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Posts Tagged ‘tifoserie’

La trattativa

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TardelliMARCO TARDELLI.

A un passo dai 60 anni, a Marco Tardelli sono rimaste più domande che risposte: “Ai politici in tribuna vorrei chiedere: ma quando avete visto parlare Hamsik con quel tipo appollaiato sulla curva, non avete pensato di scendere in campo o andar definitivamente fuori dai coglioni? Via dallo stadio, da un posto ormai irrimediabilmente trasformato in arena, in cui si chiedeva il permesso per giocare a un capo ultrà e in cui si fischiava ripetutamente l’inno nazionale?”. Con la solita chiarezza espositiva, l’uomo che emozionò Pertini a Madrid e vide da testimone oculare la notte dell’Heysel, osserva lo sport di un’esistenza intera morire a poco a poco: “E basta di dire che va tutto bene e che quello che è accaduto l’altra sera non ha nulla a che vedere con il calcio. (altro…)

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LE VICENDE accadute allo Stadio Olimpico — dentro e fuori — hanno dell’incredibile, e non semplicemente per il grado di violenza raggiunto. Genny ‘a carogna è diventato il simbolo mediatico di Napoli-Fiorentina per il suo soprannome buffo e feroce, per le foto che lo ritraggono cavalcioni sulle transenne dello stadio, che ricordano le immagini di Ivan Bogdanov, detto “Ivan il Terribile”, l’ultrà serbo che a Marassi il 12 ottobre 2010 guidò gli scontri che portarono all’interruzione di Italia-Serbia. Ma la fama di Genny ‘a carogna dipende da altro: è lui che ha evitato una vera e propria rivolta dopo la sparatoria fuori dall’Olimpico. C’è tutta una parte di società civile e di istituzioni che è stata letteralmente salvata dalle decisioni di Genny ‘a carogna. Perché la diffusione delle notizie avrebbe potuto far insorgere la tifoseria mettendo a ferro e fuoco una Roma impreparata. Il questore di Roma, Massimo Mazza, dice che non c’è stata trattativa. (altro…)

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scontri

DENTRO E FUORI L’OLIMPICO SCONTRI TRA TIFOSI E POLIZIA: DIECI I FERITI, TRE DA SPARATORIA. LA QUESTURA: “LITE OCCASIONALE” MA TRA I RESPONSABILI POTREBBERO ESSERCI ULTRÀ DELLA ROMA.

E alla fine si gioca. La partita inizia alle 21:45. Tre quarti d’ora di attesa e inutile tensione. Roma città perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. Ieri una manifestazione, oggi una partita di calcio: l’intero sistema della sicurezza della Capitale sembra andato in tilt. È Napoli Fiorentina che si gioca, e siamo di fronte a tifoserie violente, ma la giornata di ieri è stata da incubo. Tutto inizia alle 19:10, le voci si rincorrono: un tifoso del Napoli è stato ferito a colpi di pistola. È un ragazzo di trent’anni colpito al torace. È grave. No, è morto già.  (altro…)

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coppa italiaNella finale della coppa calcistica nazionale ogni Paese offre uno specchio di sé. Anche noi, modestamente. Si comincia con un simpatico assalto degli ultrà della Roma a quelli napoletani. Non importa che la partita sia Napoli-Fiorentina e i romanisti non c’entrino nulla. La finale di Coppa Italia è una sorta di convegno dove delegazioni di violenti provenienti da ogni bar sport della penisola si danno appuntamento fuori dallo stadio per regolare i conti in sospeso: laziali contro romanisti, romanisti contro napoletani, pare addirittura napoletani contro veronesi. Al culmine della battaglia, una brigata di teste di cuoio giallorosse tende un agguato ai marines partenopei, o viceversa: dall’immane scontro di cervelli scaturisce un parapiglia. Da qui in poi i contorni della vicenda diventano ancora più sfocati. (altro…)

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