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Posts Tagged ‘soldi’

Roma

L’INCHIESTA / SEI ARRESTI TRA IMPRENDITORI E FUNZIONARI. E LA FINANZA TORNA A PERQUISIRE IL CAMPIDOGLIO.

ROMA – Soldi, buoni benzina, biglietti del teatro, posti di lavoro, casse di vino, gioielli, pubblicità gratuite, perfino un escavatore. Così 4 imprenditori, finiti nel carcere di Regina Coeli, si compravano cinque tra funzionari e dipendenti del dipartimento politiche sociali del comune di Roma. Impiegati capitolini finiti nel registro degli indagati per reati che vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio, dal falso alla turbativa d’asta. In ballo (dalla fine del 2013 a marzo del 2014) c’erano gare pubbliche a cinque zeri su alcuni campi nomadi della capitale. Per questo la procura ha emesso ieri 6 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 2 ai domiciliari) e la Finanza è tornata a perquisire gli uffici del Campidoglio. Sembra un’ennesima branca di Mafia Capitale.

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BerardiRuby ter Chiuse le indagini: ecco il diario della Berardi – allora minorenne – che parla di orge. E i pezzi da 500 euro alla marocchina.

Milano – Andava ad Arcore, partecipava al bunga bunga e poi tornava a casa, appuntando ogni dettaglio di quelle serate sul suo diario, come tutte le adolescenti. Non c’era solo una minorenne ai festini a luci rosse andati in onda nella dimora di Silvio Berlusconi: oltre a Karima el Mahroug, infatti, anche Iris Berardi non aveva ancora compiuto 18 anni quando partecipò per la prima volta a una serata in casa dell’ex presidente del Consiglio. Una ricostruzione già ipotizzata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal sostituto Antonio Sangermano nel primo filone dell’inchiesta Ruby, che però non era finita nel dibattimento per mancanza di fonti di prova.

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Le indagini. Gli inquirenti hanno passato al setaccio oltre 4mila intercettazioni ricostruendo i movimenti di uomini, armi, esplosivi e fiumi di denaro che collegano i jihadisti operativi nel nostro paese con Francia, Pakistan e Afghanistan. A partire dagli eredi di Bin Laden arrestati in Sardegna, fino alla barbara decapitazione di una ragazza colpevole di aver fatto il bagno in costume.

ANCHE Al Qaeda uccide in spiaggia. Non solo d’estate. Poi sotterra le sue vittime nel bresciano e rende omaggio a Allah. «Abbiamo fatto una cosa santa… Dio ci ha donato questa vita per ammazzare», esulta il capo al telefono coi suoi sathi , gli “affiliati”. In questo caso sono killer alle prese con il cadavere di una ragazza nel cofano dell’auto. «Se esce fuori la salma, se ci fermano in un controllo icarabinieri…».

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pdNel partito capitolino c’è un filo trasversale che lega le correnti.Ma tutto nasce con lavittoria di Alemanno.

ROMA. L’incredibile e triste storia del Pd romano, a raccontarla a chi vive per esempio a Gallarate o Ragusa e di Mirko Coratti e Daniele Ozzimo non ha mai sentito parlare, si riduce ad una pozza di reciproci risentimenti, ritorsioni e ricatti fra i per così dire vertici – qui di alto non c’è nulla, solo alcuni conti in banca – del piccolo potere politico locale a cui è sfuggito di mano un poderoso gioco di ruolo. Il cui obiettivo, come in ogni gioco, è quello di conquistare il potere con ogni mezzo. Lecito e illecito, in questo caso. Dell’illecito si occupano con grande solerzia le procure. Ci sono i reati, i guerci e gli infiltrati, gli sprovveduti e i lestofanti.

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Il bancomat dei partiti

SCORRENDO L’ELENCO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI ALLA POLITICA SI SCOPRONO AFFARI E POSIZIONAMENTI DEI SIGNORI DEL MATTONE NAZIONALE. CON QUALCHE SORPRESA.

Quella dei fratelli Navarra è una storia esemplare di come sia ben funzionante e lubrificato il meccanismo triangolare che lega costruttori, burocrazia e politica. Attilio Navarra, 46 anni, presidente della azienda di famiglia Italiana Costruzioni, e suo fratello Luca, 43 anni, sono indagati dalla procura di Firenze. Il sospetto è che, con la complicità dell’onnipresente Stefano Perotti, arrestato otto giorni fa insieme al gran visir del ministero Infrastrutture Ercole Incalza, e del dirigente di Expo Milano Antonio Acerbo, abbiano truccato la gara per l’appalto del Padiglione Italia dell’Expo, un lavoro da 25 milioni, aggiudicandoselo in associazione temporanea d’impresa con il consorzio veneto delle cooperative Coveco.
I Navarra, tra Meloni, Latorre e Casini
I Navarra sono costruttori noti e stimati, soprattutto a Roma. (altro…)

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Nardi

Una medaglietta scintillante fu il battesimo aureo dei privilegi parlamentari. Era il tempo dell’Italia appena unita e liberale e in cui alle prime elezioni del nuovo Regno del 1861 votò il 57 per cento di 419.938 aventi diritto su 22 milioni di abitanti, neanche il due per cento della popolazione. Nei collegi uninominali, per essere eletti, erano sufficienti un paio di centinaia di preferenze. “Giuseppe Spadini, ricco industriale che da qualche tempo aveva dato un addio agli affari, faceva pure lui l’occhio di triglia alla medaglietta da deputato, ed era deciso a qualunque sacrificio pur di addiventare onorevole”. Su una faccia della medaglietta era scolpito il profilo del sovrano sabaudo, Vittorio Emanuele II, sull’altra cognome e nome dell’onorevole, il numero della legislatura, la dicitura “Camera dei deputati”. (altro…)

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Fede - BerlusconiL’EX DIRETTORE SI SFOGA COL SUO PERSONAL TRAINER GABRIELE FERRI. L’AUDIO FINISCE AI PM DI PALERMO.

 

 

 

Milano – Milano 2, primavera 2013. Due uomini stanno seduti su una panchina del grande parco. Sopra di loro, gli aerei decollati dall’aeroporto di Linate volano bassi. Sono lì da quasi mezz’ora e parlano fitto. Uno è Emilio Fede, ex direttore del Tg4 nonché condannato in primo grado per favoreggiamento della prostituzione nel cosiddetto Ruby due. L’altro indossa una tuta bianca e scarpini da pugilato. Si chiama Gaetano Ferri, napoletano classe ’69, professione personal trainer e istruttore di box francese. Cranio rasato, muscoli in bella mostra e tanti tatuaggi in stile nazi.   “VEDI – dice Fede – questo è un posto fantastico, ma quando Berlusconi ha iniziato non aveva una lira, i soldi arrivavano dalla mafia attraverso Marcello Dell’Utri”. Ribadisce: “Mafia, mafia solo mafia”.

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UN GENTILE omaggio di un milione di euro l’anno può essere molto gradito soprattutto perché, essendo più nero dell’inferno, non è tassabile,
e quindi ne vale due.

MENTRE si sa che giudicando super ricchi gli italiani che guadagnano lavorando 100mila euro lordi l’anno, il fisco se ne tiene giustamente la metà. Quindi in Italia ci sono due tipi ben diversi di ricchi. Quelli che pagano le tasse e sono quindi molto meno ricchi, e quelli che hanno scoperto i vantaggi della mazzetta: essendo un crimine pretenderla e accettarla, è come se non ci fosse, è ricchezza invisibile, quindi non tassabile. Comodissima. Poi si sa, il tesoro fantasma si concretizza, insomma lo si spende, come dei veri ricchi di famiglia: se non si è ereditato come loro il palazzo sul Canal Grande, un po’ di Tintoretto, i lampadari antichi di cristallo, si può sempre tentare di imitarli. (altro…)

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L'altra Casta

L’ALTRA CASTA.

NEL RAPPORTO DI PALAZZO CHIGI LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI 2011 DEI SUPERMANAGER PUBBLICI.

Dalla A di Abate (Pietro, segretario Camera di commercio di Roma) alla Z di Zoccali (Stefano Salvatore, direttore generale dell’ente per l’irrigazione della Puglia, Lucania e Irpinia) eccoli tutti i redditi e i patrimoni dei dirigenti dello Stato e della Pubblica amministrazione, degli enti pubblici, delle aziende autonome e speciali, nonché delle controllate dallo Stato con più del 20 per cento del capitale.  (altro…)

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RenziSPOSETTI: “CIVATI E RENZI SPENDONO TROPPO”. LA REPLICA: “NON È VERO”. PER ORA NESSUNA RENDICONTAZIONE.

Pippo Civati? Non mi piace, è il tappetino di Renzi e dice solo cose che portano acqua al sindaco di Firenze. E poi ha speso troppo in questa campagna per le primarie. Come Renzi, peraltro, che solo per mettere un annuncio su Repubblica , ieri, per far sapere che era al Teatro Olimpico a Roma, ha speso 7.000 euro”. Ugo Sposetti, l’ex tesoriere dei Ds, uno dei grandi elettori di Gianni Cuperlo, va giù duro. E accusa: “C’è un’informazione di regime. Possibile che nessuno si chieda quanto spende Civati, il web costa, e quanto spende Renzi?”. La questione delle spese per le primarie è spinosa, ed è di quelle destinate a rimanere in una zona di parziale opacità. (altro…)

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Inciucio di soldi e favoriL’altra sera, ascoltando le parole di Walter Veltroni a Servizio Pubblico sulla trattativa e su B. e i silenzi del Pd sulle sentenze della Corte d’appello di Milano sui diritti Mediaset e della Cassazione sul no al trasloco dei processi a Brescia, mi ronzava in testa una domanda: ma cosa potrà mai dire il Pd, casomai esista ancora, quando si tornerà a votare? Non potrà criticare il governo precedente: è presieduto dal suo Letta. Non potrà attaccare B.: è suo alleato. Non potrà neppure sfiorare il conflitto d’interessi: anche stavolta non ha neppure provato a risolverlo per legge, anzi si accinge a calpestare per la sesta volta la 361/1957. Non potrà promettere norme più severe contro le tangenti: l’unica legge che ha contribuito a partorire in vent’anni è quella che ha ridotto le pene e la prescrizione della concussione per induzione, salvando Penati e risparmiando a B. guai peggiori nel processo Ruby. Non potrà nemmeno impegnarsi a combattere l’evasione, il riciclaggio e la criminalità organizzata: anche su questi tre fronti – cruciali non solo per la legalità, ma anche per il recupero di enormi bottini – l’alleanza Pd-Pdl non produrrà nulla di nulla. (altro…)

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Cento husky ammazzati in Canada, a Vancouver. Non da un cacciatore impazzito, ma da una valutazione di mercato. Gli husky erano stati ingaggiati per trainare le slitte dei turisti durante le Olimpiadi invernali. Finite le Olimpiadi, erano finiti gradualmente anche i turisti. I cani non servivano più. Era un costo mantenerli ed era un costo eliminarli, perché vai a trovare un veterinario che ti uccide gratis cento animali giovani e sani. Così i gestori delle slitte hanno incaricato dello sterminio un operaio, risparmiando persino sui proiettili: non più di uno per cane. Gli husky che non hanno avuto la fortuna di morire subito sono stati finiti a coltellate in una fossa comune ed è stato tale lo stress che il boia ha chiesto i danni ai suoi mandanti. Perciò la storia è diventata di dominio pubblico: per una questione di soldi, come per una questione di soldi era stato pianificato il massacro. (altro…)

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Una linea della metropolitana senza stazioni non si era ancora mai vista al mondo. L’opera in questione è la metropolitana C di Roma del costo di 5 miliardi di euro (il Ponte di Messina ha un costo di 4,5 miliardi di euro). Paolo Gelsomini: “Se in un’opera pubblica non viene giustificata la bontà del rapporto costi – benefici, l’opera pubblica non si può fare perché vuole dire che si spende danaro pubblico, anzi si sperpera danaro pubblico per una cosa che non serve, una linea centrale che va da San Giovanni al Colosseo e che poi prosegue fino a San Pietro senza stazioni è una cosa che se la fa uno studente, non universitario, ma di una scuola per geometri viene bocciato, è una cosa incredibile!

Intervista a Paolo Gelsomini, architetto

Cos’è la Metro C
-Buongiorno, sono l’Arch. Paolo Gelsomini e sono Presidente dell’Associazione Progetto Celio, un rione del centro storico a due passi dal Colosseo, ma quello che vi sto per raccontare: la Metro C di Roma e in particolare le tratte centrali del centro storico, vanno ben oltre le dimensioni di un piccolo rione, noi crediamo che il problema della Metro C sia un problema nazionale e tra poco cercherò di spiegarvi il perché. La Metro C è una grande opera che prese avvio nel 1995, quando si pensò a una grande arteria capace di unire la zona Sud-Est di Roma e quindi quella parte di raccordo anulare con la parte Nord, quella che va oltre lo stadio Olimpico, la Farnesina, l’Auditorium. E questo tracciato passava sotto il centro storico con numerosissime stazioni, inoltre questa tratta che all’epoca costava 3 miliardi di Euro in linea con gli standard europei che sono 175 milioni di Euro al Km, questa metropolitana aveva anche delle diramazioni e erano diramazioni verso le zone dei pendolari. (altro…)

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Che diamine, la battaglia della Sindaca Letizia Moratti è stata sacrosanta: ha mobilitato tutti i suoi cittadini, per l’onore, per la gloria, perchè Milano entrasse a far parte del nuovo gioco del Monopoli. E ce l’ha fatta, almeno così sembra.

Io a questo punto mi appello a tutti voi, affascinato da cotanta determinazione, perché anch’io voglio entrare a far parte del Monopoli, sì, avete capito bene, ci voglio entrare anch’io, assieme a tutti voi, da cittadino italiano. Un Monopoli italiano. Una versione fatta apposta per noi. Scriverò alla Hasbro, con la mia idea. Ci sto ancora lavorando, ma magari potremmo farlo assieme. Sentite un po’ che ho in mente.

Le pedine intanto. Forme umane, questa volta: non più funghetti e fiaschetti, ma Silvio Berlusconi, Michela Vittoria Brambilla, Marcello Dell’Utri, Daniele Capezzone, Massimo D’Alema, Giulio Andreotti, Augusto Minzolini, un set espandibile con la crem de la crem della società italiana. Già vi piace, vero? (altro…)

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