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Posts Tagged ‘testamento biologico’

Se anche un cattolico più vicino alla società che al dogma (mi riferisco al vicesindaco di Milano, Maria Grazia Guida) si mette di traverso contro il testamento biologico, vuol dire che non c’è più speranza. Non c’è più speranza di far capire al mondo cattolico, nella sua quasi interezza, che non può costringere il resto del mondo a vivere e a morire secondo precetti che non gli appartengono. E che la confusione tra leggi dello Stato e volontà della Chiesa è un vero e proprio oltraggio inferto ai molti milioni di italiani non cattolici. (altro…)

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Torna in Senato per la terza lettura il ddl sul testamento biologico. Nella speranza che sia l’ultimo passaggio e che tutto si risolva in «tempi veloci», in modo da poter onorare l’impegno preso con le alte gerarchie vaticane, ieri la maggioranza ha incardinato il testo in commissione Salute. Un atto puramente formale, a cui non ha voluto rinunciare il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ma a cui ha fatto seguito al momento solo un rinvio. La decisione sulle modalità e sui tempi di discussione, infatti, sono state rinviate all’ufficio di presidenza della prossima settimana. 
Eppure il Pdl, sentendo che il tempo stringe, spera di velocizzare il più possibile questo terzo passaggio e di trasformare rapidamente il testo in legge, visto che, ha spiegato ieri il relatore Raffaele Calabrò, «dalla Camera non sono giunte modifiche sostanziali». (altro…)

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Nadia Urbinati: «Da noi ormai prevalgono solo gli interessi della maggioranza» . Paola Concia: «Dobbiamo trovare la forza di reagire e spiegare agli italiani che Paese vogliamo ricostruire»
Dalla procreazione assistita ai matrimoni gay, fino alla scelta di morire con dignità. Venti anni di berlusconismo, e una sinistra incapace di reagire, spingono ogni anno migliaia di italiani a cercare in Europa diritti che in Italia sono scomparsi per sempre.

Chi ci è passato racconta che la cosa peggiore è quel senso di frustrazione misto a rabbia che ti prende ogni volta che ci pensi. Tu hai bisogno di qualcosa e non puoi averlo perché qualcuno ha deciso che non ne hai diritto. Ha deciso per te, sulla base delle sue sole convinzioni personali e fregandosene della tua vita. Non importa che tu voglia avere a tutti i costi un figlio, oppure se hai bisogno di una terapia che qui, in Italia, è particolarmente difficile da avere. (altro…)

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La gretta, striminzita legge sul fine-vita voluta dalla maggioranza non è solo illiberale, perché costringe gli individui, proprio nel loro momento di estrema debolezza, a una morale imposta. È anche profondamente classista, perché da quel vincolo possono agevolmente liberarsi soprattutto i più facoltosi, i più colti e i più cosmopoliti, ai quali l’Italia appare ogni giorno di più una piccola provincia arretrata e (in questo caso) violenta, dalla quale uscire ogni volta che si desideri vivere più liberamente e liberamente morire. Mentre chi ha meno soldi e meno esperienza del mondo rimane inchiodato a questa croce, e sarà costretto a morire come vogliono i cardinali e non come vogliono loro o come detta la natura o come suggerisce il loro personale, inviolabile rapporto con la morte e con l’eterno. (altro…)

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Pessima giornata, ieri, per la civiltà giuridica di questo paese. Pessima giornata per la legittimazione sociale del Parlamento, che si allontana vertiginosamente dalle persone, da anni favorevoli quasi all’80% al diritto di ciascuno di decidere liberamente sulle modalità del morire. Questo ci dice il voto con il quale la Camera dei deputati ha approvato le norme sulle “dichiarazioni anticipate di trattamento” che espropriano ciascuno di noi del potere di decidere sul morire. Non è ancora una legge della Repubblica, perché il testo dovrà di nuovo essere esaminato dal Senato. Ma, dopo che si è riusciti a peggiorare un testo orribile già all’origine, ogni speranza che i senatori possano avere qualche ripensamento sembra del tutto infondata. (altro…)

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« L’aula della Camera ha approvato con 274 voti favorevoli, 225 contrari e sei astenuti il terzo di nove articoli del disegno di legge sul testamento biologico. Cuore del provvedimento, l’articolo tre definisce i “contenuti e limiti della dichiarazione anticipata di trattamento” (Dat). L’aula di Montecitorio ha licenziato, con scrutinio segreto, una formulazione che esclude la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, salvo casi eccezionali di non assorbimento da parte dei malati terminali”. Avevano annunciato voto favorevole all’articolo tre Pdl, Lega, Udc».

Da aggiungere solo che il distacco – una cinquantina di voti – induce a pensare che anche nel Pd non siano mancati i sì al sondino di Stato. Ignazio Marino si è detto pronto a lanciare un referendum nel caso la legge venga approvata anche al Senato.

Da Piovono rane di Alessandro Gilioli.

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Ma l’esame definitivo da parte del Senato probabilmente sliterrà in autunno. Riguarderà solo i pazienti in stato vegetativo.

Roma – Dopo molti mesi di dibattito, la maggioranza si avvicina al traguardo dell’approvazione del disegno di legge sul testamento biologico. Salvo improbabili incidenti, la Camera darà oggi il via libera, con modifiche, al provvedimento licenziato a marzo del 2009 dal Senato. Sarà necessario a quel punto un ultimo passaggio a Palazzo Madama, prevedibilmente in autunno, che non dovrebbe, però presentare difficoltà. (altro…)

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Su una cosa sotto sotto concordano tutti, a destra e a sinistra, riguardo la legge sul testamento biologico giunta nella settimana appena trascorsa all’ultimo vaglio dell’Aula di Montecitorio: «Se ne poteva fare a meno».

Ma, per un motivo o per l’altro – tutti molto chiari nelle dinamiche politiche e parlamentari ma spesso incomprensibili agli occhi dei comuni cittadini -, il disegno di legge licenziato dal Senato due anni fa ha superato fin qui tutte le «obiezioni di coscienza» e ha rafforzato la sua ragion d’essere nelle sfide aperte contro la magistratura. Che Berlusconi non può permettersi di perdere. «Questa legge non la volevamo – ha spiegato Cicchitto – ma siamo stati obbligati dai giudici che hanno emesso la sentenza su Eluana Englaro». Non a caso la partita non appassiona particolarmente la Lega. Udc e una parte dell’area cattolica del Pd, invece, hanno ben altri motivi per perseverare nel danno: sperano così di riuscire a non perdere il contatto con quel pezzo delle gerarchie cattoliche che hanno innalzato la bandiera del testamento biologico – come ha ammesso off record più di qualche credente e ateo devoto – «in modo sproporzionato». (altro…)

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TESTAMENTO BIOLOGICO. Gli emendamenti del governo rendono il ddl «senza limiti».

ROMA. Al terzo giorno di disamina e di voto, la Camera entra nel vivo della legge sul testamento biologico. Metà dell’articolo 3, il cuore del provvedimento, ieri ha superato ogni tentativo di resistenza da parte dell’opposizione. Un testo che da ieri – è definitivo – norma praticamente solo la possibilità di rifiutare l’accanimento terapeutico. Su alimentazione e idratazione c’è poco ormai da aggiungere. Del resto, se ne parlerà martedì prossimo, quando sarà votato l’intero articolo di legge. La prossima settimana, in un paio di giorni, almeno così spera il governo, la Camera darà il via libera al provvedimento che norma le «Dichiarazioni anticipate di trattamento» (Dat). Poi la parola passerà di nuovo al Senato. Ieri però la maggioranza di governo ha fatto un buon lavoro. Nel senso che, passo dopo passo, ha peggiorato tutto ciò che poteva peggiorare. Per capire quale aberrazione di legge verrà fuori, facciamo un riassunto. (altro…)

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Fine vita, alla Camera in discussione una nuova norma ispirata non al principio di libertà ma a quello di autorità: se approvata perderemmo il diritto ad autodeterminarsi. Appello di cento intellettuali per fermarla.

IL RISCHIO del “dispotismo etico”, evocato a sproposito per inveire contro chi opera perché sia ricostruito quel minimo di moralità pubblica inscindibile dalla democrazia, si è già materializzato alla Camera dei deputati, dove è in corso la discussione sul progetto di legge che disciplina le modalità da seguire se si vogliono dare “indicazioni” per il tempo della fine della vita, ispirato non al principio di libertà, ma a quello di autorità. Se questa legge venisse approvata, ciascuno di noi perderebbe il diritto fondamentale ad autodeterminarsi, verrebbe espropriato del potere di governare liberamente la propria vita. Una politica incapace di guardare ai problemi veri della società si fa di colpo prepotente, si dichiara padrona dei corpi delle persone, pretende di impadronirsi davvero delle “vite degli altri”.

FIRMA L’APPELLO 1 (altro…)

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