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Posts Tagged ‘ultrà’

LE VICENDE accadute allo Stadio Olimpico — dentro e fuori — hanno dell’incredibile, e non semplicemente per il grado di violenza raggiunto. Genny ‘a carogna è diventato il simbolo mediatico di Napoli-Fiorentina per il suo soprannome buffo e feroce, per le foto che lo ritraggono cavalcioni sulle transenne dello stadio, che ricordano le immagini di Ivan Bogdanov, detto “Ivan il Terribile”, l’ultrà serbo che a Marassi il 12 ottobre 2010 guidò gli scontri che portarono all’interruzione di Italia-Serbia. Ma la fama di Genny ‘a carogna dipende da altro: è lui che ha evitato una vera e propria rivolta dopo la sparatoria fuori dall’Olimpico. C’è tutta una parte di società civile e di istituzioni che è stata letteralmente salvata dalle decisioni di Genny ‘a carogna. Perché la diffusione delle notizie avrebbe potuto far insorgere la tifoseria mettendo a ferro e fuoco una Roma impreparata. Il questore di Roma, Massimo Mazza, dice che non c’è stata trattativa. (altro…)

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Federazione ItalianaNON È SUCCESSO NIENTE.

Sabato è stato il giorno in cui i confini della legge – e della liceità della pratica sportiva nel nostro Paese – si sono incarnati nel parlamentino andato in scena allo stadio Olimpico di Roma tra il povero Marek Hamsik, capitano del Napoli, e il nerboruto Genny ’a carogna, capotifoso partenopeo con maglietta inneggiante all’assassino di un poliziotto. Testimoni: un paio di silenti funzionari (forse del Napoli, forse della sicurezza). Coro greco: gli ultrà campani (con petardi e fumogeni). Spettatori: le istituzioni della Repubblica – il presidente del Consiglio Matteo Renzi, quello del Senato Piero Grasso, una pletore di seconde e terze file del potere – a guardare dalla tribuna d’onore, indecisi a tutto, persino ad andarsene davanti allo scempio di quanto rappresentano (ma Grasso avrebbe tanto voluto, ha scritto su Facebook).   (altro…)

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Il mondo ride di noi

Ha ragione il questore di Roma: “Con gli ultras del Napoli nessuna trattativa”. Infatti l’altra sera all’Olimpico ha deciso tutto Gennaro De Tommaso, per gli amici Genny ’a Carogna, figlio di un camorrista, un arresto per droga e vari Daspo all’attivo, troneggiante a cavalcioni sulla grata fra curva e campo, senza trattare con nessuno. Non è tipo da negoziati, Genny. È un un riformista decisionista che non conosce mediazioni. Non perde neppure tempo a parlare, anche per oggettivi limiti espressivi. Gli basta gesticolare. E poi parlava per lui la scritta sulla t-shirt nera, inneggiante all’ultrà catanese condannato per l’assassinio del commissario Raciti. Dunque pendevano tutti dalle sue labbra, a parte i Vip in tribuna Monte Mario che fingevano di non vedere. (altro…)

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Ministro degl'Interni

LE TRATTATIVE SE GIOCARE O NO IN MANO AL CAPO ULTRÀ CHE PARLA SOLO CON IL CAPITANO HAMSIK IN UNA PIOGGIA DI BOMBE CARTA. RENZI INTERDETTO IN TRIBUNA.

In una ubriacatura collettiva, dove il ministro dell’Interno viene sostituito da un nerboruto capo ultrà, Gennaro De Tommaso, detto “Genny ‘a carogna”, dei Mastiffs, i mastini napoletani, e il ruolo del prefetto affidato a Marek Hamsik, capitano del Napoli, viene deciso che la partita, “sì, si gioca”. Nessuna prova d’appello. Lo fanno capire le bombe carta che lasciano ferito anche un vigile del fuoco a bordo campo. Una pioggia di fumogeni e ordigni, quasi a dire “parliamo con Hamsik, e nessun altro. Decidiamo noi”. Il risultato è quasi marginale: finisce 3 a 1 per il Napoli. L’epilogo sono fuochi d’artificio, come se non fosse accaduto niente. 

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scontri

DENTRO E FUORI L’OLIMPICO SCONTRI TRA TIFOSI E POLIZIA: DIECI I FERITI, TRE DA SPARATORIA. LA QUESTURA: “LITE OCCASIONALE” MA TRA I RESPONSABILI POTREBBERO ESSERCI ULTRÀ DELLA ROMA.

E alla fine si gioca. La partita inizia alle 21:45. Tre quarti d’ora di attesa e inutile tensione. Roma città perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. Ieri una manifestazione, oggi una partita di calcio: l’intero sistema della sicurezza della Capitale sembra andato in tilt. È Napoli Fiorentina che si gioca, e siamo di fronte a tifoserie violente, ma la giornata di ieri è stata da incubo. Tutto inizia alle 19:10, le voci si rincorrono: un tifoso del Napoli è stato ferito a colpi di pistola. È un ragazzo di trent’anni colpito al torace. È grave. No, è morto già.  (altro…)

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coppa italiaNella finale della coppa calcistica nazionale ogni Paese offre uno specchio di sé. Anche noi, modestamente. Si comincia con un simpatico assalto degli ultrà della Roma a quelli napoletani. Non importa che la partita sia Napoli-Fiorentina e i romanisti non c’entrino nulla. La finale di Coppa Italia è una sorta di convegno dove delegazioni di violenti provenienti da ogni bar sport della penisola si danno appuntamento fuori dallo stadio per regolare i conti in sospeso: laziali contro romanisti, romanisti contro napoletani, pare addirittura napoletani contro veronesi. Al culmine della battaglia, una brigata di teste di cuoio giallorosse tende un agguato ai marines partenopei, o viceversa: dall’immane scontro di cervelli scaturisce un parapiglia. Da qui in poi i contorni della vicenda diventano ancora più sfocati. (altro…)

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