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Posts Tagged ‘Tommaso Rodano’

Voltagabbana – I renziani giuravano la fine dei listini, gli azzurri gridavano al fascismo di Matteo.

Il 16 settembre 2011, da sindaco di Firenze, Matteo Renzi convocò i giornalisti a Palazzo Vecchio per farsi immortalare mentre firmava per il referendum abrogativo del Porcellum. Una legge che definì testualmente “una vergogna”: “Oggi – disse – c’è un meccanismo di legge elettorale per il quale non importa essere bravi o avere voti, basta essere fedeli e obbediente al capo corrente e si va in Parlamento”. In un’altra occasione aggiunse: “Occorre ridare agli elettori il diritto di scegliere con le preferenze”. Pochi anni più tardi, Renzi ha fatto chiedere la fiducia sul Rosatellum: una legge elettorale che non contempla le preferenze, ma contempla – eccome – le liste bloccate (dalle quali dipenderanno almeno due terzi degli eletti). Quelle che portano in Parlamento chi è “fedele e obbedienti al capobastone”. (altro…)

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Gaetano Azzariti – “Usano in modo disinvolto i regolamenti parlamentari. Peggio pure dell’Italicum: chiedono una finta fiducia anche all’opposizione”.

“Porre la fiducia sulla legge elettorale significa svilire ancora, ulteriormente, i concetti su cui è fondato il diritto parlamentare”. Gaetano Azzariti, professore di Diritto costituzionale a La Sapienza di Roma, osserva con crescente perplessità la partita politica sul cosiddetto Rosatellum. “C’è un uso disinvolto e opportunistico dei regolamenti parlamentari”. Si forzano le regole, sottolinea Azzariti, per far passare una legge “tecnicamente e politicamente imbarazzante”. (altro…)

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Il partito insieme agli ex Pd è un ricordo: “È divisivo, faccia un passo di lato”.

All’improvviso Giuliano Pisapia pronuncia una parola chiara: “Massimo D’Alema dovrebbe fare un passo di lato”. Dopo macchinose riflessioni, retroscena, smentite e contro-smentite, l’ex sindaco di Milano esprime una posizione comprensibile e definitiva, se non altro: lui D’Alema non lo vuole. Il pretesto sono le dichiarazioni del “leader Massimo” la sera prima, al programma della Berlinguer: “Con il governo abbiamo mani libere, tanto lo sostiene già Berlusconi”. (altro…)

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Frammenti rossi – Da Orlando fino a Fratoianni, passando per Pisapia e Pisacane, la lista unitaria pare già un ricordo.

Due, tre, quattro sinistre. Nel mondo che si muove alle spalle del Pd, l’idea di una lista unica è durata poco. C’è chi ci crede ancora e continua ostinatamente a costruire ponti, ma c’è soprattutto un gomitolo di distinzioni e veti reciproci che rendono poco più che un’utopia la nascita di una formazione unitaria. (altro…)

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Interrogazione urgente – Zanda attacca Noe e Procura di Napoli: “Orlando, Minniti e Pinotti chiariscano e prendano provvedimenti”.

Il Pd riporta in Parlamento l’inchiesta Consip. Lo fa con un’interrogazione urgente presentata dal capogruppo in Senato, Luigi Zanda. Un documento molto duro ed esplicito nei confronti dei carabinieri del Noe e della Procura di Napoli, che si sono occupati per primi dell’inchiesta sulla centrale per gli acquisti pubblici che coinvolge anche Tiziano Renzi e il ministro Luca Lotti. Come si legge nel testo, l’obiettivo è stabilire in un aula parlamentare che “al di là delle eventuali responsabilità penali (…) gli ufficiali di polizia giudiziaria cui la magistratura ha affidato grandi responsabilità, si sarebbero mossi in direzioni tuttora da accertare, ma certamente non compatibili col nostro ordinamento democratico e col buon funzionamento di uno Stato di diritto”. (altro…)

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La discussione sulla legge Richetti non è neanche iniziata, nel calendario della Camera arriva dopo il festival musicale.

“Renzi accelera sui vitalizi”. “Renzi: sui vitalizi fate presto”. Renzi: “La legge sui vitalizi è di Richetti. Spero passi. Il Pd c’è”. Ancora Renzi: “Perché non segue Richetti? È lui che ha firmato la legge sul vitalizio. Vedremo se è credibile lui o i suoi amici Cinque Stelle”. Sempre Renzi: “Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso. L’unica cosa è evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini. Sarebbe assurdo”. Sono solo le prime citazioni dell’ex premier – tutte pronunciate nell’ultima settimana o negli ultimi mesi – che compaiono digitando le parole “Renzi” e “vitalizi” su un motore di ricerca. (altro…)

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Le opposizioni: “Subito la commissione banche per ascoltare l’ex ad di Unicredit”.

Il secondo tempo della partita De Bortoli-Boschi si giocherà in Parlamento. La settimana che inizia dal 22 maggio – a tener fede alle parole del capogruppo del Pd, Ettore Rosato – è finalmente quella buona per portare in aula la legge che istituisce una commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario italiano. Una sede nella quale potrebbe essere sciolto una volta per tutte il riserbo di Federico Ghizzoni su quanto scritto da Ferruccio de Bortoli nel suo libro Poteri forti (o quasi), ovvero la richiesta dell’ex ministra Boschi all’ex numero uno di Unicredit di valutare l’acquisizione di Banca Etruria. (altro…)

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A 50 giorni dal micro taglio alle pensioni degli ex deputati, a Palazzo Madama si continua a fare finta di niente.

Nella discussa disciplina dei vitalizi degli ex onorevoli, il Parlamento italiano si è inventato – suo malgrado – un nuovo dettaglio farsesco: il contributo di solidarietà per una Camera sola. Un mese e mezzo fa a Montecitorio il Pd ha fatto approvare un micro taglio sulle super pensioni degli ex deputati, ma in queste settimane si è scordato di fare lo stesso a Palazzo Madama. E non sembra avere nessuna intenzione di risolvere il problema: domani si riunisce finalmente il consiglio di presidenza del Senato ma all’ordine del giorno non è prevista nessuna delibera per equiparare il trattamento degli ex onorevoli. (altro…)

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Amnesie – Dal 1° maggio gli ex deputati dovranno versare il contributo di solidarietà voluto dai dem per arginare il M5S. E a Palazzo Madama? Niente, resta tutto com’era.

Nella battaglia di facciata ai privilegi della famigerata casta parlamentare, i partiti si sono persi un pezzo: il Senato.

Come ricorderete, tra polemiche e sotterfugi, il 22 marzo l’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato un contributo di solidarietà triennale sui vitalizi degli ex deputati che eccedono i 70 mila euro l’anno. (altro…)

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Alla Camera – Bocciata la proposta M5s per estendere agli onorevoli la Fornero, ma arriva la sforbiciata del 10% sopra i 70mila euro l’anno.

Furbate politiche e spintoni rugbistici. In una giornata di insulti e ripicche, il Pd taglia (poco) i super vitalizi degli ex deputati, mentre conserva i privilegi degli onorevoli in carica. I 5Stelle vanno in trance agonistica: prima l’invasione dei deputati negli uffici della presidente Boldrini, dove si votavano i provvedimenti. Poi la protesta in Aula, durante il question time (con tanto di sospensione della diretta Rai) e i cartelli a favore di telecamere e smartphone: #sitengonoilprivilegio. (altro…)

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Augusto Minzolini continua a essere un senatore della Repubblica, malgrado su di lui, oltre alla condanna a due anni e mezzo per peculato, penda una pena accessoria della stessa durata: l’interdizione dai pubblici uffici. A rigor di legge (non solo Severino) l’ex Direttorissimo del Tg1 in questo momento non potrebbe occupare una carica pubblica. Il voto con cui il Senato ha sconfessato la Severino, giovedì scorso, si è espresso sulla sua “sopravvenuta incandidabilità” dopo la sentenza della Corte di Cassazione. Ma non sugli effetti della pena accessoria, appunto, che era stata stabilita dalla Corte d’A ppello di Roma il 27 ottobre 2014. (altro…)

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Enna, Napoli, Irpinia: i capibastone sono sempre al lavoro, ma il Nazareno minimizza. Dopo anni di declino, il partito torna a quota 420 mila. Boom a Firenze e in Toscana.

Le code fuori dai circoli in provincia di Enna e di Catania, i pacchetti di tessere acquistati dai capibastone e offerte gratuitamente a Napoli, il caos delle iscrizioni online in Irpinia, i numeri difficili da spiegare in tante Regioni e le segnalazioni di irregolarità che arrivano da mezzo Paese. Le cronache locali hanno raccontato questi episodi con dovizia di particolari: è lo spettacolo che si è consumato nelle ultime settimane, in vista del congresso del Pd e dell’elezione del segretario. Un evergreen della politica “tradizionale”: quando nei partiti è il momento della conta, i signori delle tessere cominciano a lavorare. Ogni corrente ha i suoi azionisti: gestiscono pacchetti di iscrizioni, prendono possesso dei circoli, dettano i rapporti di forza a livello locale, fanno sentire il proprio peso nella scelta delle candidature. Non c’è rottamazione che tenga. (altro…)

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renzi-tg

I tre telegiornali principali non raccontano le accuse, Rai1 si limita alle professioni di innocenza dell’indagato.

Sia detto una volta e non si ripeta più. Il padre di Matteo Renzi è indagato di nuovo. Tiziano Renzi è accusato dalla Procura di Roma di traffico di influenze illecite. L’ipotesi è che abbia assunto il ruolo di “facilitatore” (con l’amico Carlo Russo) nei confronti dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, che tentava di aggiudicarsi la gara Consip Fm 4. Parliamo di un appalto pubblico dal valore totale di 2 miliardi e 700 milioni. Questa, in estrema sintesi, la notizia. Difficile negare che sia di interesse pubblico. Ma nei Tg della Rai il fatto viene raccontato, diciamo, con una certa leggerezza. (altro…)

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landiniUltime cartucce – Il confronto con Landini: “Difenda i lavoratori, invece del Cnel e dei consiglieri regionali”.

Casta, casta e ancora casta. Ironia della sorte: le ultime cartucce per salvare referendum e governo, Matteo Renzi se le gioca tutte sul più “populista” degli argomenti della sua riforma costituzionale: il taglio dei costi della politica. L’ennesima comparizione televisiva del premier è forse una delle meno brillanti. L’appuntamento è dopo pranzo su Rai Tre: di nuovo ospite di In mezz’ora di Lucia Annunziata, dov’era stato l’ultima volta il 23 ottobre, meno di un mese fa. Stavolta si confronta con Maurizio Landini, segretario della Fiom. (altro…)

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Giovedì sera nel Tg1 delle 20 è andata in onda una nuova puntata del fortunato format televisivo “l’intervista al premier senza domande”. Nel giorno del “Bindi infame da uccidere” di Vincenzo De Luca, il notiziario della prima rete è aperto da un soliloquio di Renzi di tre minuti abbondanti (da 1:40 a 4:48) di cui solo gli ultimi dieci secondi sono dedicati alla frase del collega di partito. Matteo espone, senza contraddittorio, il personale bilancio dei “primi mille giorni” del suo governo. (altro…)

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giornalismo

Interviste cattive – “Secondo Settis la riforma porta al fascismo”. “Si vergogni!”. Il prof: “Mai detto”.

Lezione di giornalismo: come si intervista il presidente del Consiglio? Lo scenario è già scivoloso: giovedì Renzi giocava in casa, letteralmente, sul palco della festa dell’Unità di Firenze. In cattedra, Gianni Riotta: la quintessenza del giornalismo mainstream italiano. Elenco incompleto e in ordine sparso della luminosissima carriera del giornalistone: inizi al Manifesto e master alla Columbia di New York, direzione del Tg1, direzione del Sole 24 Ore, corrispondente per La Stampa e il Corsera (dei quali è stato vicedirettore) e per l’Espresso, collaboratore di New York Times, Le Monde e della meglio stampa mondiale. (altro…)

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RaiNascosto nei telegiornali “renzizzati” il fatto che il Pil nel secondo trimestre è rimasto fermo facendo saltare tutti i conti del governo: è il biglietto da visita dei direttori appena nominati.

I nuovi direttori dei Tg Rai festeggiano una settimana. Luca Mazzà e Ida Colucci hanno messo la loro prima firma sui notiziari di Rai 3 e Rai 2 mercoledì 10 agosto. Il bilancio dei primi sette giorni? Non particolarmente incoraggiante. Il fatto politico più rilevante della settimana è stato quasi ignorato, minimizzato e infilato in posizioni poco nobili nella scaletta dei tg.

Succede venerdì 12 agosto. I siti dei giornali aprono con una notizia infausta per il governo Renzi (e il Paese intero): l’economia è ferma. Nel secondo trimestre del 2016, dice l’Istat, il Prodotto interno lordo è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015, ma è rimasto invariato rispetto ai tre mesi precedenti. Nemmeno un decimale in più. Risultato: tutte le previsioni del governo per l’anno in corso e, ancor peggio, per il prossimo andranno riscritte. (altro…)

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Il leader della minoranza dem: “Serve subito un tagliando e un cambio di politiche e dirigenti”. Altrimenti, “siamo un corpo senz’anima”.

Se non cambia, il Pd è l’anticamera di un partito estinto”. Gianni Cuperlo lo ripete senza esitazioni. Di quel partito, o meglio della sua minoranza, è uno dei dirigenti più importanti. Misura la forma delle parole ma non rinuncia al peso dei contenuti: “In questo momento – dice – è utile anche essere impietosi. Non si tratta di remare contro, ma neppure si può nascondere la polvere sotto il tappeto”. (altro…)

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Unità“Le feste dell’Unità erano bellissime”. Lucio Dalla suonava spesso sui palchi montati dai compagni in giro per l’Italia: “Cantarci voleva dire stare in mezzo alla gente. Si respirava una grande libertà, in tutti i sensi: c’era la passione per la musica ma soprattutto per la società”. Nell’ultimo Pd renziano la passione per la società si è un po’ raffreddata, le feste dell’Unità sono diventate un pensiero marginale. Quella di Roma è scomparsa del tutto, per la prima volta da decenni. Un vuoto storico. Aveva resistito alla fine del Pci, alla fine del Pds, alla fine dei Ds e alla nascita del Pd; alla vittoria di Alemanno e persino a Mafia Capitale. (altro…)

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Fabrizio Barca – L’ex ministro “distrugge” il suo partito ma non straccia la tessera: “Fuori è peggio. Nei 5 Stelle la partecipazione politica è ridicola”.

Più poteri, più poteri, più poteri. La classe politica che ha guidato l’Italia in questi anni ha creduto che il potere fosse la soluzione a tutti i problemi. E più ne ha avuto, meno ha combinato”. Fabrizio Barca ha alzato bandiera bianca: nell’ultima direzione del Pd, il 4 luglio, si è dimesso dalla commissione per la riforma del partito. Con queste parole: “Ha rivelato la sua assoluta inutilità”. (altro…)

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