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Posts Tagged ‘Stefano Citati’

POLIZIA-PARIGICoprifuoco prolungato anche oggi: tutto chiuso. Nuovi blitz e arresti, ma quasi tutti i fermati domenica sono già stati rilasciati. Cintura esplosiva ritrovata in banlieue.

Bruxelles ha ancora troppa paura, la capitale dell’Unione europea sarà intrappolata anche oggi in una serrata totale, come neanche uno sciopero generale può produrre. L’auto-confinamento è stato decretato ieri pomeriggio dal governo che ha prolungato l’allarme massimo, tra nuovi arresti e molti rilasci delle persone fermate domenica sera. E Salah Abdeslam, unico sopravvissuto del commando dell’Isis a Parigi, resta introvabile. (altro…)

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hollandeLinea dura per arginare Sarkozy e Le Pen: il socialista apre a Putin, vuole mettere mano alla Carta e prolungare lo stato d’emergenza.

François Hollande, che sconfisse nelle urne Sarkozy puntando sull’immagine dell’“uomo normale”, va nel palazzo che fu del Re Sole e mostra i muscoli. Il presidente socialista sceglie una cornice senza precedenti per il suo discorso di guerra: le Congrés, il Congresso, l’unione di tutti i parlamentari, Camera e Senato.Versailles come Capitol Hill a Washington. E proprio all’America,presa a suo tempo a ispirazione dai rivoluzionari francesi, si rivolge il parigino: “Ho chiesto si tenga il prima possibile una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (del quale la Francia è uno dei 5 membri permanenti)”, per creare un fronte comune, insieme al resto d’Europa e – voilà la novità–alla Russia. (altro…)

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salahIl venerdì di sangue   I morti salgono a 132, l’unico superstite del commando di otto sicari è stato fermato sabato alla frontiera belga, ma ha avuto il “via libera”.

L’Isis l’aveva scritto sabato: “8 nostri f r a t e l l i v e n e r d ì hanno preso di mira la capitale dell’abominio”. Gli inquirenti hanno contato 7 attentatori. Ne mancava uno: è in fuga, è un belga di 26 anni. Ed è l’uomo più ricercato d’Europa.   Ed è qui la beffa: era stato controllato la mattina di sabato al confine con il Belgio, insieme ad altri due giovani. Ma i tre erano stati rilasciati. Tranne poi essere braccati a Bruxelles, nel quartiere di Maelbeek e arrestati. Solo che Abdelslam Salah nel frattempo si è dileguato. La Francia dirama un mandato di cattura internazionale. Salah è fratello di Rahim, il kamikaze che si sarebbe fatto saltare nella brasserie Comptoir Voltaire, identificato ieri.E poi c’è il terzo fratello, Mohammed, arrestato nella capitale belga. (altro…)

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Il commando che ha seminato la morte era di 8 sicari imbottiti di esplosivo: identificati un francese che era schedato, un egiziano e un siriano.

Partono fanatici, tornano kamikaze, muoiono da martiri. Gli attentati di venerdì sera confermano che il Califfato disteso tra Siria e Iraq attira e fa crescere i foreign fighter arrivati dagli altri paesi arabi o dall’Europa. Gli attacchi suicidi che hanno colpito e quasi affondato la Capitale francese – bilancio finora di 129 morti,352 feriti,di cui 99 molto gravi – rappresentano la chiusura del cerchio del percorso perfetto del combattente islamico impegnato nella Guerra Santa. Arrivano da Francia, Belgio, Egitto, dalla stessa Siria (le identità accertate ieri) e si impegnano nella guerriglia contro il regime di Assad. Se sopravvivono alla prova del fuoco salgono di livello e sono pronti per tornare in patria o su un altro “fronte”.   (altro…)

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Barbara-SpinelliBarbara Spinelli “Quella imposta a Tsipras è un’umiliazione profonda, da cui l’Europa esce malissimo: l’Unione è la lotta dei forti contro i deboli”.

Non siamo al Grexit ma questo accordo-capestro costringe Tsipras a un esercizio di equilibrismo pericolosissimo e impoverisce ancor più la Grecia”.   “Un’umiliazione” secondo   l’ala “critica” di Syriza…   Al di là di un dato non irrilevante, ovvero che è stato per ora evitato il Grexit, l’intesa non solo umilia profondamente Atene, ma distrugge non meno profondamente il progetto europeo. Lo Spiegel parla di “catalogo delle crudeltà”. Atene è trattata come un bambino cattivo; non è un partner uguale ma viene infantilizzata, anche nell’uso delle parole. Torna il termine “memorandum”.Ela“troika” torna a installarsi ad Atene, anche se pudicamente riceve il nome di “istituzioni”. (altro…)

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LA SVOLTA Via il mediatico ministro delle Finanze inviso a Bruxelles, arriva Tsakalotos. Il day after dei greci: “Adesso trovate l’accordo”.

Varoufakis si eclissa rombando con dietro la sua bella (moglie). Non prima di aver lanciato gli ultimi strali sugli acerrimi nemici dell’Eurogruppo, che – sostiene – avrebbero “consigliato” a Tsipras di far in modo che il ministro-centauro fosse “assente”alla prossima riunione,oggi.   E il premier, armato del risultato del referendum di domenica,ha colto la palla al balzo, nominando Euclides Tsakalotos–già capo negoziatore della delegazione ellenica – al posto dello scenografico e ingombrante compagno di lotta. Il curriculum del nuovo ministro delle Finanze è simile a quello del predecessore che ieri all’ora di pranzo è uscito per l’ultima volta dal dicastero assalito dai giornalisti per sgommare via con la sua moto nipponica con dietro l’appariscente moglie, in sella senza casco. (altro…)

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grecia-no-referendum-europa-banche-murales-graffiti

La Grecia è colorata di rosso come il sangue e l’orgoglio. Piazza Syntagma canta la vittoria di Tsipras che ha allontanato il fato tragico voluto dagli dei del Nord. Le auto strombazzano come dopo una finale vinta. Nella sera di Atene soffia lieve il vento fresco della gioia,che non è un inno all’Europa. Non a questa Europa. La folla intona “Bella ciao”, colonna sonora delle piazze della resistenza in tutto il mondo, ma a ritmo di Sirtaki.   L’AZZARDO del referendum-lampo per il No al “ricatto”dei creditori internazionali si è risolto in un quasi plebiscito – alle 23 e con il 75% delle schede scrutinate Oxi batteva Nai 61,6% a 38,4% – per il premier leader della coalizione della sinistra plurale, che ieri ha parlato da leader istituzionale dal palazzo del governo: “La democrazia non può essere ricattata – ha detto –. Il No non è una rottura con l’Ue. (altro…)

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SpinelliL’intervista Barbara Spinelli.

Barbara Spinelli, alla fine del vertice europeo sull’immigrazione Angela Merkel ha detto che oltre triplicare i fondi per Triton un accordo non c’era; subito dopo si è presentato Renzi magnificando il risultato del summit. Chi ha ragione?
Non aderisco alla politica della Merkel sul Mediterraneo, ma sono sicuramente più d’accordo con l’interpretazione data dal Cancelliere che col presidente del Consiglio. Al di là dell’ipocrisia spettacolare del Consiglio europeo tutto intero, e non solo di Renzi, ho letto nel comunicato finale grandi frasi di condanna e impegno, ma sul piano dell’azione non ho trovato assolutamente nulla all’altezza del numero dei morti nel Mediterraneo. Nel dettaglio, i fondi annunciati restano insufficienti, si torna alle cifre spese per Mare Nostrum. La sostanza non cambia: nel mandato che Frontex affida a Triton non ci sono le missioni di search & rescue, ricerca e salvataggio; non si estende l’orizzonte delle operazioni che restano limitate alle 30 miglia dalle coste italiane, mentre generalmente i naufragi accadono in alto mare, presso Libia o Tunisia. Altro errore: l’azione si concentra praticamente solo sui trafficanti, mutuando il tipo di mandato, militare o paramilitare, dalle missioni anti-pirati nel Corno d’Africa. (altro…)

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GreciaL’EUROPA BOCCIA ANCORA LA GRECIA.

Da oggi Francoforte, per rilanciare la crescita, inizierà una maxi iniezione di liquidità nell’eurozona rastrellando titoli, in gran parte di Stato, a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese. L’intenzione è di continuare almeno fino alla fine di settembre 2016 o comunque fino a quando l’inflazione invertirà la rotta e si riavvicinerà all’obiettivo del 2%. L’arsenale messo in campo da Mario Draghi per raggiungere l’obiettivo ha un potenziale di 1.140 miliardi di euro. L’Italia dal Qe, secondo la Cgia di Mestre, dovrebbe ricevere fino a 150 miliardi di euro.   (altro…)

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La corruption

VISTI DALL’ESTERO: PER IL GIORNALE FRANCESE SULLA CAPITALE ITALIANA SI È ABBATTUTO “IL FLAGELLO DELLA CORRUZIONE”.

Vista da fuori la Roma criminale è il solito impasto di italianità, che conferma l’immagine di un Paese immobile nella sua corruzione irredimibile, stantio e incapace di uscire dai suoi cliché. Il riflesso di un carattere nazionale venato di inefficienza e, collusioni, eppure che si sorprende di vedere la sua immagine così turpe. “Perfino per un Paese in cui la corruzione è data per scontata nella vita quotidiana, le rivelazioni hanno sbalordito i cittadini”, scrive sul New York Times Elisabetta Povoledo, corrispondente del quotidiano americano, in un’articolo titolato “L’Italia rantola per l’ampiezza della rete criminale”. La corrispondente del quotidiano conservatore tedesco Die Welt, ha raccontato all’inizio della settimana con un’ampia inchiesta della corrispondente Constanze Reuscher luoghi e personaggi di Roma criminale.   (altro…)

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MacabroIL “MESSAGGIO ALL’AMERICA” CON LA DECAPITAZIONE DEL REPORTER FOLEY ALLARMA ANCHE L’EUROPA: IL BOIA È ARABO BRITANNICO.

Tutto orribilmente perfetto. Il video pieno di simboli allegorici e con una suspense che culmina nell’immagine della testa deposta sul busto riverso di James Foley e si chiude con lo sguardo obnubilato della prossima vittima sacrificale. A render ancor più letale il “massaggio all’America” dei jihadisti dell’Isis (Stato islamico dell’Iraq e della Siria, il cui acronimo si è già abbreviato in Is, stato islamico, ovvero il califfato proclamato agli inizi dell’estate) il linguaggio ferocemente tagliente del boia in nero accanto al condannato in tuta arancione (come i prigionieri di Guantanamo) e il suo accento: è quasi certamente un arabo londinese, che parla un inglese preciso e punta il coltello con il quale sta per sgozzare il free lance americano dritto verso la telecamera, ovvero la gola di Obama verso il quale si rivolge direttamente dopo le parole di accusa che lo stesso Foley, con un passato nell’esercito nei reparti di informazione, ripete meccanicamente. Secondo il Pentagono il video è autentico e l’intelligence americana cerca delle tracce per risalire all’identità dell’assassino.  (altro…)

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Minoranza cristiana yazitaNEL GIORNO DEL DIBATTITO SUGLI AIUTI BELLICI IN PARLAMENTO, VISITA-LAMPO DEL PREMIER (E PRESIDENTE DI TURNO UE) A BAGHDAD ED ERBIL, TRA I CIVILI IN FUGA DAI JIHADISTI DELL’ISIS.

Forte dei Marmi-Baghdad e ritorno in 24 ore. È il blitz bellico-umanitario di Matteo Renzi che, inalberato il vessillo dell’Unione europea di cui l’Italia detiene la presidenza semestrale, volerà questa mattina da Pisa prima verso la capitale irachena e poi per il centro nevralgico del Kurdistan, retrovia della guerra contro i guerriglieri jihadisti dell’Isis. Il premier sorvolerà il Medio Oriente nelle stesse ore in cui nella Capitale le sue due ministre Federica Mogherini (Esteri) e Roberta Pinotti (Difesa) illustreranno alle commissioni congiunte di Camera e Senato i progetti del governo per aiutare dal punto di vista umanitario e bellico i curdi che affrontano – con il sostegno degli americani – i guerriglieri jihadisti dell’Isis. La visita-lampo è una scelta, viene detto a Palazzo Chigi, per imprimere forza alla posizione italiana in Europa e di fronte agli alleati statunitensi, ma appare anche un modo per star lontano dal dibattito politico e dalle polemiche che si sono sollevate già ieri pomeriggio, dopo l’annuncio del blitz iracheno. (altro…)

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Rabbia e orgoglio

RIPRISTINATA LA COSTITUZIONE DEL 2004, ELEZIONI ENTRO L’ANNO. TYMOSHENKO PRESTO SCARCERATA.

Mentre le atlete ucraine del biathlon vincono il primo oro alle Olimpiadi di Sochi, a Kiev i manifestanti e la Ue vincono la partita politica con il regime. Accordo tra il presidente Yanukovich e i leader dell’opposizione, sotto l’egida di tre ministri degli Esteri europei e il beneplacito dei manifestanti di Maidan. Resta da vedere se è tutto oro quel che luccica nell’intesa che in poche ore pare consegnare il successo ai filo-europei.   (altro…)

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Contro l'immigrazione di massa

C’è un posto dove l’italiano andava ancora forte. Troppo forte. Al punto da essere sempre meno gradito, in un paese come la Svizzera dove la crisi globale mordeva di meno, e la disoccupazione è ancora a una cifra. Ma “in Ticino sono esasperati – ha raccontato Maria Carla di Noia, comasca, da 40 anni lavoratrice in Svizzera – lo sento dai miei colleghi, dai miei clienti. L’esplosione dei frontalieri ha peggiorato la situazione del traffico, a esempio, ma quello che ha fatto la differenza è che negli ultimi tempi le imprese non assumevano più operai non specializzati, ma iniziavano ad arrivare gli italiani laureati. E posso anche capire che per uno svizzero questo sia un problema”. Il referendum che ha reitrodotto le quote sugli stranieri ha dato il 50,3% dei sì, ma nella regione al confine con l’ Italia la percentuale è stata più alta (68%).  (altro…)

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Olimpiadi

PUTIN APRE LE OLIMPIADI.

I Giochi di prestigio dello Zar.
VA IN SCENA A SOCHI L’ORGOGLIO RUSSO: SHOW MULTIMILIONARIO PER DARE AVVIO ALLE PUTINIADI. UNA DISNEY FANTASTICA.
 Putin dichiara aperti i Giochi dei 4 cerchi, perché il quinto rimane chiuso come un bocciolo di fiore. È forse l’unico gioco di prestigio che non riesce allo zar – impettito sulla tribuna come seguisse la parata sulla Piazza Rossa di Mosca, non lontano un sorridente Enrico Letta e sotto la quale sfilano gli atleti tedeschi in divisa arcobaleno gay friendly – nella sera d’avvio delle Putiniadi. (altro…)

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MandelaIL PRESIDENTE USA A SOWETO RICORDA L’INSEGNAMENTO DI PACE DEL MADIBA E SALUTA IL LÌDER CUBANO. ALLA CERIMONIA TANTI LEADER (E QUALCHE IMPRESENTABILE).

Il cielo sopra Soweto piange e i sudafricani ballano nella commozione del ricordo di Madiba. Tutto il mondo era riunito ieri nello stadio della township nera simbolo dell’apartheid e del riscatto sudafricano. Un centinaio di capi di Stato, di governo, e di vip all’asciutto nelle tribune, e gente comune con gli ombrelli aperti sulle gradinate in rappresentanza del popolo orfano del padre della loro nuova patria. Lo spirito di riconciliazione aleggia sullo stadio, si condensa nelle parole di Obama – il più incitato dalla folla: il più fischiato è stato il presidente padrone di casa Zuma – che parla dell’“ultimo gigante della Storia dal quale prendere esempio” e, passando dalle parole ai fatti, arriva spedito in tribuna e stinge la mano a Raul Castro, il presidente cubano. Mezzo secolo di crisi, scaramucce e incomprensioni, una cortina di astio reciproco – ultimo arnese ideologico della Guerra fredda – distesa nel tratto di mare che separa Stati Uniti e Cuba sollevata da un gesto di distensione.  (altro…)

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Il presidente è agli arresti, viva i generali? Mohammed Morsi perde la legittimità del potere presidenziale per decreto militare, nel-l’anniversario della sua elezione democratica. Il leader dei Fratelli musulmani si trovava ieri sera sotto custodia della Guardia repubblicana, mentre sotto il palazzo presidenziale sfilavano i carri armati. Un leader eletto, ma con la proibizione di espatriare, mentre una moltitudine festante inneggiava alle Forze armate che hanno ristabilito il diritto del popolo. E una minoranza nutrita e bellicosa – i seguaci del movimento islamico moderato – promettevano il martirio contro il golpe dei generali, che hanno vinto il braccio di ferro con il presidente in nome della piazza.  (altro…)

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Due uomini, due militari paganogli errori e le inettitudini di altri uomini, politici. Latorre e Girone sono ancora una volta in India, in attesa si compia
la giustizia indiana. La stessa dalla quale il governo italiano aveva cercato di salvarli poche settimane fa, per poi cambiar idea in un impasto di timori, interessi e orgoglio del rispetto della parola data. I due fucilieri sono pedine
di scambio della credibilità – e della debolezza – italiana e mettono
le loro vite (seppur non fino alla morte) al servizio del paese che troppo confusamente ha cercato di difenderli. Accuditi e salvaguardati almeno
formalmente nella nostra rappresentanza diplomatica nella Capitale indiana, dall’ambasciatore Daniele Mancini, rimasto incastrato nella guerra di parole
tra Roma e Delhi, è certo che i sentimenti personali degli italian marines siano di spaesamento e frustrazione. (altro…)

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Prima la madre

IL MASSACRO DEI BAMBINI
UCCISI DA UN PICCOLO “RAMBO”.
IN CONNECTICUT 20 SCOLARI CRIVELLATI: IL TOTALE DEI MORTI È 26. IL KILLER, 20ENNE, HA PRIMA AMMAZZATO PARTE DELLA FAMIGLIA.

Massacro di bambini nella scuola elementare di Newton, cittadina del Connecticut. Un giovane, forse con un complice, è entrato nelle aule sparando oltre cento colpi. Alla fine venti gli scolari tra i 5 e i 10 anni uccisi, più sei adulti: tra loro una parte della famiglia del killer, ventenne. Obama piange in tv e assicura che le regole sulle armi saranno cambiate. È la più incivile, e lunga, delle guerre americane. E il massacro di un giovane Erode a Stelle e Strisce, nel Natale dei bambini prossimi alle feste. Venti bambini morti nel sangue comune sparso a terra, tra i banchi di scuola. Una scia rossa che il killer, un ventenne armato di tutto punto, pistole e fucili automatici, giubbotto antiproiettile, ha iniziato ancora prima di entrare nell’edificio di Newton, Connecticut, facendo fuori parte della sua famiglia. (altro…)

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