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Posts Tagged ‘ugo magri’

Pd e Pdl pronti ad archiviare la riforma per puntare a vincere Per i centristi una doccia gelata.

Sulla legge elettorale è tutto da rifare. Un mese e mezzo fa la riforma sembrava a portata di mano in virtù della cosiddetta bozza Violante, escogitata dall’ex presidente della Camera. Trattavasi di un mix tra sistema spagnolo (fortemente maggioritario) e modello tedesco (proporzionale con soglia di sbarramento). In pratica un ritorno all’antico, alle dinamiche della Prima Repubblica con qualche sostanzioso correttivo a vantaggio dei grandi partiti. Ebbene: questa bozza di riforma non ha superato il test delle Amministrative. Né il Pd né il Pdl sembrano più intenzionati a mandarla avanti. Si sono accorti che, invece di risolvere i loro problemi, finirebbe per aggravarli. Anziché porre un freno alla proliferazione dei partiti, la riforma su cui stavano per mettersi d’accordo avrebbe avuto l’effetto di scatenare altre spinte centrifughe. E d’altra parte, a cosa servirebbe mettere una soglia di sbarramento quando i famosi buoi sono già scappati dalla stalla? Oltre a Pd e Pdl, si contano ben cinque partiti in grado di superare l’asticella: Lega, Sel, Idv, Grillo, Udc e forse pure Fli… Così non può andare, si sono detti tanto Bersani quanto Alfano. (altro…)

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Sul Medio Oriente l’Italia gira pagina. Nessuna rivoluzione, sia chiaro: semmai il suo contrario. Dopo la lunga parentesi berlusconiana, torniamo nel solco della più limpida tradizione tricolore: ancorati agli indirizzi dell’Unione europea, in perfetto equilibrio tra i duellanti, ovunque vi sia un conflitto.
I quattro giorni del premier tra Libano, Palestina, Israele ed Egitto resteranno un caso da manuale di diplomazia «super partes». Nessun colpo d’ala, però in compenso zero sbavature e neppure gaffes dalle ricadute mondiali cui Silvio ci aveva abituati. Monti non è il tipo da improvvisare. Tutti i discorsi, anche brevi, se li era scritti in anticipo; cosicché al momento di pronunciarsi su questioni dove ogni virgola scatena guerre, ha estratto dalla tasca il suo foglietto ricco di annotazioni a penna, frutto dei colloqui con i protagonisti della politica mediorientale. (altro…)

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Il pericolo è quello di tenersi il “Porcellum”, con i partiti che oggi hanno interessi divaricati.

L’ultimo miglio, anche nelle riforme, è sempre il più difficile. Quando si tratta di chiarire certi dettagli, ecco che la trattativa imbocca puntualmente il binario morto, e lì rimane… Sulla nuova legge elettorale il rischio c’è. Perché domenica mattina su «l’Unità» è apparsa un’intervista a Violante dove si formula un’ipotesi legata appunto ai dettagli ancora da definire. L’ipotesi riguarda il «premietto» in termini di seggi che, sulla base degli accordi già raggiunti a livello di segretari, dovrebbe essere attribuito al partito più votato. Se vince il Pdl, il premietto lo prende il Pdl, se vince il Pd lo prende il Pd e avanti così.  Violante tuttavia ipotizza che questo modesto gruzzolo di seggi (ancora da definire) possa essere spartito tra il vincitore e i suoi alleati sommati insieme. (altro…)

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Bozza costituzionale e articolo 18. La maggioranza prova a chiudere
prima della campagna elettorale.

In settimana la maggioranza proverà a chiudere quel poco (o quel tanto) di intese messe in cantiere. Si registra nei tre maggiori partiti una certa fretta, perché dai primi di marzo in poi la politica sposterà tutta l’attenzione sulle prossime amministrative, la campagna elettorale prenderà il sopravvento, ed è piuttosto difficile che forze politiche in concorrenza vogliano stipulare accordi proprio alla vigilia del voto… (altro…)

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Tremonti replica a Berlusconi: “Abbiamo idee diverse”. E Bossi: non so se arriviamo al 2013. 

ROMA – Tanti tuoni, e poi nemmeno una goccia di pioggia: come al solito. Gli incontri tra Berlusconi e Tremonti alternano bisticci e schiarite. Ieri, che ci si aspettava chissà cosa, invece i due si sono addirittura mostrati a passeggio insieme, la manina di Silvio amorevole sulla spalla di Giulio, una «smentita itinerante» a tutte le voci di discordia. L’idea pare sia stata del premier, che giura: «Tra noi regna un’assoluta concordia». In privato, ragionando con i suoi, Berlusconi chiarisce: «E’ che non possiamo rinunciare a Tremonti», tanto vale dunque andarci d’accordo. (altro…)

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Il Cavaliere anticipa il rientro a Roma e in serata sente Letta

ROMA – Ieri sera Berlusconi è calato a Roma. Di solito dalla Sardegna, dove trascorre i weekend fino a quando regge il clima, si dirige su Milano per sbrigare certe sue faccende private. Se d’improvviso il Cavaliere ha cambiato programma, dev’esserci per forza una ragione di speciale importanza. Qualcuno dello staff la collega alle due telefonate di ieri, la prima a Cuneo e la seconda a Bisceglie, in cui Berlusconi ha sparso la sensazione di volersi tuffare nelle misure per lo sviluppo e per la crescita che «esamineremo» in settimana, ha detto. Pare abbia già incontrato Gianni Letta, suo braccio destro. E si prepara una mattina di fuoco, riunioni con i fedelissimi prima di tornare ad Arcore, perché c’è da decidere il «chi», il «come», ma soprattutto il «che fare». (altro…)

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Tagli ai dicasteri in vista per far quadrare i conti?

ROMA – Un brivido corre lungo la schiena dei ministri, specialmente di quelli «con portafoglio». Pure tra loro comincia a diffondersi il timore che ci sia un problema serio di copertura; che dopo le ultime correzioni decise ad Arcore si sia aperto un «buco» da 5 miliardi nei conti; e che Tremonti, per farvi fronte, abbia in serbo qualche strana sorpresa. Lui, il Professore, è a Lorenzago, il suo telefono non ha campo per cui risulta irraggiungibile (altra circostanza sospetta). Vuoi vedere, cominciano a domandarsi i suoi colleghi di governo, che il caro Giulio sta già pensando di rifarsi su di noi? Scommettiamo, si sfogano sommessamente, che alla fine presenterà il conto sotto forma di tagli aggiuntivi ai nostri ministeri? Voci incontrollate dalla Ragioneria generale dello Stato fanno sapere che questa preoccupazione non è del tutto infondata, anzi. Ma pure senza l’ausilio dei tecnici, il problema si coglie ad occhio nudo: la Lega non regge la stretta sulle pensioni. E’ lì che si sta aprendo una falla grossa così. (altro…)

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Dodici posti vacanti, e anche Bondi potrebbe rientrare nel partito.

ROMA – Il grande Gaber che cantava «far finta di essere sani» torna in mente quando si ascoltano i piani di riscossa berlusconiana. Il Cavaliere vuole far credere che nulla è perduto, si procede esattamente com’era deciso allargando la maggioranza, riformando la giustizia, esorcizzando la crisi. I suoi discorsi privati non si scostano di una virgola dagli sfoghi pubblici, l’ultimo ieri col video-messaggio anticipato qualche ora prima in Consiglio dei ministri. Con Berlusconi che intorno al tavolo ovale prende subito la parola e, tra sguardi interdetti, giura: tutto procede al meglio, «abbiamo vinto in Parlamento 7 volte consecutive». Il governo scoppia, ma di salute. (altro…)

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