenderli per affittare la casa a un nostro dirigente, non rompeteci.

Non fa una piega, dicevo, a parte il dettaglio che trattandosi formalmente di ‘rimborsi elettorali’ la cosa fa un po’ ridere, ma si sa che la storia dei rimborsi è un raggiro.

Il punto semmai è un altro, e cioè la trasparenza: lo sapevano, i militanti e gli elettori leghisti, che il loro partito usava i suoi soldi così? C’era o no trasparenza in merito?

Temo che la risposta sia no. E temo anche di sapere perché: si sarebbero vergognati, non gli sarebbe convenuto dal punto di vista dell’immagine, della reputazione, quindi dei voti.

Ma temo anche che la questione-trasparenza non riguardi solo la Lega, anzi.

Voglio dire, sarebbero così cortesi i partiti (tutti i partiti, inclusi Pd, Idv, Sel e Radicali) di farci sapere se e quali agevolazioni, appartamenti, auto blu, alberghi etc offrono ai loro dirigenti? (altro…)

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Per l’università del Trota e della Mauro pagati 260 mila euro con soldi pubblici. Spuntano fondi neri. La segretaria: “Bossi sapeva”.

Bocciato a ripetizione, Renzo Bossi, detto “Il Trota ” dal suo stesso padre. Ora è studente in una università londinese: a spese della Lega (e quindi dei contribuenti). Ma Bossi junior non è l’unico membro del “cerchio magico” del Senatur a pagarsi una laurea all’estero con soldi pubblici arrivati ai partiti come rimborsi elettorali. C’è anche Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e segretaria del Sin.pa, il sindacato padano, che avrebbe goduto di 200, 300 mila euro all’anno in nero. Soldi anche per il compagno di Rosi Mauro, un poliziotto in aspettativa con contratto al Senato: per una laurea e per un mutuo agevolato. (altro…)

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Il Dg, “sfiduciato” dal 95% dei giornalisti e dei lavoratori iscritti all’Usigrai, apre l’indagine sulle spese pazze di Minolini. Lui accusa: “Vogliono intimormi”. Dopo l’inchiesta del “Fatto” scoppia il caso dei rimborsi e dei servizi speciali del Tg1.

Giornata nera. Un colpo dietro l’altro: la sfiducia dei giornalisti, il duello tra Saviano e Maroni, le spese pazze di Augusto Minzolini. Per uscire dall’angolo, Mauro Masi ha mollato il direttore del Tg1: il dg ha ordinato un’indagine interna su Minzolini, accertamenti sui rimborsi per le trasferte e i servizi sulla Royal Caribbean (c’è puzza di pubblicità occulta). Il Tg1 ha organizzato un concorso per famiglie con la multinazionale americana per il varo di una nave “gigante dei mari” e, in otto mesi, ospitato per sei volte un alto dirigente della Royal. In più: Minzolini ha usufruito di uno sconto nel lussuoso albergo “Terme di Saturnia”, poco prima il Tg1 aveva intervistato il responsabile marketing. Masi non s’è fatto pregare: “Abbiamo una società che può controllare chi e come promuove i marchi nei passaggi televisivi. Saranno efficienti e veloci”.
Il consigliere Nino Rizzo Nervo ha presentato in Cda i due articoli del Fatto Quotidiano sul direttorissimo e Masi, per far tacere voci inconsulte, alza le mani: “Mi rivolgo al Collegio dei sindaci: avete i miei dati, sono a disposizione per verifiche sulla mia carta di credito”.

64 mila euro di soldi pubblici
Un’operazione trasparenza volontaria per frenare pettegolezzi, mostrarsi casto e puro con i conti aziendali e distinguersi con Minzolini che, senza scusarsi né pentirsi, in un anno ha speso 64 mila euro con una revolving di viale Mazzini, dieci volte in più di Mario Orfeo del Tg2. E sulla bocciatura dei giornalisti?
Passa, nemmeno guarda. Anche se la poltrona scricchiola e la reputazione pure: “Alla luce delle politiche aziendali esprimi fiducia al direttore generale Masi?”. Il sindacato Usigrai l’ha chiesto ai 1,878 giornalisti Rai: tra i 1.438 votanti, il 95 per cento (1.391) ha risposto no. L’indice di impopolarità di Masi rasenta lo zero tra i dipendenti (sondaggi, proteste, scioperi), ma il dg rifiuta il dissenso: “Come tutte le cose prive di rilevanza formale e sostanziale, il voto Usigrai (associato alla consueta compagnia di giro) può essere solo o una manifestazione politica o un tentativo di intimorire”. Ma sembra avere pochi dubbi: “Obiettivo fallito in entrambi i casi. Il primo perché non c’era bisogno di questo costoso evento per sapere come è schierata politicamente l’Usigrai e soprattutto nel secondo caso perché ci vuole ben altro e ben altri personaggi per provare soltanto ad intimorirmi”. (altro…)

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