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Posts Tagged ‘tasi’

padoanDue mesi in più per le delibere. Palazzo Chigi rinvia gli emendamenti. Renzi: “L’Italia rispetta le regole Ue”.

ROMA – Rischio di aumenti in zona Cesarini per la Tasi, e nuovi rincari per l’Imu e le addizionali Irpef. La Commissione Bilancio del Senato ha approvato ieri un emendamento alla legge di Stabilità che rende legittime le delibere approvate dai municipi dopo il vecchio limite fissato al 30 luglio di quest’anno e dispone che gli aumenti deliberati dai Comuni entro il 30 settembre sono validi a tutti gli effetti.
La Cgia di Mestre calcola che i Comuni che si trovano nella condizione di aver varato aumenti, fino ad oggi congelati, e che con la norma approvata diventano operativi, sono 1.884 mentre solo 192 Municipi non hanno messo mano alle aliquote.

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L’attacco La Ue: “Togliere le tasse non fa crescere l’economia”. Corte dei Conti e tecnici delle Camere: i numeri di Padoan non tornano.

Bruxelles, la Corte dei conti e i tecnici delle Camere assestano colpi non da poco ai piani dell’esecutivo e alla credibilità dei numeri della nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza su cui Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan imposteranno la legge di Stabilità. Andiamo con ordine   QUELLO PIÙ FORTE viene dalla Commissione Ue: l’Italia dovrebbe ridurre la pressione fiscale sul lavoro – tra le più alte d’Europa – e spostarla sui consumi e sugli immobili. La ricetta è contenuta in un capitolo del rapporto 2015“Riforme fiscali negli Stati dell’Ue” pubblicato ieri. (altro…)

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luigi-di-maioSe per tagliare la Tasi vogliono usare i soldi destinati agli ospedali, io non ci sto!
Il Governo a luglio ha tagliato altri 2,3 miliardi di euro per fare cassa. Usano la scusa degli sprechi, ma in realtà tolgono fondi agli esami e alle cure che salvano la vita.
Non gli ho mai visto ridurre gli stipendi ai dirigenti ospedalieri o acquistare farmaci alternativi a quelli delle solite note case farmaceutiche. O eliminare le auto blu delle ASL. (altro…)

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A confrontoI sindaci sono obbligati a informare i cittadini però è quasi impossibile districarsi tra i bilanci
 La maggior parte delle risorse a trasporti, sicurezza, verde e fontanelle
 Il Fisco.

ROMA – Dove finiscono i soldi della Tasi? La legge che ha istituito la Tassa sui servizi indivisibili dice chiaro e tondo che i sindaci devono indicare in modo “analitico” non solo il gettito incassato dagli immobili, ma anche l’uso che se ne fa in termini di servizi pubblici finanziati. E lo devono fare in modo chiaro e trasparente. Dunque sui siti dei Comuni, ad esempio. È così? No. Per capire la destinazione del più tormentato dei balzelli, il cittadino dovrebbe essere un segugio informatico, un esperto di bilanci pubblici e rapido di calcolo. Aprire così delibere, documenti contabili e programmatici, relazioni, regolamenti, bozze. E chi più ne ha, più ne metta. E poi fare tabelle, applicare percentuali, sempre ad avere tempo da perdere. Insomma, una fatica immane. Eppure non dovrebbe essere così. E non solo perché la trasparenza è un obbligo di legge. Ma proprio per la natura stessa della Tasi, da quest’anno e per la prima volta nella storia italiana non più imposta sul patrimonio immobiliare, ma tassa per i servizi ricevuti. E invece niente. Altro che “vedo, pago, voto”. Qui di federalismo fiscale (ancora)neanche l’ombra.  (altro…)

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I numeriSecondo Eurostat la nostra pressione fiscale è salita fino al 44% “Sono soprattutto le imposte sul lavoro a pesare eccessivamente”.

BRUXELLES – L’Italia è, con l’Ungheria, il Paese europeo in cui la pressione fiscale è aumentata di più: tendenza che risulta comunque comune a tutta la Ue. Secondo i dati pubblicati ieri dalla Commissione, e riferiti al periodo 2011-2012, il peso delle tasse sui contribuenti italiani è salito dal 42,4 al 44 per cento del Pil. Nell’Unione europea la pressione fiscale è salita mediamente dal 38,8 al 39,4 per cento e, secondo le stime di Bruxelles, è destinata a crescere ancora nei prossimi anni. Gli unici Paesi che in quel periodo hanno ridotto il peso delle tasse sono stati la Gran Bretagna, il Portogallo e la Slovacchia.
Nella graduatoria del carico fiscale, che però non prende in considerazione la qualità e la quantità dei servizi erogati come corrispettivo delle tasse prelevate, l’Italia è tra i sei Paesi europei che hanno il fisco più esoso. In testa a tutti c’è la Danimarca, con una imposizione pari al 48,1 per cento del Pil.
Seguono il Belgio (45,4%), la Francia (45%), la Svezia (44,2%), la Finlandia (44,1%) e l’Italia con il 44,0 per cento. I Paesi che fanno pagare meno tasse sono tutti nell’Est europeo: Lituania (27,2%), Bulgaria e Lettonia (27,9%), Romania e Slovacchia (28,3%). Nel periodo preso in considerazione, i governi che hanno aumentato le tasse di più dell’uno per cento, e dunque più della media comunitaria, sono stati, oltre all’Ungheria e all’Italia, la Francia, la Grecia, il Belgio e il Lussemburgo. (altro…)

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I puntiEntro oggi il pagamento di diversi tributi, dall’Irpef alla prima rata sulla casa Abitazioni, ecco le differenze con il 2012: aggravi più frequenti se la rendita è bassa.

ROMA – Giorno del salasso per la Tasi che nel 71,1 per cento delle famiglie con un figlio, secondo un rapporto della Uil servizio politiche territoriali, costerà più dell’Imu del 2012. Ma non solo: quello che si profila come un «lunedì nero» prevede anche il pagamento di una serie di saldi e tasse sulle imprese che raggiungeranno, secondo la Cgia di Mestre, i 54,5 miliardi.
L’attesa maggiore per circa 5,5 milioni di contribuenti in 2.265 Comuni è comunque per l’ultimo giorno utile per pagare la Tasi sulla prima casa e già i primi conteggi emanano il profumo della stangata. Secondo lo studio della Uil servizio politiche territoriali che ha preso in esame 180 famiglie- tipo, con abitazioni in A/2 e A/3, le più diffuse, in 45 Comuni che hanno già pubblicato l’aliquota, la Tasi per più della metà delle famiglie (52,8 per cento) costerà più dell’Imu del 2012 (ultimo anno in cui si pagò interamente la tassa).

Infatti da un confronto tra i bollettini del 2012 e quelli pronti per il pagamento di oggi risulta che nella categoria A/2 nel 49 per cento delle famiglie con un figlio nei Comuni presi in considerazione il costo della Tasi sarà superiore a quello sostenuto per l’Imu. Nella categoria A/3 le cose vanno anche peggio: in questo caso nel 71,1 per cento delle famiglie con un figlio, collocate nei Comuni-campione, ci sarà un appesantimento dei costi del fatidico bollettino. (altro…)

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TasiSarà un giorno di passione in banca e in posta. Domani è il termine per il pagamento in tutta Italia della prima rata dell’Imu sugli immobili diversi dall’abitazioni principale, e assimilati; è anche la scadenza per la prima rata della Tasi, che però si paga su tutti gli immobili ma solo nei comuni che, avendo pubblicato le aliquote entro il 31 maggio, non hanno deciso scadenze diverse da quella del 16 giugno. Nei circa 6000 comuni che non si trovano in questa situazione l’appuntamento slitta al 16 ottobre. Riassumiamo per i molti che aspettano l’ultimo giorno utile le regole alla base dei due tributi, a partire da quello che hanno in comune: la base di calcolo. Si parte dalla rendita catastale originaria la si aumenta del 5% e poi si moltiplica per un coefficiente che dipende dalla tipologia dell’immobile: 160 se si tratta di un’abitazione o di un box, 80 per gli uffici, 55 per i negozi, per citare solo i più diffusi. Per il resto invece i due tributi si differenziano radicalmente sia per i presupposti di applicabilità sia per le aliquote.  (altro…)

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I numeri della crisiNomisma: dal 2008 perdono soprattutto le giovani coppie dimezzate le famiglie interessate a comprare un’abitazione.

ROMA -Il reddito familiare torna ai livelli degli anni Ottanta, il potere d’acquisto cala dell’1,3 per cento, il 13 per cento in meno rispetto ai valori precrisi, il mattone diventa sempre più un sogno proibito: in 12 mesi si dimezzano gli aspiranti acquirenti, che passano da 730.000 a poco più di 324.000, rispetto a un bacino potenziale di 1 milione di famiglie. La stima è di Nomisma, nel “Rapporto sulla finanza immobiliare”. Anche i pochi segnali di miglioramento sul fronte delle famiglie sono molto deboli, e di dubbia interpretazione: la propensione media al risparmio nel 2013 sale al 9,8 per cento, 1,4 punti in più rispetto al 2012, però il 64,5 per cento degli intervistati afferma di aver risparmiato meno rispetto all’anno precedente, o di non averlo fatto per nulla. È una quota inferiore al 75,5 per cento dell’anno precedente, ma la ragione è da collegarsi a una “cronicizzazione” della crisi: le famiglie hanno smesso di intaccare i risparmi per cercare di salvaguardare il tenore di vita precedente al 2007, che appare ormai insostenibile, c’è un «ridimensionamento delle aspettative di reddito futuro». E infatti il calo dei consumi pro-capite nel 2013 è più marcato che negli anni precedenti: — 2,8 per cento.

Quanto ai giovani vorrebbero spendere di più, magari comprare una casa, però hanno redditi molto bassi e possibilità molto limitate. L’indagine 2013 sulle famiglie, condotta ancora da Nomisma, classifica molti di loro come “equilibristi”: 3,1 milioni di famiglie costituite in prevalenza da giovani adulti tra i 35 e i 44 anni che guadagnano in media 1.200 euro al mese e che «non risparmiano, non possiedono un’abitazione, non detengono strumenti finanziari». (altro…)

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TASI e IMU

Tasi e Imu 2014 calcolo prima casa, seconda casa, terreni, negozi, capannoni

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto-ponte che conferma ufficialmente il rinvio del primo versamento Tasi al prossimo 16 ottobre ma solo nei Comuni che non hanno deciso le nuove aliquote.

Per gli altri Comuni che hanno deliberato aliquote e detrazioni dovranno presentarsi all’appuntamento dell’acconto il 16 giugno, come fissato inizialmente.

Stessa scadenza per il pagamento

Il provvedimento ricalca i contenuti dell’emendamento presentato in Senato al dl Irpef che stabiliva che lo slittamento del pagamento della prima rata 2014 al 16 ottobre, dal 16 giugno, per i comuni che non hanno deliberato le aliquote entro il 23 maggio scorso. (altro…)

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delrioROMA – Si prevede ancora caos per il pagamento della Tasi. Con l’aiuto della Uil servizio politiche territoriali abbiamo realizzato questa prima guida alle scadenze. E mentre si attende il decreto per domani, l’Ncd con Sacconi minaccia la crisi se non sarà posto un tetto all’aumento delle aliquote Tasi.
Chi pagherà la Tasi e quando?
I contribuenti saranno di fatto divisi in tre fasce a seconda del comportamento dei sindaci: quelli residenti nei Comuni «virtuosi» che hanno deliberato e pubblicato le aliquote entro il 26 maggio; quelli dei Comuni ritardatari che, se sarà approvato il decreto senza novità, avranno tempo fino al 31 luglio e pagheranno il 16 ottobre (come annunciato ieri dal presidente Anci Fassino); quelli dei Comuni inadempienti che, se non vareranno le aliquote entro il 31 luglio, dovranno pagare tutto in unica rata il 16 dicembre. (altro…)

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Tasi

Corsa dei Comuni alle nuove aliquote entro venerdì, retromarcia in altri Bonus, possibile estensione a famiglie con tre figli fino a 31 mila euro.

Alcuni consigli non applicheranno le delibere delle giunte. Le organizzazioni dei consumatori contestano il doppio regime.


ROMA – E’ caos sulla Tasi, la nuova tassa sulla casa che sostituisce da quest’anno l’Imu. L’adozione del «doppio binario» per i pagamenti, annunciato lunedì sera dal ministero del Tesoro con una breve nota, ha messo in movimento l’intero fronte dei sindaci che hanno convocato consigli comunali straordinari, nonostante l’avvicinarsi delle elezioni, per varare la tassa, evitare lo slittamento e incassare gli acconti di giugno. Per i contribuenti si profila per i prossimi mesi una matassa fiscale difficile da dipanare. (altro…)

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Protagonisti dell'affaire TasiI COMUNI SONO IN RITARDO, L’ESECUTIVO HA PERSO UN MESE: SI PAGHERÀ A SETTEMBRE.

Lo sapevano da almeno un mese che si sarebbe arrivati a questo punto. Lo sapevano almeno da quando dentro il terzo decreto Salva-Roma è stato inserito un emendamento – concordato da governo e maggioranza – che spostava dal 31 maggio al 31 luglio il termine per i Comuni per predisporre i loro bilanci. Lo sapevano – e s’intende a Palazzo Chigi e in particolare il sottosegretario Graziano Delrio (ma pure il presidente Anci Piero Fassino) – perché il tema fu posto in quei giorni anche nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, specialmente dal presidente della prima, Francesco Boccia: qui si continuano a cambiare le leggi sulla fiscalità locale, non si fa in tempo, la prima rata della Tasi va fatta slittare a settembre. Niente. Ora, quando manca meno di un mese alla scadenza del 16 giugno, il governo si decide a farlo con un comunicato nella serata di ieri, costretto dal caos che già serpeggia tra commercialisti, Caf ed enti locali. “Dilettanti allo sbaraglio”, è il commento sprezzante degli esperti parlamentari di bilanci locali.   (altro…)

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Tasi e 730Rinviare scadenze 730 e Tasi per evitare Ricorsi dei comuni e dei cittadini

Tra Tasi e 730 si rischia la ‘paralisi fiscale’ e milioni di contribuenti potrebbero finire per non rispettare le scadenze. A lanciare l’allarme sono

I Caf, in piena campagna fiscale, prevedono un assalto dei cittadini che chiederanno assistenza anche per il calcolo della nuova tassa sui servizi indivisibili: la prima rata va versata entro il 16 giugno, quindi tra meno di un mese.

A peggiorare la situazione l’incertezza riguardante la Tasi: molti Comuni non hanno ancora fissato le aliquote della nuova imposta che surroga l’Imu sulla prima casa (e che con la Tari, cioè la vecchia Tares, compone il nuovo tributo unico Iuc). I centri di assistenza fiscale già preannunciano una valanga di contenziosi. (altro…)

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Tasi

COMUNE in cui abiti, tassa che trovi. Eccolo il federalismo fiscale. Ci si dovrà abituare, un po’ alla volta. Ma prima bisognerà superare la “prova Tasi”, parente geneticamente modificato dell’Imu, quella che avevano abolito ma che in realtà è sostanzialmente sopravvissuta sotto nomi a acronimi diversi. La Tasi, la tassa comunale sui servizi indivisibili, dunque si paga sulla prima casa come sulle seconde e sugli altri immobili. La pagano i proprietari ma anche gli inquilini. Le aliquote non sono uguali per tutti, sia ben chiaro: le stabiliscono i Comuni. Altrimenti che fine fa il federalismo fiscale? E tra gli ottomila e passa Municipi c’è chi l’ha già fissata (circa 800, tra i quali 22 capoluoghi di provincia e 9 capoluoghi di Regione) e chi invece no. Ben quattromila, d’altra parte, sono i Consigli comunali che saranno rinnovati con il voto di domenica prossima. (altro…)

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Tasi

Nessuno sconto per reddito e figli dove la tassa è già in vigore
La casa.

ROMA — Chi non pagava l’Imu, non pagherà la Tasi. Il governo Letta era pronto a metterlo per iscritto, questo “vincolo etico”. Non l’ha fatto, però. E alla fine molti (ex) esenti dovranno rassegnarsi. La nuova tassa sulla prima casa andrà versata. Si mettano l’anima in pace anche gli altri proprietari. Con buona probabilità, specie se l’aliquota della vecchia Imu era al 4 per mille o meno, il conto sarà addirittura più salato. Com’è possibile, se le aliquote Tasi sono più basse di quelle dell’Imu? Semplice. Per effetto delle detrazioni. (altro…)

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L'esenzione

Retromarcia del governo, il decreto conferma i privilegi concessi su Ici e Imu.

ROMA — Retromarcia del governo sulla tassazione di Chiese, oratori, associazioni non profit e musei. Il testo finale del decreto legge su «Disposizioni urgenti in materia di finanza locale», debitamente “bollinato” dalla Ragioneria generale dello Stato e in uscita sulla Gazzetta ufficiale prevede al comma 3 dell’articolo 1, in modo esplicito e dettagliato, un regime di esenzione dalla Tasi per luoghi di culto, oratori, sedi di associazioni di volontariato e tutto quanto svolge un ruolo sociale, compresi gli stabili di proprietà dello Stato, Regioni e Province. Cambia dunque il nome della tassa, ma restano i privilegi: si applicheranno alla Tasi, come avveniva per l’Ici e per l’Imu. (altro…)

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La beffa

LA SUPER-TASI NEL DECRETO, POTRÀ SALIRE L’ALIQUOTA PER COPRIRE LE DETRAZIONI.

Secondo la vulgata passata sui media, Matteo Renzi ha commissariato Ignazio Marino, gli ha sì concesso qualche soldo, ma in cambio gli ha pure imposto “un piano di rientro” che metterà a posto i conti della capitale. Al nuovo premier, insomma, non la si fa: Renzi non può perdere, non può cedere, non può sapere a malapena quel che fa. Fin qui l’agiografia a mezzo stampa, che però ha il difetto di essere menzognera: basta leggere il decreto “salva-Roma” approvato ieri in Consiglio dei ministri per capirlo. Renzi ha mollato il colpo: ha concesso alla capitale gli stessi denari che gli aveva dato Enrico Letta attraverso più o meno le stesse partite di giro e chiedendogli di impegnarsi a fare le stesse identiche cose.   (altro…)

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Tasi

Ai sindaci 700 milioni. Milano e Bari, tassa superiore all’Imu
Il fisco.

ROMA— Una maggiorazione dello 0,8 per mille, modulabile dai Comuni a scelta su prima e seconda casa; ritorno delle detrazioni, in media di 63 euro (ma sempre a discrezione dei Municipi per tipologie familiari e abitazioni); ristoro di 700 milioni per il passaggio dalla vecchia tassazione della casa alla nuova del 2014. Nei prossimi giorni sarà varato il decreto legge che recepirà l’accordo raggiunto ieri tra l’Anci e il governo. «Sono risultati importanti», ha dichiarato il presidente dell’Anci Piero Fassino. (altro…)

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Mini-IMU

I sindaci ottengono parte del gettito sui capannoni. Domani mini Imu-Tares
La manovra.

ROMA— Rincara la Tasi, la nuova tassa sulla casa e arrivano maggiori risorse per i Comuni che potranno beneficiare di una parte del gettito dei capannoni. L’intesa di massima è stata raggiunta ieri al ministero dell’Economia, in un vertice tra Saccomanni, il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio e il presidente dell’Anci Piero Fassino.
«Da parte del governo c’è stato il riconoscimento della fondatezza delle nostre richieste sulla copertura delle detrazioni e sulla copertura del minor gettito» dovuto al passaggio dall’Imu alla Tasi, ha detto Fassino che ha anche quantificato in «un miliardo » l’impegno del governo. (altro…)

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La tasiComuni insoddisfatti: l’aumento delle aliquote non ci basta
Le tasse.

ROMA— Tutt’altro che chiuso, il capitolo delle tasse sulla casa. Scelta Civica minaccia la crisi di governo. I sindaci chiedono altri soldi per compensare il gettito della ex Imu. Mentre le prime simulazioni – dopo la decisione del governo di concedere ai Comuni un’addizionale mobile rivelano che con la Tasi moltissimi proprietari rischiano di pagare più della vecchia imposta. Per finire, il pasticcio della mini-Imu. Sin da ora, si può dire che il 24 gennaio emergerà un ammanco di 40 milioni rispetto a quanto contabilizzato dal governo (440 milioni). E questo perché il conto sarà sotto i 12 euro per 2,8 milioni di proprietari e dunque, per legge, non dovuto (il calcolo è dell’ufficio studi della Uil).
Il governo ha dunque deciso di far saltare i tetti alle aliquote della nuova Tasi, concedendo ai sindaci la possibilità di alzarle (tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille) e di incassare un extra-gettito da spendere – obbligatoriamente – per aumentare in modo selettivo le detrazioni (a famiglie in difficoltà, povere e numerose). L’emendamento non è stato scritto, ma lo sarà entro la prossima settimana, quando verrà depositato in commissione Bilancio del Senato, dove approderà il decreto sugli enti locali. Scelta Civica – i cui numeri pesano a Palazzo Madama – ha già manifestato il suo dissenso. «L’emendamento va ritirato », ha chiesto ieri il segretario del partito, Stefania Giannini. «Se finisce in un provvedimento su cui si pone la fiducia, noi voteremo contro». Il governo «non è nella condizione di ripensarci», le risponde dopo qualche ora il ministro Delrio. Semmai «spero che siano gli amici di Scelta Civica a ripensarci, li convinceremo con i numeri». (altro…)

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