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Posts Tagged ‘tangenti’

mazzette

Vacanze e autista privato parla la “Dama nera” terremoto all’Anas 19 arresti per mazzette.

Lo scandalo.

In manette funzionari e imprenditori dopo le rivelazioni della Accroglianò che ha raccontato il sistema che gestiva i lavori pubblici Indagato anche un parlamentare di Forza Italia. Per evitare intercettazioni gli affari si discutevano anche nella fondazione dell’ex ministro Matteoli.

ROMA – Bastava pagare. E magicamente si aggiudicavano appalti, si sbloccavano pagamenti e si eliminavano penali. Sono diciannove le persone arrestate e 17 gli indagati, tra funzionari e dirigenti dell’Anas, avvocati, imprenditori. C’è anche un politico tra gli indagati, Marco Martinelli di Fi che ha intascato 10mila euro. È l’atto secondo dell’inchiesta “Dama Nera” portata avanti dai finanzieri del Gico di Roma, diretti dal colonnello Gerardo Mastrodomenico, quella che ieri mattina ha portato a 53 perquisizioni in tutta Italia.

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E poi dicono che non esiste

Tangenti

Pd-Fi-Ncd in giunta votano contro la richiesta di arresto del senatore De Siano (il tribunale del riesame aveva confermato la richiesta di arresto).
E poi dicono che non esiste, questo partito della nazione.

Da unoenessuno.blogspot.it

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trattativa

Mosè ci ha fatto camminare quarant’anni nel deserto per portarci nell’unico posto del Medio Oriente dove non c’è petrolio Golda Meir

Il petrolio, ma anche il fotovoltaico, su cui l’Italia sta andando avanti, ma con un’impatto ambientale non da poco. Infine le bonifiche infinite, come quelle della Caffaro, Marghera, Priolo.
I siti chimici che la Eni sta dismettendo: a chi li sta svendendo?

MILENA GABANELLI IN STUDIOPer cominciare invece una storia che parte da una denuncia di Re:Common e Global Witness di Londra, una grandissima organizzazione che si occupa di corruzione internazionale.L’oggetto: la licenza per andare a vedere se c’è petrolio sotto quest’area di mare al largo delle coste nigeriane che si chiama Opl 245.

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eniReport ha cercato di ricostruire il percorso di quella che si sospetta essere una delle più grosse tangenti mai pagate al mondo. Parliamo di circa un miliardo di dollari che l’Eni avrebbe sborsato per l’acquisto della licenza per sondare i fondali marini del blocco petrolifero denominato Opl245 in Nigeria. Il sospetto che sia stata pagata una tangente emerge per puro caso durante un processo civile presso l’Alta Corte di giustizia inglese dove nel 2012 si celebra una disputa tra due società, la Malabu oil, dell’ex ministro del petrolio della Nigeria Dan Etete, e una società delle British Virgin Islands, la Energy Venture Partners, del mediatore nigeriano, Emeka Obi. E’ il mediatore Obi che chiede all’ex ministro Etete il riconoscimento ufficiale del suo ruolo nella compravendita della Opl245. Tra le carte del processo inglese spunta anche il nome di Luigi Bisignani che, intercettato in quel periodo dalla procura di Napoli per la P4, parla con i massimi vertici dell’Eni dando indicazioni per concludere l’affare. Bisignani, intervistato da Report, ammette di aver avuto un ruolo di “attivatore” dell’affare, e ammette anche di aver avuto contatti con i massimi vertici dell’ Eni, vecchi e nuovi. (altro…)

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Tangenti

La difesa del sindaco Pd di Ischia: “Non sapevo nulla della convenzione con il mio albergo e della consulenza a mio fratello” Ma i pubblici ministeri non gli credono. E sugli appalti della Cpl Concordia in Puglia ora indaga anche la procura di Foggia.

NAPOLI – «Giudice, ho letto le carte, ma trovatemi un atto, una mia azione amministrativa a favore di questa gente, mai! La convenzione stipulata dalla Concordia con l’hotel di famiglia? Fatta a mia insaputa. La consulenza data a mio fratello Massimo? A mia insaputa. Anzi, se lui ha detto qualcosa, ne risponda». Giuseppe Ferrandino, sindaco pd dimissionario di Ischia, risponde ai magistrati. In carcere da due settimane nell’inchiesta per corruzione che coinvolge la Cpl Concordia, difeso da Alfonso Furgiuele e Gennaro Tortora, nega su tutta la linea. Un interrogatorio a tratti aspro, quello che emerge dai verbali depositati al Riesame. Ferrandino smentisce di essere mai stato in Tunisia a spese o in compagnia dei vertici della società: «Mai stato lì in vita mia». (altro…)

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SimoneIl responsabile relazioni esterne: “A Vessa (EX PDL) altra forma di mazzetta.

Francesco Simone, il lobbista di Cpl Concordia, la coop rossa dello scandalo delle tangenti sulla metanizzazione di Ischia, crolla sotto il peso del rimorso. Confessa. Tira in ballo i complici. Rivela il sistema. È provato: “Mi mancano le mie bambine… Ho vergogna”. E fa i nomi e i cognomi. Dal deposito dell’interrogatorio di garanzia del 2 aprile nel penitenziario di Poggioreale, agli atti del Tribunale del Riesame che nei prossimi giorni si pronuncerà sull’istanza di scarcerazione, emergono i dettagli del modus operandi. INTERROGATO dal Gip di Napoli Amelia Primavera alla presenza del pm Henry John Woodcock, Simone ammette che il denaro in contante che trasportava dalla Tunisia all’Italia serviva ai vertici della cooperativa per “pagamenti in nero”. Aggiunge: “Mi assumo tutte le responsabilità delle cose fatte, contestate…” (altro…)

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Tangenti

Dopo Ischia, un altro comune campano travolto dagli scandali: nove sotto accusa, tra cui i vertici della giunta di centrosinistra “Associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta”. Primarie a rischio: qui a gennaio il caso degli iscritti legati alla camorra.

NAPOLI – Appalti, Pd e cooperative: dopo Ischia e la Concordia, una nuova inchiesta coinvolge un comune amministrato da una giunta dem. Nella bufera finisce Ercolano, la città degli Scavi visitata pochi giorni fa da Angela Merkel. Nove indagati, tra cui il sindaco Vincenzo Strazzullo e il suo vice Antonello Cozzolino, raggiunti da un avviso di garanzia con altri politici e imprenditori. Gravi le ipotesi di reato: associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Strazzullo e Cozzolino sono in corsa, con il renziano Ciro Buonajuto, per le primarie Pd in programma domenica: appuntamento che rischia di saltare. La vigilia era già stata avvelenata, a gennaio, dal boom degli iscritti, tra i cui elenchi erano finiti 36 nomi sospetti, legati a famiglie di camorra. Ora il nuovo scandalo. (altro…)

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