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Posts Tagged ‘stranieri’

Vauro

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Quando si litiga sarebbe meglio sapere perché. Si sta invece scatenando un’intempestiva tempesta: materia del contendere è lo ius soli, un istituto che riguarda il riconoscimento della cittadinanza ai figli di stranieri nati sul territorio. Ma la materia appare poco chiara agli stessi contendenti. È bene cominciare con il chiarire che in Italia lo ius soli c’è già. I nati in Italia ottengono la cittadinanza attraverso una procedura semplificata al compimento del 18esimo anno di età, anche quando i loro genitori siano tuttora stranieri. Il fatto è che questa via di accesso alla cittadinanza tramite ius soli è la più severa tra quelle adottate dalle grandi democrazie europee. In altri Paesi l’acquisizione della cittadinanza può avvenire immediatamente alla nascita, anche se con diverse condizioni richieste: ad esempio le recenti riforme greca e portoghese prevedono una residenza del genitore di almeno 5 anni, quella tedesca di almeno 8. (altro…)

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Se (come giustatnente sollecita il Capo dello Stato) verrà concessa la cittadinanza ai figli di migranti che nascono in Italia, e che sono italiani per logica, per crescita e per educazione, ma non per la legge, dice il Calderoli chela Lega“farà le barricate”. Credo che ci sia un errore, annoso, al quale rimediare. Un peccato di omissione del quale rischiamo, presto o tardi, di doverci vergognare non solo di fronte ai figli di migranti che nascono in Italia,ma anche di fronte ai nostri figli. L’errore è questo:che ogni volta che Calderoli o un altro gerarca verde ha aperto la bocca per minacciare barricate, o schioppettate. o forconate, e sempre per qualche causa ripugnante o qualche ragione tirchia,e sempre con quel ghigno gongolante e quei toni da taverna di chi si sente popolo in mezzo ai fighetti; (altro…)

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E’ curioso che ad opporsi in modo più accanito contro la possibilità che chi nasce sul suolo della repubblica diventi automaticamente italiano siano quelli che si professano stranieri pur essendo nati in Italia.
Per la serie: non blaterate dalla mattina alla sera di essere padani e di voler fare la secessione?
E allora, scusate, che ve ne frega?

Da metilparaben.blogspot.com

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Mohamed Hosny Abou Warda, commesso in un negozio di telefonia a Torino, spera da 22 anni di diventare italiano. E' nato e cresciuto qui ma la sua domanda è stata respinta.

Il torinese Mohamed a 18 anni ci è sentito dire no dal ministero.

I bambini nati in Italia hanno l’aspirazione di essere italiani», ha detto il presidente Napolitano. Mohamed Hosny Abou Warda era uno di loro e italiano non lo è diventato. Mohamed, egiziano, 22 anni, passa le giornate dietro al bancone di uno scintillante negozio di telefonia nel multiculturale quartiere torinese di Barriera di Milano. Preciso, competente, sorriso perennemente stampato sulle labbra. Quando arriva il momento, come chi è arrivato in Italia da pochi mesi, molla i clienti per una mezza giornata e si mette in coda per rinnovare il permesso di soggiorno. «La legge dice che a 18 anni chi è nato in Italia da genitori stranieri può fare domanda di cittadinanza. Io, ovviamente, l’ho fatta – racconta -, solo che per diventare italiani non bisogna essersi mai allontanati da questo Paese». Invece, Mohamed, da bambino, si è allontanato. «Alla mia richiesta è arrivato un “no” per mancanza di continuità». (altro…)

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Instancabilmente il presidente Giorgio Napolitano richiama la classe politica al dovere della responsabilità in tutti i settori cruciali per il futuro del Paese, quindi necessariamente anche per le condizioni in cui si trovano a crescere e operare le nuove generazioni, inclusi i bambini e adolescenti legalmente stranieri. Stranieri ma di fatto italianissimi per autoidentificazione ed esperienza quotidiana. A due riprese nel giro di pochi giorni, il Presidente ne ha denunciato con nettezza lo status di cittadini dimezzati, che li colloca in una sorta di limbo del diritto, di persone senza territorio e senza appartenenza. (altro…)

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Una giornata di sciopero contro il razzismo. Si ripete l’iniziativa di un anno fa.

Incroceranno nuovamente le braccia, per un giorno intero, gli stranieri di tutta Italia.
Domani è infatti la giornata di sciopero dei migranti contro il razzismo, denominata “Ventiquattro ore senza di noi”, per far capire cosa accade nel paese se tutti i lavoratori immigrati si fermano per ben ventiquattro ore.
La protesta, che ritorna a distanza di un anno, chiede l’abolizione della legge Bossi-Fini, del contratto di soggiorno per lavoro, la chiusura dei Cie e il diritto al voto. (altro…)

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