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Posts Tagged ‘torture’

Ellekappa

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TortureLo scandalo.
L’inchiesta del Senato sui metodi d’interrogatorio: “Abusi sessuali, finte esecuzioni e bugie: brutalità inutili”.
WASHINGTON – «NON siamo stati all’altezza dei nostri valori. E la tortura non ha neanche contribuito a renderci più sicuri contro il terrorismo. Continuerò a usare la mia autorità presidenziale per garantire che non useremo mai più quei metodi». Barack Obama reagisce allo shock del rapporto che inchioda la Cia. Quell’indagine ufficiale, pubblicata dal Senato dopo cinque anni di controversie, è un viaggio nell’orrore. L’agenzia d’ intelligence usò sistematicamente la tortura, molto più di quanto si sospettasse: dalle violenze sessuali ai quasi annegamenti. Mentì alla Casa Bianca e al Congresso, nascondendo sia l’estensione che la brutalità di quelle azioni. E la conclusione dell’inchiesta smonta l’argomento più caro alla destra, cioè che quelle violazioni della legalità fossero necessarie per scongiurare nuovi attacchi terroristici dopo l’11 settembre 2001.

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DIAZ filmSentenza della Cassazione. Amnesty: introdurre il reato di tortura.

G8, violenze a Bolzaneto: ridotti i risarcimenti.
La Cassazione: 7 condannati, 4 assolti, prescrizione per 33.

GENOVA— Ci sono voluti 12 anni e 8 ore di camera di consiglio per scrivere l’ultimo atto del percorso giudiziario sulle violenze del G8. La sentenza della Cassazione conferma la responsabilità penale di chi nella caserma di Bolzaneto nel 2001 operò in nome dello Stato con sette condanne, ma lascia l’amaro in bocca. I risarcimenti, 10 milioni, sembrano più lontani. In alcuni casi sono stati già ridotti. In altri (quelli riguardanti i quattro imputati che ieri sono stati assolti) sono stati annullati. Per il resto le vittime dovranno affrontare un processo civile con il rischio che vengano gli importi vengano ancora diminuiti visto che è stata confermata la prescrizione del reato per 33 imputati.
La sentenza, apre poi un altro dibattito: la necessità dell’introduzione del reato di tortura perché, come era stato stabilito in appello, è stato ribadito che furono commesse gravi violazioni dei diritti umani: i manifestanti vennero legati, costretti a rimane immobili in piedi, senza poter andare in bagno, umiliati, picchiati, minacciati in ogni modo. Gli “ermellini” hanno però rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Genova, in cui si chiedeva di sollevare questione di legittimità costituzionale sul mancato adeguamento dell’Italia ai principi della convenzione europea
che sanciscono l’imprescrittibilità di ogni reato commesso in violazione della norma che pone il divieto di trattamenti inumani e degradanti in quanto in Italia non è stato introdotto il reato di tortura. (altro…)

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I fatti del G8 di Genova, il pestaggio dentro la scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto. Una delle pagine più drammatiche e controverse della storia italiana contemporanea diviene un’opera cinematografica diretta da Daniele Vicari, nelle sale dal prossimo 13 aprile. La recensione in anteprima.

“Non avevo mai visto nulla del genere”. In queste parole si è condensato lo spaesamento di tanti testimoni delle violenze che segnarono le strade di Genova nei giorni del vertice del G8, fra il 20 e il 22 luglio 2001. Un’incredulità ispirata anche dalle immagini televisive, spesso amatoriali, lungo uno degli eventi mediatici più ‘coperti’ nella storia.

L’uccisione di Carlo Giuliani, le cariche della polizia, le manganellate a freddo, le devastazioni del blocco nero, il sangue: abbiamo rivisto ogni cosa, spesso nei modi di un’informazione distorta, spiccia, o voyeuristica, più raramente in quelli di una ricostruzione ragionata. Solo ciò che è accaduto dentro lascuola Diaz ci è stato impossibile vedere.Dell’irruzione della polizia e del pestaggio che si è svolto all’interno dell’improvvisato dormitorio dei manifestanti, ci sono rimaste solo le successive immagini dei feriti, delle ambulanze e della calca in via Cesare Battisti. Oggi – undici anni dopo – quei fatti costituiscono il cuore della coinvolgente ricostruzione cinematografica di Daniele Vicari. (altro…)

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Una delegazione di Amnesty International, giunta in Libia martedì 23 agosto, ha raccoltotestimonianze di detenuti che hanno subito torture sia da parte dei soldati pro-Gheddafi che da parte delle forze ribelli nella zona di Az-Zawiya. Amnesty si è perciò appellata a entrambe le parti coinvolte nel conflitto in corso in Libia chiedendo loro di proteggere i detenuti dalla tortura.

Martedì 23 agosto, Amnesty International ha incontrato rappresentanti delle forze ribelli nei locali della scuola Bir Tirfas, usata ora come centro di detenzione per i soldati pro-Gheddafi e per presunti mercenari e civili fedeli al colonnello. I rappresentanti delle forze ribelli hanno dichiarato che le violazioni dei diritti umani commesse sotto il precedente regime non si ripeteranno. Hanno aggiunto che tuteleranno il diritto dei detenuti a essere trattati con dignità e che questi riceveranno processi equi. (altro…)

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Un comunicato di Amnesty International racconta di donne arrestate, torturate ed umiliate solo per aver chiesto più partecipazione.

Chiedevano partecipazione, rivendicavano i diritti per cui loro stesse erano scese in piazza nei giorni della rivolta anti-Mubarak:  per questo sono state arrestate e torturate. Botte, scariche elettriche, umiliazioni e “test di verginità” sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione: il destino di almeno diciotto donne egiziane, fermate dai soldati dopo aver preso parte ad una manifestazione in Piazza Tahrir  fa pensare ad anni che sembravano essere stati spazzati via dalle rivolte e che invece si ripresentano anche oggi, una volta spenti gli entusiasmi di quella rivoluzione che ha sollevato il popolo egiziano. (altro…)

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In tribunale vengono accusati i colleghi per diffamazione. Indifferenza sulle indagini per trovare i colpevoli.

Natalya Estemirova era un’attivista russa per i diritti umani, ex insegnante di storia, giornalista e collaboratrice dell’ong Memorial, con una prestigiosa carriera di successi nel documentare decine di casi di abusi dei diritti umani in Cecenia. Si era occupata delle famiglie delle vittime civili, dell’assistenza agli sfollati, delle torture, dei maltrattamenti, uccisioni e sparizioni misteriose dall’inizio della seconda guerra di Cecenia nel 2000. Per il suo merito e coraggio nel lavoro era stata premiata e ricompensata in diversi paesi del mondo, come con la vittoria del primo premio all’«Anna Politkovskaya Award» per le donne che combattono per il rispetto dei diritti umani in guerra.

Il15 luglio del 2009, a 51 anni, Natalya Estemirova è stata assassinata: dopo essere stata rapita alle otto e mezza del mattino in casa sua, a Grozny, e chiusa in una macchina, è stata uccisa a colpi di pistola in testa e al petto e poi abbandonata in un bosco, nel pomeriggio. «L’uccisione di Natalia Estemirova è una conseguenza della perdurante impunità permessa dalle autorità russe e cecene» – così aveva affermato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International poco dopo la notizia della sua morte- «Le violazioni dei diritti umani in Russia e in particolare nel Caucaso del Nord non possono più essere ignorate. Coloro che si battono per i diritti umani hanno bisogno di protezione». (altro…)

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