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Posts Tagged ‘solidarietà’

Ci vorrebbe una sonda capace di entrare nella crapa giuliva dei tanti italiani che sui social network stanno criticando il gesto di Pietro, quel ragazzino di Pavia che ha deciso di rinunciare a una canna da pesca del valore di 150 euro per devolvere la cifra del suo regalo di Natale a un’associazione che si occupa di bimbi africani. Non pago, questo bullo del bene – come tale viene impalato sulla Rete – sta promuovendo una colletta in classe per fornire matite e pennarelli a un compagno appena arrivato dal Camerun che non si può permettere di comprarli.  (altro…)

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DionisoC’è un panettiere sull’isola di Kos che tutte le mattine sforna cento chili supplementari di pane per i profughi stremati del porto. La gratuità del suo gesto ha scaldato persino il presidente della commissione europea, non esattamente un campione di emotività, che ha eletto il benefattore greco a simbolo dell’accoglienza. In realtà Dyonisis Arvanitakis non è un simbolo ma una storia. Se ogni mattina regala un quintale di pane ai migranti affamati è perché è stato un migrante affamato anche lui. Lasciò il natio Peloponneso a quindici anni, inseguito dalla miseria, e dopo un viaggio avventuroso sbarcò in Australia senza sapere una parola di inglese. Patì la fame vera, conobbe l’umiliazione e la vergogna di chi legge negli occhi degli altri il fastidio, il disagio, talvolta il disprezzo per il suo stato. La fame divenne la sua ossessione, al punto che per essere sicuro di non soffrirne mai più si fece panettiere. Mise da parte un po’ di soldi e sposò una connazionale di Kos, dove adesso vive senza smettere di ricordare.  (altro…)

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Essendo fornito di una sola bocca ma di ben due orecchi, l’essere umano dovrebbe dedicare all’ascolto degli altri il doppio del tempo che riserva all’emissione di fiati. Dopo una rapida consultazione dei miei tabulati esistenziali, ho il sospetto di appartenere alla categoria di coloro che non hanno rispettato la proporzione tra le due attività, tendendo semmai a rovesciarla. Per riequilibrare in parte la media esiste Telefono Amico, l’associazione di volontari che lunedì festeggerà a Torino i primi cinquant’anni di servizio. Da mezzo secolo, accanto all’Italia che promette a vanvera, ce n’è un’altra che ascolta in silenzio. In prevalenza è un’Italia di ventenni e di trentenni. (altro…)

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Due giorni,una notte.TEMPI MODERNI.

Per caso un libro e un film, entrambi con la forza di una rivelazione e di una profezia, sono usciti quasi insieme e raccontano quasi la stessa storia, lo stesso pericolo, lo stesso camminare sul vuoto. Sto citando Solidarietà di Stefano Rodotà, editore Laterza, e Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne.   Intanto, per caso, tre richiami si sono sovrapposti nello stesso periodo storico (i nostri giorni) per dirci che ci sono, nella vita intorno a noi, sempre meno tracce di un sentimento che credevamo radicato e profondo e non rinunciabile.   Il primo richiamo viene dal modo di intendere e organizzare il lavoro. In esso la solidarietà è come l’aria condizionata: va bene, aiuta, ma ci saranno provvedimenti immediati se costa troppo.   Poi l’ammonizione è cambiata nel nuovo precetto: ogni cosa si cambia se un’altra cosa, pazienza se è peggiore, costa meno. Ed ecco la “delocalizzazione”, te ne vai con tutta la fabbrica o tutto l’ufficio, dove conviene. (altro…)

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carovana_antimafie_2013CULTURE PER IL CAMBIAMENTO.

Manifestare solidarietà ai territori e alle persone vittime della mafia, diffondere la cultura della legalità e della giustizia sociale, fare emergere gli esempi positivi di riappropriazione della cittadinanza. Si è conclusa la scorsa settimana la prima fase del viaggio della Carovana Internazionale Antimafie, promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico.

La scorsa settimana – con tre iniziative dal forte valore simbolico per la memoria antimafia e svoltesi in contemporanea a Roma, Milano e Firenze – si è chiusa la prima fase del viaggio della Carovana Antimafie. Dopo la partenza dello scorso 30 marzo dalla Tunisia, con la partecipazione al Social Forum mondiale, e con oltre due mesi di viaggio itinerante attraverso la nazione, i furgoni si sono fermati per poi proseguire il viaggio e raggiungere la Francia in Ottobre.

La Carovana è storia e memoria del movimento antimafia ma è anche presente, via e percorso per sfidare il fenomeno mafioso e l’intero paese nel suo tessuto economico, sociale e culturale. (altro…)

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La gratuità del dono

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LA CRISI moltiplica i circoli viziosi, fino a quando non si trovi il modo di spezzarli. In uno, l’impoverimento rende sempre più preziose le attività solidali (“di mutuo soccorso”, ha scritto Gad Lerner) cui però mancano sempre più le risorse materiali e umane. Nessuno saprebbe tenere un vero conto di come una società di tagli e gratta e vinci vada avanti attraverso la solidarietà, famigliare prima di tutto, e poi di vicini, volontari, associazioni. Quanto ai conti internazionali più autorevoli sulla filantropia, paiono anch’essi azzardati, misurando denaro e comportamenti, entità di donazioni, tempo dedicato alla buona volontà, cura dello straniero. Un’accreditata classifica sulla beneficenza è redatta dalla britannica Charities Aid Foundation. Alla vigilia di Natale veniva citata con enfasi la caduta dell’Italia dal 29° posto del 2010 al 104° del 2011. (altro…)

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La notizia plana in redazione come un’intrusa, posandosi sopra i piagnistei indignati di qualche ladrone e l’ennesima baruffa politica fra Chissaramai e Chissachì. Narra di un furgoncino che batte le strade di Alessandria per ritirare dai negozi, a fine giornata, i prodotti freschi rimasti invenduti e farne dono alle mense e agli ostelli dei poveri. L’iniziativa promossa dalle associazioni locali di volontariato si chiama «Recuperiamoci, ridiamo vita al cibo». Sembrerebbe l’opera estemporanea di un consesso ristretto di anime caritatevoli, ma nelle stesse ore scopro che domenica prossima un’amica metterà in vendita a prezzi simbolici metà del suo guardaroba e che un’anziana benestante, senza parenti e con un orizzonte limitato di futuro, ha imprestato ai vicini di casa le eccedenze del suo conto in banca.   (altro…)

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Salda i debiti e paga gli affitti. «Il mio nome? Non conta».

L’uomo che fa vivere la speranza ha appena trovato casa a un disoccupato domiciliato da due anni in una vecchia auto. Si è presentato nel quartiere Stadera e ha bussato a una portiera chiusa. Gaspare Tumminello dormiva lì, con la barba sfatta, i denti persi e una storia da disperato involontario: fino a 46 anni gestiva un bar, faceva su e su, insomma se la cavava. Poi i debiti, i prestiti, la malattia. Ha perso tutto. A 54 anni senza sussidio e con un tumore si fatica a mangiare e non si riesce a pagare l’affitto: si sprofonda sempre di più.
«Milano è dura e spietata, ma non si può vivere così», ha esordito l’uomo arrivato con l’intenzione di dargli una mano. In una settimana la vecchia auto è finita in un box; Tumminello oggi dorme in un letto: affitto pagato, spese comprese. Il mestiere dei poveri è quello di doversi arrangiare, ma se qualcuno li aiuta il futuro fa meno paura: si può ritrovare una strada e la dignità. (altro…)

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Medici senza Frontiere: «porre fine alla fornitura di aiuti alimentari inadeguati».

Nonostante i recenti passi in avanti nella lotta alla malnutrizione infantile, il sistema degli aiuti alimentari internazionale continua a fornire ogni anno su larga scala cibo scadente a milioni di bambini malnutriti. Questo il monito dell’organizzazione medico – umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf) alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che si celebra il prossimo 16 ottobre. 

La malnutrizione colpisce 195 milioni di bambini in tutto il mondo ed è la causa nascosta di almeno un terzo degli 8 milioni di decessi di bambini al di sotto dei 5 anni, la maggior parte dei quali nei paesi del sud del mondo. I piccoli al di sotto dei due anni sono i più vulnerabili e senza l’accesso a cibo altamente nutritivo necessario per la loro crescita e sviluppo – come il cibo terapeutico pronto all’uso ora disponibile – soffriranno di conseguenze debilitanti per tutta la vita.  (altro…)

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Per la cartestia rischiano di morire 750 mila persone. Ma a mettere in fuga uomini, donne e bambini sono anche le tensioni politiche. In centinaia di migliaia hanno lasciato il paese.

E’ una tragedia senza fine quella che colpisce la Somalia con centinaia di persone in fuga dal paese. Da mesi carestia e siccità mettono a rischio la vita di 13 milioni di individui in tutto il Corno D’Africa. Secondo l’Onu si tratta della più grave crisi di questo tipo negli ultimi 60 anni: coinvolge 3,2 milioni di persone in Kenya, 2,6 in Somalia, 3,2 in Etiopia, ma anche migliaia di persone in Eritrea e a Gibuti. Ma la Somalia si trova ad affrontare anche una serie di conflitti interni. Si assiste ad un esodo di massa, non solo per la carenza di acqua, ma anche per il complesso quadro politico.  (altro…)

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La carestia è anche colpa del capitalismo di rapina globale.

Le notizie che giungono dalla Somalia sono tremende e sconcertanti insieme. Un’umanità disperata ha lasciato i propri luoghi natii, le proprie comunità, perché si è vista disgregare quella società naturale che lì, più di quanto non sia per noi, è vitale, ossia la famiglia, ed è costretta in lunghe marce verso i campi profughi, marce che segnano i campi di cadaveri.
Il mondo delle istituzioni internazionali delle grandi e medie potenze è inerme, desolatamente impotente perché manca di qualsivoglia volontà effettiva di porre fine a quello che sta delineandosi come un genocidio. (altro…)

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In Somalia la carestia si spinge verso sud e coinvolge anche la regione di Bay. Con un tasso di malnutrizione del 58% (tra i bambini), Bay è la sesta regione colpita da quando l’Onu ha ufficialmente dichiarato la carestia a luglio e vive la situazione peggiore tra quelle finora registrate. Un record, considerato per parlare di carestia è sufficiente la metà del tasso raggiunto qui. Lo riporta il Centro di analisi per la sicurezza alimentare dell’Onu (Fsnau) in un rapporto elaborato con il Famine early warning systems network (Fews.net), che analizza lo stato generale del paese. «In totale, 4 milioni di persone in Somalia soffrono la crisi alimentare, e 750,000 rischiano di morire nei prossimi quattro mesi in assenza di una risposta adeguata». Di questi 4 milioni, 3 vivono nel sud, nella zona controllata dai militanti islamici al-Shabab.
Raggiungere le zone colpite è molto difficile: le agenzie umanitarie riescono a portare cibo soltanto a 1 milione di persone. Se la risposta all’emergenza resterà questa anche in futuro, sarà sicuramente inadeguata e porterà a un’ulteriore diffusione della carestia. «Decine di migliaia di persone sono già morte, di cui la metà bambini. Assumendo che il livello di aiuti fornito resti stabile, la carestia si estenderà ancora nei prossimi mesi», dichiara il Fsnau, e spiega l’origine di queste drammatiche conclusioni. (altro…)

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Corno d’Africa, la tragedia continua. Bambini in fuga tra le sparatorie.

Costretti ad abbandonare l’area di SOS Bambini coinvolta nei conflitti a fuoco fra le truppe dell’esercito del governo provvisorio, quelle dell’Unione Africana e le milizie islamiche di Al Shabaab. Gli aiuti dell’Unhcr e dell’Unicef. L’assistenza della Croce Rossa Italiana.

ROMA – I capitoli della lunga tragedia in Somalia e nel Corno d’Africa si arricchiscono, mentre il grande “circo” della solidarietà internazionale, prosegue il suo triste “spettacolo”. Ma nel frattempo, si è costretti a riportare la notizia di bambini costretti a fuggire tra le pallottole, in mezzo al fuoco incrociato dei continui scontri in a Mogadiscio fra le truppe del TFG (Transitional Federal Government), dell’AMISOM (African Union Mission in Somalia) e i ribelli di Al Shabaab 1, ci capitano anche i bambini, che sono stati costretti a fuggire, assieme allo staff del Villaggio SOS 2, a Mogadiscio. Ora sono al sicuro nell’area chiamata “Kilometre 13”, nel corridoio di Afgooye. L’ospedale SOS nella capitale è rimasto attivo. (altro…)

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Il campo profughi fra Somalia e Kenya è l’ultimo rifugio dalla carestia. Ci vivono 400 mila disperati, molti son qui da 20 anni:
«Uscire è vietato».

Ancora sette chilometri, soltanto sette chilometri. Cosa sono di fronte a quelli che avete patito per undici giorni nella savana, passo dopo passo, paura dopo paura? Niente. Marciare non vi spaventa, siete africani e questo continente è fatto di gente sempre in cammino, in movimento, dispersa. Chi scappa dalla guerra, chi dalla siccità, chi dalla fame. Fuggono, girano, si disperdono. Non fermatevi, voi almeno siete salvi. Sono due anziani, alcuni giovani, quattro bambini. (altro…)

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ROMA – Oltre alla guerra sanguinosa tra i clan, conseguenza della polverizzazione tribale; oltre al cedimento di ogni struttura statale, all’atrofia di ogni sentimento nazionale; oltre allo sfascio dell’economia e alla fame endemica e diffusa, la Somalia deve sopportare il peso della croce di una catastrofe le cui proporzioni appaiono di giorno in giorno paralizzanti. Un “ordine” è saltato, ormai da vent’anni di guerra e uno nuovo stenta ad affermarsi. E questo non ha poco a che fare con una politica, in tutta l’area, del cosiddetto “mondo occidentale”, che nel corso del tempo si è via via travestita da aiuto umanitario, ma che in realtà ha puntato cinicamente agli affari e alle risorse, sfruttando (e alimentando) l’instabilità.     (altro…)

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A un bimbo, nato in mezzo al mare, da un padre e  una madre etiopi e eritrei (popolazioni in guerra tra loro), durante una traversata… in fuga da guerre… già considerato clandestino appena nato… possiamo solo dire NO non essere Italiano… sarebbe un grosso pregio per gli Italiani essere paragonati a queste persone. Oggi gli Italiani sono altro… e non sono un altro positivo.

Yeabsera, sei nato senza patria, libero e senza bandiere… insegnaci a essere cittadini del mondo, perché noi non sappiamo più cosa vuol dire.

pasquinoweb.wordpress.com.

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DA OGGI A MERCOLEDI’.

Sono 884 milioni di persone che non hanno accesso alla risorsa pulita. Tra queste, otto su 10 vivono in aree rurali; il fabbisogno minimo giornaliero di acqua da bere, cucinare e lavarsi è pari a 20-50 litri per persona. Nei Paesi poveri ogni persona ne consuma in media 10 litri al giorno.

ROMA – Acqua nelle città e condizioni igieniche al centro del ventesimo World Water Day 1 (fu lanciato dalla Nazioni Unite nel 1992) che, come ogni anno, si celebra il 22 marzo. Lo slogan “acqua per le città, una risposta alla sfida urbana” si coniuga diversamente in ogni continente con tempi e realtà differenti. Se in Africa la questione è drammaticamente quotidiana, in Italia è di prospettiva e di gestione delle risorse (con il referendum sulla cosiddetta “privatizzazione” alle porte). (altro…)

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In Sudan, al Centro “Salam” di cardiochirurgia di Emergency, lo festeggiano così.

pasquinoweb.wordpress.com

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