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Posts Tagged ‘stipendi’

Di Maio

Bagarre alla Camera durante la discussione sul bilancio interno del 2015. Lo scontro fluviale vede come protagonisti principali i deputati del M5S, contestati vivacemente da altri gruppi, Pd in testa, per l’iniziativa auspicata da Luigi Di Maio: il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e la riduzione degli sprechi. “E’ una proposta che facciamo da 4 anni e voi come maggioranza ci bocciate sempre” – sottolinea il vicepresidente pentastellato della Camera – “Ora noi proponiamo anche che tutto quello che tagliamo da questi privilegi e da questi sprechi debba essere trattenuto in un fondo della Camera per aiutare, ad esempio, le piccole e medie imprese italiane”. (altro…)

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Tetti agli stipendi

SOLO SPOT La legge fa acqua, tutti riescono ad aggirarla   Tradito anche dal tesoriere Pd Bonifazi che ha bloccato i tagli della Camera.

Matteo Renzi non gliele manda a dire.Duegiornifa,al teatro Rossini di Pesaro, ha scagliato la sua rituale invettiva anticasta: “Dall’anno scorso abbiamo messo un tetto agli stipendi dei manager, e non è un tettuccio. C’è qualcuno che approfittando degli organismi costituzionali, approfitta e non si taglia lo stipendio”. Un anno e mezzo fa, dopo aver riproposto il taglio ai super stipendi già deciso da Mario Monti con il suo primo atto di governo (decreto Salvaitalia, dicembre 2011) e da Enrico Letta, si finse fiducioso: “Io spero che anche gli organi costituzionali accettino il taglio al tetto degli stipendi con la comparazione al salario del presidente della Repubblica”. (altro…)

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Il congelamento dei salari era incostituzionale. Ma dopo la sentenza arriveranno pochi spiccioli. E chi ha salati medi ci rimette: perderà gli 80 euro del bonus di Renzi.

L’ultimo contratto dei pubblici dipendenti è scaduto nel lontano 2009. Il rinnovo per il triennio 2010-2012 fu cancellato con ildecreto legge 78 del 2010 (allora c’era il governo Berlusconi) e la norma piacque tanto ai governi che si sono succeduti, che hanno pensato bene di estenderla al 2013-2014 (governo Letta) e al 2015 (governo Renzi), per la parte economica. Su quest’ultimo punto è intervenuta la Corte Costituzionale che, il 24 giugno scorso, ha dichiarato l’illegittimità sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza. Prima di assumere qualsiasi decisione, il governo dovrà attendere il deposito della sentenza della Corte, che dovrebbe avvenire entro venti-trenta giorni ma potrebbe slittare anche a dopo le ferie estive. Diversi sono poi gliostacoli normativi da superare, prima di riavviare la trattativa. (altro…)

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Sindacati di PoliziaMAGISTRATI, AGENTI E SOLDATI “SEMPLICI” (NON I DIRIGENTI) AVRANNO GLI SCATTI.

Ogni governo, predisponendo il bilancio dello Stato, fa politica: sceglie nel corpo della società chi sarà a pagare e chi a ricevere, si scontra con l’influenza di alcune categorie e corpi intermedi, tiene conto dei rapporti di potere esistenti nella società. È un fatto fisiologico e Matteo Renzi non fa eccezione. Il bonus di 80 euro   – che propagandisticamente resta un bonus, cioè visibile in busta paga, e non diventa una detrazione come sembrava – individua una platea di beneficiari/elettori a cui il governo tiene, quello per chi fa figli pure, come ovviamente gli sgravi Irap e quelli sui nuovi contratti (e infatti Confindustria applaude). Anche bastonare qualcuno, d’altra parte, è fare politica: le Regioni, tanto per fare un esempio, sono un bersaglio facile agli occhi di certa opinione pubblica, come pure gli “statali fannulloni”, che si vedono bloccati per un altro anno i contratti al 2009. Una perdita secca che ormai – per un salario medio calcolato sui tabellari dell’Aran di circa 24 mila euro l’anno – vale circa 3 mila euro di retribuzione in meno e oltre 11 mila sottratti in totale nel quinquennio (a livello macro, significano 2-2,5 miliardi in meno all’anno). (altro…)

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Gli stipendi

La spending review
Il ministro Lupi: “ Se vuole lasciare la guida delle Fs è libero di farlo”.

ROMA — Se fosse uno dei treni delle “sue” Ferrovie, si potrebbe parlare di un deragliamento. E a 24 ore di distanza dal caso, dalle parole dell’ad di Fs Mauro Moretti, contrario ai tetti agli stipendi dei manager italiani, continuano a rovesciarsi decine di dichiarazioni che rinfocolano la polemica. L’ingegnere ferroviario nella bufera, preferisce per ora evitare ulteriori commenti se non spiegare di «guadagnare meno di Michele Santoro» e di aver «già subito un taglio del 50%». (altro…)

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No, uno come Moretti la spending review ai danni del suo stipendio non la può accettare.
Ma dove lo trovano uno così? Se Renzi gli taglia lo stipendio, se ne va all’estero.

“Una cosa è stare sul mercato, una cosa è una scelta politica. Lo Stato può fare quello che desidera, sconterà che una buona parte di manager vada via. Questo lo deve mettere in conto”.

Moretti, quello dei pendolari che si devono portare la coperta se stanno al freddo.
Quello della strage di Viareggio per cui andrà a processo.

Quello da uno stipendio da 850000 euro l’anno. (altro…)

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L'altra Casta

L’ALTRA CASTA.

NEL RAPPORTO DI PALAZZO CHIGI LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI 2011 DEI SUPERMANAGER PUBBLICI.

Dalla A di Abate (Pietro, segretario Camera di commercio di Roma) alla Z di Zoccali (Stefano Salvatore, direttore generale dell’ente per l’irrigazione della Puglia, Lucania e Irpinia) eccoli tutti i redditi e i patrimoni dei dirigenti dello Stato e della Pubblica amministrazione, degli enti pubblici, delle aziende autonome e speciali, nonché delle controllate dallo Stato con più del 20 per cento del capitale.  (altro…)

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La caduta dei dipendenti pubblici

Denuncia Cgil: illegittimo sbloccarne solo una parte.

ROMA— Il blocco c’è, ma non per tutti. Dopo il pasticcio – e relativo dietrofront del governo – sulla richiesta fatta agli insegnanti, di restituire gli scatti d’anzianità loro versati, un altro caso infiamma la platea degli statali. Il blocco delle retribuzioni cui tutto il settore è sottoposto dal 2010 – e che l’ultima legge di Stabilità ha confermato per il 2014 – comincia a registrare qualche cedimento – ma le aperture non riguardano tutte le categorie. A sollevare la questione è stato non tanto il caso dei professori (che, assieme alle forze di sicurezza, sono gli unici ad avere diritti agli scatti) quanto quello del personale non docente, i cosiddetti Ata. (altro…)

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I numeri

Senza stipendio, precari, sempre in attesa di un contratto. Sono i 130mila supplenti italiani la cui esistenza è appesa a un filo.

Dicono che la loro è una vita ad ore, anzi una vita a punti. Graduatorie, classifiche, e il sogno di una cattedra che non arriva mai. Precari, supplenti, docenti a “cottimo” laureati e specializzati: nel grande bacino dell’incertezza sono il volto oscuro della scuola italiana, un esercito di migliaia di insegnanti malpagati, sfruttati, senza futuro. Poche settimane fa l’ultima beffa: finito il fondo d’istituto al “Pacetti” di Prato lo stipendio degli insegnanti è stato tirato a sorte, i primi cinque hanno vinto, per gli altri tredici è stato un Natale amarissimo, fino a che il ministero non ha inviato i soldi. (altro…)

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iban

Questa non è soltanto una vittoria sostanziale (2,5 milioni euro a sostegno delle piccole e medie imprese, una somma che crescerà di mese in mese e che salverà centinaia di posti di lavoro) è una vittoria etica. Abbiamo dimostrato che si può guadagnare il giusto (circa 3000 euro al mese) come Parlamentari della Repubblica. Tremila euro al mese (più la copertura di una serie di spese) sono uno stipendio giusto per un deputato, non 14.000 euro al mese più i rimborsi elettorali e magari i 2 euro per le primarie. Chi lavora nelle istituzioni non è un onorevole, è un onorato di servire il Paese, guadagna il giusto (molto bene direi perché 3000 euro, lo ripeto, sono un fior di stipendio) e il resto taglia e restituisce. Punto! Abbiamo “combattuto” 55 ore presidiando il Ministero dell’economia fino a che Saccomanni ha finalmente fornito l’IBAN (IT61Z0100003245348018369300) dove ogni 3 mesi restituiremo milioni di euro. Si può fare. (altro…)

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In Svizzera il 24 novembre voteranno per il referendum che chiede di limitare gli stipendi dei manager.
In Italia, invece, si taglia per la crisi, in modo lineare, su welfare, sanità, trasferimenti agli enti locali. Le aziende pubbliche o salvate dal pubblico (come Alitalia) vanno male, ma gli stipendi sono sempre buoni. Ottimi e abbondanti. (altro…)

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IL TETTO AGLI STIPENDI PUBBLICI IN AULA. IL PROGRAMMA DELLE CAMERE PRIMA DELLE FERIE.

L’obiettivo è arrivare a giovedì, massimo venerdì, poi le agognate vacanze e un po ’di riposo dallo psicodramm apolitico-giudiziario. Il paradosso, infatti, è che nei male illuminati corridoi del Parlamento italiano da giorni continuano a udirsi i tuoni che provengono da fuori – Cassazione, governo, palazzo Grazioli – ma niente è accaduto all’interno, dove tutto formalmente procede come se nulla fosse. L’ultima settimana di lavori parlamentari, dunque, nasconde insidie per il governo, visto che la situazione è ancora fluida, ma più che altro trascorre in uno stato di noia temperata dalla paura del futuro. In mezzo, la benedetta pausa delle ferie.  (altro…)

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Le balle quotidiane

La retromarcia dei grillini, non bastano 2500 euro mensili. E Beppe: vanno bene 6 mila“. Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente “la Repubblica” batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l’indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a “la Repubblica” di concentrarsi su notizie fondamentali come l’affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c’è cenno. Perché?

Da beppegrillo.it del 08/04/2013.

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L’altro giorno avevo riportato i punti principali del programma del neo presidente francese François Hollande, e avevo invitato Pier Luigi Bersani a leggerlo, magari qualche spunto interessante per recuperare un po’ di credibilità tra i “suoi” l’avrebbe trovato … oggi invece, arriva la notizia che il presidente francese sarebbe già passato all’azione, e volete sapere qual’è stata la sua prima “misura”?

Un decreto ridurrà del 30 per cento gli stipendi del capo dello Stato, del primo ministro e dei membri del governo. Lo accompagnerà un secondo decreto, con il quale sarà stabilito un tetto alle remunerazioni dei dirigenti del settore pubblico. (altro…)

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A confronto le buste paga erogate dai due grandi gruppi automobilistici: 2600 euro netti contro 1.400. Il lavoratore italiano prende di meno, paga più tasse e si ritrova welfare e servizi più scadenti. Eppure i bilanci della casa di Wolfsburg battono alla grande quelli del concorrente torinese. Intanto Marchionne chiede nuovi sacrifici e aiuti all’Europa.

Marta Cevasco e Jurgen Schmitt sono due operai metalmeccanici. Hanno quasi la stessa età: 52 anni la signora italiana e 50 il suo collega tedesco, un’anzianità di servizio simile, entrambi tengono famiglia (coniuge e un figlio) e fanno più o meno lo stesso lavoro non specializzato. Qual è la differenza tra i due colleghi? Semplice: lo stipendio. Jurgen guadagna molto di più. A fine mese l’operaia italiana arriva a 1.436 euro, quasi la metà rispetto al metalmeccanico tedesco, che porta a casa una retribuzione 2.685 euro. A conti fatti, Marta e Jurgen sono divisi da 1. 250 euro. Chiamatelo, se volete, lo spread del lavoro. E anche qui, come succede per la finanza pubblica, vince la Germania. O meglio vince Volkswagen e perde Fiat, perché i due operai che abbiamo scelto per questo confronto sono dipendenti delle due più importanti aziende automobilistiche dei rispettivi Paesi. Jurgen passa le sue giornate alla catena di montaggio dello stabilimento di Wolfsburg. Marta invece lavora in una fabbrica del gruppo del Lingotto. (altro…)

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Generale Biagio Ambrate Abate, Capo di Stato Maggiore Difesa: 482.019 euro.

Generale Giuseppe Valotto, Capo di Stato Maggiore Esercito: 481.021 euro.

Ammiraglio Bruno Branciforte, Capo di Stato Maggiore Marina: 481.006 euro.

Generale Leonardo Gallitelli, Comandante dei Carabinieri: 462.642 euro.

Generale Giuseppe Bernardis, Capo di Stato Maggiore Aeronautica: 460.052 euro.

Generale Claudio De Bertolis, Segretario Generale Difesa, 451.072 euro.

Fra i quindici ‘manager’ di Stato più pagati d’Italia ci sono sei militari.

In testa, come vedete, il generale Biagio Ambrate Abate, che con quel suo bel doppio cognome da comune dell’hinterland milanese si porta a casa circa ventimila euro netti al mese.

Nulla di personale contro di loro – anzi, complimenti per essere riusciti a ingrassare così tanto a spese della comunità – ma è notevole che uno Stato la cui Costituzione «ripudia la guerra» abbia poi sei militari di professione fra i suoi 15 uomini meglio stipendiati.

Che poi chiamare ‘manager’ dei generali, boh.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli

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Il 27,4% degli insegnanti iscritti in graduatoria ha meno di due anni di attività alle spalle

Un docente precario su quattro ha meno di due anni di anzianità di servizio. Vale a dire che su 206.506 “aspiranti” professori iscritti a pieno titolo nelle graduatorie a esaurimento (quelle che prima o poi garantiranno il posto fisso a scuola) ben 56.575 insegnanti (il 27,4%) vantano un’anzianità di servizio che non supera i due anni. Complessivamente sono 90.086 i docenti precari che hanno un’anzianità tra i due e gli otto anni (43,6%), mentre “appena” 59.845, il 29%, hanno alle spalle oltre dieci anni di servizio. Insomma: una bella fetta di aspiranti prof è piuttosto giovane. I dati sono contenuti in una nota riservata di viale Trastevere spedita all’Aran per fotografare l’anzianità di servizio dei precari inseriti nelle graduatorie in vista del piano di assunzioni fino al 2013 e della (correlata) modifica dei gradoni stipendiali. (altro…)

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