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Posts Tagged ‘toghe’

SabelliROMA – Non scioperano sul taglio delle ferie «perché sarebbe un autogol, la gente non capirebbe e sarebbe contro di noi». Ma sulla riforma della responsabilità civile non esitano. Se il testo resta quello del governo o peggiora, sarà sciopero perché, come dicono tanti dei 400 magistrati che si ritrovano nell’aula magna del palazzaccio, «è una misura che lede la nostra autonomia e indipendenza». La maggioranza (1.718 voti per via delle deleghe) batte la minoranza (230). Nel primo gruppo c’è la sinistra (Area), il centro (Unicost), ma pure una parte della destra (Mi). Nel secondo i movimentisti di Proposta B e, ironia del caso, il gruppo dei “ferriani” di Mi, quelli che per anni hanno avuto come riferimento il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, quando era il loro più votato segretario. Sciopero bianco subito perché «il taglio delle ferie senza contraddittorio è un vulnus» (Antonio Racanelli, Mi).
Il nome di Renzi non risuona mai.

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La protesta a novembre: “Dal governo solo slogan e provocazioni”.
Toghe
ROMA  – I magistrati bocciano, gli avvocati applaudono.
Orlando si «stupisce» dei primi, gradisce la standing ovation dei secondi per lunghi minuti a Venezia. Ma le toghe dell’Anm guastano la giornata a lui e a Renzi.
«Solo slogan sulla giustizia». «Politica in vacanza da tempo». «Favole che non diventano più vere solo perché raccontate più spesso» (detto degli stipendi tagliati).
«Mortificante riforma della responsabilità civile».
«Prescrizione deludente». Ancora le ferie, quel taglio da 45 a 30 giorni per decreto. «Un’inutile provocazione».
Una lunga doglianza che, nelle parole del presidente dell’Anm Sabelli e del segretario Carbone, diventa un atto d’accusa contro il governo retto dal segretario Pd.

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Chissà che fine han fatto gli inventori di fortunate cazzate tipo l’“uso politico della giustizia” o la “magistratura politicizzata”. Gli Ostellini, i Panebianchi, i Sergiromani, i Pigibattista, los Politos, i Gallidellaloggia e i Pollidelbalcone sono letteralmente scomparsi, proprio ora che gli allegri conversari chez Vespa e chez Verdini dimostrano che l’uso politico della giustizia esiste eccome. Solo che lo fanno il governo e i suoi manutengoli. Il colore delle toghe politicizzate è l’azzurro-Verdini, il marron-Dell’Utri, il nero-Carboni/Carbone, come nella Prima Repubblica era il bianco-Andreotti, il rosé-Craxi, il grigio-Previti, il giallo-Gelli.

Battaglioni di giudici furono trovati nelle liste della P2 o sul libro paga di Cesarone. Insabbiavano inchieste, aggiustavano processi, compravendevano sentenze, annullavano condanne di mafiosi per un timbro un po’ fané. Eppure – anzi proprio per questo – mai un’ispezione ministeriale, un’azione disciplinare, una convocazione al Csm, un dossier dei servizi, un attacco dalla stampa di regime. Queste persecuzioni spettavano di diritto ai giudici davvero indipendenti, bollati e perseguitati come “pretori d’assalto” e “toghe rosse”. (altro…)

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