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Posts Tagged ‘turchia’

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“Enormi quantità di greggio” entrano in territorio turco attraverso migliaia di camion, ha spiegato in un briefing con i giornalisti il vice ministro della Difesa Anatoly Antonov. A riprova delle accuse, sono state mostrate foto dei tir che attraversano la frontiera con la Siria e mappe con i movimenti dettagliati del contrabbando. Il presidente turco: “Nessuno ha il diritto di calunniarci”. Le prove verranno presentate all’Onu, ha fatto sapere in serata da Belgrado il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov.

La Turchia è il principale consumatore di petrolio dello Stato Islamico e la famiglia del presidente Tayyip Recep Erdogan è coinvolta nel traffico di greggio proveniente dalla Siria. Dopo le denunce dei giorni scorsi mosse dal presidente Vladimir Putin, cui il capo di Stato turco aveva risposto chiedendo di provare le accuse e dicendosi pronto a dimettersi laddove provate, il ministero della Difesa di Mosca è tornata a puntare il dito contro il governo di Ankara. (altro…)

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Papa FrancescoLa condanna del Papa nei confronti del “genocidio” armeno provoca la rottura, o quasi, delle relazioni diplomatiche tra il Vaticano e la Turchia. Esito prevedibile della celebrazione, tenuta ieri, del centesimo anniversario del “martirio” (Metz Yeghern) del popolo armeno, compiuto nel 1915 dall’Impero Ottomano, allora lanciato verso l’alleanza con gli imperi centrali europei nella Prima guerra mondiale. Esito, in ogni caso, gravido di conseguenze politiche. La Turchia, infatti, ha richiamato l’ambasciatore del Vaticano e il confronto tra i due stati ha toccato il suo minimo storico.

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L'attaccoTentato un attacco suicida alla sede della polizia In mattinata irruzione armata nel partito di Erdogan.

ISTANBUL . Adesso le chiamano le 48 ore più nere della Turchia. Perché da due giorni Istanbul, la metropoli cuore pulsante del Paese, è preda di attacchi terroristici, allarmi bomba, azioni kamikaze. Dopo il misterioso black out elettrico generale di lunedì, e il blitz delle teste di cuoio nel quale sono rimasti uccisi sia i terroristi di estrema sinistra sia il giudice da loro sequestrato che indagava su Gezi Park, ieri è stata un’altra giornata con il fiato sospeso. Un uomo e una donna nel pomeriggio hanno aperto il fuoco sull’edificio che ospita la direzione della polizia, provocando la risposta degli agenti. (altro…)

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Decine in carcereTURCHIA, DECINE IN CARCERE: “AIUTANO L’OPPOSIZIONE”.
UNA retata di giornalisti e poliziotti è una malefatta enorme. Erdogan sa quello che fa, senza di che non sarebbe al potere da un’eternità grazie ai successi elettorali, l’ultimo dei quali l’ha investito a mani basse di una presidenza sultanesca.
Le giornaliste del quotidiano Zaman in rivolta contro Erdogan a Istanbul. DUNQUE la retata di giornalisti ha un fine interno, far fuori la principale opposizione organizzata, legata a Fethullah Gülen, e uno esterno, ostentare la più soddisfatta strafottenza nei confronti dell’Unione Europea. I pareri sul rapporto fra Turchia e Unione Europea si mordono la coda: gli uni trovano in ogni nuovo sproposito di Erdogan la conferma che accogliere la Turchia nell’Unione era una pazzia, gli altri, più ragionevolmente e inutilmente, rimpiangono che un’accoglienza della Turchia nell’Unione non abbia sventato una simile deriva di spropositi.
Ci fu un tempo, ormai lontano, in cui la lunga mano dei militari sullo Stato e la società turchi ne garantiva la laicità: si poteva provare perfino una cauta simpatia per l’Erdogan genitore che mandava le sue figlie a studiare in Europa perché all’università di Istanbul non si entrava a capo coperto.

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I LIMITI DELLA NATO
L’ANALISI

ISTITUITA nel 1949 per unire Europa e America nella guerra fredda, la Nato sta diventando uno strumento spesso pernicioso, che sopravvive nel disorientamento, implicato in conflitti armati fallimentari. Alla sua guida una potenza Usa poco disposta a immettersi in un mondo multipolare, impelagata costantemente in manovre torbide, abituata a suscitare spettri che poi non controlla.

ALCUNI Stati membri — Turchia in testa — usano la Nato per dilatare nazionalismi e squilibri regionali senza mai doverne rispondere. Non incarnando più una linea chiara, l’Alleanza andrebbe sciolta e l’idea d’occidente ridiscussa sul serio: nessuno lo fa.È quanto si evince dall’inchiesta, pubblicata ieri nel nostro giornale e come sempre accuratissima, condotta da Seymour Hersh sulla recente crisi siriana. (altro…)

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Standing man’ o #duranadam (l’uomo in piedi) è divenuto il nuovo simbolo delle rivolte che ormai da settimane vanno avanti in Turchia e la sua forma di protesta silenziosa, immobile e pacifica viene ora imitata da molta altra gente in tutto il Paese.

La nuova forma di protesta ad Ankara, Istanbul e altre città in Turchia consiste nel rimanere immobili e in silenzio nelle piazze, in strada, nei centri commerciali e in molti altri posti. Né la polizia né il governo possono accusare qualcuno per questo. A Istanbul quando un poliziotto chiede a chi protesta in questo modo cosa sta facendo, quello risponde che sta aspettando. Quando il poliziotto domanda chi, gli viene dato il nome di una persona morta nelle violenze delle ultime settimane. (altro…)

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Alle sei della sera il coreografo e ballerino Erdem Gunduz è arrivato in piazza Taksim a Istanbul, si è fermato davanti al ritratto del padre della Turchia laica Atatürk ed è rimasto lì. Immobile e muto come un albero. La sua scelta silenziosa ha fatto un rumore pazzesco. Prima di mezzanotte intorno all’Uomo Albero era cresciuta una foresta. Giovani, adulti, vecchi, bambini: tutti immobili e muti, le braccia rilasciate lungo i fianchi ma lo sguardo alto, persino fiero, a testimoniare una resistenza che rifuggiva la violenza, anche quella verbale.

I poliziotti del governo sembravano spiazzati. Li avevano addestrati a combattere proteste fatte di urla e di pietre. Si ritrovavano in mezzo a una foresta di corpi silenziosi. Ma come si disperde una foresta, se non dandole fuoco? Quale reato commette chi si blocca in mezzo a una piazza, davanti a un ritratto, e rimane lì, immobile e muto come un albero? Qualche albero è stato preso e portato via con l’accusa di intralcio del traffico e adunata sediziosa. Ma altri ne spuntavano da ogni angolo, rispondendo al richiamo dell’emulazione che attraversava la città. (altro…)

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LA PROTESTA IMMOBILE CONTRO LA REPRESSIONE DEL PREMIER ERDOGAN.

Èun inno alla resilienza, alla forza delle idee, al confronto pacifico, all’essenza del significato di cittadinanza. Contro la forza bruta di Erdogan e l’arroganza del suo inner circle, mostrato con la repressione fisica e l’arresto di almeno cinquecento cittadini che volevano evitare la distruzione di Gezi park e della democrazia turca, il coreografo turco Erdem Gunduz ha realizzato una performance inedita quanto potente: “Duran Adam”, l’uomo che sta in piedi.

In silenzio, immobile, Gunduz ha fissato per quasi 8 ore l’enorme stendardo con il volto di Kemal Ataturk appeso alla facciata del palazzo dell’Opera, che costituisce di fatto un lato di piazza Taksim. All’inizio nessuno ci aveva fatto caso: perché fare caso a un giovane uomo, vestito come un cittadino qualunque, con una specie di ventiquattr’ore, che si ferma in mezzo alla piazza e fissa gli occhi trasparenti del padre della Turchia moderna, in teoria laica e democratica? (altro…)

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Picchiato e fermato un fotografo italiano. Erdogan attacca la Ue.

Dalle impenetrabili caserme che come sentinelle grigie attorniano la periferia di Istanbul, quasi a proteggere la città con un invisibile manto fatto di carri armati e di soldati pronti a scattare sui tacchi, non si ode ancora un tintinnìo di sciabole. Eppure lo spettro dei militari torna all’improvviso ad agitarsi sulla Turchia. Perché nel confronto infiammatosi all’inizio di giugno tra i dimostranti laici e il governo islamico, è quest’ultimo che ha voluto dare ieri un segnale preciso, fatto di minacce nemmeno troppo velate. «Per fermare le manifestazioni illegali — ha avvertito il vice premier Bulent Arinc — c’è la polizia. Se non basta c’è la gendarmeria. E se ancora non basta ci sono le Forze armate». È la prima volta, dall’inizio della crisi, che le autorità turche fanno un riferimento all’esercito. Ed è paradossale che, in un Paese che dagli anni Sessanta ha vissuto 4 golpe per mano militare, sia oggi un esecutivo di matrice religiosa a chiamare a sua difesa quelli che per la Costituzione sono i garanti della laicità. (altro…)

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Tutti stiamo a Gezi Park

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli amici turchi che in questi giorni stanno difendendo il loro diritto a protestare pacificamente contro la violenza della polizia. Greenpeace Akdeniz – Türkiye Basta violenza sui dimostranti!

Da greenpeace.org

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turchia-alberoIl Nobel Pamuk si schiera con la rivolta di piazza Taksim: deriva autoritaria del regime.

PER dare un senso agli eventi di Istanbul, e per capire quei coraggiosi che scendono in strada e si scontrano con la polizia soffocando tra i fumi velenosi dei gas lacrimogeni, vorrei cominciare con una storia personale. Nel mio libro di memorie Istanbul, ho scritto su come tutta la mia famiglia abitasse negli appartamenti che componevano il palazzo Pamuk a Nisantasi.

Di fronte a questo edificio si trovava un castagno che aveva circa cinquant’anni, che per fortuna è ancora lì. Un giorno, però, nel 1957, il comune decise di tagliare quell’albero per allargare la strada. Burocrati presuntuosi e amministratori autoritari ignoravano l’opposizione del quartiere. Così, il giorno in cui l’albero doveva essere abbattuto, mio zio, mio padre, e tutta la famiglia rimasero in strada giorno e notte, facendo a turno per fare la guardia. In questo modo, abbiamo protetto il nostro albero, ma abbiamo anche creato una memoria condivisa che l’intera famiglia ricorda ancora con piacere, e che ci lega l’un l’altro. (altro…)

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