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Posts Tagged ‘tutele’

Amnesty

Non è un Paese per migranti, rifugiati e rom, la tortura non è reato e non applica i trattati.

Oggi Amnesty International ha presentato il suo Rapporto 2014-2015 che definisce «Vergognosa e inefficace la risposta globale alle atrocità degli Stati e dei gruppi armati» e dal quale emerge che il 2014 è stato « un anno devastante per coloro che cercavano di difendere i diritti umani e per quanti si sono trovati intrappolati nella sofferenza delle zone di guerra. I governi a parole sostengono l’importanza di proteggere i civili ma i politici di tutto il mondo hanno miseramente fallito nel compito di tutelare coloro che più avevano più bisogno d’aiuto». (altro…)

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La riforma dell'articolo 18

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???????????????????????????????Ieri il governo ha presentato un emendamento sostitutivo all’articolo 4 del Jobs Act in cui si parla di contratto a tutele crescenti, demansionamento e controlli a distanza. Oggi, su questo articolo, il governo ha bloccato il dibattito parlamentare invitandoci al ritiro di tutte le modifiche al testo e imponendo, di fatto, la sua linea politica.

Il governo ha preferito parlare ampiamente di questa riforma con la stampa e TV, ma si è guardato bene dal farlo con la Commissione Lavoro. Quando oggi abbiamo chiesto che cosa intendessero esattamente per ‘tutele crescenti’, il presidente Sacconi ha finalmente tirato fuori la parola ‘articolo 18’ che mai era stata pronunciata nelle numerose sedute di Commissione. (altro…)

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Escluso il reintegroROMA . Il governo, con il suo emendamento al Jobs Act, ha messo nero su bianco l’eliminazione dell’articolo 18. Ed è riuscito a farlo senza doverlo nemmeno nominare: «Il reintegro sul luogo di lavoro non c’è più, non è previsto in nessun caso» commenta Sergio Cofferati, europarlamentare del Pd che dodici anni fa, da leader della Cgil, per difendere quel principio portò in piazza due milioni di persone. «E’ il guaio è che di questa sparizione non tutti sembrano essersene accorti».
Fatto fuori nel silenzio, dice lei. Ci spiega meglio questo passaggio?
«Basta leggere con attenzione il punto dove l’emendamento introduce il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. Non si prevede esplicitamente il mantenimento del reintegro sul posto di lavoro, anzi si usa la stessa formula che compare in alcune delle proposte che intendono sostituire il reintegro con il risarcimento monetario. Di fatto si elimina quella parte riguardante l’articolo 18 che era sopravvissuto alla riforma Fornero».
Il ministro Poletti dice che sulla questione si deciderà al momento dei decreti attuativi.
«La formula usata è esplicita, il reintegro è escluso. Tanto più che si tratta di un diritto indipendente dall’anzianità lavorativa: il reintegro c’è o non c’è. Qui non c’è, nemmeno nei casi di licenziamento discriminatorio».

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Tutti in piazza
ROMA – L’emendamento al Jobs Act del governo spiazza il Pd. In direzione martedì Renzi aveva detto: «Ne discuteremo, sul lavoro ci confronteremo». Ma ieri mattina la proposta del contratto a tutele crescenti e lo spettro dell’abolizione dell’articolo 18 erano sul tavolo della commissione Lavoro del Senato. Una doccia fredda. La sinistra dem è ormai in trincea. Al punto che stamani alle 8 è stata convocata a Palazzo Madama la riunione del gruppo. I democratici avevano chiesto ci fosse subito il ministro Giuliano Poletti, che però è impegnato a Livorno.
Il clima è teso, mai la spaccatura era stata così profonda nel partito, perché ne va del Dna del Pd. E intanto la Cgil leva gli scudi. Il segretario Susanna Camusso non esclude uno sciopero coinvolgendo Cisl e Uil: «L’articolo 18 è uno scalpo per i falchi dell’Unione europea». Non ci sono rassicurazioni che bastino.
Arrivano dal fronte renziano, precisazioni e distinguo.

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Articolo 18

IL GOVERNO PRESENTA L’EMENDAMENTO CHE PREPARA L’ARCHIVIAZIONE DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, ESULTANO CENTRODESTRA E CONFINDUSTRIA. SINDACATI IN DIFFICOLTÀ.

La strada per abbandonare l’articolo 18 è cominciata con l’emendamento che il governo ha presentato ieri alla legge-delega di riforma del mercato del lavoro, il Jobs Act. La delega, per natura, prescrive solo il quadro generale e avrà bisogno dei decreti delegati del governo per riscrivere lo Statuto dei lavoratori come annunciato da Matteo Renzi. Un ulteriore passo verso la demolizione dello storico articolo è stato comunque compiuto con la proposta governativa di contratto a tutele crescenti che costituisce il cuore della nuova legge. Lo si deduce dalla soddisfazione del centrodestra – si ipotizza anche il “soccorso azzurro” berlusconiano – e da quello di Confindustria.   L’EMENDAMENTO, infatti, delega il governo a predisporre “per le nuove assunzioni, un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio”. Un contratto che dovrebbe portare a “eventuali interventi di semplificazione” delle attuali tipologie contrattuali. (altro…)

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Renzi-Poletti
Il governo vuole il varo rapido della legge, i dettagli nei decreti delegati Ci sarà una norma con criteri per rivedere le tutele dello Statuto dei lavoratori.
ROMA – Scontro rinviato sull’articolo 18. È l’orientamento del governo: prima l’approvazione della legge delega con l’indicazione di alcuni criteri generali per rivedere le tutele dello Statuto dei lavoratori; poi, con i decreti delegati, la riscrittura delle regole sui licenziamenti. Nel merito, cioè sul come, deciderà il governo. Niente negoziati del governo con la maggioranza, niente chiarimenti del governo con le varie anime del Pd. E conferma del cronoprogramma che prevede l’approvazione della delega da parte del Parlamento tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, e il successivo varo dei decreti da parte dell’esecutivo entro la fine dell’anno.

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