Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘tv’

la-bella-italia

Read Full Post »

Cacciati

“Nessuno è inamovibile, ma tempi e modi fanno pensare ad una scelta tutta interna alla politica” così Bianca Berlinguer, dal palco della Festa de Il Fatto Quotidiano a Roma in zona Testaccio, racconta la sua cacciata dalla direzione de Tg3. Accanto a lei un’altra “vittime” dell’epurazione renziana, il giornalista Massimo Giannini, ex conduttore di Ballarò che ha chiuso bottega. “Noi raccontavamo l’altra Italia, quella morsa ancora dalla crisi nonostante la narrazione renziana, e abbiamo ricevuto nell’ultimo anno sistematici attacchi da parte del PD. (altro…)

Read Full Post »

Torri conteseL’Autorità apre un’indagine sull’Opas di EiTowers: il gruppo di Berlusconi avrebbe il 70% del mercato delle antenne tv.
MILANO – Una operazione che andrebbe a «eliminare l’unico concorrente nazionale», proprio nel momento in cui quotandosi in Borsa «avrebbe potuto avere una nuova strategia » commerciale. Non solo: se l’operazione dovesse andare in porto «Mediaset sarebbe in grado di influenzare potenzialmente le condizioni competitive del suo concorrente». Oltre a dominare ulteriormente il mercato pubblicitario nei media e porsi nelle condizioni di «costituire o rafforzare una posizione dominante» nel settore della radiofonia e del digitale terrestre.

(altro…)

Read Full Post »

CARO direttore, la più importante notizia sull’Opa di Mediaset per le torri Rai l’ha data Camillo Rossotto, presidente di Rai Way, la società proprietaria dell’infrastruttura per le trasmissioni televisive, prima del consiglio di amministrazione di ieri. «Gli offerenti — ha rivelato — si sono fatti vivi solo martedì ». L’aver informato all’ultimo momento la società bersaglio qualifica come tecnicamente ostile l’Opa che Mediaset lancia per il tramite della sua controllata, Ei Towers. Uno Stato dignitoso, che tramite la Rai detiene il 65% di Rai Way, non può accettare di negoziare alcunché con un soggetto tanto inurbano. Peraltro, la decisione di lasciar cadere la proposta del Biscione può essere motivata anche in base al prezzo, al rischio regolatorio e all’interesse del Paese. E tuttavia, ieri, i consigli della Rai e di Rai Way si sono limitati a prendere atto della novità senza alcuna osservazione, almeno pubblica. Un po’ poco.

(altro…)

Read Full Post »

BerlusconiForse non è storica come la fatidica “discesa in campo” del biennio ’93-’94, ma la mossa di Silvio Berlusconi su Rai Way rappresenta una svolta perché ribalta la prospettiva del suo eterno conflitto d’interessi. Se per vent’anni il Caimano ha infatti usato la politica per proteggere le sue aziende dalla crisi, adesso è esattamente il contrario. L’ex Cavaliere condannato e detenuto ai servizi sociali ricorre al suo impero, tra Mediaset e Mondadori, per rimanere un attore protagonista della politica e tenere in piedi il Patto del Nazareno. (altro…)

Read Full Post »

MannelliSignori, mi voglio rovinare. Continuo a pensare che il Patto del Nazareno non sia mai morto: semplicemente – come scriveva ieri Daniela Ranieri e come dimostra l’affare delle torri Rai che finiranno tutte o in parte a Mediaset – prosegue con altri mezzi. I mezzi di B. che, dopo aver incassato l’esclusione di Prodi dal Quirinale, pensa giustamente agli affari suoi, molto più interessanti dell’Italicum e del nuovo Senato (che peraltro, anche dopo la morte presunta del Patto, restano identiche a quelle dettate da lui): le tv, le antenne, l’editoria e naturalmente i processi (che peraltro saranno ancor più difficili dopo la porcata della responsabilità civile dei giudici, che corona un altro punto-cardine del Piano di rinascita democratica di Gelli). (altro…)

Read Full Post »

BerlusconiSalta l’emendamento al decreto Milleproroghe, che avrebbe sottratto all’AgCom la competenza sul canone Il gruppo che fa capo a Silvio Berlusconi verserà 13 milioni l’anno contro i 20 del 2012. Vantaggi anche per la Rai.

ROMA – E’ caos sul canone frequenze. E Mediaset è oggi più vicina all’obiettivo che persegue da quasi due anni. E cioè pagare meno, molto meno come fitto allo Stato per le frequenze televisive che utilizza. Nella peggiore delle ipotesi, il gruppo Berlusconi verserà all’erario 13 milioni di euro l’anno (contro gli oltre 20 che ha pagato nel 2012).
Da dicembre, il governo Renzi ha lavorato ventre a terra su questo dossier. Ma ieri, nel momento della verità, è saltato l’emendamento al decreto Milleproroghe, all’esame alla Camera, che avrebbe impresso una svolta alla vicenda. L’emendamento – scritto al ministero dello Sviluppo – avrebbe tolto la competenza a decidere sul canone al Garante per le Comunicazioni (AgCom) e la avrebbe restituita al governo, legittimato così a scrivere una legge in materia.

(altro…)

Read Full Post »

Il pacco

IL MILLEPROROGHE RINVIA IL “DVB T2”. IL BISCIONE PUÒ TENERSI TUTTE LE FREQUENZE.

Periodo di manine, la settimana che va da Natale a Capodanno: oltre al goffo tentativo di ripulire la fedina penale di Silvio Berlusconi con la norma del 3%, il governo ha consegnato un bel regalo a Mediaset. Per adesso, s’accontenta la proprietà, e non direttamente il proprietario.   CON UNA POSTILLA inserita nel decreto milleproroghe (adesso in Parlamento), un calderone che certifica le inefficienze italiane, Palazzo Chigi ha rinviato di un anno e mezzo l’immissione sul mercato di televisori (o impianti esterni) che ricevono trasmissioni in tecnologia Dvb T2, il digitale terrestre di ultima generazione. Ha detto sì a una proposta di Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico. Poi nessuno se n’è accorto. (altro…)

Read Full Post »

La vicenda M5S-tivù sta diventando sempre più uno psicodramma. Ci mancava solo lo scontro tra Walter Rizzetto e Beppe Grillo. Non ha fatto mancare il suo pensiero anche Serenella Fucksia, instancabile disboscatrice di consensi. In attesa di comprendere perché Tafazzi sia diventato lo stratega del Movimento 5 Stelle, sorge una curiosità: non è che, per caso, Grillo e Casaleggio non vogliono che i parlamentari vadano in tivù perché li ritengono inefficaci? All’inizio era così e, per acquisire consensi, bastava che Grillo costringesse la tivù a parlare di lui. Poi però qualcosa, anzi molto, è cambiato. Il “no” alla tivù, spiegato più volte in cervellotici post sul blog di Grillo, ha certo una valenza ideologica per Casaleggio, secondo il quale la tivù è morta come pure i giornali. (altro…)

Read Full Post »

Rai

MERCOLEDÌ 11 GIUGNO, CORTEO DEI DIPENDENTI PER IL PRELIEVO DI 150 MILIONI CHE SI AGGIUNGE AI 50 TRA MANCATO AUMENTO ED EVASIONE DEL CANONE.

Mercoledì 11 giugno, vigilia di Mondiali di calcio, i canali Rai vi potranno sembrare spenti: pochi minuti di telegiornale, nessun programma in diretta, caterva di repliche. E l’antennista, seppur chiamato d’urgenza, non potrà rimediare. Perché va in onda lo sciopero contro il governo, contro il prelievo da 150 milioni di euro, contro Matteo Renzi: il primo, e il più massiccio. Aderiscono sette sigle sindacali. La conferenza stampa di presentazione, martedì, mostrerà lo schieramento unanime con i segretari generali Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), pronti a ripetere che il provvedimento di Palazzo Chigi è anticostituzionale , come ha spiegato il professor Alessandro Pace in 15 pagine di parere consegnato all’Usigrai (associazione dei giornalisti). (altro…)

Read Full Post »

The-mission-quando-il-reality-offende-la-realtaTutto può essere utile per catturare i telespettatori, anche ideare un reality show sulla pelle dei rifugiati del Sudan. I “rifugiati vip” – le solite starlette insieme con i campioni della peggiore non cultura nazionalpopolare – vivranno per dieci giorni tra chi soffre da dieci anni, senza grandi speranze. Ma la Rai parla di una valenza umanitaria del programma, secondo la solita logica dell’uomo bianco e ricco che salva i poveri negri. Le ONG italiane si rivoltano e lanciano petizioni online. Unimondo sta ovviamente da questa parte.

Non è ancora finita la (tardiva) calura estiva che i colpi di sole hanno già mietuto vittime tra i responsabili dei palinsesti Rai.

Per novembre è infatti previsto l’innovativo e struggente “The mission”! Ma di cosa si tratta? (altro…)

Read Full Post »

minoli_citizenQualche giorno fa abbiamo solidarizzato col dg Rai Gubitosi, che aveva descritto a Panorama le reiterate molestie, ai limiti dello stalking, di cui è oggetto dai politici raccomandatori di Giovanni Minoli. Motivo: il mancato rinnovo del suo contratto di consulente-pensionato che negli ultimi tre anni gli ha consentito di gestire 18 milioni di soldi pubblici per celebrare degnamente i 150 anni dell’Unità d’Italia, poi già che c’era i 151 e i 152 (e chissà, magari si sarebbe arrivati ai 200, se l’arido dg non avesse deciso che poteva bastare). Ieri il Minoli ha replicato con una struggente lettera a Panorama, in cui lacrima copiosamente sul “doloroso addio” e sull’ingratitudine del genere umano. E, con l’eleganza che lo contraddistingue, cita tre giornalisti (Vespa, Angela e Donat-Cattin) che, pur in pensione, continuano a lavorare per la Rai “e Minoli no”. Chissà che in Viale Mazzini, due anni dopo che il Fatto lo raccontò, non sia giunta eco dello scandalo di Agrodolce, la fiction coprodotta da Rai Educational, da Luca Iosi e dalla Regione Sicilia di Totò Cuffaro per la modica cifra di 70 milioni e poi chiusa dopo una storiaccia di denunce, licenziamenti, sprechi, raccomandazioni di parenti, amici ma soprattutto amiche, e persino di amici degli amici. (altro…)

Read Full Post »

Il governissimo sfila davanti alle telecamere del Tg della rete ammiraglia Rai. Tutto, rigorosamente, senza domande dei giornalisti. Protagonisti? L’ex ministro e deputatoMaria Stella Gelmini (Pdl) che sul caso Ruby dichiara: “Se condannanoBerlusconi mobiliteremo i cittadini”. Dichiarazioni fatte in sala stampa aMontecitorio alla presenza di incolpevoli reggi-microfono che lavorano per le reti tv o per i service in appalto. Le auto-interviste sono una prassi consolidata (purtroppo) per i nostri parlamentari. Tanto che poco dopo si ripete la stessa cosa con il deputato del Pd,Paola De Micheli, che si auto-intervista sul tema delle riforme costituzionali. Il tutto finisce nei servizi pastone del Tg1 sulla giornata politica del governo delle larghe intese.

Da ilfattoquotidiano.it del 05/06/2013.

Read Full Post »

ABBIAMO superato il livello di guardia. La tracimazione mediatica di Silvio Berlusconi, sulle sue reti domestiche e su quelle pubbliche, sgorga ormai come una fogna a cielo aperto, con tutti i suoi detriti, i suoi veleni e i suoi miasmi. Una nube tossica che minaccia di inquinare la regolarità della competizione elettorale. E dunque, un’emergenza democratica che a questo punto chiama in causa direttamente le più alte cariche dello Stato: dal presidente della Repubblica, nel suo ruolo istituzionale di garante “super partes” dell’unità nazionale, ai presidenti delle due Camere, al di là della rispettiva estrazione e appartenenza. Non basta più la “par condicio”, avevamo già scritto su questo giornale sabato scorso. Ma non bastano più neppure la Commissione parlamentare di Vigilanza e l’Autorità di garanzia sulle Comunicazioni. Né bastano le leggi e i regolamenti che pure sono in vigore e vengono sistematicamente violati, elusi, trasgrediti. Questo è il golpe mediatico di un “caudillo” ridotto alla disperazione, deciso a giocarsi il tutto per tutto, sulla pelle del Paese e su quella dei cittadini. (altro…)

Read Full Post »

SE UNO vuole farsi ascoltare dagli altri, non deve alzare la voce, bensì abbassarla; è questo che suscita autentica attenzione.
(da “Il senso di una fine” di Julian Barnes – Einaudi, 2012 – pag. 33)
Si chiama “sostegno privilegiato”. Ed è quello che le aziende editoriali e televisive non possono prestare ai loro proprietari o azionisti di controllo, titolari di cariche di governo: vale a dire, testualmente, “qualsiasi forma di vantaggio, diretto o indiretto, politico, economico o di immagine”.
Lo stabilisce il combinato disposto di quella che proprio qui in passato abbiamo denominato “legge Frasparri”, l’intreccio perverso tra l’infausta legge Frattini sul conflitto di interessi e la famigerata legge Gasparri sulla riforma televisiva. Due aborti; due misfatti commessi dal centrodestra nel 2004 per proteggere gli interessi il-legittimi di Silvio Berlusconi, il premier-tycoon che ha fondato il suo potere sul regime televisivo. (altro…)

Read Full Post »

Da eccesatira.blogspot.it

Read Full Post »

Read Full Post »

PIÙ che una “manifestazione di interesse” sarebbe un’ennesima manifestazione di conflitto di interessi. La disponibilità di Mediaset ad acquisire Telecom Italia Media, che controlla La7 e Mtv, dimostra che la tv generalista non è superata. Sbaglia chi la ritiene ormai finita a vantaggio di Internet e degli altri nuovi media. Questa è invece l’ultima roccaforte di un potere in declino, la piattaforma ideologica su cui s’è fondato il regime televisivo che ha dominato l’Italia nell’ultimo infausto ventennio. Si tratta, verosimilmente, di un fuoco di sbarramento che ha un duplice obiettivo: da una parte, eliminare un pericoloso competitor sul mercato degli ascolti televisivi e della raccolta pubblicitaria; dall’altra, soffocare un terzo polo tv capace di fare opinione e influire sulle scelte elettorali. È, quindi, ancora una volta un problema di concentrazione, di pluralismo e di libera concorrenza. Una questione politica e nello stesso tempo economica. (altro…)

Read Full Post »

Da Il Fatto Quotidiano del 14/07/2012.

 

Read Full Post »

Alcune parole, alcuni racconti, dalla seconda puntata.

Il linguaggio della mafia, spiegato da Saviano: “togliere il mascheramento alle parole: per rompere il mascheramento al potere criminale serve tornare a chiamare le cose come sono”. (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »