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Posts Tagged ‘sport’

Non c’è dubbio che uno dei temi più sentiti dalla popolazione mondiale sia la condizione drammatica in cui versano i miliardari. Sono sempre di meno e per esorcizzare il fantasma della solitudine ricorrono ai pretesti più vari, come il ritrovarsi al matrimonio di uno di loro, il calciatore Leo Messi. In calce all’invito era precisato che, invece del classico regalo di nozze, gli sposi avrebbero gradito una donazione a favore dell’edilizia popolare argentina, perdurando anche in quel Paese il rifiuto dei poveri di abitare nelle ville. La colletta ha raccolto una somma pari a 37 euro per invitato, meno di quanto versa a Telethon un ragioniere di Busto Arsizio. (altro…)

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Consapevole che esistono problemi più seri, in queste ore penso spesso ai bambini di Leicester a cui la vita ha ammazzato il primo sogno. A quell’età le favole si ascoltano. Loro ne hanno già vissuta una, incubo compreso. Avevano appena finito di appendere alle pareti i poster di Vardy e Mahrez, i cavalieri che fecero l’impresa di conquistare la vittoria più improbabile del mondo. Sennonché i cavalieri si sono rivelati dei comuni mercenari e hanno tradito i bambini che avevano creduto in loro per andare a divertire quelli di squadre più titolate. I quali, abituati al benessere, li ameranno molto meno. Mi rifiuto di comprendere le ragioni per cui un calciatore che si trova scaraventato dentro un’epopea decida di sottrarsene brutalmente per un pugno di sterline. (altro…)

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Conservo una foto in bianco e nero dei primi giorni di Silvio Berlusconi al Milan: il neopresidente, molto più giovane e calvo di adesso, sorride tra Franco Baresi e Paolo Maldini. Nel passarmela, un collega anziano mi disse: «Guardala bene, ragazzo, perché tra un paio d’anni al posto di Baresi e Maldini ci saranno due carabinieri».

La profezia non si avverò e il progetto del Dottore, come allora si faceva chiamare, ebbe modo di esprimersi in tutto il suo fulgore.

Calciatori strapagati, incursioni negli spogliatoi durante l’intervallo («Donadoni, mi consenta, la vorrei più ficcante sulle fasce»), atterraggi in elicottero sul prato di Milanello con tanto di spogliarello e lancio dell’impermeabile afferrato al volo da un inserviente che forse era il portiere di riserva. (altro…)

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Caro Leicester, non deluderci anche tu. Gli uomini sono assetati di storie di riscatto che oggi la tecnologia trasmette in un battito di ciglia al mondo intero, suscitando passioni collettive travolgenti e altrettanto travolgenti delusioni. Abbiamo visto aziende, che erano nate per scardinare le regole del gioco, costringere i dipendenti a orari infami per paghe da schiavi. E abbiamo visto movimenti politici che erano sorti per opporsi al sistema dominante andare a cena coi banchieri alla velocità della luce.   (altro…)

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calcio

Una è nascere, un’altra morire. In mezzo, parecchie altre cose ti succedono una volta sola nella vita. Il viaggio avventuroso, la notte d’amore che non avevi nemmeno osato immaginare, l’occasione presa per i capelli o persa per un pelo. Emozioni uniche, della cui irripetibilità sei consapevole nel momento stesso in cui le provi. Noi del Leicester sappiamo fin troppo bene che la nostra squadra adottiva non vincerà mai più il campionato inglese. Sotto sotto lo speriamo persino, altrimenti l’eccezionalità di quanto sta per accadere perderebbe un po’ del suo fulgore. Soltanto i potenti non si annoiano mai di esserlo (e per questo lo sono, però che noia).   (altro…)

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gramellini

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Giuseppe Abbagnale è un nome ma soprattutto un cognome che fece appassionare al canottaggio anche chi nella vita non aveva mai imparato a remare. Assieme al fratello Carmine e al timoniere Di Capua compose l’equipaggio di «due con» più medagliato della storia, un manipolo di eroi sportivi che trovarono il loro Omero in Bisteccone Galeazzi. Un figlio di Abbagnale, Vincenzo, voga sulla sua scia verso le Olimpiadi di Rio. Vogava. Questo figlio ha saltato per tre volte i controlli antidoping, l’ultima per un incidente d’auto che gli ha impedito di presentarsi all’appuntamento in orario, e in base ai regolamenti verrà squalificato per almeno un anno. Ad annunciarlo è stato suo padre, nel nuovo ruolo di presidente della federazione, perché ogni tanto quelli giusti finiscono addirittura al posto giusto. (altro…)

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calcio

La Federazione li mette al bando: per entrare in uno stadio dovranno comprare il biglietto. “Ricorreremo al Tas e nei tribunali”.

GRIDANO al complotto, giurano che non è finita, preannunciano ricorsi al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna e alla giustizia civile. Ma da ieri Sepp Blatter, 79 anni, presidente della Fifa dal ‘98, e Michel Platini, 60 anni, numero uno dell’Uefa, sono banditi dal calcio per 8 anni. La camera arbitrale del Comitato eticoFifa, presieduta dal tedesco Hans-Joachim Eckert, li ha squalificati e multati rispettivamente per 50mila e 80mila franchi svizzeri. Divieto di partecipare a qualsiasi attività, amministrativa o sportiva, legata al pallone. Non potranno neppure essere invitati in tribuna autorità o fare i commentatori tv. Per entrare allo stadio, ha chiarito la Fifa, dovranno comprare il biglietto.

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ANCHE chi non segue lo sport, e in particolare detesta le gare di motori, avrà sentito parlare della prova fatidica che attende oggi Valentino Rossi, l’attempato ragazzo adriatico già nove volte campione del mondo e ora insediato da ragazzini spagnoli molto più giovani di lui, ingordi di vittorie e con riflessi di saetta. Il fatto è che lo sport ha, in qualche circostanza, una capacità di racconto che, ai tempi, solo gli achei e i troiani potevano permettersi, e oggi (con assai minore spargimento di sangue) anche gli abbonati a qualche pay-tv, o addirittura il vasto popolo della televisione in chiaro. Si concentrano in una sola gara, a volte in un solo gesto (un gol, un pugno, un tiro di lama, una parata, una caduta) catastrofi e trionfi, sprofondi e resurrezioni.

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DUELLO ALL’ULTIMA CURVA Ha ragione Rossi o ha ragione Marquez? Una risposta che non interessa gli ultras dei social, anche se punire soltanto uno è stato un errore.

Travolti da un più che solito cicaleccio nei social di fine ottobre, appare sempre più difficoltoso rispondere a quella che rimane la domanda vera: Valentino Rossi ha torto o ragione? La risposta non interesserà agli ultrà, che ieri insultavano Iannone (reo di aver superato Rossi in Australia) e ora gli chiedono di “sdraiare” Lorenzo a Valencia. In Rete pullulano filmati atti a dimostrare che Marquez “ha colpito Rossi sulla gamba col casco”. Una ricostruzione tipo “gomito che fa contatto col piede” di Elio.   QUEGLI STESSI filmati dimostrano però che Marquez è colpevolequantoRossi,opoco meno. Non è sbagliato punire Rossi: è sbagliato non aver punito anche Marquez. Piano con la morale facile: non esiste epica senza scontri “spietati”. (altro…)

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pennetta-vinci-

STORIE D’ITALIA Le due tenniste e il miracolo a New York   Tra Brindisi e Taranto,da quando avevano 12 anni s’incrociano sui campi.

Chi non segue con regolarità il tennis può faticare a comprenderlo appieno, ma di questo si tratta: una delle più grandi sorprese nella storia dello sport.La finale agli Us Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci resterà nella storia come qualcosa di meravigliosamente inspiegabile. Nessuno poteva non tanto prevederlo, quanto e soprattutto immaginarlo. È qualcosa che oltrepassa perfino la Majoli che, al Roland Garros, toglie l’unico tassello mancante a Martina Hingis per completare nel ’97 un Grande Slam che nel tennis femminile manca dal 1988 (Steffi Graf). (altro…)

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Pennetta

Due Papi, e passi. Ma due italiane in finale a Flushing Meadows significa spingersi oltre l’immaginabile e anche l’inimmaginabile. E’ la storia perfetta, ambientata in un Undici Settembre di luce a New York da uno sceneggiatore completamente sbronzo. Flavia Pennetta prende a pallate la numero 2 del mondo e sembra già un mezzo miracolo, se non fosse che Roberta Vinci ne fa uno intero e raggela in rimonta la numero 1, la padrona di casa, l’imbattibile Serena Williams, distruggendole a un passo dal traguardo il sogno di una vita: il Grande Slam.  (altro…)

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NELLE pieghe della violenza e della stupidità — dall’alba dei tempi sono ferrei alleati — scorrono rivoli di intelligenza e di allegria. Spero non vi sia sfuggita la “battaglia” in rete tra alcuni ultras turchi del Fenerbahce e alcuni tifosi del Celtic. Le due squadre sono imminenti avversarie in una coppa europea. I turchi hanno postato un selfie mascherati, e con un coltellaccio in mano, minacciando gli scozzesi. Gli scozzesi hanno replicato con sublime ironia: brandendo tra le mani gli oggetti più inverosimili (per la serie “tutto tranne un’arma”). Nell’ordine: una patata, un’aspirapolvere, una caffettiera (teiera?), un cane, un piumino per spolverare, una spada giocattolo di Star Wars, la testa di un cavallo a dondolo, uno spray deodorante, uno spiedino di carne. Humour contro lame: molto più acuminato il primo. (altro…)

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MalagòLa vigilia di Ferragosto deve essere risultata piuttosto mossa per il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, principale azionista dell’azienda “Come ti organizzo le Olimpiadi a Roma”. Dopo la rinuncia alla candidatura da parte di Boston, e restando Parigi una delle città più accreditate,sembra sul punto di saltar fuori dal cilindro Usa quella di Los Angeles. Ipotesi in teoria e in pratica fortissima, tanto da far definire la metropoli californiana “la città ideale per i Giochi” da parte del suo sindaco.   Ma facciamo un passo indietro. Perché Boston ha rinunciato? Perché c’è stata una sollevazione della cittadinanza contro la prospettiva di ospitare per la prima volta i Giochi, benché le tradizioni sportive,gli impianti e la cultura locomotoria bostoniane certamente facciano impallidire quelle del Campidoglio. (altro…)

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Ecomostri-milano-hotel-mondiali-italia

HOTEL ITALIA 90. E’ uno degli ecomostri più celebri di Milano.

Lo sport preferito dalla classe politico dirigente italiana è quello del cimentarsi nelle imprese impossibili, per fallirle quasi tutte.
La raccolta dei rifiuti? Il trasporto pubblico? La manutenzione delle strade, delle scuole, degli edifici pubblici? La trasparenza degli atti e dei conti?
Tutte cose da paese civile, normale, democratico oserei dire.
A noi italiani piace lanciarci nelle imprese grandi, complesse: come Italia 90, come le olimpiadi invernali di Torino, i mondiali di nuoto a Roma.
Ma ieri siamo andati oltre: abbiamo gettato il cuore (e anche altro) con la candidatura di Roma per le olimpiadi del 2014. Nonostante le retate di mafia capitale. (altro…)

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blatter

Il coinvolgimento del segretario Valcke e le indiscrezioni su un’indagine contro di lui alla base del passo indietro del numero uno del pallone mondiale. “Presto nuove elezioni” ha detto il dirigente svizzero in una conferenza stampa convocata d’urgenza a Zurigo

Quando il lavoro degli 007 della Fbi ha iniziato a scandagliare il lavoro del suo cerchio magico, Joseph Blatter ha deciso di farsi da parte. Prima di finire egli stesso nel calderone dello scandalo. Almeno ufficialmente, visto che dagli Stati Uniti già lo danno sotto indagine al pari del numero due Valcke. Per questo motivo il padrone del calcio mondiale si è dimesso da presidente della Fifa. L’annuncio nel corso di una conferenza stampa convocata a sorpresa a Zurigo, dove la fine del suo sistema era iniziata il 27 maggio scorso, quando gli agenti statunitensi hanno messo le manette ai polsi di 9 alti dirigenti dell’organizzazione. (altro…)

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CONSULTANDO il sito ufficiale della Fifa (Fédération Internationale de Football Association) si constata che negli organismi dirigenti del gioco più diffuso, più famoso e più ricco del mondo, non c’è una sola donna. Non sono riuscito ad appurare se ci sia almeno una donna tra i 209 presidenti delle 209 federazioni calcistiche affiliate (in pratica, il pianeta Terra al completo). Ma tenderei a escluderlo, diciamo così per istinto.
Se è vero che il gioco del calcio è una delle culture più condivise e più rappresentative dell’umanità moderna, se ne deduce che il potere, nell’umanità moderna, è ancora saldamente incarnato (e in questo caso: esclusivamente incarnato) da maschi anziani.

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Tangenti

A due giorni dalle elezioni, irruzione all’alba a Zurigo. Nell’inchiesta Usa riciclaggio e tangenti per 150 milioni: 2 vicepresidenti e 5 dirigenti arrestati.

NEW YORK – «Questo è solo l’inizio ». Una lista impressionante di reati (nel dettaglio sono 47 per 12 tipi differenti di accuse) che variano dalla corruzione al pagamento di tangenti per decine di milioni di dollari, dal riciclaggio di denaro all’evasione fiscale. Sette alti funzionari della Fifa (tra cui due vice-presidenti) arrestati nel più lussuoso albergo di Zurigo e indagati insieme ad altre due dozzine di persone per “pratiche criminali”. A 48 ore dal Congresso che domani dovrebbe rieleggere (per la quinta volta) Sepp Blatter alla guida della Fifa, da un tribunale federale degli Stati Uniti un ciclone giudiziario si abbatte sul governo del football mondiale.

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MOLTI sghignazzi mediatici su Boateng, il (forte) difensore del Bayern annichilito da una finta di Messi: è collassato sull’erba come se la mossa fulminea del campione lo avesse sollevato dai cardini. Chiedo scusa ai lettori che non si interessano di calcio, ma l’episodio ci dice parecchio di noi stessi. Boateng è senza colpe: non il suo demerito, ma il merito eccelso dell’avversario lo ha atterrato. La derisione di massa dello sconfitto è una maniera come un’altra per esorcizzare il talento del vincitore, per ridimensionarlo, per evitare di considerarlo la sola spiegazione convincente e definitiva dell’accaduto.

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È UN importante atto politico, non solamente sportivo o manageriale, la lotta a viso aperto che il presidente della Roma, l’italoamericano James Pallotta, ha dichiarato ai violenti che occupano la curva giallorossa. Liberare una curva da certi branchi organizzati è tal quale voler liberare il quartiere di una città dalla cosca che lo controlla. Identica la mentalità intimidatoria, identica l’extraterritorialità (“qui la legge siamo noi”). Molte curve di stadio sono fisicamente sequestrate, da anni, da bande che ne dispongono come credono. L’umiliante “inchino” dei calciatori ai capibastone (si sono viste squadre sconfitte “convocate” sotto la curva per consegnare le maglie agli ultras in segno di umiliazione) è una delle più incredibili manifestazioni di resa civile del calcio e non solo. (altro…)

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