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Posts Tagged ‘Val di Susa’

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Gli Stati generali del Lavoro, la tre giorni di incontri che si terrà i Val di Susa dal 27 al 29 settembre, sono finiti in mezzo al calderone nell’attacco mediatico che la stampa italiana sta portando avanti contro il movimento No Tav. Abbiamo intervistato due delle organizzatrici per farci svelare quali diabolici piani eversivi avessero in mente.

Li hanno accostati ai terroristi, alle Brigate rosse. Li hanno chiamati ‘violenti’, ‘antiprogressisti’. È in atto un attacco mediatico di portata enorme contro il movimento No-Tav e tutto ciò che vi gira attorno. E nel calderone ci finisce un po’ di tutto, indiscriminatamente, compresi gli Stati generali del lavoro, organizzati dal movimento No-Tav assieme ad Etinomia, associazione di imprenditori virtuosi valsusini, attaccati a più riprese da riviste e quotidiani come Panorama ed Il Giornale. (altro…)

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L’appuntamento è per sabato 23 marzo 2013 alle 14 a Susa, in Piazza d’Armi

Sabato 23 marzo in Val di Susa si terrà la prima marcia No Tav dopo le elezioni. “Ancora una volta invitiamo tutti e tutte a manifestare contro questo scellerato progetto che con il passare del tempo, l’avanzata della crisi economica nazionale e internazionale, diviene sempre più inutile e insostenibile, non solo per il nostro territorio ma per tutto il Paese” dichiarano gli attivisti e le attiviste del movimento in una nota.

“Su un punto vogliamo essere chiari, quest’opera, nonostante il battage pubblicitario che la circonda, fa sempre più acqua da tutti i punti di vista e sopratutto, man mano che si delineano le fantasiose tempistiche dei fan del tav, si conosce sempre più a fondo la reperibilità dei fondi per la sua realizzazione. Quello di cui Governo e tifosi vari non parlano mai è l’essenza del finanziamento necessario per la Torino Lione, tutto ed esclusivamente pubblico, ovvero sottratto ad altri settori per essere spostato su questo binario morto” continua l’appello per il 23 marzo. (altro…)

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Sandro Plano, rappresentante “istituzionale” del movimento contrario alla linea Torino-Lione, non è stato ammesso alle consultazioni per la scelta dei parlamentari. Il deputato bersaniano Esposito aveva già detto: “Se il partito lo accoglie, io lascio”.

Nessun rappresentante della Valsusa e nessun No Tav alle primarie dei parlamentari del Partito democratico. È stato escluso dalle liste Sandro Plano, presidente della Comunità montana della Val di Susa e Val Sangone nonché rappresentante “istituzionale” del movimento contrario alla linea Torino-Lione. Una contraddizione interna al partito risolta e un’esclusione che farà piacere a quanti, nel Pd e ai suoi vertici, sono favorevoli alla grande opera. In pochi giorni Plano era riuscito a raccogliere le firme di 412 tesserati del partito nella valle. “Il regolamento è stato pubblicato il 17 dicembre e il 18 sono usciti i moduli. In tre giornate ho dovuto correre come un disperato per raccogliere nelle mie zone le firme di almeno 400 iscritti – spiega il politico ailfattoquotidiano.it -. L’handicap che abbiamo noi montanari, rispetto a quelli di città, è che dobbiamo correre come disperati da un paese all’altro, mentre chi è in città le raccoglie nel giro di pochi condomini o in un quartiere”. (altro…)

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“La Torino-Lione non è più un tabù. Il progetto ha smesso di essere “intoccabile” in Francia, dove ambientalisti e partiti contestano apertamente la super-linea ferroviaria contro cui si batte la valle di Susa, ritenendola un salasso finanziario devastante per l’ambiente e soprattutto inutile, come confermato dai 400 docenti universitari che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Mario Monti, promosso da Luca Mercalli e Sergio Ulgiati. Ora il “fronte critico” si allarga alla Savoia, dove si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy. Sigle come Fapna e Fne, cartelli ecologisti fino a ieri favorevoli al progetto, hanno cambiato idea: colpa delle“rilevanti carenze” del dossier, su temi come sostenibilità ambientale e redditività di una infrastruttura faraonica, destinata all’improbabile trasporto merci Italia-Francia, ormai in declino. Le organizzazioni ambientaliste sottolineano che il progetto non contribuirà in alcun modo al decantato trasferimento dalla gomma alla rotaia”. (segnalazione di Mr SPOCK, VG)
Ps: Domani manifestazione “L’Italia che Resiste in Val Susa

Da beppegrillo.it

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Partito da Bologna il No Tav Tour, per sensibilizzare la cittadinanza alle ragioni della battaglia dei valsusini.

Stanchi di essere descritti dai media e dalla quasi totalità della classe politica nostrana come dei mostri, dei violenti, dei terroristi, i No Tav di tutta Italia hanno deciso di far cambiare idea alle persone e sopperire alla mancanza di informazione, portando in giro i loro volti, le loro storie e le loro ragioni per tutto il paese.

È partito così sabato 8 ottobre, da Bologna, il No Tav Tour, che proseguirà per oltre un mese per terminare a Genova il 12 novembre. Per l’occasione i comitati hanno realizzato una sorta di breve video promo del tour, in cui dieci volti storici del movimento No Tav spiegano altrettante ragioni per resistere:

Una partenza piuttosto affollata, quella di Bologna, con piazza Nettuno gremita di persone che ascoltano e riprendono la manifestazione. Particolarmente apprezzati gli interventi dei No Tav della Val di Susa. Già, proprio loro che la tv e i giornali si erano adoperati a descrivere come un manipolo di violenti facinorosi sono stati i più applauditi, ad ulteriore dimostrazione che i media mainstream non sono più – né vengono considerati – lo specchio della realtà sociale. (altro…)

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I NoTav sono diventati come Al Qaeda, un alibi buono per tutte le stagioni. L’incendio alla stazione Tiburtina di Roma è stato subito associato ai pericolosi valsusini. Un’ipotesi nata da un grande intuito. Trattandosi di una stazione era collegata all’alta velocità. Un treno ad alta velocità, infatti, di solito arriva e parte da una stazione. I No Tav come Nerone. Una mucca è stata vista nella periferia di Roma. Questo per ora il maggior indizio, comunque di una certa rilevanza. Ieri a Genova, per il decennale del G8, erano stati avvistati pericolosi anarco insurrezionalisti scesi dai boschi della Val di Susa al mare. L’ho sentito alla radio, non sono balle. Il tentativo di demonizzare la protesta legittima dei valsusini non servirà alla Grande Opera Inutile, se ne sono convinti anche a Bruxelles, dove hanno tagliato i contributi e sollevato perplessità su un tunnel che sarà completato e collegato a Torino nel 2035. Nel frattempo Polizia, Digos, Alpini e Carabinieri fanno da palo a un buco tra i monti. Ci costano più della missione in Afghanistan!

Da beppegrillo.it

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Buongiorno a tutti, vorrei ancora parlare del Tav, di quello che è successo anche ieri nelle zone interessate dal cantiere minacciato per la costruzione della ferrovia e quindi del tunnel perché adesso si minimizza sulla stampa di oggi, le dichiarazioni di Bersani “ma in fondo è una ferrovia, come ci si fa a opporre a un ferrovia?”. Se fosse una ferrovia non si opporrebbe nessuno, stiamo parlando di 70 chilometri di tracciato dentro le montagne, quindi di tunnel, uno, quello più famigerato, da 50 chilometri e altri più ridotti per un ammontare di altri 18/20 chilometri. Questo è il problema, non è il problema di opporsi alla ferrovia. (altro…)

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I valsusini sono degli eroi. Chiunque li abbia conosciuti non potrebbe definirli diversamente. Sono anni che vivono, o meglio, sopravvivono all’interno di baracche che chiamano presidi, di notte e di giorno, d’estate e d’inverno. Si riscaldano intorno ai bidoni accesi, come i neri delle periferie di New York. Cucinano e mangiano alla meno peggio, con fornellini da campo improvvisati. Dormono con il telefonino acceso e si svegliano a qualsiasi ora della notte: in dieci minuti formano una catena umana impressionante e sono operativi sui cantieri dove le ruspe tentano una timida sortita. Si prendono le manganellate, si fanno qualche giorno di ospedale e ritornano lì, imperterriti, per ricominciare tutto daccapo. (altro…)

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Nuova giornata di protesta per gli oppositori della Tav Torino-Lione. Migliaia di persone stanno convergendo nella zona, attese da un imponente schieramento di forze dell’ordine. Si temono infiltrazioni di frange violente. Due i cortei. Il primo è partito da Giaglione, oltre 2mila i partecipanti. Il secondo continua a radunare migliaia di persone al forte di Exilles, presenti i sindaci di 23 comuni della valle. Per entrambi, appuntamento alla Maddalena di Chiomonte, sede del primo cantiere della linea ferroviaria, dove interverrà anche Beppe Grillo. (altro…)

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Costi esorbitanti, benefici irrisori: la Grande Opera è roba da ricchi scemi?

Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano mette insieme un po’ di dati sulla Torino-Lione, discutendo sugli effetti economici della Tav per la quale ieri ci si è scontrati in Val di Susa. RIportiamo le quattro più interessanti:

Quanto costerà la nuova ferrovia Torino Lione?

Secondo la Ltf, società italo-francese costituita per la realizzazione, il costo previsto della Torino-Lione è di 21,4 miliardi di euro. Molti esperti ritengono che il costo effettivo sia destinato a triplicarsi. Sei anni fa quattro economisti (Boitani, Manghi, Mercalli, Ranci) in un articolo su lavoce .info (“Sulla Torino- Lione una pausa di riflessione produttiva”) prevedevano in almeno 17 miliardi il costo per la metà a carico dell’Italia. Il conto totale potrebbe arrivare a 40 miliardi di euro. La stessa taglia della maxi- manovra di Tremonti. E c’è da chiedersi se sia questa la priorità infrastrutturale su cui buttare tanto denaro. (altro…)

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NO TAV Al presidio della Maddalena si attende l’intervento delle forze dell’ordine: «Vogliono logorarci, non ci riusciranno». Un appello di intellettuali a non usare la forza ha raccolto finora 900 adesioni. L’intervento è previsto entro pochi giorni. Le barricate ribattezzate Santiago e Saigon.

PRESIDIO DELLA MADDALENA – Quando arriverà Godot? Si domanda un ragazzo in cima alla Maddalena. Anzi, Libera repubblica della Maddalena: il presidio, il fortino dei No Tav. E per Godot intende una scia blu di blindati che accecherà il cielo della Val di Susa, forse di primo mattino. «Arriverà. Arriveranno in massa. E lo faranno tra pochi giorni» rispondono i molti che passano le giornate qui, all’ombra dei castagni, dove si fa festa, si discute e si sta allerta, ma sempre col sorriso. Le labbra si chiudono solo quando si abbassano gli elicotteri delle forze dell’ordine sopra le teste dei valligiani e di chi partecipa al movimento (non solo gente di montagna). «Ci controllano, ci filmano, fotografano le nostre barricate». (altro…)

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