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Posts Tagged ‘Tito Boeri’

pensioneUna generazione cavia, che si è affacciata nel mondo del lavoro proprio mentre il mondo del lavoro veniva cambiato (più flessibilità, addio posto fisso) dalle riforme Treu e poi Biagi, e che ha cominciato anche solo a immaginare una pensione proprio mentre la legge Fornero già gli aumentava l’ età pensionabile…

«Generazione Y», ma per alcuni demografi il termine giusto è un altro: generazione cavia. La linea d’ ombra che divide i salvati (ma con gradazioni molto diverse) dai perduti è il 1980. Quelli nati dopo sono le cavie che rischiano di pagare il conto per tutte le sbornie delle generazioni precedenti.

E di lavorare più del doppio rispetto ai loro stessi genitori, molti dei quali – mezzo milione di attuali pensionati – godono di un assegno previdenziale addirittura da 36 anni. È il mix micidiale tra riforme del sistema pensionistico, intermittenza del lavoro e un decennio di crisi economica a proiettare sempre più lontano il miraggio di una pensione pubblica per gli «Eighties». (altro…)

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Il presidente Inps ha chiesto che l’innalzamento della soglia previsto dalla legge di Stabilità non si applichi ai trattamenti previdenziali. Poi ha annunciato che intende svalutare i crediti contributivi inesigibili di cui è pieno il bilancio dell’istituto: ammontano a 95 miliardi.

L’innalzamento da mille a 3mila euro del tetto all’uso del contante, previsto dalla legge di Stabilità, non deve incidere sull’obbligo di pagare le pensioni solo tramite bonifico. In caso contrario “il rischio è di avere pensionati che vengono truffati nel prelievo del contante”. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo cui è necessario che il limite al cash resti a mille euro per i trattamenti previdenziali. Boeri lo ha detto in audizione alla Camera, davanti alla commissione di controllo sulle attività degli enti di previdenza e assistenza sociale.  (altro…)

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Il presidente Inps ha detto che la “generazione 1980” prenderà in media un assegno più basso del 25% rispetto a quelli della generazione precedente. Per questo secondo l’economista sono necessari “strumenti forti” come il reddito minimo garantito per gli over 50.

Rischiano di lavorare fino a 75 anni e prendere un assegno del 25% più basso rispetto ai pensionati di oggi. Ma quelli che oggi vivono di contratti precari potrebbero addirittura “non avere alcun reddito“. A lanciare il nuovo allarme, stavolta in particolare sul destino della “generazione 1980“, è stato il presidente dell’Inps Tito Boeri, intervenendo al convegno ‘Pensioni e povertà oggi e domani’.  (altro…)

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Il presidente dell’Inps Tito Boeri è diretto, sincero e poco maneggione. Durerà poco. Ma anche ieri si è comportato da galantuomo. Mentre il suo predecessore Mastrapasqua si vantava di nascondere ai giovani le cifre delle loro future pensioni per timore di rivolte (peraltro altamente improbabili in questo clima catatonico), Boeri ha detto con chiarezza che allo stato delle cose un trentenne di oggi potrà smettere di lavorare solo all’alba dei 75 anni, e per percepire dei simpatici assegni da fame. Chi ha avuto l’ardire di nascere dopo il 1980 sgobberà cioè tutta la vita, al fine di irrorare la pensione di chi è cresciuto in un’epoca di diritti sociali, ma anche di privilegiati, ladri ed evasori abbastanza asociali. E ne verrà ricompensato con un epilogo esistenziale a base di fatica e di stenti.  (altro…)

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Il presidente dell’Inps lancia anche l’allarme esodati “Non tutto è stato risolto, si rischia uno strascico”.

Ministro del Lavoro – ROMA – Non si chiude ancora il capitolo esodati e si riapre quello dei vitalizi dei parlamentari. La legge di Stabilitˆ allÕesame del Parlamento prevede la settima salvaguardia per circa 31-32 mila persone che hanno perso il lavoro senza aver maturato i requisiti per andare in pensione, ma probabilmente non sarˆ lÕultimo provvedimento su questa materia. Infatti Ñ secondo alcune stime resterebbero escluse almeno 20 mila persone. Il problema degli esodati ha così“ detto ieri il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Lucia Annunziata nel programma televisivo.

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PrecariNel 2014 coinvolto oltre un milione di persone e nel 2015 è già boom Lombardia e Emilia-Romagna in testa. In Veneto +63% in quattro mesi.

ROMA – La «nuova frontiera del precariato», come l’ha definita ieri il presidente dell’Inps Tito Boeri, lievita ormai di due terzi all’anno. E nel 2014 ha toccato la cifra record di oltre un milione di lavoratori, età media 36 anni, donne per la prima volta sopra il 50%, meno di 500 euro netti all’anno a testa, 700 milioni il costo lordo totale. Una frontiera chiamata voucher, l’assegno orario da 10 euro lordi, 7 e mezzo netti (tolti i contributi Inps e Inail e il prezzo del servizio) che si compra sempre più dal tabaccaio, oltre che alla posta, in banca, all’Inps, online. Grazie anche alla riforma Fornero del 2012, il ticket un tempo usato per pagare i vendemmiatori, ora dilaga in tutti i settori. E galoppa nei servizi, turismo e commercio su tutti, sempre più propensi a usarli come sostituti esentasse (zero Irpef e Irap) dei contratti intermittenti e parasubordinati. Non di rado coprendo abusi e mansioni tutto fuorché accessorie e occasionali, come la legge vorrebbe. E dunque nuovo bacino di stagnazione della precarietà.

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Pensioni

Tito Boeri.

Intervista al nuovo presidente dell’Inps. Ecco quali sono le proposte che saranno presentate al governo. Le scelte toccheranno al Parlamento ma l’obiettivo principale è evitare interventi sui trattamenti già definiti.

ROMA – Un reddito minimo garantito per gli over 55 in condizioni di povertà, una maggiore flessibilità di uscita dal lavoro per cambiare la legge Fornero, l’armonizzazione delle regole previdenziali per tagliare quelli che sono soltanto privilegi e per recuperare, all’interno del sistema, le risorse per rendere più equo il nostro welfare state. Da Princeton dove è stato invitato dall’Università (già da prima di aver accettato il suo attuale ruolo) a tenere una conferenza sul nuovo contratto di lavoro italiano a tutele crescenti, Tito Boeri, presidente dell’Inps, anticipa le linee del pacchetto di proposte che l’istituto presenterà al governo a giugno. «Ma prima – dice – vogliamo realizzare un’operazione socialmente importante».

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