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Lavoro
CGIL E UIL PARLANO DI ADESIONE AL 60%, PER CONFINDUSTRIA SI È FERMATO SOLO IL 10% IL PREMIER: “MASSIMO RISPETTO MA NON MI FACCIO IMPRESSIONARE”. POLETTI APRE AL DIALOGO

Al di là dei dati, dei numeri e delle piazze, lo sciopero generale di Cgil e Uil per chi lo ha promosso è stato un successo. I due sindacati lo hanno sancito con una nota congiunta in cui   comunicano “un’adesione media allo sciopero generale superiore al 60%, con una partecipazione nelle 54 piazze di oltre 1,5 milioni di persone”. “Sono molto soddisfatta ma è un risultato che ci carica di una grandissima responsabilità” il commento a caldo fatto da Susanna Camusso con i propri dirigenti. Soddisfazione che più tardi condividerà con l’altro leader che ha scommesso su questa giornata, il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo. Posizione che non sposta di una virgola l’atteggiamento di Matteo Renzi intervenuto al termine del Consiglio dei ministri: “Massimo rispetto per chi sciopera ma non mi faccio impressionare dalle piazze. C’è un paese da cambiare”.   LE PIAZZE, PERÒ, sono state molte, cinquantaquattro. Con molta gente – anche se meno del 1,5 milioni dichiarato – in particolare a Torino, Brescia, Padova, Napoli, Milano dove si è ricordata anche la strage di piazza Fontana. Alcuni scontri con la polizia si sono verificati a Torino, Milano, Roma e Bolgona, spesso a opera delle rappresentanze di centri sociali e dei movimenti sociali. Gli stessi che a Roma hanno tappezzato il ministero del Lavoro con le foto di Giuliano Poletti e Salvatore Buzzi con sopra scritto “Poletti dimettiti”. (altro…)

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Sciopero

È la condanna dei segretari della Cgil. Essere eletti su una posizione moderata e poi capeggiare piazze radicali. Era accaduto a Luciano Lama, nel1984,conlascalamobile.Allo stesso Sergio Cofferati, riformistaepragmaticodirigentedei chimici poi a capo della più grande manifestazione sindacale di sempre. Oggi succede a Susanna Camusso, messa in minoranza dal “duro” Claudio Sabattini nella Fiom ribelle di inizio anni 90 e che oggi guiderà lo sciopero generale insieme a Maurizio Landini, figlioccio dello stesso Sabattini.   Come nel secolo scorso:   sembrano gli anni ‘60   Con il 12 dicembre 2014 torna lo sciopero generale vecchia maniera. Non il “mito” di cui parlava il rivoluzionario Georges Sorel. Nemmeno quello della grande spallata che accese gli entusiasmi del Maggio francese, nel 1969. E neanche quello capace di coinvolgere l’intera società francese, nell’inverno del 1995. (altro…)

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SindacatiDOPO LA CGIL ANCHE LA UIL PER IL BLOCCO. OGGI VERTICE PER CONVINCERE LA CISL.

La pratica dello sciopero generale non è più affare della sola Cgil. Ieri la Uil, che oggi avvia il proprio congresso nazionale ed eleggerà il nuovo segretario Carmelo Barbagallo, ha proclamato anch’essa lo sciopero generale. Una mossa in parte improvvisa, resa possibile dal cattivo esito dell’incontro avuto l’altroieri con la ministra Marianna Madia sul pubblico impiego. La sostanziale chiusura del governo sul contratto degli statali e l’indisponibilità della ministra a offrire sponde credibili ai sindacati, infatti, ha indotto non solo la mossa della Uil ma anche la Cisl, finora prudentissima sullo sciopero generale, a proclamare una mobilitazione nel solo settore del pubblico impiego. (altro…)

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Manifestazione

CORTEO A ROMA. CAMUSSO CON MAGLIETTA “ARROGANCE, PROFUMO DI PREMIER”.

Renzi abbiamo perso la pazienza”. Il grido del vigile del fuoco di Roma, che interviene dal palco mentre piazza del Popolo si riempie interamente, viene accolto da un boato. È una delle tante testimonianze in rappresentanza della manifestazione nazionale del pubblico impiego organizzata ieri a Roma da Cgil, Cisl e Uil. “Pubblico6tu”, lo slogan in un corteo che sfila per oltre due ore, un piazza gremita, centomila persone stimate dagli organizzatori (sono di meno, però) e, dunque, ennesima tappa di uno scontro ormai sempre più esacerbato tra i sindacati e il governo di Matteo Renzi. La polarizzazione è riscontrabile in tanti segnali inequivocabili. Innanzitutto, la riuscita della giornata. Quando alle 16 stanno per cominciare i comizi finali, il corteo non è ancora arrivato del tutto. (altro…)

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Manifestazione

ROMA – Tutti uniti. Ritrovando l’unità del fronte sindacale. Perché il tema è generale, sentito dagli iscritti di ogni sigla: il contratto degli statali va sbloccato e rinnovato. “Continueremo la mobilitazione fino allo sciopero”, annuncia il segretario generale Cisl Fp, Giovanni Faverin. Una battaglia da portare avanti insieme alle categorie del “Pubblico impiego” di Cgil e Uil. E il primo passo oggi, a Roma, per una manifestazione nazionale che partirà alle 12.30 da piazza della Repubblica. Lo slogan principale è #Pubblico6tu. Il corteo attraverserà il centro della Capitale fino a piazza del Popolo, dove il palco – già allestito da ieri notte – ospiterà una serie di interventi. Compresi quelli dei tre segretari generali: Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo. (altro…)

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Primo-maggio-Torino-cariche

Nel capoluogo piemontese cori contro le forze dell’ordine per il caso Aldrovandi. Lancio di oggetti dei No Tav contro gli agenti, che hanno risposto con cariche di alleggerimento.

Sindacati a Pordenone e scontri a Torino. La giornata del Primo Maggio è all’insegna della tensione nel capoluogo piemontese tra i manifestanti e un gruppo di antagonisti e No Tav, che si definiscono lo “spezzone sociale” del corteo, venuto a contatto con la coda della manifestazione, dove era presente la rappresentanza del Pd. A far scattare la scintilla l’arrivo del senatore Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della Tav. Qualche spintone, poi la polizia è intervenuta a separare i due gruppi, divisi da un nutrito cordone di forze di polizia. Bersaglio di cori, inoltre, per gli applausi del Sap agli agenti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi: “Assassini, vergogna, tutto il loro corpo è marcio”. Dallo “spezzone sociale” della manifestazione sono volati oggetti contro le forze dell’ordine, tra cui alcune sedie dei dehors dei bar. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche di alleggerimento. Alcuni manifestanti sono stati bloccati. L’intervento delle forze dell’ordine ha poi riportato la calma. Calma momentanea. (altro…)

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Operai

Missile Cgil su Letta: “Sa fare solo annunci”. La Cgil, in piazza con Cisl e Uil, accusa il governo di non fare nulla per il lavoro. A Pomigliano, Notte Bianca contro la Fiat, mentre salta il tavolo per i 1400 esuberi Indesit. Evasione: un miliardo al mese finisce all’estero.

Dopo le scosse berlusconiane Enrico Letta è costretto a registrare quelle sindacali. È stata Susanna Ca-musso, ieri, a “bacchettare” il capo del governo: “Abbiamo la sensazione – ha detto il segretario della Cgil intervenendo a Radio 24, l’emittente di Confindustria – che i dossier si moltiplichino e che non si decida sui singoli capitoli”. “Il dibattito Imu-Iva – ha aggiunto Camusso – dimostra che si continua a stare dentro gli echi della campagna elettorale”. Per il governo che emana decreti del “fare”, l’accusa di inconcludenza è la peggiore che si possa ricevere.  (altro…)

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Sindacati -Industriali

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Sedici ore di fermata da definire per riconquistare l’art. 18 svuotato del suo potere deterrente. La segretaria Susanna Camusso non fa sconti a Monti, Bonanni e Angeletti. Conseguenze gravissime per gli «over 50». Troppo pochi i fondi per gli ammortizzatori, troppo poco contro il precariato.

La Cgil ha un suo punto di vista sull’art. 18: non si tocca. L’unica manutenzione possibile per il sindacato di corso d’Italia riguarda la durata dei processi: «Un punto su cui tutti convenivano – dice Susanna Camusso rispondendo a una nostra domanda – che improvvisamente è scomparso, con la decisione del governo di rinviare il problema alla riforma della giustizia». La segretaria generale della Cgil ha nuovamente fatto il punto, ieri sera, sulla fine del confronto tra il governo e le parti sociali per «riformare» il mercato del lavoro. In realtà, l’unico punto su cui il confronto è stato chiuso da Monti è quello che riguarda l’art. 18, cioè il principale. (altro…)

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Dopo anni di divisioni, mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil: “Il paese chiede equità, non daremo tregua”. L’esame della manovra a Montecitorio rinviato a mercoledì per cercare coperture finanziarie ad eventuali modifiche su Ici e previdenza.

ROMA – Tre ore di sciopero generale a fine turno e manifestazioni con migliaia di persone in tutta Italia, daGenova 1 a Bari 2, da Napoli 3 a Milano 4, da Palermo 5 aFirenze 6. Poi, nel pomeriggio, un presidio davanti a Montecitorio con i tre segretari confederali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Dopo ilfallimento ieri sera 7 dell’ultimo disperato tentativo di far cambiare idea al governo, è stata questa oggi la risposta dei sindacati per dire no alla manovra economica. Una mobilitazione che dopo anni di divisioni e polemiche ha ricompattato Cgil, Cisl e Uil, con l’eccezione di Bologna8dove le incomprensioni tra sigle non sono ancora state ricomposte e le iniziative sono state due. “Le bandiere unite fanno un bell’effetto, è un’iniziativa importante in tutta Italia”, commenta Susanna Camusso davanti alla Camera. “Il paese – aggiunge – chiede equità e che i sacrifici non ricadano sempre sui soliti noti”.

CRONACHE E FOTO CITTA’ PER CITTA’ 9 (altro…)

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Manovra, Cgil, Cisl e Uil confermano sciopero. Lega contro i tagli: “Ci vogliono sciattoni”. Fini e Schifani: “Non è vero che Camere non vogliono tagliare”. Sul fronte del lavoro, fallisce l’incontro tra Monti e i sindacati per scongiurare lo sciopero generale. Tabacci: “Lavoriamo ancora sulla tassazione dei capitali scudati, sottoscrizione di Btp per mantenere l’anonimato”.

I sindacati non cedono. Non sono bastate due ore di incontro con il presidente del ConsiglioMario Monti per cambiare la posizione. Confermate quindi tutte le iniziative di Cgil, Cisl e Uil contro la manovra. A cominciare dalle tre ore di sciopero di domani e i presidi fino ad ora programmati per protestare contro la manovra, definita un’opera “già compromessa”. Così i tre segretari hanno commentato a palazzo Chigi al termine dell’incontro “informale” con il premier. Susanna Camusso ha ribadito: “Abbiamo espresso le nostre posizioni, ma dal governo è arrivato solo un impegno generico a tener conto di quanto detto in questi giorni”. Molto delusi anche Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, che sono comparsi in sala stampa per pochi minuti, commentando laconicamente il colloquio con Monti. Di certo, ha detto Angeletti, il “risultato non è per nulla soddisfacente”. (altro…)

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