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Posts Tagged ‘tredicesima’

Precari

LE FESTE SI AVVICINANO, MA QUEST’ANNO GLI INSEGNANTI A TEMPO DETERMINATO NON AVRANNO RETRIBUITE LE VACANZE NON GODUTE. DI FATTO, PERDERANNO UN MESE DI STIPENDIO.

È come se mi togliessero la tredicesima. In genere quei mille euro arrivano tra gennaio e marzo e aiutano non poco”. La precaria quarantenne, Claudia C., che racconta la storia delle ferie mancate ai precari della scuola è una di quelle che meglio sintetizzano le ingiustizie italiane. La scuola pubblica ci ha abituato a vicende di mala-gestione , di impoverimento progressivo, di svuotamento costante di competenze e prerogative. Ma la vicenda delle ferie non retribuite assomiglia a un furto con destrezza operato in nome della spending review, della sana gestione di bilancio e delle politiche “in nome dell’Europa”. Una storia maldestra che per reggersi ha bisogno di norme interpretative, poco resocontabili, oggetto di una miriade di ricorsi a cui i sindacati di categoria stanno per prepararsi.  (altro…)

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Tagli per 65 miliardi, statali spagnoli senza tredicesima.Marcia dei minatori, battaglia a Madrid con 80 feriti.

Mariano Rajoy scomoda nientemeno che Winston Churchill. Non per presunzione, che non gli fa difetto, ma perché il momento è davvero drammatico, e al governo spagnolo non resta altro che promettere “sangue, sudore e lacrime”. Madrid è ormai di fatto sotto tutela Ue, contrariamente a quanto lo stesso premier e il suo ministro dell’Economia, Luis de Guindos, si erano affannati a negare fino all’altroieri. NON SI SPIEGA altrimenti la durezza inusitata del piano d’austerità – un pacchetto da 65 miliardi di euro, in cui riprende per filo e per segno le indicazioni di Bruxelles – che il capo dell’esecutivo di centro- destra ha dovuto annunciare davanti alle Cortes ammettendo in modo sconsolato: “Non ci restava nient’altro da fare, che ci piaccia o no”. Proprio nelle ore in cui il centro della capitale, invaso dai minatori del carbone, si trasforma in un campo di battaglia (quasi ottanta feriti tra manifestanti e poliziotti) nell’atto finale di una marcia di tre settimane con i rappresentanti di un settore che rischia di essere spazzato via dal taglio del 63 per cento degli aiuti pubblici, Rajoy sgrana davanti ai deputati la sua terza manovra in appena sette mesi di governo. (altro…)

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Pronti alla mobilitazione contro l’ennesima sforbiciata a organici e servizi. Oggi corteo a Napoli.

In vista dell’incontro di domani sulla spending review e sui tagli agli statali, i confederali si ritrovano a Napoli per denunciare lo stato precario di salute dell’economia campana.
Siamo il «Sud nel Sud»,dice il segretario partenopeo della Cgil, Federico Libertino: «Viviamo una crisi senza precedenti, con numeri da brivido in termini di disoccupazione e cassa integrazione. La Campania ha bisogno di investimenti pubblici e privati».
Sul palco di piazza Matteotti, dove si fermerà la manifestazione partita da piazza Mancini, saliranno Camusso, Bonanni, Angeletti e Centrella, mentre lungo il corteo sono attesi il sindaco De Magistris e altri rappresentanti delle istituzioni. Il titolo della giornata è «La Campania e la crisi produttiva. Lavoro, equità, legalità», e per seguirla arriveranno a Napoli oltre trecento pullman dalle cinque province della regione. (altro…)

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La protesta dei sindacati. Oggi Bondi incontra i ministri.

ROMA — Il governo Monti accelera sulla spending review. Affidato ad Enrico Bondi, che oggi incontrerà i ministri, un pacchetto di tagli alla macchina pubblica per 9 miliardi di euro. L’obiettivo è evitare l’aumento dell’Iva a ottobre. Protestano i sindacati. Bersani: “Prima discutiamone”. Raggiunge l’ultima curva la spending review. Oggi Mr. Forbici, Enrico Bondi, l’uomo sul quale pesa il compito di recuperare il maggior numero di risparmi nell’ambito della pubblica amministrazione, incontrerà i ministri di spesa, da Balduzzi (Sanità), alla Cancellieri (Interni), a Patroni Griffi (Pubblico Impiego), a Giarda (Programma e Rapporti con il Parlamento). Domani sarà la volta dei sindacati, della Confindustria e delle Regioni. Il decreto potrebbe essere varato giovedì o venerdì, ma non è escluso che slitti alla prossima settimana. (altro…)

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Tutti concordano sull’opportunità di cambiare il contributo di solidarietà.

ROMA – La quadra, come direbbe Umberto Bossi, ancora non c’è. E si capisce. Nelle due settimane che sono trascorse dal 13 agosto, giorno di presentazione del decreto bis che ha completato la manovra di correzione dei conti pubblici (55,4 miliardi nel 2014 e pareggio di bilancio già nel 2013), si sono accavallate troppe richieste di modifica, spesso contrastanti tra loro.

Tanto per dire: se si aumenta l’Iva si accontenta il Pdl (ma non Tremonti) e la Confindustria, ma si scontenta la Lega e si rompe con la Cisl di Bonanni. Oppure, tutti vogliono correggere o eliminare il cosiddetto contributo di solidarietà sui redditi oltre 90 mila euro e ridurre i tagli dei trasferimenti agli enti locali, ma poi si dividono sulle ricette per trovare le risorse alternative: il Pdl vorrebbe dare una stretta alle pensioni d’anzianità, la Lega rilancia con la «patrimoniale sugli evasori». Più in generale, tutti puntano su altre entrate e nessuno riesce a proporre di sostituire tagli con altri tagli.  (altro…)

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I numeri della manovra aspettando la stangata tris degli enti locali. Bersani: “Più equità”.

 

Quattro miliardi dall’aumento dell’età pensionabile delle donne, 3,8 dal contributo di solidarietà, 3,6 dalla Robin Tax, 800 milioni dai nuovi studi di settore. Sono i dati della Relazione tecnica allegata al provvedimento, ma altri sacrifici saranno imposti da Regioni e Comuni per compensare i tagli. Il leader dell’opposizione pone le condizioni per il confronto in Parlamento. (altro…)

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«Provo un senso di frustrazione e una rabbia enorme per i provvedimenti del governo».

Caro Direttore,
non sono mai stato un «fannullone». Sono uno dei tanti dipendenti ministeriali di fascia media (guadagno 1.500 euro al mese) che da più di venti anni fa ogni giorno il suo dovere, conciliando il lavoro in ufficio e la famiglia, in una città caotica e difficile come Roma.

LA FRUSTRAZIONE – Ecco perché provo un senso di frustrazione e una rabbia enorme per i provvedimenti del governo che, ancora una volta, colpiscono tanti lavoratori pubblici bravi, onesti, professionalmente preparati (sono la stragrande maggioranza, le assicuro). Non bastava già il blocco dei contratti dal 2009 fino al 2014, la visita fiscale anche per un giorno di malattia, il taglio degli straordinari, delle missioni e di tutte competenze accessorie. Adesso dovremo persino aspettare più di due anni per prendere la liquidazione, cioè soldi nostri, messi da parte nell’arco di una vita, con tanti sacrifici e rinunce. (altro…)

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La manovra economica non testimonia solo della riluttanza con cui il governo ha ammesso la crisi, né solo della cessione di sovranità, verso istanze esterne, che questo ritardo ha determinato. L´articolazione della manovra, che colpisce soprattutto il reddito fisso, contiene in sé anche un significato simbolico e politico. Ben chiaro a Berlusconi e ai giornali di destra, che piangono sul ceto medio tartassato anche da una imposta aggiuntiva per chi guadagna oltre i 90.000 euro l´anno (il reddito fisso di livello basso a loro non interessa).
Si tratta in realtà di lacrime fuori posto, propagandistiche e vittimistiche, che distolgono l´attenzione dai veri soggetti colpiti (appunto, l´intero lavoro dipendente in quanto tale). (altro…)

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La crociata ideologica del centrodestra.    Brunetta: “Io non mortifico nessuno, sono un professore dipendente dello Stato italiano”. Revelli: “Il governo di Berlusconi non è moderato, il dito di Bossi ne è diventato il vero emblema”. Un controsenso che penalizza anche chi ha sempre lavorato con efficienza. Le nuove misure: trasferimenti forzati, liquidazione differita e tredicesime congelate. Cacciari: “Anche la sinistra li bastona, seghiamo sempre il ramo sul quale siamo seduti”. Pezzotta: “In Francia ministeri efficienti e tutelati aiutano il rilancio dell´economia”.

Se devi risparmiare, tartassa lo statale. Tu non sai perché ma lui sì. Il tiro al dipendente pubblico non è un´invenzione di Tremonti e Brunetta. E´ anzi, come confermano molti testimoni d´eccezione, un filo rosso che attraversa gli anni Duemila in Italia. (altro…)

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Liquidazione congelata per 2 anni. I sindacati: è odio di classe.  Saranno vietate, nel comparto pubblico, le promozioni e i premi alla fine della carriera

ROMA – Il “capo”, se lo ritiene utile ai fini della produzione, potrà trasferirli per poco tempo o per sempre, ma rischiano anche di ricevere la tredicesima a rate e senza interessi, e per la buonuscita dovranno aspettare due anni. In più, a fine carriera niente promozioni, niente premi che possano in qualche modo dare una piccola spinta all´assegno previdenziale.
La manovra bis, come già la prima varata a luglio, incide con decisione sul pubblico impiego, tanto che i sindacati del settore parlano di «odio di classe». Ecco le principali novità contenute nel decreto. (altro…)

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Sintesi della manovra per Berlusconi: “Il mio cuore gronda sangue, ma ho dovuto farlo per il bene del Paese”.
Sintesi della manovra per Tremonti: “La mia coscienza è tranquilla perché ho operato per il bene del Paese”.

Sintesi della manovra per noi commentatori cattivi secondo il ministro Sacconi: “È una tardiva e inutile schifezza”.

Queste sono le sintesi, ma ora andiamo alle analisi. Questo decreto-manovra che modifica dopo appena due settimane il decreto approvato in tre giorni dal Parlamento, rappresenta il combinato disposto d’un asprissimo conflitto tra Berlusconi e Tremonti nel corso del quale l’uno e l’altro si sono paralizzati a vicenda. Il primo aveva come sponda e come scusante Mario Draghi e la Bce, il secondo combatteva da solo e con un braccio legato da una catastrofe incombente da lui non prevista. (altro…)

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La vera novità contenuta nel decreto legge varato ieri sera dal Consiglio dei ministri per «ristrutturare» (e non solo anticipare) la manovra sui conti pubblici riguarda i dipendenti statali.
Non più solo i dirigenti (che già con manovra varata a luglio dovranno versare un contributo di solidarietà), ma tutti i dipendenti che hanno come datore di lavoro lo Stato, cioè quasi 3 milioni e mezzo di persone, saranno interessati dalle nuove norme decise dal governo.
Ecco le misure. La prima è, diciamo così, una «messa in mora». Se gli obiettivi fissati di riduzione delle spese dei ministeri non verranno rispettati, ci sarà il congelamento delle tredicesime mensilità dei dipendenti del pubblico impiego. È ovviamente una norma draconiana che spinge le amministrazioni a non prendere sotto gamba la necessità di rispettare al millimetro i tagli decisi dal governo. (altro…)

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