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Posts Tagged ‘Valentina Conte’

Il caso.

Sono 373 mila gli italiani emigrati, per necessità o per pagare meno tasse L’Inps manda loro assegni molto più generosi dei contributi che hanno versato.

ROMA – I pensionati italiani all’estero? Sono 373 mila e incassano quasi un miliardo all’anno dall’Inps, sottraendo – seppur legittimamente – imposte e consumi alla madrepatria. Per fare un paragone, parliamo di una città grande quasi come Firenze. Sparsa per i continenti, ma per metà in Europa. Dove gettonatissimo è ancora il Portogallo, il paradiso fiscale delle pantere grigie: dieci anni a tasse zero, in cambio della residenza non abituale. E dunque, a patto di vivere almeno 183 giorni all’anno in loco, tra le meraviglie di Porto e Lisbona e con un costo della vita assai abbordabile, i pensionati italiani si ritrovano un assegno che lievita anche di un terzo. Altrettanto ambite, sebbene fiscalmente meno generosi, Bulgaria, Romania, le isole Canarie. E l’America Latina, con un rinnovato interesse per il Costarica.

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IL PIANO/ L’OBIETTIVO È INCENTIVARE LA STAFFETTA GENERAZIONALE
ROMA – Incentivare la staffetta generazionale costerà al governo meno di 1 miliardo per il 2018. Poi a regime, dal 2019 in poi, da un minimo di 1 miliardo e mezzo all’anno a un massimo di 3 miliardi. A seconda se il taglio dei contributi previdenziali sulle assunzioni di giovani sarà pari al 50% o totale. Le ipotesi sono ancora tutte possibili. Così come la platea di giovani da favorire: under 29 o under 35. Tutto dipenderà dalle risorse a disposizione. Al momento non elevatissime non più di 5 miliardi – da destinare a statali (contratto da rinnovare), spese indifferibili (come le missioni militari di pace) e appunto cuneo fiscale. Considerati poi i 6,7 miliardi necessari per scongiurare gli aumenti Iva, si arriva a una manovra da 10-12 miliardi. Sempre che l’Europa ne accordi, come sembra, altri 9 di sconto.

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Il presidente dell’Inps vuole bloccare il meccanismo che favorisce i dipendenti pubblici distaccati.

ROMA – Il presidente dell’Inps Tito Boeri vuole ricalcolare (e tagliare) le pensioni dei sindacalisti in distacco nella pubblica amministrazione. Ma non ci riesce. Una prima circolare di dicembre è stata fermata dal ministero del Lavoro. La seconda di aprile giace nei cassetti dell’ufficio legislativo del ministro Giuliano Poletti. «L’esame riprenderà a breve », chiariscono al ministero. «Lo stop si spiega con il particolare affollamento di provvedimenti di cui ci siamo occupati negli ultimi mesi: dalla delega sulla povertà al Terzo settore, passando per l’Ape». Per i sindacati invece la motivazione dello stallo è un’altra: la misura di Boeri è illegittima, perché punta a cambiare una legge dello Stato con un semplice atto amministrativo. (altro…)

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Le due facce della crisi del lavoro: meno rapporti a tempo indeterminato (-7,6%), più macchinari sofisticati.

ROMA – Crollano i posti stabili. Si impennano i macchinari super evoluti. Colpa degli incentivi che vanno e vengono, dal lavoro a Industria 4.0. Con una conseguenza paradossale: le imprese cambiano pelle, ma automatizzando non creano lavoro aggiuntivo. Questo ci dicono i nuovi dati Inps e Ucima (Confindustria) relativi al primo trimestre dell’anno.
Tre mesi, d’altro canto, ancora fiacchi per crescita (il Pil avanza di uno 0,2%, quando la media Ue è a +0,5) e produzione (cala dello 0,3%).

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L’ANALISI. IN 13 ANNI, COMPLICE LA CRISI, LA PERCENTUALE DI CHI È IMPIEGATO È SEMPRE LA STESSA
ROMA – Siamo tornati al 2004. Stesso tasso di occupazione, il 57,5%. Stesso basso livello di classifica in Europa. Soltanto che oggi fanno peggio di noi solo Grecia, Turchia e Macedonia. Allora in coda c’erano Croazia, Bulgaria, Malta e Polonia, poi risorte. Ma cos’è successo nel frattempo?
Sette governi di centrodestra e centrosinistra. Tre importanti riforme del lavoro, dalla legge Biagi al Jobs Act, passando per la Fornero. Bonus e incentivi a profusione. E la crisi più profonda dal Dopoguerra che ha distrutto un quarto della produzione industriale, zavorrato di cinque punti gli investimenti, incenerito oltre un milione di posti e quasi nove punti di Pil.

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I promotori del referendum: così non cambia nulla Boeri: arriva il taglio alle pensioni dei sindacalisti.

ROMA – Voucher non solo alle famiglie. Ma anche alle imprese individuali, con zero dipendenti. Sebbene con limiti più stretti. Per le famiglie, tetto a 5 mila euro annui (dai 7 mila attuali) e valore del buono a 10 euro, come oggi. Vincolo a 2-3 mila euro, circa 40-50 giorni all’anno, e singolo ticket da 15 euro (contributi più alti) per le microimprese. Il testo finale non c’è ancora. Ma l’accordo sembra ormai definito. Il presidente Inps si prepara intanto a tagliare le pensioni dei sindacalisti.

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crescita

Tagliate le stime del Pil per il 2017 e il 2018 La replica di Padoan: “Sono un po’ stupito”.

ROMA – Il mondo cresce cinque volte più dell’Italia. Così prevede il Fondo monetario internazionale, nella versione aggiornata del suo World economic outlook in cui alza le stime di Stati Uniti, Cina e anche Eurozona, ad eccezione proprio di Roma. Rispetto ai calcoli di ottobre, l’Fmi taglia il Pil italiano di due decimi di punto nel 2017 e addirittura tre decimi nel 2018. Mettendo quasi una pietra tombale sull’obiettivo dell’1%, sfiorato da Roma nel 2016, ipotizzato per quest’anno o al più il prossimo.

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