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Posts Tagged ‘truffa’

renzi-padoan

Il premier Renzi: “Fossi uno di quelli che aveva i soldi lì andrei ad abbracciare Padoan”. Codacons: “Decreto irricevibile, crea inaccettabili discriminazioni tra risparmiatori danneggiati. Lo impugneremo per ottenere l’annullamento dalla Corte costituzionale”. Il consiglio dei ministri ha approvato anche misure per accelerare il recupero crediti: in pegno alla banca i beni dell’azienda.

Il provvedimento approvato venerdì sera dal consiglio dei ministri punta a ”risolvere definitivamente tutti i problemi del mondo bancario”. Così il premier Matteo Renzi, con notevole ottimismo, ha commentato il via libera al decreto banche che contiene tra il resto le norme sui rimborsi per gli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara eCarichieti, “risolte” a novembre azzerando i risparmi di migliaia di clienti. (altro…)

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Carafe with olive oil

Carafe with olive oil

La Procura di Torino indaga su sette aziende tra cui Carapelli e Bertolli.

Torino – I grandi marchi italiani dell’olio d’oliva finiscono ancora nel mirino. Alcuni di loro sono accusati di frode in commercio perché vendono come “olio extravergine d’oliva” prodotti di qualità inferiore, classificabili come “olio vergine d’oliva”, più semplice e più economico. Un altro caso, dunque, colpisce un settore già segnato dal calo produttivo del 2014, ma anche dagli scandali come quello degli o-lii etichettati come “italiani” anche se ottenuti miscelando prodotti arrivati dalla Tunisia,dal Marocco,dalla Grecia o dalla Spagna.  

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Renzi - Squinzi

L’ADDIO AI “CO.CO.PRO” RISCHIA DI RIVELARSI SOLO UNA BUFALA: MOLTE DEROGHE, NESSUN OBBLIGO DI STABILIZZARE I CONTRATTI E UN BEL PROBLEMA DI COSTI.

L’ottimismo di Matteo Renzi è quello di un illusionista. Il “giorno atteso da un’intera generazione”, modo con cui il premier ha salutato il varo del Jobs Act, potrebbe essere solo un giorno come tanti vista la scarsa efficacia delle norme approvate venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. La “rottamazione” dei Cocopro, la sintesi mediatica del provvedimento, potrebbe essere una parola vuota con scarsi se non nulli effetti sulla precarietà del lavoro. E anche la stima di “200 mila lavoratori che passeranno da contratti precari alla stabilità” rischia di trasformarsi in un mito. Se non in una bufala.  (altro…)

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La mancanza di competitività, macigno sulla strada dello sviluppo, sembra avere colpito anche uno degli ultimi settori di eccellenza: quello delle truffe. Una coppia di italo-italiani ha chiesto un risarcimento milionario per scambio di embrione all’ospedale romano che nei mesi scorsi era incorso nello spiacevole equivoco. L’idea dei truffatori mostrava lampi dell’antico acume: qualsiasi sconquasso attribuito a un nosocomio nostrano gode di una presunzione di credibilità. Ma lo svolgimento è stato di un’approssimazione imperdonabile. Referti taroccati, e taroccati male, persino un prelievo di sangue con la data di domenica, l’unico giorno della settimana in cui non si fanno prelievi. (altro…)

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Anche oggi Serra punta il dito in casa altrui e non una parola sul Deputato Genovese…

Considerate nel dettaglio, le accuse contro alcuni leghisti per truffa alla Regione Lombardia (vedi l’inchiesta della procura di Milano) fanno impallidire ogni precedente. Si va da quello che faceva finta di abitare altrove per mettere in conto ogni giorno, per anni, 300 chilometri di rimborso benzina; al “consulente” che prendeva 10 mila euro al mese per distribuire i volantini del Carroccio; al banchetto di nozze messo in nota spese. Le celebri mutande verdi di Cota, in confronto, sono solo un dettaglio pittoresco. Chi ha memoria del furore “anti-casta” della Lega delle origini, contro la politica ladra che depreda il povero contribuente, ha il diritto di farsi un’amara risata. Amara perché la morale va ben oltre le sorti, oramai trascurabili, del partito di Bossi. (altro…)

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Ellekappa

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La classifica

Multa da 180 milioni a Novartis e Roche, hanno imposto la vendita di un farmaco per gli occhi a 900 euro invece di 81.

ROMA — Big Pharma, il cartello delle grandi multinazionali del farmaco, è stata scoperta e multata. Roche e Novartis dovranno pagare oltre 180 milioni di euro, rispettivamente 90,5 milioni e 92 milioni, per essersi accordate illecitamente con l’obiettivo di favorire la vendita del farmaco molto più costoso (Lucentis) rispetto a quello low cost (Avastin) destinato alla cura di una grave malattia degli occhi, la maculopatia. La decisione è dell’Antitrust. Le due aziende annunciano ricorso al Tar. Due procure, quella di Roma e quella di Torino, hanno aperto un’inchiesta. (altro…)

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Don 500 euro

HANNO MESSO IN PIEDI UN’OPERAZIONE PER RIPORTARE IN ITALIA A BORDO DI UN JET 20 MILIONI DI EURO DI PROVENIENZA ILLECITA.

Avevano ideato una dettagliata operazione per riportare in Italia venti milioni di euro di provenienza illecita. L’accordo salta, ma i reati commessi restano. Per questo un alto prelato, monsignor Nunzio Scarano, insieme a un ex funzionario dei servizi segreti italiani Giovanni Maria Zito, e ad un broker finanziario, Giovanni Carenzio sono stati arrestati ieri mattina nell’ambito di un’indagine della procura di Roma, di cui sono titolari i pm Nello Rossi, Rocco Fava e Stefano Pesci. A svolgere gli accertamenti invece sono gli uomini del nucleo valutario della guardia di finanza, guidati dal generale Giuseppe Bottillo. L’indagine che ha portato all’arresto dei tre è una costola di quella più ampia sui conti dello Ior. Stavolta però i reati sono corruzione, truffa e calunnia, che vengono contestati a vario titolo agli arrestati. I tre infatti volevano far rientrare in Italia venti milioni di euro di cui era fiduciario inizialmente il broker Carenzio, lo stesso che alla fine farà saltare l’operazione.  (altro…)

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NAPOLI— Doveva servire a tracciare il percorso dei rifiuti sull’intero territorio nazionale: su ogni carico d’immondizia, una spia elettronica. Su ogni camion, una “scatola nera” e una chiavetta Usb collegata a una centrale operativa. Sulla carta, il progetto più avanzato per fronteggiare «lo scenario drammatico» che, a partire dalla Napoli oltraggiata dalla crisi del 2006, si riproporrà in altre aree del paese. Invece, il sistema Sistri, assegnato nel dicembre 2009 a Selex Service Management, gruppo Finmeccanica, diventa un gigantesco affare del valore di 400 milioni, 40 dei quali già sperperati. Aggiudicato con una procedura coperta addirittura dal segreto di Stato apposto dal governo Prodi. E capace, accusano i magistrati, solo di favorire «gravi condotte di illecito arricchimento ». Per giunta, con un clamoroso danno: milioni di euro pagati dalle aziende dei rifiuti, costrette a dotarsi di scatole nere, per un servizio mai partito. (altro…)

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La donna si dimise dall’incarico solo il 28 gennaio 2010, ma per due anni percepì regolare stipendio inquadrata come dirigente. Il Pd: indagine vecchia. In realtà la donna ha ricevuto l’avviso di garanzia e l’avviso di interrogatorio soltanto da pochi giorni.

Quella arrivata è una tegola per il segretario del Pd. Zoia Veronesi, storica segretaria di Pier Luigi Bersani, è indagata dalla procura di Bologna per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna. Secondo gli inquirenti Veronesi, lavorò al fianco di Bersani a Roma, prendendo comunque lo stipendio dalla Regione in un arco di tempo di un anno e mezzo.

Il pubblico ministero che conduce le indagini, Giuseppe Di Giorgio, ha firmato  un invito a rendere interrogatorio, che si terrà nei prossimi giorni. La donna, che era dipendente della Regione fino al 28 gennaio 2010, era stata distaccata con un provvedimento della stessa Regione a Roma, dove doveva intrattenere rapporti con le “istituzioni centrali e con il Parlamento”. Ma la guardia di finanza ha appurato che non esiste traccia della sua prestazione lavorativa a favore della Regione in quel periodo, tra il 2008 e il 2009. Avrebbe dunque lavorato, a detta dei pm, per altri a spese della Regione. (altro…)

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Immaginatevi tre tacchini che discutono sulla Festa del Ringraziamento e avrete un’idea precisa della “riforma” sul finanziamento pubblico dei partiti decisa ieri da Pdl, Pd e Udc.

Nessun taglio agli stanziamenti – ci mancherebbe – ma soprattutto nessun divieto di accumulare fondi: l’importante, hanno stabilito – è questi siano investiti in titoli di stato italiani, così non finiscono in Tanzania.

Ora, trattandosi di rimborsi elettorali (formula inventata per aggirare il referendum che aveva abolito i finanziamenti) non si capisce proprio come questi soldi possano costituire un capitale da investire. Nel mondo reale si rimborsa solo una spesa effettuata, quindi se uno quei soldi li ha spesi non li può reinvestire, nemmeno in titoli di Stato. Nel mondo reale se spendo dieci, mi rimborsano dieci: non è che mi rimborsano cento così con gli altri novanta mi compro i Bot e i Cct.

E’ un concetto ovvio. Talmente ovvio e lapalissiano da essere totalmente ignorato da chi si è inventato la cosmetica truffa di ieri. (altro…)

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Mentre il sindaco di Agrigento pensa di cedere ai privati il brand della Valle dei Templi, o qualcun altro di vendere la tv di Stato, il governo italiano vuole regalare ai “soliti noti” altre sei frequenze televisive liberate nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Il pacco-dono è stato confezionato a palazzo Chigi per essere spedito ai due principali beneficiari: la Rai e Mediaset. Rai e Mediaset, cioè i detentori del vecchio duopolio che oggi fa capo direttamente o indirettamente al presidente del Consiglio. E naturalmente il costo della munifica elargizione, da uno a tre miliardi di euro, sarà a carico di tutti noi, cittadini e contribuenti, sudditi del regime televisivo, in termini di mancato incasso per lo Stato: a meno che nei prossimi giorni non venga approvato al Senato un emendamento del Pd per bloccare questo ennesimo saccheggio via etere. (altro…)

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GLI ANNI NON LAVORATI NON VALGONO PIÙ PER L’ANZIANITÀ. SCOPPIA LA RIVOLTA DEI MEDICI, A RIPOSO ANCHE CON UN DECENNIO DI RITARDO.

Non si sa se è colpa delle trame dell’odiato “nano veneziano” o dello stato confusionale dovuto alla caduta, ma è un fatto che Umberto Bossi e la Lega ieri sono usciti dal villone di Arcore dopo aver messo la loro firma proprio sotto quelsostanziale aumento dell’età pensionabile che avevano escluso in lungo e in largo durante i loro coloriti comizi agostani.

Nell’oscuro documento finale, infatti, si legge che il governo manterrà “l’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare, che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione”. (altro…)

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Costi esorbitanti, benefici irrisori: la Grande Opera è roba da ricchi scemi?

Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano mette insieme un po’ di dati sulla Torino-Lione, discutendo sugli effetti economici della Tav per la quale ieri ci si è scontrati in Val di Susa. RIportiamo le quattro più interessanti:

Quanto costerà la nuova ferrovia Torino Lione?

Secondo la Ltf, società italo-francese costituita per la realizzazione, il costo previsto della Torino-Lione è di 21,4 miliardi di euro. Molti esperti ritengono che il costo effettivo sia destinato a triplicarsi. Sei anni fa quattro economisti (Boitani, Manghi, Mercalli, Ranci) in un articolo su lavoce .info (“Sulla Torino- Lione una pausa di riflessione produttiva”) prevedevano in almeno 17 miliardi il costo per la metà a carico dell’Italia. Il conto totale potrebbe arrivare a 40 miliardi di euro. La stessa taglia della maxi- manovra di Tremonti. E c’è da chiedersi se sia questa la priorità infrastrutturale su cui buttare tanto denaro. (altro…)

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Dopo quella sul nucleare, l’esecutivo vorrebbe vanificare anche la consultazione sulla privatizzazione delle risorse idriche. Il ministro delle Sviluppo economico prospetta un intervento ad hoc. Rivolta dell’opposizione.

ROMA – Dopo il nucleare l’acqua. Il governo apre alla possibilità di un secondo intervento legislativo ad hoc, per bloccare sul filo del traguardo anche il referendum sulla privatizzazione delle risorse idriche. Lo ha detto chiaramente il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani a Radio Anch’io: “Su questo tema, di grande rilevanza, sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo”. Sulla stessa lunghezza d’onda si era già espresso il sottosegretario Stefano Saglia.

La sortita di Romani è servita a raccogliere le sollecitazioni venute da Roberto Bazzano, presidente di Federutility, la federazione che riunisce i gestori degli acquedotti (“Chiediamoci seriamente se non sia il caso di evitare un referendum che ha sempre più un taglio puramente ideologico”). Ma ha suscitato le proteste del Comitato referendario e dell’opposizione. (altro…)

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Fino a un mese fa, chiunque azzardasse qualche pallida critica, qualche tenue perplessità, qualche timida riserva sul ritorno al nucleare veniva bollato da un ampio fronte di giornali, politici ed “esperti” come un vecchio rottame nemico della Modernità. E non solo dagli house organ del Cainano, ma anche da quelli della banda larga dei costruttori che già pregustavano la pappatoia degli appalti per le nuove centrali atomiche. Ancora all’indomani del disastro in Giappone, il Messaggero (gruppo Caltagirone) ospitava un profetico commento di Oscar Giannino, quello che pare una comparsa del Marchese del Grillo con il cocchio dorato che l’attende fuori dagli studi televisivi: “Tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo è dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica”. Da oggi c’è da giurare che nessuno di quelli che vengono eufemisticamente chiamati “giornalisti e intellettuali di destra” (in realtà dipendenti a libro paga di B.) oserà più dire una mezza parola pro nucleare. (altro…)

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