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Posts Tagged ‘storie’

NEW YORK. Misteri in bottiglia spa, Clint Buffington amministratore unico. Non è il lavoro della sua vita, non ancora almeno, ma trovare bottiglie sulle spiagge, quelle chiuse che contengono messaggi, è diventata una passione, anzi una missione per Clint. Il giovanotto ha 26 anni e insegna lingua inglese alla Università del Kentucky a Lexington, ma dal 2007 ha un suo blog dedicato a studiare che cosa muova le persone al gesto irrazionale, tra speranza e disperazione, tra sogno e romanticismo, di affidare alle onde capricciose del mare la consegna di un qualcosa di personalissimo. Segreto ma non proprio, visto che qualcuno lo riceverà e lo leggerà, forse. (altro…)

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IL BAMBINO torturato.

Simbolo dell’orrore siriano.

“Anche oggi seppelliamo un nuovo martire della libertà della città di Jiza, provincia di Dara’a”. Ma il martire è un ragazzino di 13 anni. Si chiamava Hamza Ali al-Khateeb, era sceso in strada il 29 aprile, per manifestare nell’ennesimo venerdì della protesta siriana. Lo hanno arrestato. E per circa un mese, di lui, non si è saputo più niente. Poi il suo corpo è stato ritrovato. Mercoledì scorso si sono tenuti i funerali e in un video caricato su Youtube venerdì si vede il suo feretro. Chi lo ha trattenuto tante settimane, presumibilmente la polizia fedele a Bashar al Assad, gli ha sparato in molti punti del corpo: nelle braccia, nel petto, nello stomaco. È tumefatto, pieno di lividi, la sua pelle piena di bruciature da sigarette. Ha il collo spezzato. Addirittura è stato mutilato dei genitali.
Non è chiaro quale sevizia lo abbia definitivamente ucciso. Ma nessuna immagine, prima d’ora, era diventata come questa il simbolo della ferocia del regime. Per tutto il fine settimana in molte città siriane ci sono state manifestazioni per denunciare la feroce tortura subita da Hamza. (altro…)

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La corsa è stata vinta da due esordienti, l’etiope Gebremariam e la kenyana Kiplagat
Ritiro storico per Gebrselassie, detto Il Re, grande favorito e vincitore di due medaglie d’oro alle Olimpiadi.

Oltre ai record, per sua natura lo sport offre spesso belle storie. La maratona di New York, l’evento più affascinante di una categoria sportiva già di per sé estrema, è uno degli appuntamenti che ne concentra di più, e il Wall Street Journal racconta quelle nate — e quelle finite — ieri durante i 42 chilometri di corsa che toccano tutti i cinque quartieri della città, partendo da Staten Island e finendo a Central Park.

L’etiope Gebre Gebremariam, 26 anni, ieri ha vinto da esordiente, come non succedeva dalla vittoria di Alberto Salazar nel 1980. Vittoria all’esordio anche per la kenyana Edna Kiplagat nella categoria donne. Seconda classificata — caso raro — un’americana, Shalane Flanagan, che ha tagliato il traguardo tre ore prima di Edison Pena, uno dei trentatré minatori rimasti intrappolati per settimane in una miniera cilena. Ma la storia più grande, quella che ha oscurato tutte le altre, è quella dell’infortunio e del ritiro di Haile Gebrselassie, maratoneta leggendario, vincitore di due medaglie d’oro olimpiche, detentore di 28 record mondiali e trionfatore in oltre 130 corse importanti.

Soprannominato Il Re e considerato da tutti l’assoluto favorito alla vigilia, Gebrselassie ha avuto un problema fisico al ginocchio il giorno prima della maratona. È arrivato alla linea di partenza insieme al poi vincitore Gebremariam, in autobus, e insieme a lui ha corso fino al venticinquesimo chilometro. E ha corso lentamente, come tutti gli altri maratoneti, che per rispetto nei confronti di Gebrselassie non si sono azzardati a prenderne le distanze fino a metà corsa, quando sopraffatto dal dolore Il Re si è fermato al ponte Queensboro e si è appoggiato alle strutture di metallo del ponte. Gebremariam l’ha visto fermarsi e l’ha raggiunto. «Hailer, dai», gli ha detto facendogli segno di continuare a correre. «Non ce la faccio, Gebre» ha risposto Gebrselassie incitandolo a continuare: «devi correre, devi raggiungerli». Gebremariam lo ha ascoltato e ha ricominciato a correre. Ha raggiunto quelli che stavano conducendo la corsa, li ha superati — compreso il vincitore della scorsa edizione, poi arrivato sesto — e ha vinto la maratona in sole due ore, otto minuti e quattordici secondo, il sesto miglior risultato nella storia. (altro…)

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