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renzi“Misure insostenibili, vanno riviste”. Il premier non ci pensa nemmeno: “Ora ci divertiamo.

I governatori, per bocca del loro rappresentante, il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino fanno sapere che così com’è la manovra “uccide le Regioni e la Sanità”. La risposta del governo a questo allarme viene fatta filtrare con una velina serale con la solita formula del “Renzi ai suoi”: “Ora ci divertiamo sul serio”. È lo spirito con cui il premier incontrerà domani i governatori, come chiesto con urgenza dallo stesso Chiamparino. È un modo sprezzante per dire che i saldi della manovra, tagli brutali compresi,non cambieranno:“LeRegioni eliminino gli sprechi, impedirò che alzino le tasse”, fa sapere Renzi.   (altro…)

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SorpresaNella presentazione del Documento di economia e finanza il premier Matteo Renzi ha fatto due promesse impegnative: niente tagli e niente nuove tasse. Ora che, oltre al comunicato stampa di Palazzo Chigi, si possono consultare i documenti che verranno approvati nel Consiglio dei ministri di venerdì è tutto più chiaro. PARTIAMO DALLE TASSE. Nel Programma di Stabilità che il ministero del Tesoro manderà a Bruxelles, nell’ambito del negoziato con la Commissione europea che porterà alla legge di Stabilità in autunno, si legge che le entrate continueranno a crescere nei prossimi anni: “In termini netti aumentano di 6,6 miliardi nel 2016, 13,2 miliardi nel 2017, 17 miliardi nel 2018 e 19,3 miliardi nel 2019”. Dal prossimo anno, infatti, scattano le clausole di salvaguardia previste “dal – la Legge di Stabilità 2015” (cioè dal governo Renzi a fine 2014) che valgono “12,8 miliardi nel 2016, 19,2 miliardi nel 2017 e circa 22 miliardi a decorrere dal 2018”. (altro…)

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Raccontano balle

Da Il Fatto Quotidiano del 31/12/2014.

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ROMA . Piovono richieste di emendamenti sulla legge di Stabilità: solo dalle Regioni ne sono arrivate un centinaio, tutte sul tavolo del ministro Maria Elena Boschi, che dovrà valutarle. Già si sa che solo in parte saranno tramutate in emendamenti alla manovra, ma il segnale che lanciano è forte: lo scontro fra enti e governo aumenta d’intensità e diventa incandescente in materia sanitaria.
«La legge di Stabilità non prevede tagli e il fondo sanitario è intatto — ha detto ieri il ministro Beatrice Lorenzin sollevando un’onda di polemiche — Si chiedono 4 miliardi di tagli alle Regioni: se non sono in grado di ristrutturare la loro spesa e chiedono, prima ancora di aver cominciato, di tagliare il fondo sanitario se ne assumano la responsabilità».

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No TrivRENZI, OGGI ALL’ASSEMBLEA ANCI, VUOLE FARE CONTENTI I SINDACI. PADOAN RESISTE.

Ennesima fiducia per Matteo Renzi: la numero 27 in otto mesi di governo, una ogni nove giorni. Uno stile di governo decisamente sbarazzino, per così dire, e leggermente disinteressato alla partecipazione del Parlamento al processo legislativo. Ieri, ad esempio, il Senato è stato ufficiosamente abolito visto che ha dovuto approvare il decreto “Sblocca Italia” in tutta fretta, con la fiducia e senza poter modificare il testo arrivatogli dalla Camera la scorsa settimana: i senatori di opposizione si sono sfogati rallentando i lavori e facendo un po’ di casino durante il dibattito e le votazioni. Quelli dei 5 Stelle, poi, si sono fatti prendere la mano durante la fiducia arrivando a impedire ai colleghi di votare passando come al solito sotto la presidenza: i responsabili sono stati deferiti e rischiano sanzioni. (altro…)

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ANNI di tagli alla spesa pubblica non compensano il calo del Pil. È la rozza sintesi della lunga crisi italiana, che si avvita su se stessa nel titanico sforzo di rientrare nei fatidici “parametri europei”. Solo la risalita del Pil potrebbe invertire le tendenza. Ma se il Pil non risale? Noi inesperti di economia ci permettiamo di domandarci dove sta scritto che la produzione di beni e di ricchezza sia soggetta sempre e comunque a riprendere la sua corsa verso “le magnifiche sorti e progressive”. Nella Ginestra Leopardi usò quella fortunata espressione come amaro dileggio del cieco ottimismo umano. (altro…)

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Manovra flop

L’Istat stronca Renzi e la sua manovra economica: il premier l’ha venduta come una manovra che avrebbe permesso al Paese di ripartire, ma l’Istat oggi lo sbugiarda e ci dice che l’impatto nei prossimi due anni sarà praticamente nullo. Quindi cosa ci resterà di questa memorabile Finanziaria? Solo i tagli alle Regioni, agli enti locali, alla Sanità, i tagli ai malati di Sla, alla scuola, alla ricerca. Un vero capolavoro, che serve solo ad affondare ulteriormente l’Italia, svendendo le sue risorse e i nostri diritti, e con questi anche la nostra dignità.”

Di Alberto Airola, capogruppo M5S Senato da beppegrillo.it.

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