Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘tribunale di milano’

Vauro

Read Full Post »

Il pluri-omicidaIl racconto
“Elegante, inserito nella Milano-bene”. Negli anni ’90 Giardiello si arricchiva “rogitando in nero”. Poi, il fallimento e la rovina. Fino a quel folle piano assassino “per vendicarsi”.

MILANO – Indizi psichici di caduta. Nella Milano da bere, come ci racconta un dirigente bancario, Claudio Giardiello era «uno yuppie, elegantissimo, auto pazzesche, rilassato, anche se arrivava agli appuntamenti con mezz’ora di ritardo, e mai avresti detto “Questo è uno capace di ammazzare” ». Invece s’è messo in mano una pistola automatica e a 57 anni ha ucciso i suoi «nemici » dentro il palazzo di giustizia di Milano. Il socio, l’ex avvocato, il giudice, ha ferito gravemente l’odiato nipote, gambizzato il commercialista. E ai carabinieri ha chiesto, subito dopo la cattura: «Sapete se ho colpito qualcuno “innocente”? No? Non me lo sarei mai perdonato, mi sento sollevato. Dopo aver ammazzato l’ultimo della lista, mi sarei ucciso, e l’avremmo finita così… «.
Se il point break, il punto di rottura, in questa storia c’è, o se ce n’è più d’uno, non va cercato negli anni ‘90: «L’ho conosciuto quando era già affermato come mediatore di case, aveva un taccuino con due pagine piene di indirizzi nel Quadrilatero della Moda, in via Solferino, e veniva accompagnato dal nipote, il Davide Limongelli, quello che ha sparato… (altro…)

Read Full Post »

Il pluri-omicidaIl racconto
Milano si ritrova ferita, umiliata e insicura: è stata la rovina economica, più della pazzia a mandare fuori di testa quell’avventuriero.

I responsabili di questa disastrosa inefficienza degli apparati di sicurezza devono essere puniti con severità. E speriamo che ci sia il tempo di correre ai ripari dopo una tale esibizione di sprovvedutezza.
Sullo sfondo, dietro alla pistola fumante di Claudio Giardiello, aleggia una rabbia ferina, diffusa e inquietante. Le forze dell’ordine ne sono consapevoli, almeno ai loro livelli più bassi. Martedì scorso sono andato al Comando della Polizia Stradale in via Jacopino da Tradate, nella difficile periferia nord-ovest, per pagare una multa. All’ingresso mi sono ritrovato davanti un agente col mitra e il giubbotto antiproiettile che mi ha minuziosamente perquisito. (altro…)

Read Full Post »

Un paranoide condannato per bancarotta fraudolenta compie una strage a palazzo di Giustizia, ammazzando tra gli altri anche un giudice, e immancabilmente salta su qualcuno a denunciare il clima ostile creatosi intorno alla magistratura. Come se ad armare la mano omicida fosse stata la polemica politica sulla responsabilità civile e le ferie dei giudici. Come se quel magistrato fosse stato ucciso in quanto simbolo dell’indipendenza delle toghe e non in quanto bersaglio di una resa dei conti maturata nella testa di un uomo ossessivamente ripiegato sui fattacci suoi. (A cui nessuno aveva pensato di togliere il porto d’armi dopo la condanna: è questo, oltre alle difese colabrodo del tribunale, il vero mistero e il vero scandalo).  (altro…)

Read Full Post »

Il Cavaliere oggi in aula per il processo per frode fiscale sulla compravendita dei diritti cinematografici e televisivi. Fuori dal Palazzo di Giustizia il Pdl ha organizzato un presidio con tanto di palco da dove B. arringherà la folla.

Silvio Berlusconi questa mattina è arrivato a palazzo Giustizia per il processo Mediaset. Lo stato maggiore del Popolo delle libertà si aspettava duemila persone a fare il tifo per il comandante in capo. Ne sono arrivate poco più di 200. La chiamata è arrivata direttamente da Silvio Berlusconi che vuole trasformare le udienze dei suoi processi in comizi politici in vista delle imminenti elezioni regionali. Un colpo di coda per minimizzare le sempre più crescenti divisioni all’interno del partito del predellino. La risposta più efficace ai vari Scajola, Alemanno e Matteoli e ai loro tentativi di creare correnti politiche semiclandestine all’interno del popolo azzurro. La mente della claque è diretta da personaggi del calibro di Ignazio La Russa e Denis Verdini, mentre la fase meramente organizzativa, a partire dal trasporto delle truppe cammellate davanti al Tribunale, è affidata al coordinamento lombardo del Pdl. Che assicura che arriveranno due autobus da Varese, uno da Cremona e uno da Mantova. (altro…)

Read Full Post »

La manifestazione annunciata da Michele Santoro per il prossimo 13 febbraio davanti al tribunale di Milano slitterà fra febbraio e marzo: ad annunciarlo è stato lo stesso giornalista, in una lettera aperta firmata insieme con i colleghi Marco Travaglio a Barbara Spinelli, in cui anticipa che i tre organizzeranno un grande evento in vista delle elezioni: «Invitiamo tutti i cittadini, soprattutto quelli che avevano accolto con entusiasmo il nostro appello – si legge nella lettera – a presidiare il palazzo di giustizia di Milano, a confluire, quel giorno, il 13 febbraio, nella grande manifestazione delle donne. Quanto a noi, la nostra iniziativa è soltanto spostata di qualche settimana: fra la fine di febbraio e l’inizio marzo daremo vita a un evento della società civile in vista delle elezioni più drammatiche dell’ultimo quindicennio».

Il testo completo della lettera
«È ora che in Italia sorga e si organizzi un movimento di legittima difesa dei princìpi che sono alla base della nostra Costituzione: un movimento che reagisca con tutte le forze disponibili a ogni tentativo di mutilare ulteriormente i poteri di controllo, a cominciare dalla magistratura e dall’informazione. (altro…)

Read Full Post »

L’appello alla mobilitazione è firmato da Michele Santoro, Barbara Spinelli e Marco Travaglio.

Segnatevi questa data, 13 febbraio. Milano torna a fare la Capitale morale. Senza bandiere né simboli di partito, davanti al Tribunale che indaga su Silvio Berlusconi, Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti: tutti in piazza per difendere l’indipendenza della magistratura, della libertà d’espressione e dei valori fondamentali della Costituzione nata dalla Resistenza. L’appello è firmato da Michele Santoro, Barbara Spinelli e Marco Travaglio. Ma l’obiettivo è riportare in piazza l’indignazione dei cittadini, far uscire dalla cappa mediatica dei tg la stanchezza per gli attacchi quotidiani contro i giudici e i giornalisti con la schiena dritta. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, vorrebbe riprovarci proprio quel giorno, domenica 13, con una manifestazione in piazza Duomo in difesa del governo. La sua tesi, tristemente nota, è che la magistratura stia tentando un colpo di Stato per far cadere la maggioranza di centrodestra. Come nel 2002. Era gennaio, il 12, quando il procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, denunciava l’arroganza delle “riforme annunciate”, “gli intenti punitivi” del governo – anche allora a Palazzo Chigi sedeva Berlusconi – contro la magistratura. (altro…)

Read Full Post »

Il tribunale di Milano boccia i tagli al supporto ai disabili a scuola: è discriminazione. Parla Marco Rasconi (Ledha)

E’ discriminatorio ridurre le ore di sostegno scolastico agli studenti disabili in seguito al ridimensionamento del numero di insegnanti previsto dalla Finanziaria. A dirlo, anzi, a sancirlo è stato il giudice del tribunale civile, Patrizio Gattari, accogliendo il ricorso di trenta genitori di 17 alunni contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia e quello provinciale di Milano, e sostenuti dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), dall’istituto comprensivo Cavalieri, dalla scuola primaria Ferrante Aporti e dall’I.T.S.O.S. Albe Steiner.

Nell’ordinanza, il giudice spiega di ritenere «accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009/2010)» e, pertanto, «ordina alle amministrazioni convenute la cessazione della condotta discriminatoria e condanna i convenuti, ciascuno per le rispettive competenze, a ripristinare, entro trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, per i figli dei ricorrenti il medesimo numero di ore di sostegno fornito loro nell’anno scolastico 2009/2010».

«Il tribunale non ha dovuto che affermare quanto dice la legge: non si possono tagliare ore di sostegno per la mancanza di fondi» a dirlo è Marco Rasconi, presidente Ledha Milano raggiunto da Vita che precisa: «ogni anno facciamo ricorsi come questo e ogni anno li vinciamo. La novità questa volta sta nel fatto che la risposta del Tribunale è arrivata a gennaio e non a maggio come spesso capita, quando l’anno scolastico è finito» e lancia un appello: «E’ importante sapere c’è uno strumento fondamentale per impedire si torni alle classi speciali, che il diritto alle pari opportunità dei ragazzi e delle ragazze disabili è sancito per legge. Se per ogni situazione di questo genere ci si muovesse per tempo, e ci si muovessimo tutti, cambierebbe tutto». E ora che succederà per i 17 alunni per cui si è presentato il ricorso? «Ora l’istituto ha 30 giorni di tempo per ristabilire la situazione. Vedremo».

vita.it

Read Full Post »