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Posts Tagged ‘studenti’

Biani

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Manifestazioni in 25 città, scontri a Padova e Milano: feriti studenti e poliziotti. Roma, uova contro l’ambasciata tedesca. Camusso: “Mediazione? Non c’è tutela”. In 30 sulle impalcature del Colosseo. A Napoli bloccata la tangenziale.

E’ il giorno dello “sciopero sociale“: Fiom, Cobas, sindacati di base, organizzazioni studentesche, precari e attivisti dei centri sociali in piazza a Roma, Milano, Napoli e in altre città (25 in tutto quelle principali) contro le politiche di austerità della Ue e del governo Renzi, contro il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18. Ma anche, per quanto riguarda la scuola, per l’assuzione dei precari e un no secco al piano del governo. (altro…)

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Scuola

ROMA . Gli studenti sono tornati nelle piazze d’Italia, ieri. Ottantamila in sessanta città, ventimila a Roma. Schierati contro la proposta “La buona scuola” e il Jobs act del governo Renzi, hanno inaugurato un autunno di manifestazioni che porterà allo sciopero generale Cobas il 24 ottobre, la manifestazione Cgil il 25, lo sciopero sociale il 14 novembre. Gli studenti hanno esposto dieci proposte di fronte a dieci monumenti italiani. A Roma il corteo è finito sotto la sede del ministero dell’Istruzione facendo registrare scintille tra i Cobas e i ragazzi, contrari alle bandiere del sindacato. (altro…)

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MIGLIAIA IN CORTEO PER DIFENDERE L’ISTRUZIONE PUBBLICA
PACIFICA ANCHE LA MANIFESTAZIONE DI CASAPOUND CONTRO MONTI.

“Semo venuti già menati”. É il cartello più gettonato, vero trionfo dell’ironia che ieri ha segnato la manifestazione di studenti, insegnanti precari, amici della scuola pubblica che per cinque ore piene ha attraversato la città. Lo sberleffo, l’ironia, la voglia di esserci e di non farsi sconfiggere dalla violenza, quella degli “incappucciati” che cercano lo scontro a tutti i costi e quella dei poliziotti che perdono la testa, hanno spazzato via d’un colpo tutti gli allarmi su quello che doveva essere il sabato nero di Roma. La mattina i Cobas della scuola in Piazza della Repubblica, gli studenti universitari e dei licei occupati in zona Piramide, nel pomeriggio il corteo dei fascisti di CasaPound e il presidio antifascista. Poteva succedere di tutto e invece… “Invece siamo qui, nonostante le minacce del ministro Cancellieri e le botte del 14 novembre”, dice uno studente universitario. “Per riprenderci la città, i luoghi della cultura e del sapere”, aggiunge una ragazza dietro lo striscione “Liceo Virgilio occupato”. (altro…)

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STUDENTI, IL MOVIMENTO TORNA A INVADERE ROMA: CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA, L’AUSTERITÀ E IL DDL EX APREA SUI PRIVATI NEGLI ORGANI COLLEGIALI.
Mentre tutto il mondo adulto prescrive limiti e comandamenti, i ragazzi parlano, contestano, sfilano, urlano. E non vogliono limiti su dove arrivare ROMA. Ministri che hanno scambiato la loro poltrona per una cattedra li hanno derisi: «Choosy», «sfigati», «bamboccioni». Il prefetto di Roma Pecoraro li tratta da ragazzini viziati «che non sono controllati dai genitori». I manganelli che li hanno percossi bestialmente mercoledì scorso sono un avvertimento: per loro non c’è spazio per il dissenso. Qualcuno sostiene che farebbero peggio i docenti che li appoggiano e protestano contro il «concorso-truffa» nella scuola e il ddl «ex Aprea». E poi l’incubo di strani lacrimogeni che sembrano piovere dal cielo, o rimbalzare da terra contro le leggi della fisica, ma certo non da un ministero.  (altro…)

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Il movimento: torneremo in piazza. Palermo, scontri e feriti.

ROMA — Chi era dentro la gabbia di via Arenula sentiva bruciare gli occhi, vedeva scie di gas scendere dall’alto, ma non capiva chi avesse sparato quei lacrimogeni. Da dove. Non c’erano agenti alle spalle — su Ponte Garibaldi il reparto mobile stava caricando, in direzione opposta, la testa del corteo frantumato — e i primi poliziotti davanti erano lontani, in largo di Torre Argentina. Racconta una ragazza di 25 anni, studentessa di Psicologia alla Sapienza: «Correvo lungo via Arenula, dopo la prima carica della polizia. Ho superato di qualche metro il palazzo del ministero della Giustizia e mi sono voltata. Un lacrimogeno è cascato verticalmente davanti a me, così come altri due più distanti: piovevano dal cielo. Mi sono voltata e, sia davanti a me che dietro, non c’erano agenti in strada che sparavano gas. Almeno tre lacrimogeni sono piombati dall’edificio del ministero, in mezzo alla gente. (altro…)

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La scuola è in agitazione. Non solo i tagli, ma ora pure il tentativo, per fortuna fallito, di aumentare le ore di lezione! Sempre con l’idea che l’insegnamento sia un lavoro minore. Se non fosse così d’altronde non occuperebbe soprattutto le donne. È stato dimostrato che le professioni, nella storia, sono strettamente legate ai generi. Appena una carica scade di valore e di pregio, viene affidata in massa al mondo femminile. Tipico il caso delle infermiere e dei dottori. Delle insegnanti delle scuole inferiori e degli insegnanti di università e così via.
Secondo le classifiche internazionali lo stipendio medio italiano a fine carriera è pari a 43.666 dollari, ben 4 mila dollari in meno, circa, rispetto alla media Ocse (47.721). In Germania alle medie a fine carriera un professore guadagna 68.592 dollari, in Francia 51.301, in Spagna, 58.065, nel Regno Unito, 44.145 dollari. (altro…)

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