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Posts Tagged ‘Stefano Feltri e Marco Palombi’

Un anno di promesse

UN ANNO FA RENZI RICEVEVA L’INCARICO DI FORMARE IL GOVERNO: QUALCHE LUCE, MOLTE OMBRE, MOLTISSIME CHIACCHIERE.

Non mi interessa prendere il posto di nessuno, voglio fare le cose che interessano agli italiani. #enricostaisereno”. Era il 17 gennaio 2014 quando Matteo Renzi, ospite di Daria Bignardi, rassicurava l’allora premier Enrico Letta inventandosi un apposito hashtag. Neanche un mese dopo, il 13 febbraio, Renzi proponeva alla Direzione Pd – che approvava – di sfiduciare #enricostaisereno. Il giorno dopo Letta si dimetteva e il 17 febbraio il sindaco di Firenze e segretario democratico riceveva l’incarico di formare il nuovo governo: il 22 giurava al Quirinale e 24 ore dopo riceveva la fiducia delle due Camere. (altro…)

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RenziIL GOVERNO Più facile licenziare, meno ammortizzatori sociali. Via ai primi due decreti: chi perde il posto senza giusta causa avrà molte più difficoltà per ottenere il reintegro. Potrà sperare al massimo in un risarcimento pari a 24 mensilità.

ARTICOLO 18 E JOBS ACT RIVOLUZIONE A METÀ: MENO DIRITTI PER TUTTI. IL RITORNO IN AZIENDA RESTA PER POCHI CASI: AGLI ALTRI LICENZIATI INGIUSTAMENTE SOLO UN RISARCIMENTO MASSIMO DI 24 MENSILITÀ. E I SOLDI PER I SUSSIDI NON AUMENTANO.

A due giorni dal Consiglio dei ministri della vigilia di Natale arrivano le prime reazioni ai due decreti legislativi con cui il governo attua la legge delega sul Jobs Act. Secondo la Cgil le misure presentate dal premier Matteo Renzi danno “il via libera alle imprese a licenziare in maniera discrezionale lavoratori singoli e gruppi di lavoratori”. I decreti sono due: uno riforma l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e tutta la disciplina sul contenzioso tra impresa e lavoratore licenziato. (altro…)

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Marchette

Mance e favori, le sorprese nella legge di Stabilità.

LA FINANZIARIA.

Neppure i senatori-Neppure i senatori sapevano bene cosa stavano votando giovedì notte, con il maxiemendamento del governo riscritto in fretta perché Matteo Renzi voleva l’approvazione immediata della legge di Stabilità. Solo ora che la manovra è approvata alla Camera, grazie ai dossier della commissione Bilancio guidata da Francesco Boccia (Pd) possiamo sapere che cosa ha approvato davvero il Senato. “E’ vero, gli interventi territoriali e settoriali sono rimasti”m ha dovuto ammettere il viceministro dell’Economia Enrico Morando, ieri mattina alla Camera. In politichese questo è il nome delle “marchette”. (altro…)

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Nardi

NON È VERO CHE LA LEGGE DI STABILITÀ È SENZA TAGLI E SENZA NUOVE TASSE: IL CONTO A R R I VA A STATALI, PENSIONATI, RISPARMIATORI E PROPRIETARI DI IMMOBILI (PRIMA CASA INCLUSA).

Se avete una pensione superiore a 3 mila euro, avete investito i risparmi di una vita per comprare un appartamento che affittate nel centro di una grande città, sul conto titoli c’è qualche euro, e magari vostro figlio è un dipendente pubblico, allora per voi non vale lo slogan con cui Enrico Letta ha presentato la legge di Stabilità 2014: “Niente tasse e niente tagli”. Vediamo chi sarà a pagare il conto della manovra che per il 2014 vale 11,6 miliardi di euro.  (altro…)

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Bersani-Grillo

Ci sono un paio di settimane per inventarsi un governo. E al momento, pur tra polemiche e incomprensioni, la sola ipotesi di cui si discute è quella di una collaborazione tra Partito democratico e Movimento Cinque stelle. I programmi, su entrambi i fronti, sono poco dettagliati. Ma se Pier Luigi Bersani vuole coinvolgere i grillini dovrà offrire loro qualcosa sui temi qualificanti del movimento: casta, grandi opere, giustizia, redistribuzione del reddito. Il punto di incontro più immediato è sui tagli ai costi della politica: dimezzamento del numero dei parlamentari e taglio ai rimborsi elettorali ai partiti. Sull’economia le intese sono possibili su vari dossier: il reddito di cittadinanza caro a Grillo – una forma di sussidio di disoccupazione da 600 euro per tutti – è tecnicamente possibile, ma richiede una complessa riforma degli ammortizzatori sociali, o il suo costo sale da 5 a 45 miliardi di euro. Il Pd ha le sue proposte in materia, è semplice trovarsi a metà strada. (altro…)

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