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Posts Tagged ‘Tommaso Di Francesco’

restiamo-umani«Non era un eroe, né un martire, solo un ragazzo che credeva nei diritti umani», con queste parole e questa convinzione che ha spesso ripetuto, oggi Egidia Beretta Arrigoni accoglierà nel piccolo comune di Buciago tutti quelli che arriveranno nel cuore della Brianza – speriamo in tanti – a ricordare Vittorio Arrigoni. Per non dimenticare Vik, per continuare a vivere con lui, non con la sua memoria lontana ma con le sue opere vicine, fertili e indistruttibili.
Due anni fa la sua vita così preziosa per tutti noi è stata recisa da mano assassina. Chi ha materialmente ucciso Vik forse nemmeno era pienamente consapevole del danno profondo che avrebbe provocato al suo popolo e a quel vasto, irriducibile ma sempre più inascoltato movimento internazionale di solidarietà per i palestinesi ancora sotto occupazione militare. Oggi il manifesto, il giornale di Vik che vedeva la solitudine e il dramma dell’inferno di Gaza attraverso i suoi occhi e che non ha smesso d’investigare sulla sua morte così dolorosa, ha testimoniato fin dentro l’oscurità della prigione di Gaza la vergogna e l’infamia di chi ha orchestrato quella morte. Perché noi non abbiamo smesso di cercare la verità e di pretenderla. (altro…)

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DOPO PARIGI.  Ma non bisognava proteggere i civili?
Invece la conferenza di Parigi, piuttosto che un preoccupato vertice della comunità internazionale è apparso come il pranzo di gala a casa dell’ospite vincitore Sarkozy, senza alcun ruolo delle Nazioni unite e addirittura senza gli Stati uniti nella conferenza stampa conclusiva. Che ha ribadito che la guerra dell’Alleanza atlantica continua, l’obiettivo resta prendere Gheddafi vivo o morto e «pacificare» il paese.

Ma non bisognava consegnarE Gheddafi al Tribunale penale internazionale, come avevano chiesto gli Stati uniti che pure quel tribunale non riconoscono?
Si apre così ora la spartizione del ricco bottino libico, si precipitano anche Germania, Russia e Cina, prima contrarie e dubbiose sulla guerra. Unico interlocutore il Cnt di Bengasi, un governo che se è mai esistito, adesso non esiste più, si è autodimissionato dopo la crisi di fine luglio che ha visto l’assassinio «intestino» del capo militare degli insorti Younes, e ora è ridotto a due soli rappresentanti, il «premier» Jibril e il «presidente» Jalil, entrambi già ministri del regime di Gheddafi. (altro…)

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