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Posts Tagged ‘sondaggi’

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 04-12-2016 Roma Referendum Costituzionale Nella foto un momento del voto Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 04-12-2016 Rome (Italy) Referendum on constitutional reforms In the pic the voting

L’analisi di Ipsos a quattro giorni dalla disfatta del referendum: in caso di elezioni il Movimento di Grillo sarebbe il più votato ma l’area del Pd non esce ridimensionata dalla sconfitta e dalla caduta del governo. Lega e Fi sotto il 12%.

La débacle sul referendum e la caduta del governo Renzi non sgretolano i consensi del Pd ma bastano a portare il M5S avanti di due punti nei sondaggi. Così quello pubblicato oggi sul Corriereda Nando Pagnoncelli alla data dell’8 dicembre, quattro giorni dopo l’Armageddon. Il Movimento sarebbe in testa con il 31,5% dei consensi contro il 29,8 a favore del Pd. Troppo facile dire che se si votasse oggi vincerebbero i grillini, perché dipende dalla legge elettorale rimessa alle cure del governo Gentiloni che avrà come azionisti un fronte trasversale che va da Ncd, Forza Italia in appoggio esterno, centristi e verdiniani di Ala già mezzi dentro. Tutti in allarme per l’avanzata del movimento di Grillo. (altro…)

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vauroLe rilevazioni dell’istituto in una ricerca che circola nei palazzi della politica e scoperto da Formiche.net. I contrari in vantaggio ovunque, tranne che al Centro.

Il No in vantaggio di 4 punti sul . Lo dice un sondaggio Doxa i cui risultati sono stati resi noti da Formiche.net. Si tratta di una rilevazione che circola nei palazzi politici ed economici e che il giornale online ha potuto leggere. Secondo il sondaggio – al contrario di quanto dicono altri istituti – il 95 per cento degli intervistati ha comunque sentito parlare del referendum costituzionale, mentre il 64 per cento ritiene di conoscere almeno in termini generali. Sei su 10 “molto probabilmente” andranno a votare, mentre due su 10 rispondono “abbastanza probabilmente”: quindi l’80 per cento degli intervistati sembra intenzionato a presentarsi ai seggi. Una quota di partecipazione più ampia di quella che misurano altri istituti di sondaggio in queste settimane. (altro…)

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Secondo le rilevazioni dell’istituto Ixè in esclusiva per Agorà Rai3, l’88 per cento degli italiani concorda con le frasi del presidente dell’Associazione nazionale magistrati. E il Pd nella settimana in cui il leader ha polemizzato sul tema giustizia perde quasi un punto percentuale.

“I politici non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Quasi nove italiani su dieci sono d’accordo con la frase del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo: l’88 per cento delle persone intervistate per il sondaggio di Ixè in esclusiva per Agorà Rai 3 ha risposto che il magistrato ha ragione. L’82 per cento pensa inoltre che negli ultimi 20 anni la corruzione in Italia è aumentata. Nella settimana in cui Matteo Renzi ha polemizzato con Davigo sul tema giustizia, il Pd ha perso quasi un punto percentuale nei consensi elettorali. In crescita il Movimento 5 stelle, la Lega Nord e Forza Italia. (altro…)

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natangelo

Da natangelo.it

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Ellekappa

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sondaggi-politici-elettoraliIL PREMIER NEI SONDAGGI PERDE OTTO PUNTI, I GRILLINI SALGONO ANCORA, B. E LEGA INSIEME FANNO PAURA.

Il Pd precipitato al 32,2 per cento i Cinque Stelle in risalita al 26,1 per cento, il centrodestra insieme (FI al 14,2 e Lega al 14) al 28,2: il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato ieri da Repubblica fornisce la fotografia di un partito e di un leader in crisi. “Renzi mai così giù” titola il quotidiano diretto da Ezio Mauro, che fino ad ora con questo governo è stato decisamente simpatizzante. E via, le prime due pagine del giornale di numeri e tabelle, che descrivono un crollo. Da marzo a giugno il gradimento di Renzi scende da 49 a 41 (sale Salvini, da 32 a 37, e anche Grillo, da 25 a 31, entra in classifica Di Maio con 28). Ben il 76% degli intervistati ritiene che il governo sia indebolito dopo le amministrative. (altro…)

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M5s

Ogni tanto i padroni dell’Italia e la stampa e le tv al seguito decidono che i 5Stelle sono morti e si può tornare ai bei tempi del finto bipolarismo, quando destra e sinistra si alternavano al governo, l’una per fare più o meno le stesse cose dell’altra, che intanto fingeva di opporsi. Poi un’elezione, una manifestazione, un sondaggio li riporta alla triste realtà: il M5S è sempre vivo, anzi rimane largamente il secondo partito, l’unico che non perde consensi, anzi ultimamente ne guadagna. E allora fingono di cadere dal pero: “I 5Stelle risalgono a sorpresa”. In effetti è sorprendente che la forza politica più ignorata e massacrata dai media, i quali ne parlano solo per segnalarne gli errori e le divisioni (com’era accaduto solo alla Lega delle origini e a Di Pietro), sia ancora lì sopra il 20%, mentre gli altri (sempre in tv a pavoneggiarsi e a farsi elogiare) calano o franano? La Banda Larga, sotto la regìa di Renzi, sperava di aver trovato in Salvini il caterpillar spazza-Grillo, infatti ne ha fatto per mesi un gigante mediatico, che però s’è già mezzo sgonfiato dopo il pieno di consensi.   (altro…)

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NatangeloLA SQUADRA DEL PREMIER MINIMIZZA IL CALO SONDAGGI: “ABBIAMO TUTTI CONTRO” ALLE REGIONALI SI TEME IL FLOP AFFLUENZA. JOBS ACT, NUOVO SCONTRO CON NCD.

Avere un partito presumibilmente al 36% è comunque un buonissimo risultato. I sondaggi cambiano nel tempo e l’esperienza dimostra che anche i sondaggisti sbagliano”. La versione ufficialmente rassicurante è affidata al ministro Boschi. Il premier è in Australia, i renziani ostentano sicurezza, ma il nervosismo è evidente dal tono teso e evasivo delle risposte. Domenica Repubblica (non certo giornale nemico) fotografava un calo di 10 punti nel gradimento del premier (dal 62 al 52 per cento da ottobre a novembre), con relativa discesa del Pd al 36,6%. “I sondaggi? Un sondaggio”, commenta un alto dirigente Dem, mentre mira a chiudere la comunicazione. (altro…)

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RenziNUOVA STRATEGIA..

IL PREMIER TEME IL TESTA A TESTA E L’ASSE TRA M5S E MINORANZA PD SUL SENATO. OGGI SARÀ OSPITE TIVÙ AD “AMICI”.

Li vede così, “due facce della stessa medaglia”, Grillo e Berlusconi. Perché pescano “nello stesso bacino”, quello di un’elettorato in fuga da Forza Italia e pronto a dare il voto al leader grillino anti europeista, rafforzandolo nel ruolo di secondo partito italiano e rendendolo pronto, così, a ricevere l’incarico di premier: “Se vinco le Europee – è infatti la parola di Grillo – vado al Quirinale e chiedo l’incarico; prepareremo una squadra di governo”.   (altro…)

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OGNUNO , specie se vive in mezzo agli altri, ha i suoi sondaggi, certo più approssimativi, quanto alle percentuali, di quelli “scientifici” che pullulano in questi giorni, ma forse più precisi qualitativamente. Dai miei sondaggi emerge che Cinque Stelle raccoglierà in prevalenza — e mi scuso per l’approssimazione sociologica — il voto dei meno garantiti, dei precari, dei giovani, di chi si sente, al tempo stesso, meno rappresentato e meno tutelato. Di chi è più debole socialmente e culturalmente. È esattamente il mare nel quale ha pescato, per un paio di secoli, ciò che chiamiamo “sinistra”. (altro…)

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SondaggiRISCHIO “STAFFETTA”.

I numeri cambiano, la sostanza rimane la stessa. Per i sondaggisti Matteo Renzi rischia tantissimo (e questo si sapeva). La notizia è che la sua ambizione avrebbe già mietuto la prima vittima: il Partito democratico. La fiducia nel nuovo presidente del Consiglio rimane su livelli accettabili (anche se non trascendentali), mentre le percentuali del Pd nei giorni della nascita del governo sono calate in maniera sensibile.   (altro…)

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MANCA ancora un mese al voto. Anzi, qualcosa di più. Ma è come se, a spoglio iniziato, si discutesse degli exit poll. In attesa delle proiezioni. Con il timore che le stime fornite si rivelino sbagliate. È già avvenuto. Nel 2006, in particolare. Quando gli exit poll annunciarono la larga vittoria dell’Ulivo di Prodi. Mentre, a spoglio concluso, la competizione si risolse in un quasi-pareggio.  Oggi, a un mese al voto, è come se fossimo ancora lì, dentro e davanti gli schermi, a interrogarci sull’attendibilità delle stime prodotte dai sondaggi. Che da troppo tempo e con troppo anticipo, hanno decretato il successo del centrosinistra e del Pd, guidato da Bersani. Oggi, come nel 2006, si teme – oppure si spera, a seconda dei punti di vista – l’idea della rimonta di Berlusconi. Alimentata da alcuni sondaggi, che registrano un avvicinamento tra il centrosinistra e il centrodestra. Tra Bersani e Berlusconi la forbice si stringe, è la voce che corre. Amplificata da Berlusconi, che, come highlander, affolla gli schermi, più volte al giorno, per narrare la leggenda del proprio eterno ritorno. E che è lì, addosso a Bersani. (altro…)

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Oltre il 20% a livello nazionale e un rotondo 14% in Sicilia. I sondaggi continuano a preannunciare un successo del movimento di Beppe Grillo tale da scompaginare il tradizionale quadro politico. Stando all’ultimo sondaggio realizzato da Swg per la trasmissione di Rai Tre Agorà il Movimento 5 Stelle avrebbe già sfondato quota 20% attestandosi appunto al 21%. Mentre alcuni sondaggi realizzati in Sicilia, seppure di dubbia attendibilità scientifica, preannunciano un clamoroso successo alle imminenti elezioni regionali del 28 ottobre dove il movimento di Grillo potrebbe risultare addirittura il primo partito anche se il candidato governatore Giancarlo Cancelleri viene visto comunque alle spalle dei candidati di Pdl Nello Musumeci di quello del Pd Rosario Crocetta e dello stesso Gianfranco Miccichè espressione di Mpa e Grande Sud. Lo stesso Roberto Weber di Swg però sottolinea: «Se Grillo prende l’8% in Sicilia, alle nazionali va al 21%». (altro…)

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Beppe Grillo al 21% dietro il Pd (24%). Monti in calo.

Cresce ancora il consenso degli italiani nei confronti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che si attesta al 21%, registrando un aumento di quasi un punto percentuale (+0,8%) rispetto alla settimana scorsa. Il dato emerge da un sondaggio sulle intenzioni di voto condotto dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Swg conferma inoltre il trend negativo di Monti, in termini di fiducia, che scende al 33%.

GLI ALTRI PARTITI – Tornando alle intenzioni di voto, dello 0,8% sale, oltre al movimento di Grillo, il Pd, che sarebbe votato dal 24% degli italiani. Perde invece quasi mezzo punto percentuale rispetto alla settimana scorsa il Pdl, che si attesta al 15%. Ritorna sotto la soglia del 6% l’Udc (5,7%), che perde un punto percentuale rispetto a alla settimana precedente. Sotto la soglia del 6% anche l’Idv, al 5,5% (-0,6%).
In totale le forze presenti in Parlamento hanno il voto di circa il 60% degli italiani che intendono recarsi alle urne, mentre ben il 40% non è attualmente rappresentato. Cresce, peraltro, il partito del «non voto» che passa questa settimana dal 42,2 al 45,8%.

Da Il Corriere della Sera del 15/06/2012.

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Il 35%, oggi, non si recherebbe nemmeno alle urne. Un altro 7% è indeciso se farlo. Crollo di Pdl e Lega. Salgono Idv e Grillo.

Contenitori di nuova foggia, grandi alleanze, partiti della nazione, movimenti di popolo, antipolitica in cerca di una via democratica di consenso. Nelle ultime settimane si moltiplicano annunci e riunioni per scomporre, ricomporre e rifondare vecchi e nuovi scatoloni, in vista di elezioni politiche neanche fissate. Il punto, ci informa un sondaggio della Cise Luiss del professor Roberto D’Alimonte (riportato ieri dal Sole 24 Ore ), è che nella transizione tra la fine del governo Berlusconi e la messa in opera dei tecnici, sono finiti a spasso la bellezza di 16 milioni di voti. Sedici milioni di elettori sono “in cerca di partito”. E non è che proprio lo stiano cercando: aspettano che l’offerta politica si adegui al passaggio brusco d’orizzonte che si è verificato con la crisi di governo e quella economica che l’ha accompagnata. Cifre come queste non si vedevano dalla fine della Prima Repubblica, dal dopo tangentopoli, da quando quei voti in uscita dai grandi serbatoi dei partiti di governo (fondamentalmente Dc e Psi), finirono per premiare l’offerta nuova di Lega Nord e Forza Italia, a scapito di chi restò in piedi (il Pds). (altro…)

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E se Grillo avesse (non per la prima volta tra l’altro) ragione?

Movimento 5 Stelle, l’obiettivo ‘terzo partito nazionale’ è a portata di mano
Secondo l’ultimo sondaggio di Swg il ‘non partito’ di Beppe Grillo supera il 7 per cento delle intenzioni di voto. Facile dunque, salvo cataclismi, prevedere un’infornata di consiglieri alle prossime amministrative e qualche decina di parlamentari nel 2013

Se gli italiani decidessero di voltare pagina alle amministrative di maggio e dire basta al PDL e alle sue mille liste (anche a Como, dopo tutto quello che ha combinato). Di dire basta alla Lega, alle sue leggende su Padania e celti e ai suoi soldi in Tanzania. Di dire basta al PD e alle sue troppe linee su lavoro, corruzione e trasparenza dei partiti?

Da unoenessuno.blogspot.it

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Sondaggi.

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E’ tempo di elezioni, fra poco si vota a Milano, Torino, Bologna, Napoli e altre città. Perciò i sondaggi elettorali si moltiplicano, spesso su campioni nazionali. Il voto dei prossimi mesi è solo amministrativo, ma la curiosità per l’esito di una eventuale consultazione politica spinge a commissionare sondaggi nazionali. E’ il caso del sondaggio del Cise (il centro studi elettorali dell’Università Luiss), condotto nei giorni scorsi per «Il Sole 24 Ore».

Un sondaggio interessante, perché non limitato alle solite domande sulle scelte di voto e molto attento alle percezioni degli elettori: problemi sentiti come prioritari, immagine del centro-sinistra e del centro-destra, rispettive capacità di affrontare i problemi del Paese. (altro…)

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Attenzione alla campagna elettorale per Milano. Il crollo di popolarità di Berlusconi, la freddezza della Lega rispetto alla gestione della vicenda lombarda, da ultimo la sciagurata trovata del candidato pdl Roberto Lassini (c’è sempre un servitore più realista del re) che ha tappezzato la città di manifesti che equiparano i magistrati ai brigatisti, da cui la reazione di Napolitano di cui parliamo più avanti.

Allarme rosso, per Silvio B. Perdere Milano sarebbe un colpo formidabile, il colpo di grazia, altro che processi. La Lega lo ha avvertito. Lui ha garantito che “si spenderà in prima persona” dove il verbo spendere deve essere preso alla lettera: si prevedono fiumi di milioni, denari senza risparmio investiti in pirotecniche manifestazioni pubbliche e private azioni di persuasione, impiego di patrimoni personali che, con le dovute differenze, sia nel caso di Berlusconi che in quello di Letizia Moratti non sono poca cosa. (altro…)

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