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Posts Tagged ‘spending review’

il-cantiereIl governo cerca nuove risorse dopo la frenata del Pil Sacrifici per regioni, stretta su acquisti, salvi i comuni.

ROMA – Scure sulla sanità per 1,5 miliardi nella prossima legge di Bilancio. La misura, filtrata ieri dal governo, trova tuttavia l’opposizione della ministra Beatrice Lorenzin che rilancia mettendo in campo una “compensazione” in grado di mitigare l’intervento: una microtassa da 1 centesimo a sigaretta da cui recuperare 700 milioni da riversare al servizio sanitario per l’acquisto dei farmaci anti tumorali. Il Tesoro non si opporrebbe.

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Fuori quattro! Perotti, il “commissario” alla spending review, si è appena dimesso: il quarto in quattro anni. Erano tutti professionisti seri e competenti, ma è l’idea del commissario che è sbagliata: non serve un tecnico che individui la soluzione per un governante illuminato, perché quello della spesa pubblica è un problema politico. Per la stessa ragione non condivido lo slogan di facile presa per il quale questa sarebbe l’ennesima vittoria della “casta”.
Spending review, o “lotta agli sprechi” nella vulgata quotidiana, è un eufemismo per “tagli della spesa pubblica”: un termine da evitare perché l’intervento dello Stato nella vita economica degli italiani è così pervasivo da aver generato una vera dipendenza dal pubblico degli individui, imprese e associazioni.

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CottarelliA PRESADIRETTA un’inchiesta  che racconta la difficilissima impresa di risparmiare sui conti pubblici.  Si chiama Spending Review ed è l’impegno più gravoso che ogni governo deve affrontare.

Carlo Cottarelli ne è stato protagonista in qualità di Commissario alla Revisione della Spesa. Al centro del suo piano c’era un taglio massiccio delle Partecipate pubbliche, in alcuni casi delle vere e proprie voragini mangia soldi. Lui voleva ridurle da ottomila a settemila per risparmiare tre miliardi. (altro…)

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Tagli alla spesaBollette care per gli accordi conclusi senza controllo del Tesoro in media una chiamata da un ufficio pubblico costa il 71% in più Il ministero dell’Interno spende oltre 500 milioni con Telecom e in Brianza la banda larga pesa 30 euro per ogni abitante.

NON è affatto una questione simbolica, affare di pochi euro in più o in meno. Il fatto che tante amministrazioni negozino e concludano da sole i propri contratti di telecomunicazioni comporta sprechi, si stima, per circa un miliardo l’anno: una cifra pari a ciò che il governo otterrebbe intervenendo sulle pensioni sopra i 3.500 euro netti al mese. Se tutte le convenzioni pubbliche per l’uso dei telefoni fissi e mobili e per il traffico dati in rete fossero concluse invece tramite grandi centrali d’appalto capaci di comprare all’ingrosso, il costo sarebbe molto ridotto. (altro…)

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La FarnesinaANNUNCIATA LA CHIUSURA DI 4 AMBASCIATE E DI SEZIONI DISTACCATE: MA NON ERANO MAI STATE APERTE, O NON ERANO PIÙ ATTIVE DA ANNI.

Magie della politica degli annunci. Venerdì la Farnesina ha soppresso quattro sedi diplomatiche: ma erano già state chiuse da anni, o addirittura non erano mai esistite. Nell’ambito dell’annunciata spending review da 108 milioni di euro del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, il Consiglio dei ministri ha deliberato la chiusura delle ambasciate italiane a Reykjavik (in Islanda) e a Nouakchott (in Mauritania). Peccato che queste sedi non solo non siano attive, ma non siano mai esistite. Per i servizi di ambasciata in Islanda l’Italia si appoggia infatti alla sede di Oslo. Stesso discorso per la Mauritania, che fa affidamento al Senegal. In entrambi i Paesi non esiste né è mai esistito uno di quegli ambasciatori con stipendi a cinque zeri che il ministro ha promesso di ridimensionare. (altro…)

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milena_gabanelliLa Consip è nata per rendere trasparenti ed efficienti gli acquisti dentro la pubblica amministrazione: perché facendo ordini voluminosi si riesce a spuntare prezzi più vantaggiosi, perché dovrebbe essere più facile controllare appalti e fornitori (in modo centralizzato).
Peccato che poi, come ha mostrato il servizio di Report, le cose non vadano così.

Nell’acquisto di beni succede che una università trovi più conveniente acquistare l’acqua per i propri strumenti dal fornitore abituale piuttosto che con Consip (e il sistema Mepa).
Succede che una scuola, per comprare computer o stampanti apra una gara sul sistema di Consip, invitando un solo fornitore, di fatto bypassando il sistema. (altro…)

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Il commissario Ue: scettico su Roma, ho ancora l’incubo del 2011.

BRUXELLES-HO PRESO nota delle buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review. Ma lo scetticismo è un valore profondamente europeo. E io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario. In particolare per quanto riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014». Parla così Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per gli affari economici.

REHN resta convinto che la Finanziaria messa a punto da Letta e Saccomanni non ci consenta margini di manovra e che per di più debba essere corretta sul fronte del debito. Ma si dice anche pronto a ricredersi se, entro febbraio, il governo fosse in grado di presentare dati concreti sui tagli effettivi di spesa e introiti delle privatizzazioni. (altro…)

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Camera dei DeputatiUN EMENDAMENTO 5 STELLE DÀ IL POTERE DI DISDIRE I CONTRATTI CON “MILANO90”. E SALVARE 94 MILIONI DI EURO.

Ormai ci eravamo rassegnati. Almeno fino al 2016, e in un caso fino al 2018, costretti a tenerci i costosissimi affitti dei “palazzi” Marini. Tre edifici che la Camera dei deputati, da quasi un ventennio, ha preso in locazione (senza gare né bandi) dalla Milano90 dell’imprenditore romano Sergio Scarpellini, società che gestisce anche pulizie, self service e altri servizi nei palazzi della politica. Più che un contratto, una condanna: incomprensibilmente – come denunciato nelle scorse legislature dai Radicali – Montecitorio ha firmato accordi che non prevedono clausole di recesso anticipato. (altro…)

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Ok della commissione Bilancio. Governo battuto sulla restituzione delle tasse alle vittime di calamità naturali. Slitta al 2014 il quoziente familiare per l’Irpef e anche le esenzioni per lo scaglione di reddito più basso. Allentate le misure anti gioco d’azzardo. Balduzzi: “Sconcertato”.

Solo otto giorni fa il governo faceva sapere che non sarebbero stati permessi “assalti alla diligenza” e invece la legge di Stabilità – che ha ricevuto l’ok della commissione Bilancio – si sta trasformando in una legge Mancia. Negli emendamenti al provvedimento si trova un po’ di tutto: si scopre una vera e propria pioggia di “micro-misure”. Così mentre da più parti e su tutti i portafogli si abbatte la scure dei tagli, sfogliando le 16 pagine vergate dai relatori ci si imbatte subito in vari finanziamenti da “legge mancia”. Nel frattempo la legge è approdata al Senato, dove il governo ha posto la fiducia. (altro…)

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Monza torna con Milano, Pisa unita a Livorno, la Romagna è unificata, Catanzaro ingloba Crotone. La spending review ridisegna la mappa delle regioni a statuto ordinario. Gli enti passano da 86 a 51.

Da 86 a 51, comprese le città metropolitane. Il taglio delle Province è realtà: il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul riordino, “un provvedimento – ha detto il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi – che è coerente con i modelli europei”. “Il processo è irreversibile – ha aggiunto – e da gennaio verranno meno le giunte”. Si tratta di un decreto di tipo “ordinamentale e strutturale nella logica avviata con la spending review” e “il governo si è mosso tra spinte al mantenimento dello status quo e spinte alla cancellazione totale delle Province – ha proseguito – sono Province nuove per dimensioni e per sistema di governance”. (altro…)

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Da agosto la spendig review è legge, chi si aspetta finalmente equità, collezionerà l’ennesima delusione. Non vengono tolti privilegi alla Chiesa, i redditi dei ricchissimi non vengono intaccati, ancora una volta non c’è il divieto di cumulo degli incarichi pubblici (per la gioia di Mastrapasqua l’uomo da oltre un milione di euro di incarichi… quando si dice contento come una Pasqua), chi detiene beni pubblici in concessione continuerà a fare il bello e cattivo tempo, spese militari tutte al loro posto.

Di seguito alcuni dei “tagli” previsti:

  • Per gli stipendi dei manager e dei dipendenti delle società non quotate partecipate dallo Stato, compresa la Rai, viene previsto un tetto di 300mila euro dal prossimo contratto (come dire… è giusto che ci siano presone con un reddito al di sotto della soglia povertà ed altre che prendano soldi pubblici in abbondanza anche in tempi di crisi). (altro…)

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I contribuenti delle Regioni in deficit sanitario già oggi pagano un obolo aggiuntivo per far quadrare i conti. Ecco cosa succederà nel 2013 con la rimodulazione delle aliquote.

Ecco che ne arriva un’altra. La grandinata di nuovetasse e addizionali sembra davvero senza fine. Questa volta nel mirino ci sono i contribuenti delle regioni in deficit sanitario che già oggi pagano un obolo aggiuntivo per far quadrare i conti delle loro amministrazioni, ma che dal 2013 potrebbero essere chiamati ad uno sforzo ancora maggiore. Oggi la tassazione Irpef è strutturata in questo modo: 1,23% di aliquota base (alzata dal precedente 0,9% con il decreto “Salva-Italia”) a cui si somma un’aliquota regionale che può arrivare fino allo 0,5 per cento. Nelle regioni che devono ripianare buchi della spesa sanitaria questa aliquota potrà ora salire fino all’1,1% portando il prelievo totale al 2,33% del reddito . (altro…)

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È l’ultima volta. Stavolta è proprio l’ultima, così non si può andare avanti. O cambia o davvero questa è l’ultima volta. No, non si tratta dello sfogo di un amante deluso, ma di quella sorta di coazione alla sofferenza che è la condizione esistenziale del parlamentare di sinistra (della sinistra Pd, s’intende) al tempo dei bocconiani. Quelli tagliano, tassano e promettono di tagliare ancora e loro promettono che è l’ultima volta che votano una roba del genere, davvero l’ultima, soffrono troppo. Il dolore, però, si sa, dà una certa assuefazione e i piddini ci ricascano di nuovo: la spending review, approvata ieri con la 34esima fiducia dal governo, è solo l’ultimo atto di questo percorso sadomasochistico che ha catturato gli eredi del vecchio partito di classe (cosa hanno ereditato? La disciplina di partito). Lucia Codurelli, per dire, lecchese, trent’anni da operaia, delegata Cgil e poi dirigente Ds, a dicembre addirittura si dimise: “Votare la manovra del governo Monti è stata una delle sofferenze più grandi della mia vita”. (altro…)

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LA CONFESSIONE DI POLILLO.

Per ora abbiamo dovuto fare tagli troppo generici, dettati dalla necessità di trovare 4 miliardi”. Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, si sa, è uomo dalla sincerità disarmante e anche stavolta non s’è smentito: quello che avete appena letto è il suo riassunto del decreto sulla spending review, che diventerà legge oggi pomeriggio dopo l’ennesimo voto di fiducia in Parlamento (il 33esimo da dicembre, record difficilmente battibile). “La fretta – insiste l’impagabile Polillo – ci ha obbligati a non andare tanto per il sottile, e questo lo devo ammettere: sulla sanità abbiamo dovuto fare i salti mortali e negli enti locali non abbiamo potuto distinguere comportamenti virtuosi e quelli meno”.
Si conferma una volta di più che lo scopo di questa cosiddetta revisione della spesa è quella di tagliare per finanziare altre spese e il mancato aumento dell’Iva fino a giugno; chi s’immaginava invece una riqualificazione delle uscite dello Stato deve solo sperare che funzionino le mosse di Enrico Bondi sulla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi tramite Consip o simili. (altro…)

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Chi si muove dietro gli emendamenti alla spending review.

ROMA — Si sono acquattati dietro il nastro rosso che da qualche tempo demarca il loro recinto, al primo piano di Palazzo Madama. Anche ieri i lobbisti non hanno mollato l’osso, fino a tarda sera. Per giorni e notti pronti ad agganciare i senatori della commissione Bilancio dalle cui mani passavano i destini delle loro aziende e dei loro committenti. Ora più pubblici che privati. E ancora una volta tornano a casa dimezzando quanto meno le perdite, attenuando gli affondi di “Mr. Forbici” Enrico Bondi. Hanno potuto contare, come sempre, sulla sponda convinta di parecchi senatori. Senza distinzione di schieramento. (altro…)

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Altro colpetto di mano in Senato: settimana prossima andrà in discussione la riforma costituzionale , e non la spending review.

Lega e Pdl forzano la mano sulle riforme costituzionali in Senato e il risultato è l’Aventino di Pd e Idv che per protesta, da domani, non parteciperanno più ai lavori d’Aula. “La situazione è al limite della sostenibilità”, attacca il leader del Pd Bersani. Ma il Pdl reagisce duramente e sostiene che la scelta del PD “rasenta l’eversione”.

La situazione precipita dopo che viene stoppata, con soli 8 voti di scarto, la proposta del Pd (appoggiata da Idv e Udc) di accantonare la materia per dare spazio a un esame più approfondito della spending review, del decreto sul terremoto e del trattato di Lanzarote. Nuovamente sotto accusa anche il presidente del Senato Renato Schifani reo, per il Pd, di aver avallato un “voto politico” sul calendario. Schifani si difende sottolineando che il suo era un “atto dovuto” perché si trattava di proseguire l’esame di un tema non concluso in questa settimana in assenza di altri provvedimenti pronti da esaminare in Aula. (altro…)

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Il Pd presenta un emendamento contro gli aerei militari. No anche di Vendola e Verdi. Guerra agli F-35. Contro la spesa da 12 miliardi per i 131 velivoli si sono mossi sei senatori pd, preannunciando emendamenti a Palazzo Madama, i Verdi e Nichi Vendola, oltre alle 75 mila firme consegnate in Senato per la campagna “Taglia le ali alle armi”, promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci! e Tavola della Pace. Un accerchiamento contro l’acquisto dei Joint Strike fighter già bocciati dai commentatori Usa di Foreign Politics e che, anche secondo il Pentagono, potrebbero essere senza difese in una guerra digitale. Per l’Italia quegli F-35 nella versione a decollo corto sono ideali per la portaerei Cavour, e così si sono salvati dalla scure della spending review. «Condividiamo la necessità di rivedere questa spesa» hanno spiegato i senatori democratici Francesco Ferrante, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Manuela Granaiola, Vincenzo Vita e Silvana Amati. La richiesta dei parlamentari è spostare i fondi su iniziative di carattere sociale. Duro anche Felice Belisario, capogruppo dell’Idv: «Soprattutto in questo particolare momento, l’inutile corsa allo shopping degli F35 è un vezzo che proprio non possiamo permetterci». Vendola ha parlato via Twitter: «Monti non ha coraggio di tagliare la spesa per gli F35 e per la schifezza delle spese per armamenti». (altro…)

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Dirigenti pubblici pronti alla pensione Per loro non varrà la riforma Fornero.

Altro che esuberi, altro che fine del posto fisso per gli statali. “I dirigenti pubblici si sono fatti il regalo di Natale”, dice Giovanni Faverin, leader del pubblico impiego Cisl. Ma non va oltre: “Mi scusi, ma non posso dire quello che penso”. Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, parla di “operazione furbetta”, ma si limita poi a un giudizio generale: “Diciamo che con il decreto sulla spending review svanisce la speranza di una vera riorganizzazione degli uffici pubblici”. IL PUNTO è ormai abbastanza evidente. Quello che è stato presentato come un taglio dei posti pubblici si sta rivelando un’’ esenzione per i dipendenti statali e degli enti locali dal rigore della riforma Fornero sulle pensioni. Basta guardare bene il decreto, insieme alla relazione tecnica che lo accompagna, per capire che c’è qualcosa di strano. È previsto che nei ministeri e negli enti pubblici non economici (Inps-Inpdadp, Inail e altri) venga tagliato l’organico del 20 per cento per i dirigenti e del 10 per cento per le altre categorie. Secondo la relazione tecnica salterebbero 11 mila posti di lavoro negli uffici centrali e 13 mila per gli enti territoriali, escluse le reg ioni. Una volta fatta la lista degli esuberi, verrebbero mandati a casa, prioritariamente, quelli che avrebbero avuto i requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre 2014 con le vecchie norme, modificate dalla riforma Fornero lo scorso Natale. (altro…)

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7 mila posti letto in meno negli ospedali dal 2013 L’elenco degli enti che dovranno rinunciare a 209 milioni.

Letteralmente “spending review” significa revisione della spesa. In questo caso, quella pubblica. Ma leggendo con attenzione il decreto emanato dall’esecutivo di Mario Monti, più che una verifica degli sprechi si trovano una serie di tagli lineari a comparti come quelli della sanità e della ricerca, che tutto sembrano tranne razionalizzazioni.
Il messaggio è chiaro: noi riduciamo i trasferimenti per fare cassa, voi pensate dove potete sforbiciare. E così, dal 2013, gli ospedali offriranno 7 mila posti letto in meno sul territorio nazionale (la media scenderà da 4,2 ogni 1000 abitanti a 3,7). Una stima fatta dal ministro Renato Balduzzi che prevede la riduzione di 7,9 miliardi di finanziamenti al servizio sanitario in tre anni, sommando all’ultimo decreto gli effetti della manovra Tremonti del 2011. Una “scure devastante” secondo il presidente dell’Associazione chirurghi ospedalieri, Luigi Presenti: “Non sarà una razionalizzazione ma un peggioramento in prestazioni e sicurezza”. (altro…)

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