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Posts Tagged ‘Usa’

Ancora prima di avere prestato giuramento sulla Costituzione degli Stati Uniti, Donald Trump aveva cominciato a scegliere, in modo pubblico e spettacolare, i personaggi che avrebbero fatto parte del suo governo. Tra le prime scelte (mossa ragionevole data l’importanza del ruolo) c’è stata quella del generale Flynn. Come in tutte le mosse di Trump, anche in questa decisione non è il confronto con altri possibili candidati a guidare la scelta, ma l’impegno a dimostrare di essere l’opposto di Obama, che aveva dismesso prontamente Flynn da quello stesso ruolo quando si era accorto della stravaganza di comportamenti del generale, che ha sempre avuto il figlio come aiutante di campo o assistente, e della non coincidenza di idee sulla pace, la guerra e la situazione nel mondo. (altro…)

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L’ATTIVISMO della presidenza Trump non dà tregua ai cittadini che lo criticano, agli opinionisti che lo analizzano e, ora in maniera esplicita, a uno dei poteri dello Stato: i giudici che impugnano le direttive bonapartiste della Casa Bianca contro la libertà di ingresso nel Paese di una specifica categoria di persone, identificate ex ante e senza alcuna evidenza come potenzialmente terroriste. È dal 2001 che gli Stati Uniti non subiscono attentati organizzati da gruppi terroristici stranieri, eppure Trump adotta politiche da stato permanente di emergenza che fanno quasi impallidire quelle del suo predecessore repubblicano George W. Bush.

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obamaPremiato con il Nobel per la pace dopo appena 10 mesi di presidenza ha siglato il disgelo con Cuba e l’intesa con l’Iran, ma la sua riluttanza a dispiegare l’esercito ha portato al riesplodere di conflitti dalla Libia all’Afghanistan.

WASHINGTON – ALL’INIZIO fu la maledizione del Nobel, il premio al quale Barack Obama resterà appeso per sette anni come a una cambiale mai incassata. Premiato nel 2009 per una pace nel mondo che non poteva certamente aver portato in dieci mesi di presidenza.

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La polizia: ispirati ma non diretti da Daesh.

NEW YORK – Adesso è ufficiale: la strage di San Bernardino è un atto di terrorismo islamico. Per l’Fbi non ci sono più dubbi, l’analisi dei dati sui cellulari e il computer usati da Syed Farook e Tashfeen Malik nei giorni precedenti il massacro — e anche poche ore prima di salire armati di tutto punto sul Suv scuro dove poi sono stati uccisi tentando una fuga impossibile — conferma che la giovane coppia di terroristi ha agito per conto (o almeno in nome) dello Stato Islamico. Hanno tentato di distruggere le prove, ma i cellulari di Syed a Tashfeen, schiacciati e gettati in un cesto della spazzatura, sono stati ritrovati dagli investigatori del Bureau.«Continuiamo a ricavarne dati, con le impronte “digitali” che hanno lasciato siamo riusciti a ricostruire le loro motivazioni. Da oggi indaghiamo sul caso come un atto di terrorismo».
Diversi dettagli e una serie di piccole indizi (legami di Syed con Shebab somali e un militante del gruppo qaedista Al Nusra) che alla fine hanno rimesso in sesto un “puzzle” che per due giorni risultava incomprensibile anche a navigati detective come gli agenti federali delle squadri speciali anti-terrorismo.

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california
NEW YORK – «Un uomo armato è entrato nel centro, si è guardato attorno, ha iniziato a sparare. A terra ho visto diversi corpi, poi sono riuscita a fuggire». È di una donna la prima testimonianza a caldo della sparatoria in un centro di servizi sociali a San Bernardino, in California, che ha lasciato sul terreno almeno 14 morti e 17 feriti. Nella confusione seguita alla sparatoria notizie, voci e testimoni si accavallano nei social network, nelle tv “all-news” e sui siti online dei grandi giornali. Quando in Italia è già notte (e in California primo pomeriggio) ancora non è chiaro chi ha voluto la strage e ancora meno chiare sono le motivazioni di chi ha voluto uccidere, colpendo alla cieca persone innocenti e indifese che si trovavano in un luogo per disabili.

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VauroDa eccesatira.blogspot.it

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SENTO alla radio un dato impressionante, così impressionante che cerco conferma e la trovo nella rivista online “Il Post Internazionale”. Il dato è questo: la metà dei privati armati del pianeta Terra abita negli Stati Uniti d’America, a fronte di una popolazione complessiva pari al 4 per cento di tutti gli umani. Che le stragi per arma da fuoco (ormai quotidiane, e i morti sono migliaia) siano una specialità di quel grande Paese, è una inevitabile conseguenza statistica della maggiore concentrazione mai vista al mondo di armi da fuoco nelle case, nelle automobili, nelle mani di chiunque. Non per infierire, ma di questa vera e propria passione per gli spari e per il piombo che trapassa le carni degli altri c’è abbondante, anzi esondante prova in una produzione iconografica ormai sterminata.

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