Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘tunisia’

tunisiaDalla spiaggia per occidentali in Tunisia alla moschea in Kuwait 4 attacchi fanno decine di morti nel giorno di preghiera del Ramadan.

Francia, Tunisia, Kuwait, Somalia. La strategia del terrore non ha confini. È globale. Gli ideologi del Califfato usano la religione, la estremizzano, la piegano a tattiche da macellai perché “sfondi” sui media internazionali. È il Ramadam, ma anche il primo anniversario della presa di Mosul. E allora si uccide a Saint-Quentin-Fallavier, decapitando la vittima e mostrando il vessillo dell’Is, si sparge il terrore al grido di “Allah è grande” a Kuwait City, 25 morti e 200 feriti provocati da un uomo-bomba, si massacra in Somalia, 30 vittime. (altro…)

Read Full Post »

tunisi«Questo crociato è stato schiacciato dai leoni del monoteismo», scrivono su Twitter i trombettieri dell’Isis dopo la mattanza tunisina, postando una foto del signor Caldara con la faccia annullata da una croce. Non fosse una tragedia, ci sarebbe da sorridere. Perché solo una banda di deficienti può riconoscere un cavaliere templare nell’immagine di un signore in maniche corte, dallo sguardo mite e pacificato col mondo. Il crociato Francesco Caldara della contea di Novara era un temibilissimo autista di bus in pensione, un vedovo precoce che in fondo a troppo dolore si era ricostruito una vita e aveva affrontato la sua prima crociera per festeggiare il compleanno della nuova compagna. Non so se fosse cristiano, musulmano, buddhista, agnostico o semplicemente confuso come tanti. (altro…)

Read Full Post »

 

La primavera araba si sta trasformando in primavera islamica. In Tunisia il partito islamico Nahda, parola araba che significa rinascimento, ha ottenuto la maggioranza del 52% dei seggi nell’assemblea costituente che scriverà la nuova Costituzione. Nahda è stato represso per oltre vent’anni dal governo di Ben Ali. Le barriere cosiddette “laiche” contro l’Islam, da Mubarak a Gheddafi, stanno cadendo ovunque con l’aiuto, consapevole o meno, della Nato. IFratelli Musulmani hanno un ruolo sempre più importante in Egitto e i partiti islamici sembrano avviati a prendere il controllo della Libia. Una situazione che ricorda la caduta dello scià Reza Pahlavi e l’avvento di Khomeini. Un’alleanzapanislamica è oggi possibile, dal Golfo Persico all’Atlantico con tutte le conseguenze che ne possono derivare.

Da beppegrillo.it

Read Full Post »

CNT Sì ai respingimenti, in Libia e Tunisia.
A giugno firmata una nuova intesa sull’immigrazione tra il governo di Roma e il Consiglio libico.

I diversi leader del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) lo hanno ripetuto fino alla nausea. «Gli accordi firmati tra Italia e Libia saranno onorati». In particolare, quelli stipulati per fermare l’immigrazione clandestina conclusi tra l’Italia e la Libia nel corso degli ultimi anni. L’intesa per i pattugliamenti congiunti siglata da Romani Prodi alla fine del 2007, entrata in vigore di fatto dopo la firma del Trattato di amicizia cooperazione e partenariato firmato da Muammar Gheddafi e Silvio Berlusconi il 30 agosto del 2008 in una Bengasi ben diversa da quella di oggi rimane totalmente in piedi. (altro…)

Read Full Post »

Fino a cinque giorni fa i migranti sbarcati in Italia sono stati 42.534, di cui 18.312 dalla Libia e 24.222 dalla Tunisia (fonte UNHCR). Si parla di “numeri ingestibili” ma dalla Libia, dallo scoppio della guerra, sono arrivati in Italia meno di 19mila persone. Nello stesso periodo la Tunisia ha accolto 288.082 libici e 190.705 migranti.

ROMA  –  L’Italia non è terra per profughi: mentre in tutto il mondo ci si appresta a celebrare – il 20 giugno – la Giornata mondiale del rifugiato, il governo italiano, con un decreto legge lampo, allunga a 18 mesi i tempi di detenzione nei Cie e stringe un accordo con l’opposizione libica al fine di rimpatriare i profughi di guerra. (altro…)

Read Full Post »

Con l’attentato di Marrakesh in Marocco e con la rivoluzione siriana, tutti i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente sono in fiamme. Per alcuni si tratta di incendi, per altri per ora di focolai. “Le libertà non vengono date, si prendono!” disse Pëtr Kropotkin. Questo è il senso di ciò che succede. Non è emerso un solo leader in contrapposizione a Gheddafi, Assad, Mubarak o Ben Alì, ma popoli, persone, gente comune. E’ la rivoluzione del signor Rossi. E’ strano, è nuovo. In passato per un Rheza Palavi c’era un Khomeyni, per Faruk c’era Nasser. Oggi non sarebbe pensabile, l’opposizione al regime iraniano è fatta dagli studenti, Mubarak è stato cacciato dalle piazze piene di cittadini egiziani. La gabbia di ferro creata dall’Occidente per i Paesi di quello che fu l’ex impero Ottomano sta aprendosi. Cosa ne uscirà non lo sa nessuno. Un grande califfato da Istanbul a Rabat o nuove democrazie. (altro…)

Read Full Post »

Due leader in crisi di consensi e di identità si incontrano oggi a Roma per fingere di trovare un accordo che non ci può essere e battezzare insieme il capro espiatorio su cui dirottare il malessere di un’opinione pubblica percorsa da uguale disagio.

Quest’ultimo si chiama Europa e riceverà domani una lettera firmata da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy. I due sorrideranno per le telecamere, fingeranno di aver ritrovato un’amicizia che si dirà «antica», si daranno – forse – appuntamento a Tunisi per un vertice trilaterale con gli eredi di Ben Ali. Poi si lasceranno, tornando ognuno al suo rompicapo politico. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

DURERÀ molto il balletto di dispetti e ripicche tra Berlusconi e Sarkozy, leader in crisi di nervi lanciati all’inseguimento delle peggiori pulsioni populiste dei rispettivi elettorati. Ieri l’Eliseo ha prima comunicato di voler sospendere Schengen per fermare l’afflusso degli immigrati tunisini che l’Italia manda in Francia.

Poi ha parzialmente corretto il tiro spiegando che intende proporre una modifica delle norme del Trattato sulla libera circolazione in modo da prevederne la sospensione qualora un paese non riesca a far fronte al flusso di immigrati irregolari. Il vertice italo-francese di martedì si annuncia frizzante. Ma certamente non sarà risolutivo. (altro…)

Read Full Post »

MIGRANTI… OGGI.

pasquinoweb.wordpress.com

Read Full Post »

Due donne morte sul barcone degli immigrati. Altre donne partite e mai arrivate, delle quali si dice che siano state gettate in mare assieme ai bambini per alleggerire il natante troppo carico. E, infine, donne che ce la fanno a sbarcare, giovani, per lo più, ora con figli, ora con mariti, fratelli, fidanzati: sono comunque sempre poche, a stento distinguibili nella grande marea dei maschi stipati stretti nei navigli di fortuna. Riconoscibili a volte per il velo, a volte per gli occhi, per quello sguardo che ha visto di tutto. Comprensibilmente sono poche, e non solo perché durissima è la traversata, ma durissimi sono anche i giorni e le settimane che la precedono, con — ne abbiamo letto e riletto le cronache angosciose — viaggi interminabili attraverso il deserto in balia di schiavisti avidi e crudeli, notti all’addiaccio, promiscuità, se non di peggio. Certo non cose da donne, insomma. (altro…)

Read Full Post »

I giovani tunisini sbarcati a Lampedusa raccontano la loro odissea. Bechir: “Ho visto uccidere mio fratello in strada, sono corso via. Mio padre mi ha detto: scappa e non tornare mai più”

“Ho visto uccidere mio fratello sulle strade di Tunisi. Sono corso via veloce. Quando sono arrivato a casa i miei genitori mi hanno detto: parti e non tornare mai più”. Bechir, 17 anni, è tunisino. Un mese fa è sbarcato a Lampedusa, oggi vive in una comunità d’accoglienza nel Lazio. Bechir è uno dei settecento minori stranieri non accompagnati approdati in Italia dal 10 febbraio scorso. Un’emergenza nell’emergenza: un esercito di ragazzi e bambini, soli, spesso invisibili. (altro…)

Read Full Post »

Il Presidente Napolitano, che quando parla d´Europa usa veder lontano e ha sguardo profetico, ha fatto capire nel giorni scorsi quel che più le manca, oggi: il senso dell´emergenza, quando una crisi vasta s´abbatte su di essa non occasionalmente ma durevolmente; l´incapacità di cogliere queste occasioni per fare passi avanti nell´Unione anziché perdersi in «ritorsioni, dispetti, divisioni, separazioni». Son settimane che ci si sta disperdendo così, attorno all´arrivo in Italia di immigrati dal Sud del Mediterraneo. Numericamente l´afflusso è ben minore di quello conosciuto dagli europei nelle guerre balcaniche, ma i tempi sono cambiati. Lo sconquasso economico li ha resi più fragili, impauriti, rancorosi verso le istituzioni comunitarie e le sue leggi. (altro…)

Read Full Post »

In piazza per la democrazia così le rivoluzioni arabe hanno seppellito l´islamismo. Dall´Egitto allo Yemen, la protesta laica dei manifestanti. I dimostranti non sono scesi in strada in nome dell´Islam, ma i loro slogan facevano riferimento ai valori universali di dignità, giustizia e libertà.

Il racconto. Nessuno aveva previsto la rivolta dei popoli arabi. Non i servizi di intelligence, particolarmente efficaci e radicati, non gli analisti politici, sia gli accademici che i giornalisti, non la semplice polizia e soprattutto i leader dei movimenti di ubbidienza islamica, dai più radicali ai moderati. La scintilla è partita il 17 dicembre da una cittadina della Tunisia, dopo un´umiliazione di troppo che ha spinto Mohamed Bouazizi, venditore ambulante di frutta e verdura, a immolarsi dandosi fuoco di fronte al municipio dove nessuno voleva riceverlo o ascoltare le sue lamentele. (altro…)

Read Full Post »

La Repubblica 9.aprile.2011.

pasquinoweb.wordpress.com.

Read Full Post »

I VERI ACCORDI DEL MARE.

I 51 superstiti del naufragio
nel Canale di Sicilia hanno lasciato
ieri Lampedusa con
un aereo in direzione di Brindisi.
Dall’isola, intanto, partivano
elicotteri e motovedette della
Capitaneria di porto e della Guardia
di Finanza alla ricerca dei corpi
degli altri profughi provenienti
dalla Libia che avevano tentato
la traversata a bordo di un barcone di 13 metri. Si tratta di 250 persone,
secondo i sopravvissuti e le due motovedette della Guardia
Costiera che nella notte di mercoledì sono intervenute sul luogo
del disastro. Uomini, donne e bambini che i soccorsi non sono
riusciti a strappare alla furia di un mare forza sei. Cosa è successo,
quali sono state le cause che hanno provocato l’ennesimo affondamento
nel Canale di Sicilia, lostabilirà l’inchiesta già aperta dalla Procura di Agrigento. (altro…)

Read Full Post »

Nulla più degli ultimi morti, inghiottiti dal mare in burrasca nella zona di ricerca contesa tra Malta e l´Italia, testimonia il tragico scarto tra l´urgenza del bisogno di chi per sua sventura abita Paesi poveri o segnati da guerre e dittature e la capacità a farvi fronte dei Paesi tra i più ricchi e sviluppati e più orgogliosi della propria democrazia e rispetto dei diritti umani. Il fatto che questi ultimi morti fossero in fuga da zone di guerra civile – Eritrea, Somalia – quindi potessero aspirare allo status di rifugiati, rende ancora più evidente la sproporzione tra il bisogno di aiuto di chi, non potendo più stare nel proprio Paese pena la vita, rischia la vita propria e dei propri figli per andarsene, e il modo impacciato, spesso conflittuale, ancor più spesso controvoglia, con cui i Paesi ricchi e democratici vi rispondono. Non mi riferisco solo all´Italia, anche se lo spettacolo dato a Lampedusa nelle settimane scorse ha ben esemplificato l´impasto di impreparazione e cinismo con cui il nostro governo si è mosso. (altro…)

Read Full Post »

LAMPEDUSA – «All are dead, all are dead». In una stanzetta del
poliambulatorio mormora poche parole in un inglese stentato, gli occhi bassi nel volto nero scavato. E’ il primo superstite a
raccontare di quei 250 compagni di sventura inghiottiti dalle onde alte tre metri proprio mentre i marinai di una motovedetta italiana tentavano di gettare loro una cima. Una tragedia a lieto fine per lui che, poche ore dopo, ritroverà la fidanzata che credeva morta. (altro…)

Read Full Post »

Nella parabola evangelica degli operai della vigna quelli che hanno lavorato soltanto un’ora, l’ultima della giornata, ricevono lo stesso salario di quelli ingaggiati all’alba, che hanno lavorato tutto il giorno. Ma, se avevano atteso oziosi tutto il giorno, è perché nessuno prima li aveva chiamati; perché fino a quel momento non avevano avuto, a differenza degli altri, alcuna opportunità. L’inaccettabile disuguaglianza di partenza tra gli uomini, che destina alcuni ad una vita miserabile e impedisce ogni selezione di merito, va dunque corretta, anche con misure apparentemente parziali e disegualitarie, come fa il padrone della vigna. Il mondo intero è un turpe, equivoco teatro di disuguaglianze; non di inevitabili e positive diversità di qualità, tendenze, capacità, doti, risorse, ruoli sociali, bensì di punti di partenza, di opportunità. (altro…)

Read Full Post »

Luca Zaia, 24 marzo 2011:

Quelli che arrivano con le scarpe da ginnastica firmate, il giubbottino all’occidentale e il telefonino in mano non è gente che chiede l’asilo politico. Lampedusa non è invasa da rifugiati politici o disperati, ma da tunisini che fuggono da un territorio nel quale è ripresa la vita normale e sono state riaperte le aziende. Oggi sbarcano soltanto ragazzi di 25-35 anni senza famiglia che appaiono in carne, ben messi, non così sprovveduti.

Nella foto, uno dei tunisini scampati al naufragio della scorsa notte.
Sono chiaramente visibili la spensieratezza del soggetto, la sua corporatura paffutella, le Nike, il Moncler e l’iPhone.

metilparaben.blogspot.com

Read Full Post »

Older Posts »